04/07/2023
Irene Manzi
BRAGA, BERRUTO, ORFINI, ZINGARETTI, GHIO, FERRARI, CASU, FORNARO e BOLDRINI
3-00507

Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:

   venerdì 21 giugno 2023, serata d'apertura dell'Estate al Maxxi, si è tenuto un incontro – moderato dal presidente – con il cantante Morgan e il Sottosegretario al Ministero della cultura, Vittorio Sgarbi, che ha pronunciato parole volgari, offensive e sessiste, in un crescendo che sul finale è culminato in battute di pessimo gusto e aneddoti osceni sulle donne, raccontate come pezzi da collezionare e meri strumenti di piacere;

   un turpiloquio talmente imbarazzante che a un certo punto la videoregistrazione dello spettacolo è stata censurata, come si evince dal taglio netto alla clip pubblicata su Youtube: al minuto 49 e 38 secondi;

   il personale del Maxxi, prevalentemente composto da donne, sentendosi offeso e turbato dalle parole del Sottosegretario, ha inviato una garbata lettera riservata al presidente della Fondazione volta a segnalare il malessere dopo le parole ascoltate e a interrompere una deriva degradante per il Museo dedicato alla creatività contemporanea fra i più importanti d'Europa;

   le parole pronunciate, infatti «in nessun modo collimano con i valori che da sempre hanno contraddistinto il nostro lavoro all'interno di questa istituzione, luogo di cultura libera, inclusiva e critica nei confronti di pregiudizi e luoghi comuni. Siamo certi che la governance saprà individuare le modalità più idonee per esprimere il proprio dissenso e per il futuro evitare di esporre l'istituzione tutta a simili gravi intemperanze»;

   tuttavia, il presidente Giuli non ha ritenuto di pronunciare scuse pubbliche e si è limitato a convocare singolarmente i firmatari della lettera e – a quanto si apprende dagli organi di stampa – avrebbe addirittura chiesto una missiva di rettifica al personale;

   nelle ore successive la diffusione delle immagini dell'intervento, il Sottosegretario Sgarbi, invece di scusarsi, ha pensato bene di utilizzare in due interviste parole, se possibile, ancora più offensive e volgari nei confronti delle dipendenti del Maxxi;

   il Ministro interrogato – dopo la diffusione delle immagini su molti quotidiani e siti on line e le dichiarazioni di biasimo pronunciate da molti componenti del Parlamento, giornalisti e opinione pubblica – ha preso chiaramente e duramente le distanze dal Sottosegretario e dalle sue esternazioni, giudicate volgari e sessiste;

   con colpevole ritardo, il presidente Alessandro Giuli ha preso le distanze dall'episodio e rivolto le sue scuse –:

   quali iniziative di competenza intenda promuovere per tutelare il valore delle istituzioni culturali e delle dipendenti e dei dipendenti del Maxxi offesi dal turpiloquio pronunciato da un componente del Governo, anche rivalutando l'incarico ricoperto dal Sottosegretario Sgarbi.

Seduta del 5 luglio 2023

Illustrazione di Mauro Berruto, risposta del Ministro della Cultura, replica di Irene Manzi

MAURO BERRUTO, Grazie Presidente. Ministro, non leggo le parole del Sottosegretario Sgarbi pronunziate al MAXXI il 21 giugno perché il minuto volerebbe e poi è meglio di no: rappresentiamo le istituzioni e abbiamo qualche dovere. Invece Morgan ha trovato in Sgarbi una spalla migliore di Bugo, che se ne andò da quel palco famoso di Sanremo; ma, citando proprio Morgan, “le brutte intenzioni, la maleducazione, la brutta figura, l'ingratitudine e l'arroganza” di Sgarbi stanno mettendo i piedi in testa a lei, signor Ministro. Quel grottesco show non è arte, ma una baracconata sessista e irrispettosa nei confronti delle donne e del MAXXI stesso, che non è il bagno di un autogrill e neanche il museo fallologico di Reykjavík, dove almeno c'è una collezione di 276 peni di ogni specie animale. “Il Sottosegretario non c'era quella sera” - ha detto Sgarbi - “c'era l'attore. Non mi scuso, rivendico tutto, è come la Merda d'artista di Piero Manzoni”. Sbaglieremo, ma noi l'artista non l'abbiamo visto; abbiamo visto solo le sue deiezioni verbali. Sono in imbarazzo per lei, Ministro, perché spiegare quel turpiloquio fallocrate non deve essere facile, ma - chiedo - Sgarbi fa l'attore o il Sottosegretario? Soprattutto, ci dica cosa deve fare di peggio perché lei lo sollevi dall'incarico.

GENNARO SANGIULIANO, Ministro della Cultura. Grazie, Presidente. Gentili onorevoli, ringrazio i firmatari perché nell'interrogazione mi danno atto, in maniera chiara, di aver preso le distanze dalle affermazioni di Vittorio Sgarbi, anzi io aggiungerei “nettamente”. Io sono da sempre e categoricamente lontano dalle manifestazioni sessiste e dal turpiloquio, che giudico sempre e in ogni contesto inammissibili e ancor più inammissibili in un luogo di cultura e da parte di chi rappresenta le istituzioni. Il rispetto per le donne è una costante della mia vita e ne vado orgoglioso. Per me essere conservatori significa avere una sostanza, uno stile, ma anche un'estetica del comportamento. La libertà di manifestazione del pensiero, che deve essere sempre garantita a tutti e in maniera ampia, trova un limite nel rispetto delle persone e anche le forme, nelle espressioni, non devono mai ledere la dignità altrui. Le istituzioni culturali devono essere aperte e plurali, ma lontane da ogni forma di volgarità; chi le rappresenta deve mantenere un rigore che deve essere più alto di quello degli altri. Nella sostanza, ho chiesto a Giuli, mediante lettera, un'articolata spiegazione - spero che mi giunga presto - su quanto è accaduto. Poi mi consenta di dire, su un piano più culturale, che ho portato tre copie del romanzo “Mistero napoletano” di Ermanno Rea, un grande scrittore, che da giovane - se non vado errato - fu anche un militante del Partito Comunista - vedo che l'onorevole Fornaro annuisce -: gliene regalo una copia, se la legga e poi parleremo di questi temi.

IRENE MANZI, Grazie, Presidente. Ringrazio il Ministro anche per il pensiero letterario rivolto al collega Berruto. Condividiamo il fatto che chi riveste un ruolo all'interno delle istituzioni non possa pronunciarsi nel modo in cui il Sottosegretario Sgarbi si è pronunciato, perché deduco che siano queste le conseguenze che derivano dalle sue parole. Non posso ritenermi soddisfatta della sua risposta proprio perché quelle parole, che ricordava anche il collega Berruto, non sono state pronunciate da un intellettuale o da un artista, sono state pronunciate da un Sottosegretario di Stato, un rappresentante delle istituzioni, con affianco, all'interno del Maxxi, il direttore dello stesso museo che, se il caso non fosse giustamente scoppiato sui giornali e nelle dichiarazioni pubbliche, non avrebbe avvertito alcuna necessità - faccio riferimento a Giuli - di dividere quella che è la sua posizione rispetto a quella del Sottosegretario Sgarbi, né tanto meno di avvertire il fatto che quella esibizione di pessimo gusto, quella modalità di chiacchierata tra amici al bar con battute sessiste, volgari e misogine andava a ledere la rispettabilità di un'istituzione culturale, tra l'altro pensata da un architetto, Zaha Hadid, rispettabilità che è stata offesa, con parole poco piacevoli, in quella sede da un rappresentante delle istituzioni. Ecco, la domanda che le faccio, signor Ministro - ovviamente non può replicare al mio intervento - è questa: pensa davvero che un rappresentante delle istituzioni, un Sottosegretario di Stato, che in quel momento non era semplicemente Vittorio Sgarbi, ma un rappresentante delle istituzioni, possa pronunciarsi in quel modo? Vorremmo sapere in questo senso anche l'opinione della Presidente Meloni, che ancora non si è pronunciata su questo tema e, da donna anch'io rappresentante delle istituzioni, sarei veramente ben felice di sapere quella che è la sua opinione rispetto a quella esibizione.