22/03/2024
Ilenia Malavasi
Serracchiani, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Zan, Andrea Rossi, De Maria, Merola, Casu
2-00351

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

   il tribunale per i minorenni di Bologna soffre, da tempo, di una carenza di organico amministrativo e giurisdizionale circa del 52 per cento rispetto all'effettivo fabbisogno; ci si riferisce infatti ad un'utenza che copre quella dell'intera regione Emilia-Romagna, con un bacino di circa 4 milioni e mezzo di persone;

   sono circa 3.500 i minori in carico al distretto bolognese, numeri che comprendono anche le adozioni, con relative richieste, le procedure legate all'adottabilità e i procedimenti relativi alla responsabilità genitoriale;

   si apprende che la presidente del tribunale di Bologna ha chiesto al Ministero interrogato un ampliamento dell'organico, poiché i numeri riferiti al personale attualmente in servizio non sono proporzionati minimamente alle esigenze del distretto;

   il personale di cancelleria che ha terminato la funzione per pensionamento non è stato sostituito, i magistrati assegnati sono pochi rispetto all'aumento dei procedimenti avviati, la carenza di risorse è divenuta strutturale e ha creato l'effetto perverso del rallentamento della durata dei procedimenti, con la conseguente difficoltà nella gestione dei fascicoli e un rallentamento nella definizione e nella durata dei procedimenti, in particolare in seguito all'entrata in vigore della riforma del processo telematico;

   alla mancata reperibilità dei fascicoli anche per mesi, si aggiunge la tardiva o mancata notifica dei provvedimenti e delle date di convocazioni in udienza, il tardivo accoglimento di istanze urgenti (tra cui le dimissioni di minori e madri dalle strutture comunitarie), la tardiva o mancata definizione dei procedimenti già istruiti nei termini processuali ordinari, la paralisi delle adozioni, oltre ad avere problemi con l'inserimento delle relazioni socio-sanitarie nei fascicoli;

   dal 1° luglio 2023 la migrazione dal sistema Sigma al sistema Sicid ha infatti costituito un passaggio tutt'affatto semplice, e purtroppo, probabilmente a causa dei non adeguati stanziamenti di risorse sia finanziarie sia di personale necessarie alla transizione digitale, si è assistito ad un peggioramento della situazione, denunciato in particolare dagli avvocati, che lamentano una limitazione dell'accesso fisico alle cancellerie a fronte di un malfunzionamento del deposito degli atti e della presa di visione dei fascicoli tramite Pct, situazione che avrebbe rallentato ulteriormente la lavorazione degli stessi fascicoli da parte delle cancellerie e la possibilità di visura e di visibilità da parte degli avvocati, che lamentano, inoltre, la limitazione a soli due giorni alla settimana per le cancellerie civile e adozioni e un giorno alla settimana per i procedimenti ex articolo 31 del Testo unico sull'immigrazione, decreto legislativo n. 286 del 1998, che riconosce al tribunale per i minorenni il potere di autorizzare il rilascio di un permesso di soggiorno ai genitori di un minore straniero, qualora sussistano particolari esigenze di tutela a cui sarebbe seguita, a partire dal mese di settembre 2023, una chiusura totale di fatto sia all'utenza sia agli avvocati –:

   quali misure urgenti siano state adottate e quali ancora il Ministro interrogato intenda predisporre al fine di colmare le gravi carenze di personale amministrativo e giurisdizionale, necessarie anche al pieno funzionamento del Pct, al fine di garantire al meglio il servizio della giustizia minorile presso il tribunale per i minorenni di Bologna, in tempi che non pregiudichino oltre i diritti dei cittadini, in particolare dei minori.

Seduta del 5 aprile 2024

Illustrazione di Ilenia Malavasi, risposta del Sottosegretario di Stato dell'Istruzione e del merito, replica di Ilenia Malavasi

ILENIA MALAVASI, Grazie, Presidente. Ci tengo in modo particolare a presentare questa interpellanza perché riguarda un argomento relativo alla mia regione e anche al mio territorio di provenienza, e anche di elezione, la provincia di Reggio Emilia. Riguarda il racconto di una situazione ormai drammatica in cui versa il tribunale per i minorenni di Bologna, una situazione che ormai possiamo definire un'autentica paralisi del funzionamento delle cancellerie e del tribunale per i minorenni nello specifico.

È evidente che questa è una situazione, ahimè, abbastanza diffusa nel territorio nazionale, ma il tribunale per i minorenni di Bologna, di cui voglio trattare, soffre ormai di una carenza di organico, soprattutto amministrativo, che è circa del 52 per cento rispetto all'effettivo fabbisogno per un tribunale che copre l'intera regione Emilia-Romagna, quindi con un bacino di 4,5 milioni di persone e un carico di 3.500 minori, che comprendono, ovviamente, diverse patologie: adozioni, adottabilità, procedimenti legati alla responsabilità genitoriale.

Sono solamente alcune delle situazioni di cui si occupa il tribunale per i minorenni, che richiedono sicuramente valutazioni adeguate, tempistiche rapide, interventi concisi, sorveglianza della corretta attuazione e applicazione delle misure, perché parliamo di orfani minori, orfani di violenza domestica, di vittime di abusi, di figli di genitori che possono avere problemi di alcolismo, di tossicodipendenza, di bambini stranieri senza famiglia, ma anche di abbandoni scolastici, di delinquenza minorile.

Quindi una necessità che ci sia un sistema giudiziario efficace soprattutto a garanzia dei diritti dei bambini e delle bambine di cui in questo momento ci occupiamo e che stanno al centro, in realtà, della nostra preoccupazione. In Italia ci sono 29 tribunali per i minorenni e hanno complessivamente circa 110.000 fascicoli arretrati o, come si suole dire, pendenti. Nel solo tribunale di Bologna i fascicoli pendenti sono più di 10.000, gli ultimi dati parlavano di 10.106 fascicoli per un tribunale che vede nel suo organico 9 giudici, e sono passati da 7 a 9 pochi mesi fa. Dovrebbe avere nell'organico 25 figure amministrative, oggi in realtà ce ne sono solamente 11, e non c'è più in ruolo nessun cancelliere presente, ce ne dovrebbero essere 5.

È evidente che è una situazione che si è sicuramente anche generata nel corso degli anni, tant'è vero che il personale di cancelleria che ha terminato la sua funzione per pensionamento non è stato sostituito. I magistrati assegnati sono sempre stati pochi rispetto comunque ai procedimenti, che sono via via aumentati, andando quindi a creare una situazione di una carenza di risorse che ormai è divenuta strutturale e che ha creato l'effetto di rallentare la durata dei procedimenti, con la conseguente difficoltà nella gestione dei fascicoli, che non trovano più nemmeno spazio fisico per una decorosa collocazione.

Tutti ricordiamo immagini di pile e cataste di fascicoli ammassati sul pavimento, che non sono ovviamente degni di un Paese civile e democratico come il nostro. Ho appreso, leggendo diversi articoli, che la presidente del tribunale per i minorenni di Bologna, Gabriella Tomai, ha chiesto al Ministero interrogato un ampliamento anche dell'organico, proprio per potenziare l'organico stesso, pur rivendicando l'impegno, che apprezziamo, del personale attualmente in servizio, che però non ha, ovviamente, la forza per rispondere al carico di lavoro, essendo sicuramente proporzionato male e ai minimi termini rispetto alle esigenze dell'intero distretto. La situazione, incredibilmente, è peggiorata addirittura dal 1° luglio 2023, con l'introduzione del processo telematico. In modo paradossale, proprio quello strumento telematico che avrebbe dovuto velocizzare ed evitare anche l'accesso fisico degli avvocati alle cancellerie, non funzionando, se non in entrata, ha invece rallentato la lavorazione dei fascicoli da parte delle cancellerie stesse, e la possibilità, quindi, di visura o anche di visibilità da parte degli avvocati. Gli ulteriori pensionamenti e i trasferimenti di personale hanno ridotto sempre di più un organico che già era decisamente molto scarno.

Una delle ultime notizie riguarda i cancellieri. L'ho citato prima, all'inizio del mio intervento: dovrebbero esserci 5 cancellieri nell'organico e oggi non ce n'è nemmeno uno, e al posto dei cancellieri ci sono delle borse lavoro. Quindi una situazione al limite dell'insostenibilità della gestione dello stesso tribunale per i minorenni. A partire dai mesi di marzo e aprile si aggiunge come dato di preoccupazione la limitazione a soli 2 giorni alla settimana di apertura per le cancellerie civili e adozioni e un solo giorno alla settimana per gli articoli 31, che riguardano i ricongiungimenti familiari.

Dopo il 1° luglio la limitazione è proseguita e da settembre del 2023 non è stato più possibile l'accesso per molto tempo per le cancellerie civili e adozioni. Le cancellerie sono, di fatto, rimaste chiuse sia all'utenza sia agli avvocati. Inoltre, le modalità di accesso alle cancellerie adozioni sono tuttora inaffrontabili. Gli avvocati, così come gli utenti privati, devono prendere un appuntamento telefonico, ma, se funzionasse, sarebbe già una risposta. In realtà, i numeri che sono stati indicati o sono occupati o non risponde nessuno. Ho avuto la testimonianza di un avvocato che poche settimane fa, nello stesso giorno, ha chiamato 13 volte e poi ha desistito, senza mai ricevere nemmeno una risposta.

Da poche settimane, per essere corretti nella ricostruzione, è entrato in funzione un sistema di prenotazione degli accessi alla cancelleria civile tramite un applicativo, che è stato introdotto, in accordo, ovviamente, con la presidente del tribunale, dopo molte insistenze e molte proteste anche degli avvocati, perché è una situazione fuori controllo, altamente compromessa, nonostante l'impegno di chi ci lavora, proprio per un carico di lavoro eccessivo e smisurato, che ha comportato evidenti disfunzioni sia a danno della professionalità e della capacità, quindi, professionale degli avvocati, ma soprattutto a danno di quei diritti dei minori che dovrebbero essere la priorità della presa in carico del tribunale per i minorenni.

Faccio alcuni esempi di alcune conseguenze di queste disfunzioni che gravano pesantemente sull'operatività quotidiana del tribunale. Parto da questo: la mancata possibilità di vedere i fascicoli da parte degli avvocati, quindi con la conseguente compromissione del diritto di difesa dei minori e degli adulti, proprio perché parliamo di problemi gravi, legati, magari, ad abusi, a diritti alla salute, all'integrità psicofisica, all'istruzione, all'educazione, al rispetto della vita familiare, che sono diritti fondamentali, costituzionalmente garantiti e indisponibili, che rischiano comunque di essere compromessi da queste lungaggini burocratiche proprio legate alla mancata possibilità di accedere ai fascicoli.

Oppure la tardività nell'accoglimento delle istanze urgenti da parte dei magistrati, tardività che riguarda le dimissioni, ad esempio, di minori e di madri da strutture comunitarie, con un danno sia per i minori sia per i genitori, ma anche per l'erario, perché ricordiamo che le spese sono a carico degli enti locali pubblici e sono spesso spese ingenti, che gravano anche pesantemente sui bilanci degli enti locali. Oppure l'irreperibilità di alcuni fascicoli per settimane, a volte per mesi, che non permette, quindi, la visura, la visibilità, e di conseguenza anche la verifica sul deposito di nuovi atti o di nuovi documenti.

Addirittura, a volte, il giudice onorario o il magistrato designato hanno dovuto rinviare l'udienza ad altra data, non trovando il fascicolo. Oppure la tardiva e la mancata notifica dei provvedimenti e di date di convocazione delle udienze. Alcune udienze vanno deserte in quanto, pur essendo fissate dal magistrato, poi non vengono notificate alle parti o vengono notificate tardivamente. Quindi una sorta di paradosso: da un lato non si trovano i fascicoli e, quando si trovano, vengono fissate delle udienze, e poi non vengono comunicate alle parti in causa, andando quindi le udienze deserte. O, ancora, la tardiva o la mancata definizione di procedimenti già istruiti, a volte non inviati al pubblico ministero per il parere conclusivo.

Sono tantissimi gli esempi che si potrebbero fare. Cito l'ultimo e mi avvio poi alla conclusione, perché anche le relazioni socio-sanitarie che devono essere inserite nei fascicoli (sappiamo bene quanto la rete dei servizi sociali sia preziosa nella collaborazione stringente con il tribunale dei minori) vengono magari inviate tramite PEC e poi non c'è nessuno che scarica le PEC e quindi inserisce fisicamente all'interno dei fascicoli la relazione fatta dai servizi. Sono relazioni importanti, preziose e indispensabili per un'analisi approfondita della situazione e del contesto del minore e anche del contesto familiare o genitoriale. Per non parlare delle adozioni, che sono praticamente paralizzate.

È quindi una situazione che ci preoccupa perché lede, pesantemente, i diritti dei minori che dovremmo in primis tutelare e che sono al centro dell'attenzione di questo Governo. Per questo motivo, abbiamo presentato questa interpellanza urgente, per chiedere al ministro se sia a conoscenza di questa situazione che, ahimè, è molto simile in molti tribunali d'Italia e di questi 29 tribunali dei minori. Nel caso, se ne sia a conoscenza, quali sono state le misure urgenti che ha adottato o che pensa di adottare al fine di colmare queste carenze di personale, soprattutto amministrativo, nel caso di Bologna, ma in generale una carenza di personale, insieme a una mancanza di risorse finanziarie e organizzative, che sono necessarie, quanto indispensabili per il pieno funzionamento del processo telematico e del tribunale dei minori, proprio al fine di garantire al meglio il servizio della giustizia minorile presso il tribunale in tempi utili, che non pregiudichino i diritti dei cittadini e in primis i diritti dei minori, che sono al centro di questa nostra riflessione e anche della nostra preoccupazione.

PAOLA FRASSINETTI, Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione e il merito. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, con l'atto di sindacato ispettivo indicato si chiede di conoscere quali urgenti misure siano state adottate o siano state programmate dal Ministero della Giustizia per colmare le carenze di organico del tribunale per i minorenni di Bologna. Occorre premettere che il Governo, pienamente consapevole delle criticità di questo, come degli altri uffici giudiziari in Italia, sta lavorando intensamente per porvi rimedio, sia attraverso una massiccia opera di reclutamento per rinforzare gli organici, sia assumendo tutte le necessarie iniziative per proseguire speditamente del processo di completa digitalizzazione dei procedimenti giudiziari, in funzione di un servizio che diventi finalmente più rapido ed efficiente. Va innanzitutto precisato che i più recenti interventi ministeriali sugli organici dei magistrati ordinari hanno inciso, per la prima volta in modo significativo, anche sulle piante organiche degli uffici minorili. Col decreto ministeriale 14 settembre 2020, i presìdi minorili hanno beneficiato dell'incremento di 12 posti per i tribunali per i minorenni e di 7 posti per le procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni. Con il citato provvedimento, la pianta organica del tribunale per i minorenni di Bologna è stata incrementata di 2 unità, passando da 7 a 9 magistrati (più 29 per cento). L'importanza dell'intervento emerge in maniera più evidente se si considera che Bologna ha beneficiato dello stesso ampliamento di 2 unità realizzato in favore di realtà minorili più complesse e di maggiori dimensioni, come quelle degli uffici di Roma, Milano e Napoli. Per quanto concerne il coefficiente di copertura di detta pianta organica, va evidenziato che, attualmente, l'ufficio di Bologna risulta essere a pieno organico. Indubbi benefici per detto ufficio giudiziario, invece, potranno derivare dall'introduzione delle piante organiche flessibili distrettuali, una vera e propria task force da destinare a supporto degli organici esistenti per rispondere, con maggiore efficacia, alle esigenze di smaltimento dell'arretrato per far fronte a eventi di carattere eccezionale per ciascun distretto di corte d'appello. Col decreto ministeriale del 23 marzo 2022, che ha istituito le piante organiche flessibili distrettuali, si sono dunque individuati sia il contingente nazionale complessivo, sia i contingenti destinati ai singoli distretti di corte d'appello. Al distretto di corte d'appello di Bologna è stata assegnata una pianta organica flessibile di 9 unità, 6 per le funzioni giudicanti e 3 per le funzioni requirenti.

In generale, giova sottolineare l'importante attività di reclutamento nei ruoli della magistratura ordinaria condotta da questo Governo. Il Ministero della Giustizia è attualmente impegnato in ben 4 procedure concorsuali. Concorso a 500 posti, bandito con decreto ministeriale del 1° dicembre 2021, per il quale sono in corso gli esami orali, cui sono stati ammessi 626 candidati e che si concluderanno entro la prossima estate. In proposito, va peraltro evidenziato che, per effetto delle modifiche normative apportate per l'ampliamento delle prerogative assunzionali del signor Ministro della giustizia, con decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito con legge 21 aprile 2023, n. 41, potranno essere assunti 600 neo-magistrati i quali assumeranno le funzioni entro 12 mesi dalla nomina. Concorso a 400 posti bandito con decreto ministeriale del 18 ottobre 2022, per il quale sono in corso le operazioni di correzione delle prove scritte, che si concluderanno entro la primavera, sicché l'intera procedura si chiuderà entro la fine del 2024, con assunzione, in caso di positivo superamento delle prove, di 480 neo-magistrati, sempre per effetto dell'ampliamento consentito dal predetto intervento normativo. Concorso a 12 posti riservati agli uffici giudiziari della provincia autonoma di Bolzano, bandito con decreto ministeriale del 9 maggio 2023, per il quale si è in attesa della delibera di nomina dei magistrati da parte del CSM e in cui, all'esito delle prove orali, sono risultati idonei 11 candidati. Concorso a 400 posti di magistrato ordinario, indetto con decreto ministeriale 9 maggio 2023, per il quale sono in corso le operazioni di correzione delle prove scritte. Infine, è prossima la pubblicazione del decreto ministeriale di indizione delle prove scritte relative a una nuova procedura di concorso da 400 posti, le cui prove avranno luogo entro il 2024.

Pertanto, come si evince dal quadro appena delineato, il Governo sta dedicando il massimo impegno a colmare, nel più breve tempo possibile, le carenze dell'organico di magistratura ordinaria che si registrano a livello nazionale, sebbene, lo si ribadisce, quanto all'ufficio del tribunale per i minorenni di Bologna, attualmente il pieno organico risulta essere già stato raggiunto. Venendo agli organici del personale amministrativo, occorre premettere che l'attuale scopertura media nazionale si attesta al 27,62 per cento. Tale dato non tiene conto delle 8.719 unità di personale a tempo determinato (addetti all'ufficio per il processo e personale a supporto UPP), assunto nel corso degli anni 2021-2024. Per far fronte alle gravi scoperture questo dicastero ha già avviato un'importante attività di reclutamento a livello nazionale, che ha consentito, a partire dall'anno 2020, di assumere circa 10.261 risorse complessive. Alle succitate 10.261 assunzioni vanno aggiunte le 12.751 unità a tempo determinato relative al profilo di addetto all'ufficio per il processo, di personale a supporto dell'UPP, arrivando così a un totale di circa 23.012 assunzioni. Con specifico riferimento al distretto di Bologna, rispetto a una pianta organica di 2.001 unità, risultano coperti 1.388,5 posti, con una scopertura del 30,61 per cento. La percentuale di scopertura cala all'8,72 se si tiene conto anche delle posizioni di distacco, di comando e del personale assunto a tempo determinato. Quanto poi alla particolare situazione del tribunale per i minorenni di Bologna, col decreto ministeriale 20 luglio 2020, concernente l'incremento di 124 unità del ruolo organico del profilo professionale dell'assistente giudiziario, la redistribuzione di 271 unità complessive di tale profilo tra gli uffici centrali e periferici dell'amministrazione giudiziaria, la pianta organica del tribunale per i minorenni di Bologna è stato incrementata di un posto di assistente. Le ulteriori necessità organiche degli uffici per i minorenni dislocati sul territorio nazionale dovranno essere nuovamente considerate, nel loro complesso, alla luce della riforma che istituisce il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, in riferimento al quale dovranno essere ridefinite le piante organiche del personale di magistratura amministrativa afferenti a ciascun presidio territoriale, come previsto dal decreto legislativo n. 149 del 2022.

Venendo alle attuali scoperture di organico, a fronte di una dotazione organica di 26 unità, prestano servizio 14 risorse, una scopertura del 46 per cento, che salirà al 50 per cento in virtù del prossimo trasferimento a seguito di interpello di un funzionario giudiziario del distacco presso altro ufficio di un direttore amministrativo; 4 unità di personale prestano la loro attività in regime di part time a domanda.

Le vacanze di organico riguardano le seguenti figure: 2 scoperture su 4 nel ruolo di assistente giudiziario, 1 scopertura su 2 nel ruolo di conducente di automezzi e 1 scopertura su 7 nel ruolo di funzionario giudiziario. Risultano completamente coperte le posizioni di operatore giudiziario e direttore amministrativo e risultano scoperte le figure di ausiliario, di cancelliere e di contabile. Si registra, infine, la presenza di un centralinista telefonico non previsto in organico.

Al fine di dare un forte impulso all'immissione di nuovo personale, l'amministrazione ha presentato formale richiesta al Dipartimento della funzione pubblica per attingere dalla graduatoria di merito del concorso RiPAM per la selezione di 2.293 unità di personale, area seconda, al fine di assumere 2.200 unità di personale da inquadrare come assistenti giudiziari e da destinare agli uffici giudiziari del territorio nazionale. Nello specifico, per il distretto di Bologna è prevista l'assunzione di 70 unità.

Inoltre, è di prossima pubblicazione il bando di mobilità ex articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la copertura di complessivi 107 posti, di cui 74 nell'area assistenti e 33 nell'area funzionari, per i distretti di corte d'appello di Venezia, Bologna, Firenze, Milano, Brescia, Torino, Emilia-Romagna e Toscana, riservato al personale già in servizio presso gli uffici giudiziari in forza di convenzioni stipulate con gli enti regionali e/o in forza di leggi regionali. Del resto, come evincibile dal Piano triennale dei fabbisogni 2024-2026, è precisa volontà di questo Dicastero di sopperire quanto più possibile alle carenze nel fabbisogno di personale, non solo, attraverso procedure volte alla stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato, ma, anche, tramite la previsione, in deroga alla normativa vigente, della validità delle graduatorie dei concorsi svolti in periodo pandemico, affinché nulla dell'impegno svolto rischi di essere vanificato. A ciò si aggiunga, poi, la predetta imponente attività di reclutamento, che terminerà nel 2025 e che ci auspichiamo possa portare all'ingresso di un consistente numero di nuovi assunti.

Tra le possibili ulteriori iniziative, si segnala anche la disponibilità di questo Dicastero alla sottoscrizione di accordi quadro con le regioni interessate, per sviluppare forme di collaborazione in tema di selezione e reclutamento di personale, attraverso il perfezionamento di procedure concorsuali uniche per il soddisfacimento dei reciproci coincidenti fabbisogni e/o il convenzionamento per l'utilizzo reciproco delle graduatorie in relazione ai concorsi direttamente espletati dal Ministero della Giustizia e dalle regioni.

Quanto, infine, alle criticità evidenziate nell'interpellanza con riferimento al processo di migrazione in atto dal sistema SIGMA al sistema SICID, preme innanzitutto rimarcare l'impegno che il Dicastero sta mettendo sul fronte della digitalizzazione dei procedimenti, ivi compresi quelli pendenti dinanzi ai giudici minorili. L'obiettivo è quello di offrire all'utenza un servizio più rapido ed efficiente e, quindi, in grado di rispondere più efficacemente alle istanze di giustizia provenienti dal territorio. Nello specifico, con riferimento al tribunale per i minorenni di Bologna, il Dicastero ha offerto ampia collaborazione all'ufficio nel lavoro di migrazione suddetto, assegnandogli 2 risorse dedite esclusivamente al servizio di bonifica dei registri. Tale attività ha avuto inizio il 1° settembre 2023 ed è ancora in corso. La conclusione è prevista per la fine del prossimo mese di maggio.

Come riferito dal presidente del tribunale per i minorenni di Bologna, al 14 febbraio il dato complessivo dei provvedimenti bonificati era pari a 2.642, mentre risulta un residuo di procedimenti ancora da bonificare pari ad oltre 5.200. In quest'attività, dunque, l'ufficio non è stato assolutamente lasciato solo dall'amministrazione, che si è invece fatta carico di destinare apposito personale aggiuntivo proprio allo scopo di impedire che le risorse dell'ufficio fossero distolte dagli ordinari compiti istituzionali.

ILENIA MALAVASI, Grazie, Presidente. Ringrazio la Sottosegretaria per questa lunga e articolata risposta che ha permesso di riassumere il lavoro in campo e, anche, tutti i concorsi che dovrebbero vedere, prima o poi, la fine, per permettere, quindi, di inserire negli organici nuovo personale, non tanto giurisdizionale, per quanto riguarda Bologna, ma, soprattutto, di tipo amministrativo, che lei stessa ha ricordato essere carente per oltre il 50 per cento.

È una situazione comunque grave che tengo a risottolineare, perché, nel mentre che finiranno questi concorsi, rimarrà una situazione comunque precaria, non sostenibile, a danno dei diritti dei bambini. Faccio un esempio perché, per quanto riguarda le adozioni legittimanti, internazionali o anche di altri casi particolari, queste sono praticamente paralizzate. Succede che molti minori non ricevano, ad esempio, il cambio del cognome, che non è solamente un atto formale, ma che diventa un atto sostanziale per la loro vita; non assumono, quindi, lo status giuridico di figlio della coppia o del singolo che attende la sentenza di adozione. Ne consegue anche un altro danno erariale, in quanto l'ente locale, sino a quando il minore non risulta figlio adottato, continua a versare contributi mensili alla famiglia che lo accoglie. Quindi, le sentenze di adozione devono poi, successivamente, essere trascritte all'anagrafe e tutto ciò avviene tardivamente, con la conseguenza che il minore rimane comunque privo del cognome dell'adottante e non gli viene assegnato il codice fiscale.

Tutto ciò per dire come la tempestività e l'efficacia di questi procedimenti abbiano una conseguenza davvero pesante, quasi invalidante sulla vita dei bambini e delle bambine e dei minorenni, in questo caso. Poiché sentiamo spesso parlare, con grande entusiasmo, della volontà di questo Governo e di questa maggioranza di difendere i minori e anche di ascoltarli. Uso questa parola, perché credo che ci voglia anche coerenza, nel senso che possiamo fare tutte le giornate celebrative per difendere i diritti dei bambini, ma se poi non abbiamo il personale negli uffici, tanto negli uffici dei servizi sociali di cui ieri abbiamo parlato e a cui sono state negate comunque risorse aggiuntive per le adozioni in deroga, quanto, ad esempio, nel personale che opera nei tribunali dei minorenni, abbiamo poco da istituire giornate nazionali dell'ascolto dei bambini, come quella che è stata istituita ieri, perché non c'è coerenza. I bambini vengono ascoltati se c'è personale dedicato che nei luoghi deputati e corretti abbia la capacità veramente di ascoltarli e di farsi carico dei problemi che questi bambini portano. Tra l'altro, abbiamo parlato spesso di minorenni e questo - non me ne voglia la Sottosegretaria Frassinetti che ringrazio per l'accurata risposta - è un Governo dei grandi proclami, abbiamo fatto grandi proclami su Caivano, andando a salvare questo paese, giustamente, per il degrado che c'era, abbiamo fatto decreti contro i minorenni che sono profughi nel nostro Paese, quindi, facciamo proclami e piantiamo bandierine, ma in realtà, poi, non siamo in grado di avere uffici efficaci che sappiano gestire le criticità.

Parliamo tanto di natalità, parliamo tanto di famiglia e, poi, dopo, lasciamo sguarnito il tribunale dei minori, che è un luogo importantissimo per garantire la tutela dei diritti dei bambini e la piena fruizione dei diritti da parte dei bambini e delle bambine, ma anche delle famiglie, ad esempio, delle famiglie adottanti.

Quindi, credo davvero che questo sia un impegno prezioso, importante e qualificante della qualità democratica del nostro Paese, proprio perché ne va, davvero, dei diritti fondamentali, indisponibili e garantiti dalla Costituzione dei cittadini, indipendentemente dalla loro età. Li ricordo: il diritto alla salute, al benessere, all'integrità psicofisica, all'istruzione, di cui abbiamo prima parlato con l'interpellanza della collega Manzi, all'educazione, al rispetto della vita familiare, ai ricongiungimenti familiari. Anche questo vuol dire occuparsi di famiglia, anche questo vuol dire occuparsi di minorenni e dei loro diritti.

Quindi, al netto dell'impegno messo in campo e della buona fede, che riconosco, comunque, nel proporre e presentare i concorsi, per far andare avanti una macchina amministrativa complessa, credo che nella cogenza della situazione qualche soluzione in più vada trovata, perché prima che finiscano i concorsi, lei ha parlato di concorsi che dovrebbero finire entro la fine dell'anno, rimangono comunque le carenze, quindi, rimarranno fascicoli pendenti, avvocati che faranno fatica ad accedere ai fascicoli per continuare la loro attività anche professionale, che è un loro problema, ma al centro e dietro l'attività professionale degli avvocati abbiamo comunque delle famiglie che aspettano risposte, con situazioni sicuramente anche di sofferenza, di dolore, a volte situazioni di abusi che non possono aspettare un'ora in più, non un giorno in più, un'ora in più rispetto a una presa in carico seria, che è doverosa e che io penso debba essere messa in campo in uno Stato come il nostro.

Quindi, pur ringraziandola, esprimo comunque tutta la nostra preoccupazione per una situazione che ha davanti, ancora, mesi di difficile attuazione, proprio perché i numeri che lei ha detto avranno ancora necessità di tempo per essere comunque realizzati e per arrivare a quella pienezza e completezza di organici di cui ogni tribunale ha bisogno. Lo dico portando ad esempio il tribunale di Reggio Emilia, da cui provengo, che ha in carico una figura professionale che viene data in mobilità dai comuni, che certamente non sono proprio gli enti che hanno maggior organico di tutti, perché sono anni e anni che il tribunale non riesce a bandire un concorso per quella figura.

Quindi, ci sono dei paradossi nel sistema della giustizia italiana e abbiamo la necessità di avere una giustizia efficace e che funzioni. Penso che sia il modo migliore per garantire la pienezza di fruizione dei diritti da parte di tutti i cittadini, ma anche di dimostrare che uno Stato che funziona ha anche una giustizia efficace e puntuale che sa difendere i propri cittadini anche in casi di abusi, di ricongiungimenti familiari o di situazioni incresciose, che a volte si verificano nelle famiglie, perché, ahimè, la famiglia, di cui voi tanto parlate, è un bene prezioso ma ci sono anche situazioni disastrose nelle famiglie e i bambini vanno tutelati prima di tutto.