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Interpellanza urgente
23-02-2010
Chiarimenti in merito all'aggiudicazione degli appalti relativi alla costruzione di alcuni istituti penitenziari in Sardegna
Donatella Ferranti
Cofirmatari:

Maran, Lenzi, Quartiani, Berretta, Miglioli, Garofani, Zucchi, Nannicini, Schirru, Mastromauro, Bachelet, Capano, Causi, Codurelli, D'Incecco, Fioroni, Rossomando, Tidei, Vassallo, Boccia, Cavallaro, Ceccuzzi, Cenni, Villecco Calipari, Zaccaria, Ciriello, Colombo, Fontanelli, Lulli, Melis, Minniti, Andrea Orlando, Pedoto, Samperi, Bocci, Duilio, Genovese, Marchioni, Mosca, Narducci, Scarpetti, Vico.

Numero: 200627

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
con delibera CIPE del 6 marzo 2009 n. 3 sono stati assegnati al Fondo infrastrutture (istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico) 5 miliardi di euro per interventi di competenza del Ministero delle infrastrutture, di cui 200 milioni riservati al finanziamento di interventi di edilizia carceraria;
con la successiva delibera del 31 luglio 2009, il CIPE ha disposto l'assegnazione dell'intera dotazione al Programma straordinario per il finanziamento di istituti penitenziari in corso di costruzione presentato dal Ministero della giustizia;
tale programma include otto opere, attualmente in corso di completamento: in particolare, i nuovi istituti penitenziari di Cagliari, Sassari, Tempio Pausania, Oristano, Forlì, Rovigo, Savona e Reggio Calabria, che aumenteranno la capienza totale a 2095 detenuti;
l'articolo 17-ter del decreto-legge 30 dicembre 2009 n. 195, che reca le prime misure per l'attuazione del piano straordinario per la realizzazione urgente di istituti penitenziari (cosiddetto «Piano carceri»), ha introdotto norme in deroga per la localizzazione e l'espropriazione delle aree ove realizzare le nuove strutture carcerarie, conferendo pieni poteri al commissario straordinario, in deroga alle ordinarie competenze mediante procedure e gare d'appalto semplificate per la costruzione, entro il 2010, di 47 nuovi padiglioni, sul modello del dopo-terremoto dell'Aquila, per poi realizzare dal 2011 le altre strutture di edilizia straordinaria: braccio operativo per gestire tale emergenza sarà la protezione civile;
risulta agli interpellanti da notizie di stampa che, per quanto riguarda quattro dei nuovi istituti penitenziari degli otto in costruzione, in particolare quelli situati in Sardegna (Cagliari, Sassari, Tempio Pausania e Oristano), le gare per l'affidamento dei lavori siano state secretate;
risulta altresì, sempre da notizie di stampa, che tre appalti per gli istituti penitenziari sardi siano stati aggiudicati nel dicembre 2005 (ministri Castelli e Lunardi) a tre società che si sono aggiudicate anche i lavori per il G8 della Maddalena: Opere Pubbliche spa per Cagliari, Anemone srl per Sassari e Gia.fi costruzioni per Tempio. Le aggiudicazioni sono state effettuate dal Siit (Servizi integrati infrastrutture) del Lazio, di cui risulta aver avuto la responsabilità l'ingegner Angelo Balducci -:
se quanto indicato in premessa risponda al vero;
in particolare, per gli otto istituti penitenziari in costruzione, quale sia la motivazione per cui le procedure siano state secretate;
quale procedura sia stata individuata per l'aggiudicazione, quali siano le imprese aggiudicatarie degli appalti e quali quelle comunque invitate alle gare, sia pure informali;
quale sia l'importo base di gara e l'importo appaltato per ciascuno degli istituti;
a chi sia stato affidato l'incarico di direzione dei lavori e/o di progettista;
in quale data, per ciascuna opera, abbiano avuto inizio i lavori e quale sia il termine previsto dal contratto per la fine dei lavori e quale sia lo stato attuale degli stessi;
di quale importo siano, per ciascuna opera, gli stati di avanzamento dei lavori liquidati e quelli da liquidare;
se siano stati previsti lavori extra-contrattuali o opere in subappalto e, in caso affermativo, quali.

 

Seduta del 25 febbraio 2010

Illustrazione di Donatella Ferranti, risposta di Giuseppe Maria Reina sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, replica di Donatella Ferranti.

Video dell'intervento

Illustrazione

Donatella Ferranti. Signor Presidente, questa interpellanza muove dalla realtà dell'edilizia carceraria e anche dalla questione del sovraffollamento carcerario. Noi abbiamo chiesto un impegno del Governo per prevedere una riorganizzazione, un programma edilizio, che sia conforme anche ad un nuovo modo di intendere l'esecuzione della pena: non soltanto come restrizione ed emarginazione del detenuto, ma anche come possibilità per tutti i detenuti, e in particolare per coloro che non sono in regime di sicurezza speciale, di affrontare meglio, anche con più ricchezza di partecipazione da parte del personale dell'amministrazione penitenziaria, un programma di recupero. In tal modo la pena si trasforma in un periodo in cui il condannato recupera la sua autodeterminazione e quindi anche la possibilità di essere cittadino.
Abbiamo presentato e visto approvare delle mozioni il 12 gennaio del 2010, soprattutto la nostra era molto specifica sul punto, dove affrontavamo non solo il problema dei nuovi istituti carcerari, da effettuare secondo una programmazione e una localizzazione condivisa o quanto meno conosciuta dalle forze di opposizione, ma abbiamo fatto riferimento anche alle procedure e al fatto che nelle procedure si rispettassero al massimo i criteri di economicità e di trasparenza.
Nel frattempo, già quando abbiamo discusso in quest'Aula della legge finanziaria, avevamo potuto notare che vi era stato, con delibera del CIPE, un finanziamento straordinario e specifico proprio per l'edilizia carceraria, per 200 milioni di euro, riservato al finanziamento degli interventi di edilizia carceraria riguardanti otto istituti penitenziari in corso di esecuzione, verosimilmente da molto tempo, forse dal 2005, e anche su questo si appunta la nostra interpellanza. I nuovi istituti penitenziari di Cagliari, Sassari, Tempio Pausania, Oristano (quindi quattro punti nodali della Sardegna), Forlì, Rovigo, Savona e Reggio Calabria porteranno all'aumento delle capienza totale dei posti a 2.095.
Già questo canale diverso era apparso, non dico strano, ma comunque come un dato su cui si doveva focalizzare la nostra attenzione, perché i 200 milioni riservati al finanziamento di questi interventi andavano ad incidere sul Ministero delle infrastrutture. Poi, quando in questa sede abbiamo trattato del Piano carceri straordinario, quindi dei poteri straordinari che sono stati riservati al commissario e anche di tutte le deroghe previste nell'individuazione delle aree e delle opere, nell'aggiudicazione degli appalti e su quello che seguirà nell'attuazione di questo Piano carceri, peraltro molto sfumato nei contorni e negli interventi che si andranno a realizzare, con riferimento a queste opere e proprio nei giorni in cui è emersa anche la questione relativa all'utilizzo delle ordinanze di urgenza, del Dipartimento della protezione civile e di una Spa che si voleva fare in proposito anche con specifico riferimento alle opere di edilizia carceraria, all'attenzione dell'opinione pubblica, anche per l'intervento specifico che c'è stato sulla stampa, sono balzati lo stato dei lavori e le imprese aggiudicatarie riferibili a queste opere di edilizia carceraria in corso di esecuzione.
In quel contesto, da un articolo pubblicato su La Nuova Sardegna del 17 febbraio 2010 che s'intitola: «Sardegna: le carceri in costruzione in mano agli appaltatori del G8», si scoprono, o comunque vengono rese noto delle notizie che mi appresto a riferire, e sulle quali, considerato che anch'esse sono oggetto della nostra interpellanza, abbiamo chiesto un intervento specifico al Ministro della giustizia e a quello delle infrastrutture, anche se qui vedo solo il rappresentante del Ministro delle infrastrutture, mentre per il Ministero della giustizia non c'è nemmeno un rappresentante.
Da questo articolo di stampa, con riferimento agli istituti in corso di esecuzione a Cagliari, Sassari, Oristano e Tempio Pausania, si evidenzia che gli appaltatori sono proprio quelle società, gruppo Gariazzo, Anemone e Gia.fi costruzioni, che sono oggetto anche di indagini e che hanno avuto gli appalti de La Maddalena. Non solo: attraverso queste notizie di stampa veniamo a conoscenza del fatto che le opere sono state soggette a segretazione (il che può essere verosimile proprio in relazione all'opera che si sta costruendo) e che, sempre secondo l'articolo di stampa, anche qui sono state seguite comunque delle procedure segrete, informali, per cui anche la società non aggiudicataria, la Pizzarotti Spa, che ne ha fatto richiesta al TAR Lazio, non è riuscita ad avere contezza delle imprese, delle società che sono state invitate a partecipare, sia pure alla gara informale, e che comunque, poi, in qualche modo possono avere reso la gara effettivamente concorrenziale.
Bisogna considerare che si tratta di istituti penitenziari la cui costruzione è ormai iniziata da molti anni e che non risulta ancora completata, per cui non è possibile, anche da parte degli onorevole deputati, effettuare un sopralluogo o, comunque, accedere a quelle strutture e verificare lo stato dei lavori perché non sono istituti penitenziari operativi. Tra l'altro, abbiamo visto un canale specifico di finanziamento, pur nella gravità della situazione economica che riguarda tutto il Paese prima e tutta la giustizia che rientra nella categoria degli importanti servizi essenziali, quali la scuola e la sanità che costituiscono il substrato del nostro vivere civile.
Noi, quindi, ci siamo resi partecipi della necessità di acquisire delle informazioni che riguardino lo stato delle procedure di appalto relative a tutti gli otto istituti carcerari. Noi ci auguriamo di potere avere a tal proposito delle informazioni utili che non facciano rimanere ombre sulla procedura effettuata, sulle imprese invitate e sullo stato dei lavori. Soprattutto ci auguriamo di avere delle risposte certe da questa interpellanza sulla fine di questi lavori e sul fatto che, anche se si è proceduto con lavori sottoposti alla procedura della segretezza per la tipologia di lavori, il servizio delle infrastrutture agendo con il SIIT (il servizio del Ministero che sembra essersi occupato degli appalti, delle gare e delle aggiudicazioni) abbia rispettato tutti i canoni previsti dalle leggi.
Noi abbiamo rappresentato tutta la pericolosità di derogare alle norme in vigore in materia di gare d'appalto e, in particolare, al codice sugli appalti; tuttavia all'epoca questa deroga non c'era. Quindi, sia pure in maniera semplificata, sia pure attraverso l'urgenza, sia pure attraverso tutte le possibilità che ha una pubblica amministrazione di lavorare rispettando le leggi, le norme e i tempi, noi non ci dobbiamo trovare di fronte a delle opere che vengono finanziate da anni e che non riescono a vedere la luce. Tali opere, infatti, non danno quel contributo anche nella definizione dei posti che purtroppo servono alla popolazione carceraria e che consentirebbero, in parte, di superare questa emergenza e di dare la possibilità di una vita più umana a tanti detenuti che, purtroppo, in celle da due o da uno sono costretti a vivere in otto. Mi riservo all'esito della risposta di effettuare i miei rilievi oppure di dare atto che, invece, lo Stato si è comportato secondo le norme.

Risposta

Giuseppe Maria Reina. Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, l'edilizia penitenziaria si realizza sia attraverso la costruzione di nuovi istituti, sia attraverso gli interventi di ristrutturazione e di manutenzione di quelli esistenti. La costruzione di nuovi istituti penitenziari, regolamentata dalle leggi n. 1133 del 1971 e n. 404 del 1977, si attua con i fondi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti erogati da leggi specifiche sulla base di un programma predisposto congiuntamente con il Ministero della giustizia. Relativamente alla costruzione degli istituti penitenziari citati nell'interpellanza, è bene evidenziare che la loro realizzazione è stata prevista con decreto del Ministro della giustizia del 19 luglio 2004, emanato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in epoca antecedente alla presentazione dell'attuale piano carceri. Ciò premesso, si fa presente, quanto alle procedure seguite, che con il decreto interministeriale già citato è stato disposto che gli interventi relativi alla costruzione dei nuovi penitenziari rivestono carattere d'urgenza e la loro esecuzione deve essere accompagnata da particolari misure di sicurezza. I lavori per la costruzione dei nuovi istituti penitenziari sono stati eseguiti pertanto con l'adozione di tali procedure, per tutelare la segretezza e la riservatezza di lavori relativi ad opere destinate ad una particolare destinazione d'uso. Per quanto riguarda la concreta realizzazione dell'attuale piano carceri, si fa presente che la delibera dello stato di emergenza nazionale carceri attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri, fino a tutto il 2010, la possibilità di avvalersi di commissari delegati per l'attuazione dei relativi interventi. Premesso in linea generale quanto riferito in merito alla richiesta di notizie in ordine alla costruzione degli istituti penitenziari nella regione Sardegna (Cagliari, Sassari, Tempio Pausania), rappresentiamo quello che sto per dire. Le gare per l'affidamento dei lavori vennero dichiarate segretate con decreto del Ministro della giustizia in data 2 ottobre 2003, variante al programma ordinario dell'edilizia penitenziaria, Gazzetta Ufficiale 4 novembre 2003, n. 256, che stabilisce che tutti gli interventi di cui al presente decreto rivestono carattere di urgenza e la loro esecuzione deve essere accompagnata da particolari misure di sicurezza, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni. I richiamati appalti vennero quindi affidati con la procedura dell'appalto integrato, in conformità a quanto previsto dall'articolo 19, comma 1, lettera b), della legge n. 109 del 1994 ed ai sensi dell'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999, mediante gara informale tra ditte di fiducia dell'amministrazione in possesso di abilitazione di sicurezza NOS. L'appalto relativo al carcere di Cagliari, comune di Uta, progetto generale di prima fase, venne affidato con verbale di gara n. 606 in data 22 dicembre 2005 all'ATI Opere Pubbliche Spa ed Eugenio Ciottola Spa. Le imprese invitate alla gara per l'appalto dei lavori di progettazione esecutiva del progetto generale e di prima fase furono le seguenti sei: Grandi Lavori Fincosit Spa, Roma; CCC Spa, Roma; Todini Spa, Roma; Opere Pubbliche Spa, Roma; Impregilo Spa, Milano; Uniland Srl, Bari. Alla data odierna, sono stati emessi 16 SAL e relativi certificati di pagamento ed un certificato relativo all'articolo 41-bis, per un ammontare complessivo di 39 milioni 444 mila 320,19 euro, pari al 52,65 per cento del costo. L'appalto relativo al carcere di Sassari, località Bancali, come da progetto generale e di prima fase, venne affidato con verbale di gara n. 608, in data 22 dicembre 2005, all'ATI Anemone Srl - Igit Spa. Le imprese invitate alla gara furono le seguenti sei: SAC, Roma; CCC Spa, Roma; Consorzio Leonardo, Pescara; Anemone srl, Roma; Aquilaia Spa, Roma; Uniland srl, Bari. Alla data odierna sono stati emessi dodici SAL e relativi certificati di pagamento, per un ammontare complessivo di 26 milioni, 232 mila 155 euro, pari al 35,15 per cento. L'appalto relativo al carcere di Tempio Pausania, località Nuchis, come da progetto generale e di prima fase, venne affidato con verbale di gara n. 605 in data 22 dicembre 2005 all'impresa Gia.fi Costruzioni Spa. Le imprese invitate alla gara per l'appalto dei lavori di progettazione esecutiva del progetto generale e di prima fase furono le seguenti sei: Costruzioni srl, Altamura; SAC Spa, Roma; Astaldi Spa, Roma; Gia.fi Costruzioni Spa; Anemone srl, Roma; Consorzio Leonardo, Pescara. Alla data odierna sono stati emessi diciannove SAL e relativi certificati di pagamento, per un ammontare complessivo di 31 milioni, 364 mila 43 euro, pari al 62,58 per cento. In merito alla responsabilità dell'ingegnere Angelo Balducci sull'aggiudicazione dei richiamati appalti, è doveroso precisare che, alla data di svolgimento delle gare informali, il direttore generale del SIIT (Servizi Integrati Infrastrutture) era la dottoressa Valeria Olivieri, nominata con decreto del Presidente della Repubblica n. 1559 del 20 settembre 2005 e relativa decorrenza. Si fa conoscere, inoltre, che il rispetto dei tempi consentì di accedere ai finanziamenti di cui al programma suindicato, il cui impegno di spesa doveva avvenire entro il 31 dicembre 2005, così come avvenne con l'accredito dei fondi presso la Ragioneria regionale dello Stato di Cagliari, che ha finora emesso anche i relativi pagamenti alle imprese e alla quale sono già stati accreditati parte dei fondi di cui alla richiamata delibera. Per quanto attiene gli importi a base di gara, stante la tecnicità dei dati, riteniamo opportuno depositare a disposizione dell'Assemblea in allegato lo schema recante gli importi medesimi. Si specifica, tuttavia, che nell'importo dei progetti finanziati sono state accantonate somme per gli espropri in fase di pagamento per attività di vigilanza, opere d'arte, allacci, indagini di campo e di consulenza specialistica a supporto della progettazione ed IVA. La redazione dei progetti preliminari e definitivi, con l'individuazione di una prima fase, la sola inizialmente finanziata, venne eseguita da funzionari tecnici della sede coordinata di Cagliari dipendente dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna. Lo stesso ufficio convocò, nel settembre 2005, apposite conferenze di servizio per l'approvazione da parte degli enti locali e ministeriali. Nella redazione venne utilizzato il prezziario della regione Lazio dell'anno 2002, non disponendo in quel momento la regione Sardegna di prezziari aggiornati, in quanto risalenti al 1996. Parimenti, la redazione dei progetti di seconda fase e padiglioni 41-bis è stata eseguita da funzionari della sede coordinata di Cagliari di concerto con l'amministrazione del DAP, che ha fornito i relativi quadri esigenziali e ne cura l'alta sorveglianza in corso d'opera. L'ufficio direzione lavori e coordinamento per la sicurezza in esecuzione è costituito da funzionari della sede coordinata di Cagliari e detta attività rientra tra i compiti specifici di istituto. Per quanto riguarda i subappalti, si rimette un secondo allegato recante la disamina dei singoli contratti. Tuttavia, siccome non si tratta di pagine molto lunghe, ritengo opportuno darne lettura. Per quanto riguarda il carcere di Cagliari (Uta), con decreto provveditorile n. 39894 del 5 ottobre 2006 furono approvati il progetto esecutivo generale, per un importo complessivo pari a 72.525.828,55 euro ed un progetto di prima fase - all'epoca il solo finanziato - pari a 43.132.000 euro. Con successivo decreto provveditorile in data 11 dicembre 2009, registrato dalla Ragioneria provinciale dello Stato di Cagliari in data 18 dicembre 2009 al n. 5, è stato approvato il progetto di seconda fase in riduzione dell'importo di 28 milioni di euro, finanziato con la delibera CIPE del 31 settembre 2009, per un importo complessivo di prima e seconda fase di 71.132.000 euro, oltre 15 milioni di euro per la realizzazione del nuovo padiglione per detenuti sottoposti a regime di cui all'articolo 41-bis. Per quanto riguarda il carcere di Sassari, con decreto provveditorile n. 38 del 28 dicembre 2006 furono approvati il progetto esecutivo generale per un importo complessivo pari a 71.150.000 euro, ed un progetto esecutivo di prima fase - all'epoca il solo finanziato - di 39.965.733 euro. Con successivo decreto provveditorile in data 11 dicembre 2009 n. 10, registrato dalla Ragioneria provinciale dello Stato di Cagliari in data 18 dicembre 2009 al n. 5, è stato approvato il progetto di seconda fase in riduzione dell'importo di 29.650.000 euro, finanziato con la delibera CIPE del 31 settembre 2009 per un importo complessivo di prima e seconda fase di 69.615.733 euro, oltre 16.350.000 per la realizzazione del nuovo padiglione per detenuti sottoposti a regime di cui all'articolo 41-bis. Per quanto riguarda il carcere di Tempio Pausania, con decreto provveditorile n. 37 del 28 dicembre 2006 furono approvati il progetto esecutivo generale per un importo complessivo pari ad 54.228.583,26 euro ed un progetto esecutivo di prima fase - all'epoca il solo finanziato - di 34.203.000 euro. Con successivo decreto provveditorile in data 11 dicembre 2009 n. 103, registrato dalla Ragioneria provinciale dello Stato di Cagliari in data 18 dicembre 2009 al n. 6, è stato approvato il progetto di seconda fase, dell'importo complessivo di prima e seconda fase di 57.203.000 euro, finanziato con la delibera CIPE del 31 luglio 2009. Veniamo ai subappalti, e arriviamo alla conclusione. Lavori di costruzione del nuovo Istituto penitenziario di Uta (Cagliari), Opere Idriche Spa, subappalto autorizzato con nota n. 10126 del 26 novembre 2007. Ancora, lavori di costruzione del nuovo Istituto Penitenziario di Tempio Pausania: fornitura e posa in opera di recinzioni provvisorie per le aree di cantiere a favore della ditta FARE Costruzioni Srl, comunicato in data 23 marzo 2007; nolo a caldo con macchine operatrici per la rimozione di radici, ceppaie ed arbusti ricadenti nell'area a favore della ditta Chiaramonti Maurizio per un importo di 10 mila euro, comunicato in data 30 maggio 2007; subappalto per l'esecuzione di opere a favore della ditta FARE Costruzioni Srl per un importo di 350 mila euro, autorizzato con nota n. 5468 dell'8 giugno 2007; subappalto per l'esecuzione di opere a favore dell'impresa Nuova SACI Srl per un importo di 1 milione di euro, autorizzato con nota n. 5469 dell'8 giugno 2007.Nolo a caldo con macchina perforatrice a favore della ditta La Collina Dorata Srl per un importo di 5 mila euro, comunicato in data 9 ottobre 2007; fornitura in opera di manto stradale da 3 centimetri a favore dell'impresa CAMP Srl, comunicato in data 5 maggio 2008; subappalto a favore dell'impresa Garofoli Srl per la realizzazione di parte degli impianti termici, idrico-sanitari, antincendio per 500 mila euro, autorizzato con nota n. 5430 del 2 luglio 2008; nolo a caldo per la demolizione di blocchi di granito e calcestruzzo nell'area esterna alle mura di cinta a favore della ditta Chiaramonti Maurizio per un importo di 20 mila euro, comunicato in data 21 luglio 2008; fornitura e posa in opera di impianti elettrici e speciali a favore dell'impresa Alarm System di Zedda Efisio amp; C Snc.

Video dell'intervento

Replica

Donatella Ferranti. Signor Presidente, non siamo soddisfatti di questa risposta. Apprezzo lo sforzo del sottosegretario di dare una parvenza di trasparenza e di linearità a questi appalti, ma in realtà non ce l'hanno. Innanzitutto, sottosegretario, la risposta non è esaustiva perché chiedevamo di avere contezza di tutte le otto opere in corso di costruzione. Partiamo dalle opere della Sardegna per le quali, come oggi abbiamo avuto riscontro con certezza, esistono riferimenti in base ai quali risulta vincitrice di gara, cioè di aggiudicazione, tra le altre proprio quella società Anemone Srl per la quale è in corso un'inchiesta a tutto campo. Quest'ultima, da alcuni elementi che ovviamente non ci sono noti perché non conosciamo direttamente gli atti di indagine (mi baso dunque su ciò che risulta anche dagli organi di informazione), tra l'altro ha problemi che riguardano anche l'esistenza di una sede congrua rispetto agli appalti di cui si è resa aggiudicataria. La risposta quindi non è esaustiva con riferimento alle otto opere, ma anche riguardo alle opere sarde devo rilevare degli anacronismi. Con il decreto interministeriale del 2004 si parla infatti di un programma di urgenza e proprio con quell'urgenza viene motivata in maniera apodittica la segretezza. Già in quel caso quindi si dà una motivazione che non è congrua, perché la segretezza non è connessa all'urgenza, ma attiene alla natura dell'opera. Inoltre, quella segretezza ed urgenza - che vanno ad avvalorare e a legittimare una cosiddetta gara informale, che peraltro si realizza dopo un anno - non giustificavano quel passaggio di tempo: infatti, in un anno si fanno le gare formali e quindi si invitano, anche a licitazione privata, le ditte che hanno determinate caratteristiche, e non le cosiddette ditte di fiducia, perché dietro la ditta di fiducia (mi riferisco, in particolare, anche a quelle ditte che sono attualmente oggetto di indagini) francamente si apre tutta una riflessione molto amara. Se quelle erano le ditte di fiducia del provveditorato e del SITT (i servizi integrati del Lazio, dell'Abruzzo e della Sardegna), c'è davvero di che preoccuparsi anche per i restanti appalti. Anche perché poi, se andiamo a verificare lo stato attuale dell'opera, sul punto, sottosegretario, le nostre domande erano abbastanza chiare, forse anche troppo puntuali, dal momento che chiedevamo l'importo base di gara raffrontato. Non volevamo andare nel dettaglio, e quindi anche nei meandri del capitolato, volevamo chiedere l'importo base di gara e quello appaltato per ciascuno degli istituti, cioè raffrontato. E, poi, la domanda a cui non si è data risposta, e che quindi i suoi uffici, gli uffici di riferimento non sono stati in grado di rappresentare o forse vi è stato il pudore di non voler rappresentare, era sulla data fissata per la consegna dei lavori, per il fine lavori, e quali proroghe o varianti vi sono state su questo punto. Perché non credo che sia possibile che opere che sono state qualificate - si tratta di opere sarde, perché la risposta è stata limitata a queste - urgenti, tanto da derogare alla normativa interna di aggiudicazione e, quindi di invito alle gare, che devono avere certi requisiti e pertanto anche di rispetto delle procedure, opere come dicevo dichiarate urgenti per cui - mi pare che all'epoca il Ministro della giustizia fosse Castelli che ha emesso il decreto ricordato - ad oggi, siamo nel 2010, dal 2004 o 2005 - credo che nel 2005 fosse prevista la consegna dei lavori, nella sua risposta, signor sottosegretario, non è stata indicata la data né di consegna, né di fine lavori - non siano state ancora consegnate. Questa urgenza, quindi, è servita soltanto a legittimare, a dare un'apparenza burocratica e formale alla deroga alle regole sul conferimento degli appalti che vigilano e rendono trasparenti le procedure e i criteri utilizzati per invitare le ditte. Laddove vi è, infatti, il rispetto delle regole, le ditte devono avere determinate caratteristiche, deve esserci un progetto con un capitolato a cui le ditte, anche per la loro organizzazione, devono rispondere. In questo frangente noi ci rendiamo conto come quella segretezza, quell'urgenza servano solo ad una amministrazione che ha già impegnato e finanziato delle opere. Lei stesso ha detto che le opere dovevano essere urgentemente appaltate e secretate con il decreto ministeriale del 2 ottobre 2003. In realtà, sono state finanziate con un programma condiviso, al 31 dicembre 2005. In realtà, le opere saranno state finanziate solo in parte. Si è verificato, infatti, che le risorse per le opere che erano state originariamente finanziate per l'importo base di gara, successivamente, a seguito delle varianti, che hanno portato a quel ribasso di gara - con l'esito di una ripartizione tra i soggetti conosciuti e noti al servizio - non sono state più sufficiente e, quindi, vi è stato bisogno di successivi finanziamenti tanto da correre ai ripari con la delibera del CIPE del 2009. Tutto ciò è avvenuto anche perché gli stati di avanzamento dei lavori liquidati sono, per quanto riguarda Sassari al 35 per cento, per Tempio Pausania al 52 per cento e per Cagliari al 52 per cento dell'opera totale. Quanto, alla fine, verranno a costare ai cittadini queste opere urgenti e secretate? Sulla questione dei subappalti conferiti vi è da porsi un'ulteriore domanda che la pregherei, proprio per il suo ruolo, di accertare bene. Non entro nel merito delle ditte perché, con il mio ruolo, non sono in grado di verificare oggi - ma voi sì - quali collegamenti vi possano essere tra le compagini sociali. Però io dico che se vengono aggiudicati degli appalti per delle opere progettate (complete), ma poi vengono date in subappalto le opere che riguardano il riscaldamento, l'elettricità e gli altri servizi fondamentali, lei, sottosegretario, capirà meglio di me - essendo del settore - che ciò significa che l'appalto affidato inizialmente era un simulacro, era una scatola vuota che serviva a conferire diritti di credito nei confronti dell'amministrazione, scatola da riempire di contenuto perché quelle imprese, quelle società non erano in grado di fornire l'opera ultimata. Pertanto non mi ritengo soddisfatta della risposta all'interpellanza, pur prendendo atto - dalle carte - del fatto che il suo Ministero non poteva dare altra risposta rispetto a quella data. Tuttavia la prego e la invito, nella sua qualità di sottosegretario, ad approfondire la questione, e a seguire in maniera specifica la definizione di questi otto, ripeto otto istituti carcerari che sono in ballo dal 2005.

 
 

 

     

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