09/10/2018
Lia Quartapelle Procopio
Ascani, Pollastrini
3-00220

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   come riportato dai numerosi organi di stampa, il sindaco del comune di Monfalcone, in provincia di Gorizia, ha siglato un atto che riguarda i due istituti comprensivi «E. Giacich» e «G. Randaccio», per fissare un tetto massimo del 45 per cento alla presenza di alunni stranieri per ogni classe della scuola dell'infanzia;

   la ratio del provvedimento indicata nel protocollo sarebbe di «incentivare le iscrizioni a Monfalcone, in particolare da parte delle famiglie italofone residenti»;

   il protocollo produrrebbe effetto immediato su circa sessanta alunni che si vedrebbero costretti esclusi dalla possibilità di frequentare gli istituti summenzionati;

   l'iniziativa è stata lodata dal Ministro dell'interno, Matteo Salvini, e dal presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, mentre, secondo quanto riportato dai media, il Ministro interrogato si sarebbe attivato per «evitare episodi del genere» e per difendere il principio d'inclusione nelle scuole;

   la Costituzione della Repubblica italiana impone a tutte le istituzioni nazionali e locali di rispettare il principio di non discriminazione e nel nostro Paese la condizione giuridica dello straniero residente è protetta dalla previsione di una riserva rafforzata di legge; il trattamento giuridico a cui viene sottoposto lo straniero non può essere sottoposto all'arbitrio della pubblica amministrazione, ma deve essere stabilito dalla legge, che non può, comunque, essere meno favorevole di quanto previsto dalle norme di diritto internazionale;

   la Flc-Cgil ha presentato presso la procura di Gorizia un esposto, annunciando che lo stesso sarà trasmesso anche al Ministro interrogato e all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza –:

   quali urgenti iniziative di competenza si intendano assumere per pervenire alla revoca del protocollo di cui in premessa;

   come si intenda assicurare che tutte le istituzioni difendano e promuovano politiche per il diritto allo studio di tutti i bambini, nel rispetto dei principi costituzionali.

 

Seduta del 9 ottobre 2018 - Risposta del Sottosegretario per l'Istruzione Salvatore Giuliano, intervento di Lia Quartapelle Procopio

SALVATORE GIULIANO, Sottosegretario di Stato per l'Istruzione l'università e la ricerca. Grazie, signor Presidente, Onorevole Quartapelle, come già dichiarato in risposta ad una interrogazione resa nella seduta dello scorso mercoledì 3 ottobre 2018, in Senato, presso la VII Commissione istruzione, relativa alla medesima problematica, ribadisco che negli ultimi anni, come è noto, si è riscontrato un incremento significativo del numero di bambini stranieri presenti nelle scuole del monfalconese, dove ad oggi la percentuale di nati da famiglie non italofone è giunta al 52 per cento.

Questo fenomeno è legato alla crescente presenza di lavoratori che vengono impiegati da Fincantieri nella costruzione di navi. Costoro, con le loro famiglie, permangono a Monfalcone per il periodo di costruzione delle navi; dopodiché, alcuni rientrano nel Paese di provenienza, altri trovano impiego e restano in Italia.

La presenza di bambini non italofoni nelle scuole di Monfalcone, al volgere dell'anno scolastico 2016-2017, in alcune sezioni dei due istituti comprensivi si è attestata intorno all'81 per cento, raggiungendo in alcuni casi la percentuale del 97.

Tale squilibrio era dovuto anche al fatto che alcuni bambini italiani frequentavano la scuola dell'infanzia paritaria Santa Maria Immacolata. Questo istituto è stato poi chiuso, allungando, per il corrente anno scolastico, la lista di attesa per le sezioni di scuola dell'infanzia di ulteriori 56 bimbi, peraltro prevalentemente italofoni.

La situazione si rivelava, quindi, molto complessa: da una parte, infatti, emergeva la giusta attesa delle famiglie di tutti i bambini, italiani e stranieri, presenti sul territorio del comune di Monfalcone, di far frequentare ai propri figli la scuola dell'infanzia; dall'altra, la necessità di comporre classi quanto più possibile equilibrate dal punto di vista della composizione culturale, per assicurare un processo di integrazione efficace.

A questo riguardo, al termine dell'anno scolastico 2016-2017, al fine di individuare le più opportune soluzioni, è stata auspicata la nascita di un tavolo tecnico, composto dai rappresentanti dell'amministrazione scolastica territoriale, dai dirigenti scolastici dei due istituti comprensivi, dall'amministrazione comunale di Monfalcone e dall'amministrazione scolastica territoriale, in particolare dell'ambito territoriale di Gorizia.

Il tavolo ha finalizzato il suo intervento alla individuazione delle strategie per il riequilibrio della situazione e ha ritenuto opportuno prevedere sezioni di scuola dell'infanzia il più possibile bilanciate, in conformità con quanto disposto dal DPR n. 394 del 1999.

La dimensione strutturale del fenomeno relativo alla presenza degli alunni stranieri nella scuola italiana è stata colta dal MIUR già da molti anni, come dimostrano i documenti concernenti l'educazione interculturale mediante i quali il Ministero ha provveduto a condividere opportuni inquadramenti pedagogici e didattici, nonché a diramare specifiche indicazioni operative.

Basti ricordare tra tali documenti i più recenti. Mi riferisco, in particolare, alle linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, febbraio 2014, e al documento Diversi da chi?, dieci raccomandazioni e proposte del settembre 2015, a cura dell'Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura.

Nelle summenzionate linee guida, che sul punto riprendono la circolare ministeriale n. 2 del 2010, sono esplicitate le ragioni per cui di norma le istituzioni scolastiche devono rispettare il tetto del 30 per cento di alunni non italiani nelle classi.

Dal canto suo, il Ministero ha dedicato massima attenzione al caso, garantendo l'istituzione di due ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia, così da assicurare l'accoglienza al più ampio numero di bambini.

Inoltre, poiché i comuni limitrofi non risentono di analogo trend demografico, il comune di Monfalcone ha coadiuvato le famiglie dei minori in lista di attesa, garantendo loro il servizio scuolabus in tutti i casi in cui fossero stati disponibili ad iscrivere i propri figli nelle scuole dell'infanzia dei comuni del circondario. L'istituzione delle due nuove sezioni ha consentito, dunque, il quasi completo assorbimento delle liste di attesa che, a causa della chiusura della scuola paritaria, si era incrementata.

Si tratta di sezioni composte da italiani e stranieri. Dei rimanenti bambini, meno di quindici frequentano la scuola dell'infanzia di comuni limitrofi, Staranzano e Ronchi, comuni che distano circa 4 chilometri da Monfalcone, mentre i bambini che non frequentano la scuola dell'infanzia e sono attualmente in lista d'attesa risultano essere circa venti. Questi bambini verosimilmente verranno riassorbiti in corso d'anno con lo scorrimento delle liste d'attesa.

Tuttavia, questo Ministero intende tener conto del fatto che, sul territorio nazionale, esistono specificità locali con particolare concentrazione di alunni stranieri, meno frequenti alla data di emanazione della circolare ministeriale n. 2 del 2010, le quali richiedono un approfondimento relativamente alle modalità di intervento didattico e pedagogico nelle aree ad alta incidenza di alunni stranieri, data la peculiarità delle comunità di persone straniere coinvolte e le varie caratteristiche locali.

A questo riguardo, il Ministero provvederà a sottoporre all'Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura queste situazioni, al fine di individuare le migliori modalità di sostegno e di intervento.

 

LIA QUARTAPELLE PROCOPIO: Ringrazio il sottosegretario della risposta con la quale chiaramente il Governo ha smentito le azioni assolutamente anticostituzionali e contro i diritti dei bambini della sindaca della Lega di Monfalcone, che, appunto, arbitrariamente e contrariamente a tutte le leggi vigenti in Italia e le convenzioni di cui il nostro Paese è firmatario, aveva messo un tetto assurdo sulla frequentazione dei bambini della scuola elementare di Monfalcone.

Ringrazio per la risposta, che contiene alcuni elementi sicuramente interessanti: il fatto che il Ministero si stia ponendo il tema di come favorire un'integrazione efficace attraverso le scuole ci sembra un elemento sicuramente interessante, in linea con quanto dice la Costituzione, perché l'articolo 34 della Costituzione dice che “la scuola è aperta a tutti”, punto; non dice “a tutti i figli di italiani”, ma dice “a tutti”, a tutti i bambini presenti sul territorio nazionale. Quindi, prendiamo atto del fatto che il Ministero abbia al centro delle proprie azioni questo articolo della Costituzione e che vuole smentire tutti coloro che, magari con un po' di faciloneria e con un po' di voglia di fare propaganda, hanno intenzione invece di dare dei messaggi diversi. Attendiamo però delle risposte, e seguiremo con attenzione l'evoluzione dell'anno scolastico. Come diceva il sottosegretario, quest'anno venti bambini non hanno avuto la possibilità di frequentare la scuola materna a Monfalcone, e quindici la frequentano in comuni limitrofi, quindi l'azione della sindaca leghista ha avuto delle conseguenze su dei bambini, e questo ci sembra assolutamente importante per continuare a tenere monitorata questa situazione. Trentacinque bambini, per propaganda, stanno, alcuni non frequentando la scuola materna, altri frequentando la scuola materna lontani da casa, con ovviamente tutte le conseguenze di difficoltà nella socializzazione, nel frequentare i compagni, nel creare quei legami che per i bambini sono importantissimi, ma che anche per le loro famiglie e per l'integrazione sono assolutamente chiave.

Continueremo a monitorare la situazione, speriamo che il Ministero possa, con l'apertura del tavolo tecnico e con lo scorrimento delle graduatorie, dare una risposta a un diritto che è scritto nella nostra Costituzione. Prendiamo nota anche del fatto che il Ministero ha intenzione di approfondire come favorire l'integrazione attraverso le scuole e tenendo conto del fatto che appunto le circolari ministeriali sono di qualche anno fa e la situazione dell'integrazione sta effettivamente molto cambiando. Ci auguriamo che, data la maggioranza che è oggi al Governo, questo aggiornamento venga fatto tenendo conto dei diritti dei bambini universalmente riconosciuti, di quello che è scritto nella nostra Costituzione, del buonsenso che dovrebbe davvero cercare di orientare l'attività delle nostre scuole e di tutti coloro che si prodigano per l'integrazione. Ci auguriamo che il Governo non si faccia portavoce di azioni di propaganda sul tema dell'immigrazione che hanno come oggetto i bambini, davvero sarebbe una cosa imperdonabile. Ad alcuni Ministri di questo Governo piace fare la faccia cattiva sul tema dell'immigrazione, speriamo che non succeda sulla pelle dei bambini. Lo abbiamo già visto con la nave “Diciotti” e in altre situazioni, quanto sia facile fare propaganda anche utilizzando dei minori; ci auguriamo che sul tema delle scuole si voglia tenere lontano questa brutta faccia della politica e cercare invece di fare un servizio tenendo al centro il principale interesse del minore, che credo sia al centro delle preoccupazioni di tutto l'arco parlamentare.