Siamo al secondo numero della newsletter del gruppo PD in commissione lavoro, i commenti finora sono stati positivi, aspettiamo altri suggerimenti.
Questo numero è aperto dal documento a firma Cesare Damiano e Tiziano Treu, capigruppo rispettivamente alla Camera ed al Senato delle commissioni lavoro del PD, presentato nel convegno preparatorio alla Conferenza Nazionale sul welfare che si è tenuto a Roma il 27 e 28 novembre. Abbiamo bisogno di discutere e mobilitare il paese sui temi economici e della crisi e le proposte del PD sul lavoro sono essenziali.
Quasi a complemento del documento precedente, pubblichiamo il lavoro prodotto dall’Ufficio Legislativo del gruppo PD della Camera (Monica Morabito e Paolo Casali), che analizza dal punto di vista delle discriminazioni di genere i provvedimenti assunti finora dal governo. Si tratta di un lavoro in itinere ma può essere comunque molto utile.
Presentiamo, poi, tutto il lavoro che si è sviluppato sulla Legge Finanziaria, con gli interventi di Giulio Santagata in discussione generale, Maria Grazia Gatti sul complesso degli emendamenti, e poi di Elisabetta Rampi e di Maria Luisa Gnecchi sugli emendamenti specifici che abbiamo presentato. Gli Ordini del Giorno alla finanziaria presentati da Teresa Bellanova e Luigi Bobba Il nostro lavoro in commissione ed in aula è molto difficile e solo poche volte si ottengono risultati, che sono comunque parziali e riescono solo a ridurre il danno che certi provvedimenti producono.
Sulla finanziaria questo è successo sul comma 35 relativo al lavoro pubblico ed alla contrattazione, presentiamo il vecchio testo, quello nuovo e l’intervento con cui Damiano ritira l’emendamento relativo accettando la modifica ottenuta. Sulla finanziaria c’è da dire che è relativamente vuota, in effetti tutte le scelte ed i tagli sono stati effettuati nel 112. La cosa che risulta palese a questo punto è che in consiglio dei ministri hanno deciso in 9 minuti e mezzo circa sei mesi fa, e da allora il parlamento è impegnato a riparare i danni provocati da quelle decisioni con provvedimenti che crescono a dismisura nei passaggi fra Camera e Senato, su cui viene apposta la fiducia e che presentano ancora evidentissimi errori.
La parte relativa agli atti parlamentari, questa volta è particolarmente ricca. Abbiamo scelto di presentare quelli più significativi: tre interrogazioni in commissione (una - a firma Damiano, Madia e Gatti - emblematica sulla situazione dei precari dopo il provvedimento “ammazza precari”; una emblematica anch’essa - a firma Mattesini - sul periodo massimo di malattia indennizzabile per i lavoratori sottoposti a dialisi ed infine la interrogazione - a firma Miglioli, Boccuzzi e Gatti - sul rischio che salti l’assunzione di 300 ispettori del lavoro (tanto per non dimenticare la Tyssen!!!)) e poi una serie di atti relativa alle discriminazioni di genere (una interrogazione sul licenziamento da parte del ministro Sacconi e della ministra Carfagna della consigliera di parità, a firma Amici e molte altre; ed una risoluzione trasversale rispetto ai gruppi, a prima firma Mosca, relativa alle discriminazioni di genere nelle nomine negli Enti.).
Per le interrogazioni presentiamo il testo, l’eventuale illustrazione, la risposta del governo e la replica di un firmatario.
Per la risoluzione ricostruiamo la storia, infatti, la risoluzione, un atto impegnativo per il governo, è nata quando il governo ha presentato in commissione l’ennesima proposta di nominare un uomo alla direzione di un Ente, la Lucia Codurelli a quel punto ha innescato una discussione che ha portato ad un risultato che riteniamo significativo