Esame di una questione pregiudiziale
Data: 
Martedì, 1 Agosto, 2023
Nome: 
Marco Lacarra

A.C. 1322

Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi voteremo a favore della pregiudiziale presentata, perché se per la comunità di Taranto questo provvedimento non rappresentasse l'ennesimo capitolo di una storia drammatica potremmo derubricare la sua incostituzionalità come un nuovo goffo inciampo del Governo Meloni; se c'entrassero solo il pressappochismo e l'impreparazione di questa classe dirigente avremmo il cuore più leggero, al netto dei danni che con tanta ostinazione si stanno facendo e si continueranno a fare al Paese. Invece, no, questa volta l'incompetenza c'entra poco, come c'entra poco la superficialità. In questo caso, siamo di fronte alla consapevole volontà di fare di nuovo dell'Ilva una fabbrica di morte ad esclusivo servizio dell'interesse strategico nazionale.

In un quadro del genere, è evidente che i diritti dei cittadini rappresentano un ingombro e gli ostacoli più ostili nella cultura di chi oggi governa il Paese vanno spazzati via senza colpo ferire. Ancora una volta, avete deciso di intervenire a gamba tesa su un tema che meriterebbe tutt'altra attenzione, tutt'altra cura, tutt'altro approfondimento. Se a gennaio abbiamo visto usare la decretazione d'urgenza per riaprire le ferite dolorosissime che riguardano l'ex Ilva, in queste settimane, siete riusciti a superarvi in peggio. Un emendamento del Governo, senza alcuna possibilità concreta di essere valutato e modificato nei contenuti dal Parlamento, torna a incidere sulle stesse materie con decisioni intollerabili e palesemente contrarie ai principi dettati dalla nostra Costituzione.

Innanzitutto, si sono volute far passare le norme sull'Ilva come parte integrante dei contenuti di questo decreto, come se l'articolo 9-bis, insomma, avesse qualche utilità nel chiudere o mettere al riparo il nostro Paese da qualche infrazione comunitaria. Si tratta di un inganno in piena regola, visto che non solo non c'è nemmeno una disposizione che sia davvero mirata a quell'intento, ma addirittura si rischia il contrario. Si fa riferimento a due infrazioni in particolare, una, riguardante le emissioni industriali e, l'altra, la qualità dell'aria. Bene, anzi, male, perché ciò che al contrario avete scritto esporrà l'Italia a nuove infrazioni e ben più gravi.

Se il presupposto è che l'attività debba proseguire sempre e comunque, a prescindere da qualsiasi provvedimento giurisdizionale, il risvolto non può che essere atrocemente univoco: meno tutela per la salute dei tarantini, per l'ambiente del territorio, per la sicurezza di chi lavora negli stabilimenti. A ciò si aggiunge l'estensione dello scudo penale anche per i provvedimenti legati alla decarbonizzazione, decarbonizzazione, signor Presidente, che, possiamo dirlo senza tema di smentita, è ogni giorno più lontana dall'essere una realtà.

Allora, è indispensabile dire agli italiani - i tarantini, purtroppo, lo sanno già fin troppo bene - che il Governo in carica e una parte del Parlamento, la maggioranza, se ne frega bellamente della Carta costituzionale, dei diritti che in quella Carta sono sanciti e che dovrebbero essere garantiti a tutti.

Ben prima delle modifiche del 2022 agli articoli 9 e 41 della Costituzione, la Corte costituzionale aveva tracciato chiaramente quei limiti che oggi state calpestando. Le esigenze economiche non possono mai prevalere sulla tutela dell'ambiente, della salute e della sicurezza. Questo non deve avvenire mai! Voi parlate ancora di bilanciamento; non c'è nessun bilanciamento, perché, come dice la Costituzione e come è stato ribadito, da ultimo, nel 2019 dalla Corte, certi diritti non sono negoziabili: non sono un contrappeso, ma una priorità da salvaguardare sempre. Ciò che si fa qui, invece, è l'esatto opposto: fare dell'interesse industriale, della necessità economica di proseguire l'attività un diritto tiranno nei confronti di altri beni costituzionali, ben più meritevoli di tutela. Insomma, avete ribaltato il significato di quelle regole fondamentali che ci siamo dati come popolo e davanti a quei diritti, che giustamente diventano limiti, avete deciso di salvaguardare certi interessi e limitare i danni.

Signor Presidente, il Partito Democratico voterà convintamente a favore delle questioni pregiudiziali presentate, perché, molto più che in altre occasioni, i contenuti di questo decreto-legge rappresentano un vulnus giuridico di inaudita gravità e, al contempo, il secondo tempo di un film vergognoso che ha esordio all'inizio di quest'anno. Taranto non può e non deve essere il luogo dove la Costituzione e la legge diventano principi relativi. Noi continueremo a essere al fianco dei tarantini in questa battaglia contro il ritorno a un passato terribile, contro questo Governo che conferma la sua insofferenza verso la sofferenza e tutto il suo cinismo verso una comunità che non reclama altro che giustizia.