Dichiarazione di voto
Data: 
Martedì, 3 Novembre, 2015
Nome: 
Paolo Coppola

Grazie, signora Presidente. Mi sembra evidente, dalla discussione e dalle dichiarazioni di voto, che fortunatamente siamo tutti d'accordo. 
Internet è uno strumento importantissimo, che ha cambiato e che cambierà sempre di più in modo profondo la maniera con cui le persone interpretano il loro modo di vita, lo stare insieme, l'informarsi, il costruire attività economiche e sociali. Ed è proprio l'importanza di questo strumento e il fatto che noi tutti condividiamo questa importanza che ha fatto sì che si sia arrivati a una dichiarazione sui diritti in Internet che trova tutte le forze politiche d'accordo. 
Questo è un importante risultato, che, secondo me, va sottolineato anche per il metodo con cui si è arrivati a questo punto: un metodo che ha visto la partecipazione sia dei rappresentanti dei vari gruppi parlamentari sia della società civile, un metodo che ha permesso di mettere intorno a un tavolo esperti, ha permesso di ascoltare i vari portatori di interessi, ha permesso di dare la parola a tutti, grazie a una consultazione che ha avuto luogo proprio in virtù del fatto che esiste uno strumento importantissimo e potentissimo come Internet. 
Una dichiarazione che prevede 14 articoli, che sanciscono vari diritti. Mi permetto di sottolinearne ai colleghi almeno due. Uno è stato accennato varie volte: la neutralità della rete; la rete deve essere neutrale. Prendo in prestito un esempio citato prima dal collega Migliore: deve essere neutrale esattamente come è neutrale la rete elettrica. Non è pensabile concepire una rete elettrica che decida in modo diverso su quale elettricità far passare, se quella per la lampadina o quella per il televisore. 
Esattamente allo stesso modo, non è pensabile concepire una rete che discrimini i bit: tutti i bit sono uguali e il potere che Internet ha avuto di cambiamento sulla società deriva anche dalla sua neutralità. E, poi, l'articolo 3, il diritto di accesso. Nella Carta dei diritti noi definiamo l'accesso ad Internet come diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale. È una visione estremamente importante: non stiamo parlando soltanto di uno strumento di comunicazione, ma stiamo parlando di uno strumento che riteniamo fondamentale, ripeto, e condizione per il pieno sviluppo individuale e sociale. 
Ora, quello che votiamo oggi, il voto che stiamo per dare, segna, da un certo punto di vista, la fine di un percorso e l'inizio di un altro percorso, estremamente più ambizioso, perché, da una parte, noi prendiamo atto del lavoro fatto in modo innovativo all'interno della Camera, per il quale mi unisco anch'io nel ringraziamento alla Presidente Boldrini, al professor Rodotà e a tutti coloro che hanno contribuito a questo documento, ma prendiamo anche atto, nella mozione, di un lavoro parallelo che vi è stato in questi mesi, che ci ha ricordato il sottosegretario. 
Un lavoro del nostro Governo, durante il semestre, con la Commissione, che ha fatto sì che l'Europa prendesse consapevolezza dell'importanza di svolgere un ruolo di primo piano nella costruzione del nuovo modello di governance di Internet, perché così come è cambiato il mondo grazie a Internet, è anche vero che ci siamo resi conto tutti che la governance va rivista. 
È per questo che nella mozione noi chiediamo e impegniamo il Governo da una parte a portare avanti il lavoro fatto dalla Camera, dalla Commissione, di modo che abbia valenza sempre più internazionale, dall'altra a fare delle azioni concrete, per far sì che si possa spingere di più l'ambizione del nostro Paese e far sì che l'Italia assuma un ruolo importante nella definizione della nuova governance di Internet. È per questo motivo che a nome del Partito Democratico annuncio il voto favorevole su entrambe le mozioni.