Dichiarazione di voto finale
Data: 
Venerdì, 20 Febbraio, 2015
Nome: 
Matteo Richetti

A.C. 2803-A

Signor Presidente, il PD esprimerà il suo voto favorevole su questo provvedimento.  Presidente, ci sembra anche la conseguenza più naturale, poiché, quando un provvedimento lo si lavora, lo si migliora, a volte anche goffamente, si prova ad intestarlo e poi, di solito, lo si vota anche, se lo si rivendica. Infatti, assistiamo negli ultimi giorni ad una rincorsa estenuante su chi ha messo e cosa dentro a questo provvedimento e sull'individuazione di chi ne ha il merito per cui ci sono norme oggettivamente giuste, che riguardano le partite IVA ed il regime dei minimi. Ricordava lo stesso collega D'Incà poc'anzi: il fondo di garanzia proposto dal MoVimento 5 Stelle. Quelle cose ci sono. Io non pretendo che vi sia un tale appello alla coerenza, per cui, avendo portato a casa i provvedimenti, li si voti pure, ma almeno ci si consenta di approvarli ! Infatti io sono molto contento che in questo momento a presiedere ci sia lei, Presidente Di Maio. Il collega D'Incà ricordava quando il gruppo del MoVimento 5 Stelle rivendicava con forza l'onestà, ognuno battendo i banchi del proprio seggio. Qualche mio collega del Partito Democratico, secondo me sbagliando, in queste ore ha detto che il MoVimento 5 Stelle fa ostruzionismo su tutto. Non è vero, perché sul milleproroghe ha fatto ostruzionismo, sulle riforme, dal mio punto di vista, – ma credo anche dal suo, Presidente, perché ho avuto modo di apprezzare la conoscenza dei Regolamenti – ha commesso un reato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Infatti, quando si impedisce lo svolgimento di un'Assemblea, si urla «serva» alla Presidenza e si obbliga chi sta presiedendo ad interrompere la seduta, perché non la si può svolgere, chiamiamo le cose con il giusto nome. Chiamiamo le cose con il giusto nome, perché Federico Fellini ci richiamava l'idea che un linguaggio diverso è una diversa visione della vita. Ecco, credo che ci divida questo, non parole diverse che io non giudico: non sono meglio le mie o meglio quelle degli altri colleghi. Ma sicuramente c’è una visione diversa di cosa vuol dire il dibattito, il dialogo e la vita parlamentare. 
Da questo punto di vista, credo che chi presiede quest'Aula debba porre l'accento sulla differenza di atteggiamento che ci sta nell'utilizzare correttamente le regole, che il Regolamento prevede, e nell'avere, invece, atteggiamenti che impediscono a chiunque di svolgere il proprio lavoro qui dentro. Ho avuto modo negli interventi in sede di discussione sulle linee generali – forse in maniera troppo isolata rispetto agli interventi degli altri colleghi – di sottolineare molti aspetti positivi, figli del lavoro che il Parlamento ha fatto. Io lo ribadisco e sono convinto: ci era arrivato un decreto, cosiddetto milleproroghe, che conteneva molte tecnicalità e molte proroghe di procedimenti amministrativi ed il Parlamento lo ha portato in prossimità dei bisogni delle persone. 
Vorrei che questa rivendicazione fosse unanime, perché la cosa grave non è impedire l'approvazione di un decreto. Ripeto, quando si fa ostruzionismo, questo ci sta. La cosa grave è impedire che il clima nel Paese cambi, che l'Italia si risollevi, che con questi provvedimenti si vada incontro ad imprese, famiglie, lavoratori, sfrattati e cassintegrati. Io non ho capito – e lo dico con rispetto perché non credo di avere intuizioni più lungimiranti dei colleghi del MoVimento 5 Stelle o di altri gruppi e non credo neanche di avere una maggiore coerenza rispetto a loro – e mi faccio una domanda, perché non capisco, non capisco come si possa contemporaneamente unirsi in maniera lodevole davanti ai cancelli delle fabbriche dei lavoratori di un'azienda in crisi ed impedire che 55 milioni di euro vengano messi sulla cassa integrazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ! Non riesco a capire come le due cose stiano insieme. Non riesco a capire come ci si unisca ad un presidio di lavoratori e si dica di «no» alla possibilità che, chi ha un contratto di solidarietà e vede il proprio reddito ridotto, possa avere un aumento del 10 per cento. 
Non voglio provocare, ma non riesco a capire. E poiché apprezzo il lavoro che i colleghi del MoVimento 5 Stelle fanno, ad esempio sui temi del terremoto, non capisco come, pur contrapponendosi, facendo il più uno e proponendo provvedimenti che mancano, tuttavia alla fine addirittura si possa arrivare a non fare approvare un provvedimento. Lo dico perché sono assolutamente convinto che a cuore ci sia l'interesse del Paese. Se non volete più farlo con noi lo streaming, fatelo con le 200 mila partite IVA di questo Paese, fatelo con i terremotati, fatelo con i disoccupati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ! Mettetevi in streaming con loro e chiedetegli se sia giusto che questo provvedimento non venga approvato. Dopodiché fate anche uno streaming preventivo, ne fate uno con i lavoratori dell'ILVA, i cittadini di Taranto, perché noi avremmo intenzione, e su questo vi prego di non cogliere un atteggiamento di chi la mette giù con il braccio di ferro e poi si va avanti comunque...Un Parlamento che non ha opposizioni in Aula è un Parlamento ferito, è un Parlamento nel quale manca un pezzo sostanziale, fondamentale del proprio funzionamento democratico. Ma non potete nemmeno immaginare che questo Parlamento si fermi di fronte alla necessità di costruire provvedimenti nell'interesse del Paese. Io ho ascoltato con attenzione l'intervento del collega D'Incà come quelli degli altri gruppi. Anche in questo caso trovo legittimo che si racconti un'Italia che va a rotoli, un Paese che, grazie al Presidente del Consiglio, sta andando nel baratro, virgolettando e riprendendo puntualmente quello che ha detto il collega D'Incà. Dovremmo provare a chiederci come questo si coniuga, non solo con le affermazioni del Segretario generale dell'OCSE, che vede nel compimento delle riforme un grande potenziale di crescita e di ripresa economica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), perché, se voi dite «mentre il Paese è là, noi ci facciamo le riforme», vuol dire che c’è un problema preventivo; non stiamo comprendendo che l'ammodernamento del Paese, del suo funzionamento, della sua pubblica amministrazione, della sua dinamica decisionale è un pezzo centrale della capacità di rimettere a segno «più» molti fattori della crescita. Non si comprende perché, se il Paese va a rotoli, i dati di questa mattina – questa mattina – di dicembre, dell'industria vedono un fatturato crescere dell'1,4 e gli ordini del 5,8 sull'anno precedente, il 5,8 per cento. Ora io non credo che siano merito della capacità ma... sono sicuro che la Presidenza mi stia ascoltando con attenzione dopodiché, siccome sarei interessato all'interlocuzione con tutti, ogni tanto mi giro ma cercherò di stare assolutamente proiettato verso il Presidente Di Maio. 
Il problema non è, anche in questo caso, intestarsi questi numeri ma è comprendere che i numeri non bastano e che questo Parlamento ha un ruolo fondamentale, non costruire la crescita pensando che con un «più» qualcosa di PIL, con un «più» qualcosa di occupati, con un «più» qualcosa di export siamo a posto. Siamo a posto quando il Paese torna ad essere più giusto, più equo, può fare distribuzione; il nostro ruolo di sentinella (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico),di rappresentanti del Paese è quello di non fermarci a convertire decreti o ad accompagnare un po’ l'azione del Governo. È poco, è qualificare una discussione ed essere portatori di un interesse nel quale fino a quando anche l'ultimo... Fino all'ultimo dei cittadini, quello più in difficoltà, quello più lontano da questi numeri della ripresa, che sono pochi, sono insufficienti ma certamente hanno cambiato segno, certamente hanno cambiato una direttrice che lascia vedere un Paese che può uscire da questa situazione... Il combinato disposto degli incentivi sul lavoro, la stabilità, l'Expo alle porte, la ripresa degli investimenti hanno dentro di sé un elemento di opportunità che si può sprigionare ma questo Parlamento, quelle opportunità, come posso dire, le deve prendere e trasformarle mettendole prima di tutto al servizio delle persone che rischiano di rimanere più escluse e più lontane da questo sistema di opportunità. 
Allora io concludo, Presidente, perché il lavoro che abbiamo davanti è un lavoro fondamentale e voglio rivolgere un appello alle opposizioni alle quali ho già dato atto su questo provvedimento di aver avuto un atteggiamento assolutamente, non solo legittimo, ma che per alcuni aspetti ha certamente contribuito a migliorare il provvedimento. So che questo può avvenire anche da qui in avanti su altri provvedimenti prendendoci anche la responsabilità di quello che è mancato, di quello che è mancato come Partito Democratico. 
C’è una autrice francese che legge mia figlia, non fa grandi saggi. Ma molto spesso mi riporta questa frase che questa autrice utilizza per le persone e dice: ciò che impedisce alle persone di vivere insieme non è la loro differenza ma è la loro stupidità. Questo lo rivolgo a me, a noi, di modo che non sia frainteso da nessuno, ciò che impedisce il confronto, il dialogo e la capacità di trovare soluzioni al rialzo non è la nostra diversità, che è evidente, ma è la stupidità, senza che questo debba ferire nessuno(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).