Dichiarazione di voto finale
Data: 
Mercoledì, 4 Novembre, 2015
Nome: 
Sofia Amoddio

 Doc. XXII, nn. 46-51-A

Presidente, onorevoli deputati, mi accingo a formulare la dichiarazione di voto per conto del PD su questa vicenda devo dire molto, molto scottante. Permettetemi una breve sintesi. Sarò breve ma i fatti vanno raccontati per un voto veramente consapevole. In data 13 agosto 1999, come è stato detto, Emanuele Scieri terminava la fase di addestramento e veniva trasferito con un pullman alla caserma militare di Pisa, caserma Gamerra. Già durante questo trasferimento in pullman si verificavano numerosi episodi di violenza per i quali è stato aperto un procedimento militare al tribunale di La Spezia con condanna dei responsabili. Emanuele Scieri raggiungeva la caserma Gamerra e poi la sera alle reclute veniva concessa la libera uscita. Emanuele faceva un giro per la città e rientrava alle 22,15 in caserma. Ripeto: rientrava in caserma. Anziché ritirarsi subito in camerata, fumava l'ultima sua sigaretta e si attardava a fare una telefonata. Il commilitone suo compagno, tale Viberti, rientrava. Alle 23,45 però veniva effettuato il contrappello ed Emanuele Scieri non si presentava al contrappello. Moltissimi militari dissero che Emanuele Scieri era regolarmente rientrato in caserma, che fino a pochi minuti prima era stato visto, che ritenevano strana l'assenza di Emanuele Scieri ma nessuno in quella notte lo cercò. I militari addetti al contrappello non segnalarono niente all'ufficiale di picchetto che avrebbe dovuto ovviamente effettuare e disporre le ricerche. Intorno alla mezzanotte del 13 agosto alla caserma Gamerra nessuno si preoccupò di ricercare Emanuele Scieri e così anche il 14. Fino a quando il 15 agosto, il giorno di Ferragosto, ben due ispezioni straordinarie vennero fatte alla caserma. Alle 5 e mezza del mattino di Ferragosto e alle 21,30 di Ferragosto queste ispezioni provano che i vertici della caserma sapevano benissimo che non era affatto ordinaria la scomparsa di un commilitone, ma il corpo di Emanuele Scieri venne trovato il 16 agosto alle 13,50 e il cadavere ovviamente era in stato di decomposizione. 
Le indagini della procura di Pisa hanno permesso di raggiungere purtroppo una conclusione misteriosa: un'archiviazione. Tuttavia voglio leggervi le parole scritte dal procuratore: è certo che Emanuele Scieri cadde la notte del 13 agosto 1999 all'esterno della protezione della scala posta nella torre di prosciugamento dei paracadute della caserma Gamerra; è certo che cadde con le scarpe slacciate da una altezza di almeno 10 metri; è certo che sul dorso del piede aveva aperture cutanee e la deduzione logica – scrive il procuratore – è che Emanuele Scieri venne costretto a salire sulla scaletta senza alcuno strumento di protezione e che dall'interno della scala con uno strumento contundente non rinvenuto gli vennero procurate le lesioni al piede e gli vennero percosse le mani affinché Emanuele Scieri cadesse da quella scala. 
Allora il colpevole non c’è, ha il volto coperto, ma, signori deputati, tutti quanti ci chiediamo – la Lega ha espresso i suoi dubbi – perché dopo così tanto tempo. La risposta che tutti dovete sapere è che questa Commissione di inchiesta è stata chiesta in diverse precedenti legislature ma non ha mai visto la luce, non è mai stata portata in porto per fine legislatura, è stata chiesta da numerosi deputati. Confido e sono certa che il tempo trascorso oggi non è una debolezza ma sarà una nostra forza, la forza di questa Commissione d'inchiesta. Sono certa che moltissimi che allora non hanno parlato, hanno visto e sanno, domani potranno riferire alla Commissione di inchiesta perché magari sono stati trasferiti in altre caserme o non hanno più nulla da temere nel dire la verità. 
Ringrazio tutti i deputati e tutti i partiti politici che hanno firmato all'unisono questa proposta di legge perché, contrariamente a quanto ha detto la Lega, diverse indagini non sono state svolte e io sono certa che le svolgerà la Commissione di inchiesta. Ci sono molti buchi neri in questa indagine. 
Ringrazio a gran voce i 13 consigli comunali che hanno chiesto l'istituzione di questa Commissione di inchiesta, perché il trascorrere del tempo non ha assolutamente sopito il legittimo anelito di verità e di giustizia dell'opinione pubblica, dei seimila suoi amici che hanno aperto un blog, della famiglia e dello Stato italiano. 
Indagare ancora sulla responsabilità della morte di Emanuele Scieri significa perseguire veramente l'interesse generale, per condannare gli episodi di nonnismo che nel caso di Emanuele Scieri hanno trovato veramente il peggiore degli epiloghi. 
Mi accingo a concludere, colleghi deputati, e ricordo in quest'Aula che dopo la morte di Emanuele Scieri, molti militari, moltissimi militari trovarono il coraggio di raccontare gli abusi subiti e il dibattito che ne seguì fu la molla per far scattare la modifica del servizio di leva da obbligatorio in facoltativo. Per la morte di Emanuele Scieri, la giustizia non può avere assolutamente una data di scadenza. 
Onorevoli deputati, oggi è il 4 novembre, festa delle Forze armate, molti militari muoiono in territori di guerra per difendere questa patria. Il 6 novembre ricorre l'anniversario della laurea in giurisprudenza di Emanuele Scieri, tra due giorni; con il voto favorevole di quest'Aula possiamo dare giustizia a un ragazzo che giustizia ha studiato e che giustizia ancora aspetta. Esprimo il voto favorevole di tutto il Partito Democratico e invito tutti a votare per l'istituzione della Commissione di inchiesta.