10/04/2024
Ubaldo Pagano
3-01137

Al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, ha previsto l'istituzione, a decorrere dal 1° gennaio 2024, della zona economica speciale per il Mezzogiorno – Zes unica;

   l'articolo 10, ai commi 6 e 7, del suddetto decreto-legge, ha previsto che «al fine di assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi del PNRR relativi alla infrastrutturazione della Zes unica, fino al 31 dicembre 2026, la struttura di missione Zes può assumere le funzioni di stazione appaltante e operare, in tal caso, secondo le modalità di cui all'articolo 12, comma 5, primo e quarto periodo, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108» e che per lo svolgimento di tali attività, la stessa Struttura di missione possa «avvalersi, mediante apposite convenzioni, del supporto tecnico-operativo dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa – Invitalia S.p.A. nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente»;

   l'articolo 10, comma 5, inoltre, ha previsto la cessazione degli incarichi conferiti ai commissari straordinari delle preesistenti Zes e alle relative strutture di supporto a decorrere dal 1° gennaio 2024. Tale termine è stato in seguito prorogato al 1° marzo 2024 in forza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 dicembre 2023;

   nel decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), sono state introdotte misure per il trasferimento delle funzioni dei commissari delle Zes precedenti alla Struttura di missione della Zes unica;

   diversi organi di stampa hanno evidenziato notevoli criticità nel corso della fase di transizione in atto e precisato che alle istanze di trattazione pendenti se ne sono aggiunte altre, nuove, con numerose richieste di chiarimento sull'iter da seguire;

   ad oggi, secondo quanto consta all'interrogante, la struttura di missione Zes non sembra aver assunto le funzioni di stazione appaltante relativamente ai procedimenti e agli adempimenti in corso, generando un clima di generale incertezza e preoccupazione presso gli enti beneficiari degli interventi gli operatori privati coinvolti nella realizzazione degli investimenti: imprese per lavori e professionisti per servizi e prestazioni;

   tale situazione di incertezza espone lo Stato al rischio di contenziosi, considerando che risultano da sottoscrivere contratti di appalto e subappalto, contratti per la progettazione esecutiva, nonché da corrispondere indennità a fronte di provvedimenti di espropriazione già adottati;

   secondo quanto appreso dall'interrogante, ad oggi una serie di adempimenti espletabili solo dalla stazione appaltante sono fermi e non derogati tra cui anzitutto la gestione dei pagamenti mediante il portale Regis ai vari soggetti coinvolti nei procedimenti;

   anche per evitare il rischio di paralizzare i procedimenti in corso e perdere consistenti progetti di investimenti industriali e infrastrutturali, in più occasioni diversi Rup hanno tentato di contattare la struttura di missione per avere chiarimenti e spiegazioni senza però ricevere alcun riscontro –:

   se sia a conoscenza del grave stato di incertezza di cui in premessa e dell'alto rischio di fallimento in relazione agli investimenti in corso nei territori Zes;

   se e quando intenda fornire le sollecitate spiegazioni alle amministrazioni coinvolte in merito alla lunga serie di problematiche riscontrate nel passaggio tra il regime precedente e la nuova Zes unica.