31/01/2017
Nicodemo Oliverio
Sani, Luciano Agostini, Antezza, Capozzolo, Carra, Cova, Cuomo, Dal Moro, Di Gioia, Falcone, Fiorio, Lavagno, Marrocu, Mongiello, Palma, Prina, Romanini, Taricco, Terrosi, Venittelli, Zanin, Martella, Cinzia Maria Fontana e Bini
3-02748

Per sapere – premesso che: 
con legge di stabilità per l'anno 2015 è stato avviato dal Ministro interrogato un rilevante processo di riforma degli enti di ricerca vigilati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, attraverso l'incorporazione dell'Istituto nazionale di economia agraria nel Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e la nascita di un nuovo ente di ricerca denominato Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria; 
il processo di riforma si poneva gli obiettivi di razionalizzare il settore della ricerca e della sperimentazione nel settore agroalimentare e di sostenere gli spin off tecnologici, nonché di razionalizzare e contenere la spesa pubblica; 
in attuazione della normativa richiamata sono stati di recente adottati dal Ministro interrogato un nuovo statuto dell'ente ed un piano di razionalizzazione, funzionali ad una rilevante riduzione dei costi di funzionamento dell'ente e all'ottimizzazione della gestione patrimoniale, anche mediante la riorganizzazione delle strutture della rete di ricerca; 
poche settimane fa, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha presentato ufficialmente il piano di ricerca sulle biotecnologie sostenibili, che ha una dotazione finanziaria di 21 milioni di euro su una frontiera centrale come la salvaguardia delle colture tradizionali italiane; 
i ricercatori del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria sono impegnati in progetti internazionali come il sequenziamento del genoma del frumento; 
il lavoro fatto dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria in occasione di Expo Milano 2015 si è caratterizzato per approfondimenti specifici a sostegno delle principali filiere produttive dell'agroalimentare italiano; 
l'impegno del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria nel campo dell'innovazione, dell'analisi dei big data e nella realizzazione delle linee guida per l'agricoltura di precisione ha fissato l'obiettivo di estendere queste pratiche al 10 per cento della superficie agricola italiana; 
il forte impegno dell'ente nella creazione di opportunità per i giovani innovatori, come dimostrato dal programma Agrogeneration, costituisce un momento di crescita per start up agroalimentari e nuove imprese agricole under 40; 
va nella giusta direzione l'apertura di un tavolo presso il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali per affrontare nell'immediato tutte le problematiche connesse alla riorganizzazione dell'ente, con particolare riferimento alle garanzie occupazionali per il personale precario –: 
quali siano le linee di indirizzo e le azioni operative previste per l'ulteriore rafforzamento della ricerca pubblica in campo agricolo e agroalimentare a supporto di un settore che nel 2016 ha saputo superare i 38 miliardi di euro di export, dimostrando vitalità e capacità di creazione di posti di lavoro.

Seduta del 1 febbraio 2017

Illustra Massimo Fiorio, risponde Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, replica Nicodemo Nazzareno Oliverio

Illustrazione

Presidente, Ministro, la legge di stabilità del 2015 ha previsto la riorganizzazione e la razionalizzazione degli enti di ricerca in agricoltura vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nel nuovo ente CREA l'obiettivo era e resta quello di adeguare il sistema della ricerca del settore alle sfide a cui è chiamata a rispondere l'agricoltura: da una parte, le grandi sfide globali poste da un mondo in cui il cibo prodotto non è sufficiente ai suoi abitanti, da un mondo che chiede una crescita sostenibile, un mondo che chiede un uso consapevole delle risorse come acque e suolo; dall'altra, le sfide poste dall'Italia: sono sfide poste dal nostro Paese, che riconosce nel settore agricolo un settore strategico per il rilancio e la crescita dell'intero Paese. 
Il Governo, lei, Ministro, in primis, e la maggioranza non si sono tirati indietro dall'affrontare nodi e problematiche mai affrontati in precedenza. Quella dell'innovazione è una sfida importante e la ricerca, da questo punto, è ineludibile. 
In attuazione della normativa, sono stati di recente adottati un nuovo statuto per l'ente CREA e un piano di razionalizzazione per il settore. In particolare, vorrei ricordare gli investimenti sul tema della ricerca nel settore delle biotecnologie sostenibili e quelli per l'agricoltura di precisione. 
Chiediamo quali sono gli ulteriori impegni e come intende operare il Ministero nel settore.

Risposta del governo

Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, in questi mesi abbiamo effettivamente lavorato molto al rafforzamento della ricerca pubblica in campo agricolo e agroalimentare, attraverso la valorizzazione del nostro ente CREA. Mi riferisco qui, in particolare, al lavoro che abbiamo fatto, dal Governo e dal Parlamento, per l'attuazione degli interventi previsti nel programma triennale per il rilancio e la razionalizzazione delle attività di ricerca in questo settore. Si tratta di un impegno riconosciuto anche a livello internazionale. 
È proprio di pochi giorni fa, di ieri, la notizia che il CREA è entrato, per la prima, volta nella top 10 europea degli enti di ricerca per i finanziamenti ottenuti. Si tratta del riconoscimento, innanzitutto, della professionalità dei nostri ricercatori nel campo agricolo e agroalimentare e, in particolare, dell'esperienza che il CREA ha potuto ereditare dagli istituti da cui proviene, in particolare dal CRA e da tutte le altre realtà che hanno contribuito alla costruzione del nuovo soggetto CREA. 
Con i fondi ottenuti dai ricercatori il CREA entra all'ottava posizione di questa prestigiosa classifica internazionale. I dieci progetti interessati, nello specifico, hanno temi che spaziano, ad esempio, dagli studi sulla bioeconomia, sulla resistenza alle malattie, sul cambiamento climatico, sullo sviluppo di soluzioni sostenibili per l'integrazione delle filiere, sulla gestione del patrimonio forestale. Il nostro obiettivo è quello di far esprimere i talenti che abbiamo e portarli al confronto con altri scienziati e altre situazioni di ambito internazionale ed europeo. Nei prossimi tre anni investiremo, come sapete, 21 milioni di euro per ricerche specifiche sulle principali colture del nostro modello agricolo, attraverso tecnologie innovative e sostenibili. Tanti giovani ricercatori potranno affiancare i nostri migliori professori in questa sfida, in questa occasione. 
Il CREA è impegnato anche sul fronte dell'agricoltura di precisione, come si ricordava, avendo, in particolare, coordinato la redazione delle linee-guida entrate nel programma «Industria 4.0» del Governo. Sono tutti elementi della strategia che abbiamo messo a punto per aumentare la sostenibilità del nostro modello agricolo, tutelando al massimo il nostro patrimonio unico di biodiversità. 
Ho concluso. Per quanto riguarda, poi, gli aspetti di riorganizzazione interna, abbiamo di recente approvato il piano di razionalizzazione, che realizza un rilevante contenimento dei costi delle strutture e le efficienta. Abbiamo approvato il nuovo statuto dell'ente in un testo condiviso con il Parlamento, che avvia il percorso di definizione della nuova governance dell'istituto. Su questo aspetto, in particolare, l'obiettivo è quello di assicurare, in tempi brevissimi, ampia stabilità organizzativa all'istituto, non solo a garanzia della sua importante missione istituzionale, ma anche – vorrei dire, soprattutto – nell'ottica della valorizzazione di tutto il personale di ricerca.

Replica

Signor Presidente, accanto alle significative misure messe in campo per rilanciare il settore agricolo italiano, i cui risultati sono davanti ai nostri occhi, con il valore aggiunto che sale del 3,8 per cento e l'esportazione agroalimentare a 36,8 miliardi di euro, il Governo ha portato avanti con determinazione un processo di riforma degli enti vigilati dal Ministero, con l'obiettivo di sostenere gli spin off tecnologici e di contenere la spesa pubblica. 
Con soddisfazione apprendiamo dal Ministro che li CREA si è posizionato all'ottavo posto nella classifica europea degli enti di ricerca per il finanziamento ottenuto nel settore del food security, conosciuto come «sfida sociale 2». Si tratta di un significativo riconoscimento nel contesto internazionale, grazie all'eccellenza dei ricercatori e alla capacità manageriale del nostro ente di ricerca. 
La definizione del nuovo statuto di CREA, il piano di ricerca approvato, la nomina del commissario e il tavolo insediatosi proprio oggi presso il Mipaaf aiuteranno ad affrontare la riorganizzazione dell'ente, con particolare riferimento alle necessarie garanzie occupazionali per l'ottimo personale precario. 
Lo sviluppo e la crescita dell'agricoltura passano attraverso l'innovazione e il suo facile trasferimento alla realtà produttiva. Su questo fronte si giocherà la sfida competitiva dei prossimi anni. La ricerca dovrà fornire gli strumenti per permettere all'agricoltura di vincere sul fronte della sostenibilità e della qualità, puntando, al tempo stesso, ad offrire un'adeguata remunerazione dei fattori produttivi. Nei prossimi anni la nostra agricoltura dovrà affrontare sfide importanti, come l'incremento della produzione, l'adattamento ai cambiamenti climatici, l'adozione di pratiche agricole rispettose dell'ambiente. In questa prospettiva sono sicuro che il CREA assicurerà alla nostra agricoltura un sostegno fondamentale per la competitività delle nostre imprese. Infine, signor Presidente, rivolgo un grazie al Governo per quello che ha fatto per difendere la nostra agricoltura, per custodirla nelle sue migliori tradizioni, per preservarla e rilanciarla in uno spirito di innovazione e tutela della sua millenaria cultura.