Dichiarazioni di voto finale
Data: 
Mercoledì, 18 Maggio, 2016
Nome: 
Marco Fedi

A.C. 3642-A

Il Partito Democratico, signora Presidente, voterà a favore di questa ratifica. Il nostro è un «sì» convinto, ragionato e razionale. Condividiamo scopi e modalità di questa ratifica, siamo pronti ad impegnarci qualitativamente nella Banca asiatica per gli investimenti in infrastrutture e siamo pronti ad esserne fondatori con un investimento quantitativo, che siamo certi sarà all'altezza delle aspettative del nostro Paese, un Paese che ha bisogno di opportunità come queste, progetti infrastrutturali in Asia, con accesso al credito presso una banca asiatica internazionale, che anche noi abbiamo contribuito a far nascere, perché questa è la sostanza del provvedimento. E lo ricordo all'onorevole Picchi e ai colleghi della Lega. Sono queste le ragioni per cui noi ci impegniamo in questa ratifica, per investire in Asia, un'area che cresce. Forse vi è sfuggito, è sfuggito all'attenzione della Lega Nord, ma l'Asia è un Paese, è un'area in crescita e i nostri investimenti serviranno alle nostre aziende, piccole e medie imprese, per avere in quei Paesi opportunità proprio nel settore infrastrutturale, in cui l'Italia è forte e competitiva. 

La ratifica al nostro esame, Presidente, si pone un obiettivo fondamentale per il nostro sistema, di promozione economica e commerciale nel mondo: assicurare la presenza nel nostro sistema finanziario, assicurare il sostegno agli investimenti per le piccole e medie imprese nelle aree regionali del mondo e nelle aree in forte crescita come l'Asia. 
Per i colleghi del MoVimento 5 Stelle, li ringrazio perché si astengono: è una dimostrazione di serietà su questo provvedimento, un'apertura di credito evidentemente al Governo perché si astengono nel voto finale. Ma non ringraziamo i colleghi della Lega, che invece votano «no», per ragioni incomprensibili. Signora Presidente, questa strategia, secondo loro, è sbagliata. Dico subito che per noi invece è la strategia giusta, da seguire per essere parte centrale, non residuale, per essere parte integrale, non un'appendice di un progetto di crescita in Asia. 
Dalle nostre parti, onorevole Sibilia, si chiama «condivisione di responsabilità e sovranità multilaterale», non si chiama perdita di sovranità nazionale, ma noi viviamo in un mondo diverso, lo abbiamo compreso, il nostro mondo è un mondo in cui l'Italia vuole crescere in Europa e crescere nel mondo; il vostro è quello di un'Italia che si vuole chiudere sempre di più. È questa la grande diversità. 
Abbiamo ascoltato in Commissione esteri ed oggi in Aula argomentazioni legittime, alle quali la collega Zampa e il collega Fanucci hanno dato risposte molto chiare. Aggiungo a queste che i 500 milioni, il 20 per cento, l'unico vero intervento di carattere monetario, provengono dalla mancata ricapitalizzazione della SACE, quindi non si tratta di soldi misteriosi trovati all'ultimo momento per arcani misteri, a cui hanno alluso i colleghi 5 Stelle. 
L'Italia vuole esserci dall'inizio, vuole esserci tra i fondatori per poter concorrere a definire strategie e priorità. Concorriamo anche noi, con gli altri, a pieno titolo, a garantire trasparenza, equo accesso al credito e correttezza formale e sostanziale nelle decisioni. Con l'inizio delle operazioni, la Banca si unirà alla grande famiglia delle istituzioni finanziarie multilaterali per sostenere lo sviluppo economico e sociale in Asia. Ricordo a tutti che l'investimento in infrastrutture – e l'Italia è oggi un Paese all'avanguardia che è altamente competitivo nelle gare d'appalto internazionali – ci consentirà di ottenere risultati positivi per le nostre imprese, migliorare la qualità della vita e le capacità economiche dei cittadini asiatici, con ricadute positive in altre parti del mondo ed in Italia, ed è vero: concorrerà anche a stabilizzare una regione in cui esistono tensioni che noi, come Commissione affari esteri, abbiamo esaminato in molteplici occasioni. 
Il ruolo e l'importanza dell'Asia sulla scena internazionale sono aumentati, ma la regione deve affrontare gravi carenze infrastrutturali. I fabbisogni di investimento sono cresciuti in modo esponenziale e le risorse della Banca asiatica molto semplicemente, signora Presidente, accresceranno il pool di risorse multilaterali a disposizione. A queste risorse potranno accedere anche le nostre imprese. La Banca va ad affiancare un'altra iniziativa internazionale, la nuova «via della seta» che dovrebbe collegare la Cina al cuore dell'Europa orientale fino al Mediterraneo, un grande asse che offre prospettive di sviluppo e investimento per dotarsi di capitale fisso indispensabile alle piccole e medie imprese. L'obiettivo quindi è contribuire sia allo sviluppo economico finanziario globale e regionale asiatico, sia all'internazionalizzazione della nostra economia, offrendo alle imprese italiane anche di piccola e media dimensione l'opportunità di diversificare l'offerta sul piano internazionale, un obiettivo che potrà essere raggiunto attraverso una maggiore penetrazione sui mercati dell'area asiatica, seguendo un trend favorevole confermato dai dati del procurement e dalle gare di appalto relative ai progetti finanziati dalle altre banche multilaterali di sviluppo, che esistono e che voi dovreste conoscere. L'Italia, uno dei Paesi dell'Unione europea membri fondatori della neo costituita Banca asiatica per gli investimenti e le infrastrutture, intende contribuire fattivamente alla definizione delle strategie e delle priorità, priorità che sono per noi strategiche, nella nuova banca, acquistando quindi una partecipazione. La Banca asiatica ha uno statuto, ha delle regole sulla governance, quindi regole sulla trasparenza e sulla responsabilità, oltre che sulla piena indipendenza delle scelte. Per la prima volta sono state accolte unanimemente, come importanti strumenti di politica economico-finanziaria internazionale, in banche di sviluppo multilaterali e questo è un fatto assolutamente positivo che non è stato finora ricordato. Analogamente, Presidente, mi avvio a concludere, per i valori etici e morali che nella banca si ritrovano, ma che debbono puntualmente venire monitorati e l'Italia a pieno titolo farà la sua parte anche nell'azione di monitoraggio. Per questa ragione confermo il voto favorevole del Partito Democratico.