Esame e votazione di questioni pregiudiziali
Data: 
Martedì, 5 Novembre, 2019
Nome: 
Flavia Piccoli Nardelli

 A.C. 2222

Presidente, colleghi, 42 mila pensionamenti; 5 mila nuovi posti autorizzati in meno; 160 mila supplenze: con questi numeri, come pensano i firmatari della pregiudiziale di costituzionalità presentata dalla Lega di garantire l'avvio ordinato di un anno scolastico? E dopo il caos di settembre-ottobre 2019, quali soluzioni propongono affinché si possa evitare una situazione altrettanto caotica all'inizio del prossimo anno scolastico 2020-2021? Stiamo parlando della scuola, Presidente, e quindi di uno degli snodi fondamentali di ogni società moderna, di un sistema pubblico che, direttamente o indirettamente, riguarda tutti i nostri giovani e milioni di famiglie e soprattutto dell'unica vera garanzia per un futuro di benessere e di sviluppo per il nostro Paese. Il Governo in carica è entrato nel pieno delle proprie funzioni neanche due mesi fa, ereditando per la scuola una situazione lasciata incancrenire per quattordici mesi dal precedente Governo e dal Ministro Bussetti, che non solo non aveva previsto nemmeno un posto in più da assegnare ai docenti precari, non solo aveva bloccato l'emanazione dei bandi concorsuali previsti dal decreto legislativo n. 59 del 2017 e cancellato il nuovo percorso di reclutamento e formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria introdotto dal medesimo decreto, ma addirittura aveva anche tagliato il numero delle assegnazioni di nuovi posti per il 2019-2020. Tra l'altro, sono ben 22 mila i docenti che hanno usufruito di “quota 100” per andare in pensione. Per quanto sottoutilizzata rispetto alle indicazioni iniziali del Governo, “quota 100” ha comunque colpito in maniera notevole alcuni settori pubblici e, in modo particolare, la scuola. Il Governo del tempo aveva assicurato che, per ogni lavoratore che fosse uscito, ne sarebbero entrati due o più. Peccato che il Ministro Bussetti si sia poi dimenticato di collegare uscite ed entrate di personale bandendo un numero adeguato di posti a concorso. Con questa situazione, ereditata, di carenze di organico davvero importanti è solo attraverso i concorsi, banditi con estrema urgenza, che si potrà tentare di rimediare in vista del 1° settembre 2020. È appunto l'obiettivo dell'articolo 1 del decreto-legge del nostro esame. Come si faccia a non giudicarlo davvero necessario e urgente e, quindi, pienamente rispettoso del dettato costituzionale per la scuola italiana proprio non si riesce a comprendere. Si tratta di un percorso straordinario che quantomeno assicura di poter disporre l'anno prossimo di 24 mila nuovi posti di docente, il minimo necessario per la sopravvivenza della scuola pubblica italiana e, al contempo, di offrire un'occasione di abilitazione all'insegnamento per quanti aspirano a questa carriera. Se questo concorso straordinario non venisse bandito nel minor tempo possibile, non si riuscirebbero ad avere entro giugno 2020 gli insegnanti di ruolo necessari ad un avvio ordinato delle lezioni a settembre 2020.

Il decreto è altresì necessario e urgente anche per risolvere le criticità prodotte dall'applicazione del “decreto dignità”, che, imponendo alle imprese di non reiterare i contratti a tempo determinato, ma di procedere alla stabilizzazione del proprio personale, ha imposto al sistema delle scuole paritarie di procedere alle stabilizzazioni del personale docente, le quali però non possono essere attivate in quanto la norma sulla parità scolastica prevede che tale personale debba essere abilitato per poter essere assunto a tempo indeterminato. Ecco dunque la necessità e l'urgenza di intervenire per assicurare al personale docente delle scuole paritarie un veloce accesso ai percorsi abilitanti, al fine di consentire la loro stabilizzazione nel rispetto delle vigenti norme legislative e contrattuali. La pregiudiziale si duole infine del fatto che siano banditi distinti concorsi per dirigenti scolastici: è francamente curioso perché si tratta di posizioni e competenze ben diverse da quelle dei docenti. Chi ha sottoscritto la pregiudiziale rivela, forse senza nemmeno accorgersene, di avere una conoscenza alquanto approssimativa del mondo della scuola.

Passando alle pregiudiziali a prima firma Aprea e Lollobrigida, non posso qui che confermare il dovere, sancito dalla legge n. 62 del 2000, di considerare sullo stesso piano le scuole statali e quelle paritarie nell'ambito di un unico sistema pubblico, ed infatti in questo senso si è opportunamente garantito ai docenti delle scuole paritarie l'accesso alle procedure di abilitazione previste nel concorso straordinario. Ma proprio la straordinarietà del concorso destinato a sanare la situazione di quanti, nella scuola statale, hanno superato il limite dei tre anni per la prestazione di lavoro di docente a tempo determinato fa sì che l'assunzione in ruolo possa essere riservata a questo personale, mentre ciò non sarebbe e non sarà lecito nei concorsi ordinari.

Finisco, Presidente, dicendo che si tratta comunque di problematiche su cui proprio lo svolgimento del dibattito parlamentare sul testo governativo potrà essere opportuno e utile per trovare il corretto punto di mediazione per la tutela dei diritti di tutti gli interessati, istituzioni scolastiche statali e paritarie comprese.