13/02/2024
Debora Serracchiani
ANDREA ROSSI, MALAVASI, GIANASSI, DI BIASE, ZAN e LACARRA
3-00994

Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   un video del 3 aprile 2023, registrato dalle telecamere di sicurezza interne della casa circondariale e di reclusione di Reggio Emilia, confluito agli atti dell'inchiesta chiusa dalla procura di Reggio Emilia a carico di dieci agenti della polizia penitenziaria, accusati, a vario titolo, di tortura, lesioni e falso, documenta un brutale pestaggio subìto da un detenuto tunisino di 44 anni;

   il video mostra un detenuto, incappucciato con una federa, messo pancia a terra con uno sgambetto e poi preso a pugni sul volto e sul costato, calpestato con gli scarponi, trattenuto alcuni minuti per braccia e gambe dagli agenti della polizia penitenziaria, poi denudato e sollevato di peso, sempre col cappuccio in testa, fino ad essere trascinato in cella;

   il detenuto era appena uscito dalla stanza del direttore, dopo aver avuto una sanzione di isolamento per condotte che avevano violato il regolamento e, mentre si dirigeva verso le celle, le telecamere riprendono come sia stato incappucciato, atterrato e poi colpito mentre è a terra;

   il filmato mostra quasi dieci minuti del pestaggio, che avviene prima nel corridoio poi sulla porta della cella, che si allaga del sangue del detenuto, il quale per attirare l'attenzione avrebbe rotto il lavandino;

   si apprende poi che, nonostante le sue richieste di aiuto, sia rimasto nella cella per oltre un'ora, prima che intervenissero un medico e un altro detenuto per prestargli soccorso; in seguito la vittima ha presentato una denuncia che ha dato impulso alle indagini;

   il giudice per le indagini preliminari aveva già descritto l'episodio come «brutale, feroce e assolutamente sproporzionato rispetto al comportamento del detenuto»;

   le immagini, acquisite dalla procura di Reggio Emilia sono agghiaccianti e assolutamente inaccettabili e testimoniano una violenza gratuita e brutale, una vera e propria tortura avvenuta nei confronti di una persona privata della libertà e sotto la responsabilità dello Stato –:

   se il Ministro interrogato non ritenga di dovere urgentemente fornire elementi in ordine al gravissimo caso di tortura avvenuto in un carcere italiano, a Reggio Emilia, quali iniziative di competenza, intenda con sollecitudine adottare al fine di contribuire a ricostruire i fatti e ad individuare le responsabilità su quanto avvenuto nella casa circondariale e di reclusione di Reggio Emilia, nonché se intenda proseguire nell'intento più volte manifestato di cancellare, o di «superare», le fattispecie di reato di cui agli articoli 613-bis e 613-ter del codice penale.