23/01/2024
Marco Sarracino
Braga, Amendola, Barbagallo, Casu, Curti, D'Alfonso, Fossi, Ghio, Graziano, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lacarra, Laus, Madia, Manzi, Marino, Ubaldo Pagano, Provenzano, Quartapelle Procopio, Toni Ricciardi, Scarpa, Scotto, Speranza, Stefanazzi, Stumpo
2-00311

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   l'articolo 119, quinto comma, della Costituzione stabilisce che lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati comuni, province, città metropolitane e regioni per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni;

   novellando l'articolo 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42, il Governo Conte II, con l'articolo 1, comma 815, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha istituito il «Fondo perequativo infrastrutturale» con una dotazione complessiva pari a 4.600 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2033 di cui 100 milioni di euro per l'anno 2022, 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2027, 500 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2028 al 2033;

   tali risorse dovevano essere finalizzate al finanziamento di interventi per colmare il deficit infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale, anche infra-regionali, a seguito di una ricognizione riguardante le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche, la rete stradale, autostradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale, idrica, elettrica, digitale e di trasporto e distribuzione del gas;

   il Governo Draghi, negli anni successivi, ha effettuato la suddetta ricognizione e selezionato le opere da finanziare tramite uno schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il cui iter di approvazione non si è potuto concludere per la prematura caduta dell'Esecutivo;

   nella sezione II della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di bilancio per il 2024), che contiene il bilancio a legislazione vigente e le variazioni della legislazione vigente non determinate da innovazioni normative, il «Fondo perequativo infrastrutturale» viene azzerato per il triennio 2024-2026 e definanziato per 2,6 miliardi di euro negli anni dal 2027 al 2033;

   questo taglio di circa 3,5 miliardi di euro rappresenta un colpo durissimo per il Mezzogiorno che si trova privato delle risorse necessarie per le scuole, gli ospedali, le strade, le ferrovie e tutti gli asset strategici, e costituisce l'ennesima penalizzazione dopo la sottrazione delle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione per il finanziamento dei progetti cancellati dal PNRR, l'inconsistente dotazione finanziaria del credito di imposta nella Zes unica e la proposta sull'autonomia differenziata senza la definizione e il finanziamento dei Lep –:

   quali siano le ragioni che hanno indotto il Governo a definanziare il fondo perequativo infrastrutturale di cui all'articolo 1, comma 815, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e se non si ritenga invece urgente e necessario ripristinarne per intero la dotazione.