26/11/2014 - 16:34

Ha ragione il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nel ribadire oggi, come già nella sua prima audizione alle commissioni Esteri di Camera e Senato, l’attenzione e la preoccupazione per la situazione libica. La Libia sta scivolando lentamente in una crisi in cui non vi è più un quadro politico-istituzionale e dove differenti attori interni si sfidano quotidianamente con violenza e terrore. La Libia è al centro di una crisi che coinvolge le due sponde del Mediterraneo, l’Europa e i paesi del Maghreb che in maniera equilibrata stanno tentando di superare i conflitti intestini degli anni passati. Per questo, sosteniamo l’operato del ministro Gentiloni e la disponibilità italiana a condividere con l’inviato della missioni Onu Bernardino Leon tutti gli sforzi necessari a riportare la pace in Libia. Il nostro sostegno alla missione Onu è indiscutibile per la ricerca di un negoziato tra le parti in cui l’Ue e i partner della regione evitino una guerra civile senza ritorno.

Lo afferma Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera.

 

05/11/2014 - 18:30

“Congratulazioni ad Andrea Manciulli per l’importante incarico internazionale che la Nato gli ha assegnato. È un riconoscimento del ruolo strategico che l’Italia ha sempre giocato nel Mediterraneo e del suo impegno nella lotta al terrorismo internazionale. Sarà un compito molto delicato che sono sicuro Manciulli porterà avanti con competenza e determinazione nell’interesse del nostro Paese e dell’Alleanza atlantica”. Così Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera e responsabile Esteri del Partito democratico, commenta la nomina di Andrea Manciulli alla direzione del rapporto su “Il ruolo dei Paesi del Golfo nella crisi del Mediterraneo e nella lotta al terrorismo internazionale”.

 

02/09/2014 - 17:44

Grazie all’iniziativa del governo Renzi accessibili molti documenti

"Grazie all’iniziativa del governo Renzi, che ha reso accessibili molti documenti relativi al tragico e irrisolto passato del nostro paese, i giornali italiani tornano ad occuparsi dei misteri di Ustica, una delle più terribili stragi rimasta impunita, purtroppo come molte altre. Nel percorso di verità e giustizia, ricordiamo che, a questo punto, occorrono passi decisivi per ottenere le rogatorie internazionali che la Procura della Repubblica ha rivolto a Stati amici e Alleati proprio in merito all'inchiesta sulla strage di Ustica. E’ poi imminente l’approvazione del reato di depistaggio: licenziata dalla commissione Giustizia a Luglio, la legge sarà votata dall’Aula di Montecitorio la prossima settimana e sarà un altro passo in avanti contro uno degli strumenti utilizzati dai responsabili materiali e morali delle vicende stragiste e di terrorismo per rallentare, se non bloccare, le inchieste e per impedire l'accertamento di fatti delittuosi gravissimi”. E’ quanto affermano i deputati del Partito democratico Walter Verini e Enzo Amendola (capigruppo nelle commissioni Giustizia e Esteri) i quali avevano presentato negli scorsi mesi una interrogazione al ministro della Giustizia.

“Dopo 34 anni dobbiamo giungere alla verità su questa pagina buia della nostra storia: per questo sarebbe molto importante che il parlamento approvi presto la Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000. L'iter necessario alla ratifica è già avviato e speriamo si concluda in tempi brevi perché la Convenzione semplifica e rende più efficaci le formalità e le procedure inerenti alle richieste di assistenza giudiziaria, introducendo forme e tecniche specifiche di collaborazione rafforzata con le autorità giudiziarie degli altri Paesi europei. Dopo l'accertamento giudiziario dei depistaggi che hanno pesantemente ostacolato le ricerche, è irrinunciabile un'azione incisiva per ricostruire quella verità che le vittime e il paese - concludono – attendono da troppo tempo".

 

08/08/2014 - 17:14

“Condanniamo con forza la rottura della tregua in Medio Oriente e il ritorno alle armi”. Lo dichiarano Giorgio Tonini ed Enzo Amendola, capigruppo Pd nelle Commissione Esteri di Senato e Camera.

“Come diciamo da giorni – continuano Tonini e Amendola – la situazione rende di ora in ora sempre più necessario e improcrastinabile un intervento della comunità internazionale, a partire da un protagonismo dell'Unione europea. Non si può lasciare passare altro tempo nell’inerzia, bisogna fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per scongiurare un nuovo assurdo massacro. Anche il governo italiano intervenga in tutte le sedi per aiutare a trovare una soluzione”, aggiungono.

“Noi abbiamo chiesto l’impiego di una forza d’interposizione sul modello in campo in Libano nel 2006, proposta che ha fatto registrare un’apertura anche da parte di esponenti del governo israeliano”, spiegano Amendola e Tonini.

“Altrettanto valida è l’iniziativa inglese, francese e tedesca di queste ultime ore che avanzano, con riscontri positivi dal governo israeliano, una proposta per demilitarizzare Gaza e sovraintendere ai valichi della Striscia. Viste le tragedie dell'ultimo mese e la tremenda perdita di vittime civili in un Medio Oriente, in fiamme dall'Iraq a Gaza – concludono - la comunità internazionale deve agire senza ulteriori ritardi”.

 

05/08/2014 - 14:55

"Con il ritiro delle truppe israeliane da Gaza, si stanno forse determinando le condizioni per una ripresa dell'iniziativa politica sul difficile e decisivo fronte delle relazioni israelo-palestinesi. Le dichiarazioni di queste ore del ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, pur in un contesto inutilmente e dannosamente polemico contro l'Autorità nazionale palestinese, rappresentano un importante, inedito segnale di apertura, rispetto all'auspicio, formulato nei giorni scorsi dai gruppi parlamentari del Partito democratico, per una soluzione internazionale della crisi di Gaza attraverso un ruolo attivo dell'ONU". Così i capigruppo del Pd nelle commissioni Esteri di Camera e Senato, Enzo Amendola e Giorgio Tonini, commentano le affermazioni di Lieberman pronunciate davanti alla commissione Esteri e Difesa della Knesset, riportate ieri dalle agenzie di stampa, e confermate oggi a Gerusalemme durante un incontro con una rappresentanza della Commissione Esteri della Camera dei deputati italiana. "È necessario e urgente - osservano i due parlamentari democratici - porre fine alle immani sofferenze e alle assurde devastazioni prodotte dalla guerra, attraverso un immediato cessate il fuoco e una tregua come quella proposta dalla mediazione egiziana, giustamente sostenuta dal nostro governo. Ma la tregua potrà rivelarsi solida e duratura - sostengono Amendola e Tonini - solo in presenza di una svolta politica, che garantisca agli israeliani il diritto a non essere minacciati dagli arsenali di Hamas e ai palestinesi il diritto a vivere in condizioni pienamente umane, sia sul piano materiale che su quello della libertà".
"Solo un diretto coinvolgimento delle Nazioni Unite a Gaza e, in prospettiva, anche in Cisgiordania, del quale faccia parte anche il dispiegamento di una robusta forza multinazionale di caschi blu, come positivamente sperimentato in diversi altri scenari di crisi, dal Libano al Kossovo - concludono i due esponenti del Pd - può garantire ad entrambe le popolazioni interessate il rispetto di questi loro elementari diritti. Il nostro auspicio è che la comunità internazionale, a cominciare dall'Europa, non lasci cadere questi primi importanti segnali di apertura da parte del governo Israeliano, ma si metta all'opera, con realismo e speranza, per trasformarli in una concreta proposta politica, nella prospettiva dei due stati per i due popoli".

 

29/07/2014 - 13:41

“L’unica soluzione possibile del conflitto in Israele e nella striscia di Gaza è quella politica, l’unica che consentirebbe una via d’uscita per stabilizzare tutto il Medio Oriente. Condividiamo pienamente i cinque punti presentati dal ministro Mogherini alla Camera per fermare il conflitto”. Lo ha detto Vincenzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri, durante il dibattito sull’informativa del ministro Mogherini sulla situazione in Medio Oriente che si è tenuto oggi alla Camera.

“Profondo è l’orrore – ha proseguito Amendola – per la escalation bellica del lancio di razzi dalla Striscia di Gaza e per l’onda d’urto israeliana sproporzionata. E’ necessaria da subito una tregua. L’Unione europea deve essere capace di intervenire in un momento in cui sembra che nessuno possa fermare gli eventi tragici; ma non c’è via d’uscita se non c’è mediazione politica e un pieno superamento dei veti incrociati. Ci sembra molto positiva la convocazione della Conferenza dei donatori in modo da dare un futuro a quella terra martoriata. Ma fare di tutto oggi per fermare le ostilità significa anche tentare strade inedite come una forza di interposizione che permetta di evitare il lancio di razzi su Israele e ai palestinesi di vivere di stenti sotto il ricatto di gruppi estremisti. Si tratterebbe di un forte presidio della comunità internazionale e delle Nazioni Unite a Gaza che consentirebbe la prosecuzione, il completamento e il mantenimento del disarmo della striscia, senza costringere Israele ad una nuova, lunga fase di occupazione, e renderebbe praticabili le richieste palestinesi di riapertura dei valichi di frontiera. Insomma una strada seria e concreta per arrivare al più presto alla pacifica convivenza di due popoli in due Stati”

 

25/06/2014 - 10:53

“A che punto sono le rogatorie internazionali riguardanti l’inchiesta sulla strage di Ustica che la Procura della Repubblica ha rivolto a Stati amici e alleati e quali iniziative intenda adottare nel caso che alcune rogatorie non ricevano risposte, al fine di giungere, finalmente, alla verità su una pagina buia della nostra storia”.

E’ quanto chiedono con un’interrogazione al ministro della Giustizia i deputati del Partito democratico Andrea De Maria, Walter Verini e Enzo Amendola ricordando il 34° anniversario della Strage di Ustica, nella quale persero la vita 81 innocenti cittadini italiani.

I tre deputati ricordano che “la Corte di Cassazione, con sentenze definitive, ha stabilito che il DC 9 Itavia, in volo fra Bologna e Palermo, è stato abbattuto quel terribile 27 giugno da un missile e che la Procura della Repubblica di Roma, dopo le dichiarazioni del Presidente della Repubblica emerito Cossiga nel 2007, ha riaperto le indagini al fine di giungere alla completa individuazione dei responsabili diretti e materiali. Ma per le modalità e la posizione geografica della strage appaiono assolutamente indispensabili conoscenze e informazioni che possono essere in possesso delle forze armate di altri Paesi, come ad esempio informazioni riguardanti le postazioni di rilevamento militari, basi radar, aerei in volo. Per ottenere questo risultato sarebbe molto importante che il parlamento approvi presto la Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000. L’iter necessario alla ratifica è già avviato e speriamo si concluda in tempi brevi perché la Convenzione semplifica e rende più efficaci le formalità e le procedure inerenti alle richieste di assistenza giudiziaria, introducendo forme e tecniche specifiche di collaborazione «rafforzata» con le autorità giudiziarie degli altri Paesi europei. Dopo l’accertamento giudiziario dei depistaggi che hanno pesantemente ostacolato le ricerche, è irrinunciabile un’azione incisiva per ricostruire quella verità che le vittime e il paese attendono da molto tempo”.

 

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