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Abbiamo votato contro il decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche perché, nonostante i miglioramenti che siamo riusciti ad ottenere, è un provvedimento che rende precario il lavoro e aumenta l'incertezza nella vita professionale dei lavoratori delle fondazioni compromettendone la qualità delle produzioni. Grazie alla nostra opposizione abbiamo sventato l'ennesima forzatura parlamentare: abbiamo impedito il voto di fiducia e ottenuto l'eliminazione del ruolo del ministero nella fase di rinnovo dei contratti, l'abolizione del taglio del 25 per cento del contratto integrativo; lo slittamento del divieto di prestazioni di lavoro autonomo per i dipendenti delle fondazioni. L'abolizione dell'illogico tetto ai cachet, che avrebbe impedito l'ingaggio dei più prestigiosi artisti internazionali e avrebbe condannato i nostri teatri a essere teatri di "serie B". Con il nostro lavoro abbiamo migliorato un decreto che era e rimane negativo, questo il motivo del nostro voto contrario.
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