Numero 7 - venerdì 19 marzo 2010


 

editoriale
di Francesco Boccia

 

Abbiamo portato in Parlamento le ragioni dei disoccupati, delle famiglie e delle imprese in difficoltà e abbiamo avuto la conferma che Tremonti, insieme al suo governo, di fronte ai problemi del Paese scappa. Chiedevamo da molto tempo la discussione di questi temi in un confronto parlamentare dove potesse emergere la verità sulla condizione economica generale, al di là delle favole che vengono raccontate sul superamento della crisi. Abbiamo presentato dati ufficiali e dieci proposte chiare. Alcune per dare risposte immediate ai problemi più stringenti, altre per avviare riforme sulle quali governo e maggioranza potrebbero contare sul nostro sostegno, se avessero un po’ di coraggio. Fino ad oggi la politica economica sostenuta da questa maggioranza è stata molto vicina ai desideri del governo e molto lontana dalle esigenze dei cittadini: abbiamo chiesto un segnale diverso, nell’interesse di tutti, ma Tremonti ha detto di no. Di fronte al Parlamento e a tutto il Paese ha solo fatto la lista delle presunte genialità uscite dal suo cilindro. Abbiamo avuto così conferma che questo governo non è in grado di affrontare i problemi reali perché ha altre priorità: quelle dei pochi privilegiati che hanno goduto delle sue politiche.

Crisi economica

Il governo è venuto in Parlamento a mani vuote
 

Il governo è venuto in aula a mani vuote. Gli italiani non aspettavano certo una difesa d’ufficio del suo operato ma proposte e prospettive per il futuro. Anche perché le cose fatte fino ad oggi sono purtropo note: risorse sottratte al Fas e agli enti locali, megacondono per gli evasori con lo scudo fiscale, tanti soldi per Alitalia, 20 miliardi di euro di Iva persi, aumento di 12 miliardi della spesa per la Pubblica amministrazione, tagli di 8 miliardi in tre anni per le scuole e di nove miliardi di investimenti per il 2010, scelta assurda in un momento di piena recessione. Il nostro percorso per affrontare la crisi è concreto e possibile: un'indennità universale di disoccupazione pari al 60 per cento dell'ultima retribuzione, la possibilità per i Comuni di avviare opere pubbliche attraverso l'allentamento del patto di stabilità interno, il rafforzamento del fondo di garanzia per i crediti alle piccole imprese, pagamenti entro 120 giorni di tutte le amministrazioni pubbliche verso i fornitori, un piano straordinario per le imprese agricole. Sfidiamo la destra anche a presentare una riforma fiscale in grado di bilanciare il carico tra i redditi da capitale, i patrimoni mobiliari e immobiliari e le imposte indirette da un lato e i redditi da lavoro, d'impresa e da attività professionali dall'altro.

 
 

i temi della settimana

 
decreto salvaliste
Solo un pasticcio per rimediare alle zuffe interne del Pdl

Il decreto è stato varato dal governo per rimediare ai pasticci fatti dal Pdl nella fase di presentazione delle liste, con la pretesa di farlo passare come un semplice provvedimento interpretativo. E' di tutta evidenza però che quelle norme non si limitano a interpretare, ma intervengono cambiando la legge elettorale con la campagna per il voto già in pieno svolgimento. Questi i motivi della nostra pregiudiziale di costituzionalità, purtroppo respinta in aula solo per pochi voti. Sarebbe infatti bastata una maggiore presenza del gruppo dell'Udc per bloccare definitivamente questo assurdo decreto.

Intervento di Gianclaudio Bressa
Comunicati di Gianclaudio Bressa e Roberto Giachetti

 
energia
Sì a salvataggio Alcoa, ma ora una politica industriale efficace

Il Partito democratico ha votato a favore del decreto sull'approvvigionamento energetico nelle grandi isole per consentire il proseguimento dell'attività produttiva dello stabilimento Alcoa sardo. Ma questo non ci ha impedito di ribadire le critiche nei confronti della maggioranza che ne ha approfittato per varare norme opache sulla Protezione civile. Non si possono affidare poteri straordinari a commissari che poi non sono chiamati a rendere conto al Paese. Quando il governo decide di affrontare i problemi reali, noi ci siamo e non ci tiriamo indietro, lo abbiamo dimostrato. Adesso però serve mettere in campo una politica industriale che scongiuri la delocalizzazione delle aziende.

Dichiarazione di voto - Comunicato - intervista video di Paolo Fadda
 
made in italy
L'impegno del Pd determinante per l'approvazione della legge

L’approvazione della legge sul made in Italy da parte della commissione Attività produttive in sede legislativa è molto importante per la tutela dei prodotti italiani e delle piccole e medie imprese che li producono. Finalmente il Parlamento ha dato un segnale a sostegno di questo importante comparto produttivo italiano. Senza la determinazione del Pd, la legge si sarebbe impaludata a causa dei contrasti interni alla maggioranza. D'altra parte, fino ad ora il governo Berlusconi non ha fatto altro che tagliare risorse.

Comunicato di Andrea Lulli
 

enti locali

Goveno incapace di raccogliere le vere emergenze

Il decreto sugli enti locali, approvato con la nostra netta contrarietà, non raccoglie le vere emergenze che ogni giorno pongono i comuni, le regioni, le province e le comunità montane. Il governo continua a ignorare la drammatica situazione finanziaria che colpisce le autonomie locali e scarica su di loro tutte le difficoltà.

 Dichiarazione di voto di Oriano Giovanelli
 

Interrogazioni e interpellanze

Tutte le interrogazioni e le interpellanze presentate

La prossima settimana la Camera sospende i lavori in vista delle prossime elezioni regionali e amministrative.
Anche la newsletter si fermerà per questa occasione e per la pausa di Pasqua
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Federalisti a parole: il neo-centralismo del governo Berlusconi
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