23/11/2017 - 17:10

"La mobilitazione dei cittadini per salvare il Castello Utveggio dal degrado non può lasciare ancora sorda la Regione. Il flash mob organizzato a Palermo dimostra l’attaccamento della comunità palermitana per un luogo simbolo, ristrutturato con i soldi di tutti i contribuenti e ora in stato di grave abbandono. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, per invitare il governo a valutare se non sia opportuno istituire un apposito tavolo istituzionale che coinvolga Regione e Comune di Palermo al fine di predisporre un piano di recupero della struttura, prima che inizi l’anno di Palermo Capitale della Cultura, nel 2018”. E’ quanto scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, a proposito dell'iniziativa in programma questo pomeriggio davanti a Palazzo d'Orleans.

“Anche la Rai – prosegue Anzaldi – che ha già dimostrato la sua sensibilità al tema grazie all’attenzione giornalistica del Tg2, dovrebbe dare una mano ai cittadini a difendere i loro soldi. Le ragioni dei cittadini sono sacrosante: chiedono alla Regione, proprietaria dell’immobile, di intervenire per proteggere la struttura dagli atti vandalici e dai saccheggi testimoniati da cittadini e associazioni che si battono da tempo contro l’abbandono e il degrado del castello, e anche per evitare che i soldi pubblici spesi per il restauro finiscano vanificati dall’incuria”.
“L’assessore in pectore alla Cultura siciliano Vittorio Sgarbi ha dato delle speranze però, dal momento che i vandali non si preoccupano dei tempi istituzionali, bisogna comunque intervenire al più presto”, conclude.
 

21/11/2017 - 19:57

“Presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere quanti sono i giornalisti impiegati in trasmissioni Rai come programmisti-registi, in quali redazioni lavorano e quanti sono gli appalti esterni per le trasmissione che si occupano di informazione”. Lo annuncia Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“L’incidente di Ostia – spiega – di cui è stato vittima Daniele Piervicenzi è stato particolarmente grave. Non solo per la violenza e le conseguenze fisiche che il giornalista ha dovuto affrontare ma anche perché, dopo una settimana, si è scoperto che quello che era stato definito infinite volte come ‘giornalista Rai’, era contrattualizzato con un’azienda che con la Rai ha solo un appalto. Com’è possibile che un’azienda che ha circa 1700 giornalisti, di cui una parte che lamenta di non venire impiegata per nulla e addirittura c'è chi supera il tetto da 240mila euro, ricorra agli appalti esterni per l'informazione?”.

“Chi fa il giornalista per la Rai, deve avere un contratto da giornalista Rai. Il bruttissimo episodio di Ostia serva da monito per mettere un punto fermo sulla prassi del precariato in un'azienda che non taglia gli sprechi e impiega ogni anno quasi due miliardi di euro garantiti dal canone dei cittadini, senza subire le conseguenze di alcuna crisi". 

21/11/2017 - 13:23

"Come mai nel promo di #Cartabianca che sta girando su Raitre in questi giorni non c'è traccia del Pd?". Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, postando il video del promo.

"Ci sono comici, presentatori, giornalisti, politici di vario colore (Di Battista, Meloni, Di Pietro, Bersani) ma per il Pd, partito di maggioranza in parlamento, non c'è spazio.
Eppure la trasmissione ha ospitato il segretario Matteo Renzi ed esponenti di primo piano come Martina e Richetti. Dimenticanza o confessione sulla linea editoriale?", conclude.

17/11/2017 - 18:59

Stop a pratica contratti da programmisti per giornalisti

“Nel corso delle udizioni di oggi in Commissione Vigilanza Rai è emerso che Daniele Piervicenzi, giornalista colpito a Ostia da Roberto Spada, non solo non ha un contratto con la Rai, bensì con la Fremantle, ma anche che lavora come programmista-regista e non come giornalista”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Questo fatto – continua – è doppiamente grave. Primo perché, a milioni di italiani, è stato fatto credere che quello ferito a Ostia fosse un giornalista Rai, quando, in realtà, si tratta di un precario sotto contratto con un’azienda che ha a sua volta un appalto con la Rai. In altre parole, per  una settimana è stata data e ripetuta migliaia di volte una notizia falsa. In secondo luogo, se tutti i giornalisti che vengono mandati, come Daniele Piervincenzi, a fare interviste in periferie o aree pericolose come Ostia, non come giornalisti ma come programmisti-registi o ancora peggio come consulenti a Partita Iva, si pone un serissimo problema di tutele. I lavoratori come Daniele Piervincenzi, infatti, non godono di alcuna garanzia in caso di infortuni.  Non solo. Non vorremmo che la pratica del ricorso agli appalti fosse un espediente per avere degli scoop sulla pelle dei giovani precari, costretti a rischiare perché sotto il ricatto occupazionale. Il risparmio ottenuto impiegando invece che i giornalisti Rai dei programmisti-registi contrattualizzati da aziende appaltatrici, è del 50%. E’ quindi ammissibile che un’azienda ricca come la Rai debba mettere a rischio l’incolumità di giovani giornalisti precari e allo stesso tempo sperperare cifre milionari in ingaggi”.

“Sarebbe opportuno e ora che, a partire dal grave incidente che ha visto protagonista Daniele Piervincenzi, la Rai mettesse fine una volta per tutte all’odiosa e illegale pratica di contrattualizzare lavoratori come programmisti registi per poi far svolgere loro un lavoro da giornalisti”, conclude.

16/11/2017 - 16:15

“Si chiamava Giovanna Reggiani. Era il 30 ottobre 2007. Fu violentata e uccisa a pochi passi dalla stazione di Tor di Quinto. Sono trascorsi 10 anni. Maria Norma Moreira Da Silva è stata violentata e uccisa in un sottopasso in pieno centro. Dieci anni, fa la destra con Alemanno candidato sindaco di Roma, cavalcò quel drammatico episodio di cronaca e ad Aprile 2008 vinse le elezioni amministrative e  incise non poco anche sull'esito delle politiche. Più sicurezza era lo slogan”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, sul sito RomaToday.

“Basta – continua - andare a leggere i giornali nazionali di quei giorni. Oggi l'omicidio della  barbona maturato in un ambiente di vera periferia umana passa completamente inosservato. I sottopassi della Capitale sono off limits. Dimore di disperati a pochi passi da scuole, uffici, istituzioni. Non leggo  editoriali sulla sicurezza e non leggo richiami al Sindaco.  Non leggo nulla sul Blog di Grillo. Non è il complotto del frigorifero ma parliamo dell'omicidio di una persona. Il principe Antonio De Curtis parlava della morte come una livella. In 10 anni a Roma le morti non sono tutte uguali”.
“Abbiamo dimenticato la signora Reggiani, non abbiamo evitato quella di Maria Norma”, conclude.

14/11/2017 - 20:05

“Il Castello Utveggio di Palermo è una struttura splendida che però è in pieno degrado. La Capitale italiana della Cultura 2018 non merita una ferita del genere”. Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, a commento di una foto del Castello Utveggio a Palermo.

“Fatto costruire alla fine degli anni '20 dal Cavaliere Michele Utveggio – ricorda - sullo sperone di Monte Pellegrino detto Primo Pizzo, a 344 metri di altezza, il Castello, che si affaccia su quello che Goethe definiva ‘il più ' bel promontorio del mondo’, non ha mai avuto fortuna. Ma ora siamo al rischio depredazione. Nei giorni scorsi ho preso parte alla missione che la commissione Cultura della Camera ha effettuato a Palermo. Tutte le istituzioni che abbiamo incontrato, ma anche i cittadini, ci hanno ripetuto all'unisono: fate qualcosa per il Castello Utveggio. Chiedo al Governo di valutare la situazione e capire se ci sono possibilità di intervento dei ministeri competenti o di altre strutture. Il Castello, luogo simbolo dello stile liberty a Palermo, era diventato un punto di riferimento come centro di alta formazione. Poi il Cerisdi, l'ente che lo gestiva, è stato messo improvvisamente in liquidazione dalla Regione, e ora la struttura è  tornata di nuovo chiusa e nel dimenticatoio. Col rischio di venire depredata. Come dopo la Seconda guerra mondiale, quando arrivarono coi carretti a rubare tutto quello che era rimasto dopo l'occupazione dei militari, così anche ora, piano piano, tutto quello che si trova dentro al castello viene piano piano portato via”.

“Col rischio che venga messa in pericolo la stessa struttura. Se non ci sbrighiamo rischiamo di non trovare più nulla: c'è il rischio che con piccole ruberie venga svuotato tutto e sia ancora più difficile rimettere in funzione la struttura”, conclude.

09/11/2017 - 19:21

“Il via libera all’iscrizione del Tam Tam Basket di Castel Volturno al campionato regionale under 14 rappresenta un successo per tutto lo sport italiano”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare la deroga in arrivo, da parte della Fip, per la Tam Tam Basket, la squadra composta da figli di immigrati nati e cresciuti a Castelvolturno (Caserta).

 “Un successo – continua - reso possibile grazie al buon giornalismo di una coraggiosa campagna di informazione e grazie all’impegno messo in prima persona dal ministro dello Sport, Luca Lotti, che ha voluto l’inserimento in Legge di Bilancio di una norma ad hoc per il diritto allo sport di tutti i bambini che frequentano le scuole italiane, qualsiasi cittadinanza abbiano”.

“L’intervento del Governo Gentiloni è stato decisivo per sbloccare una situazione che, a causa della miope gestione burocratica dello sport italiano, avrebbe causato un’inaccettabile ingiustizia”, conclude.

30/10/2017 - 20:25

“Sul terremoto il paragone di Berlusconi con l'Aquila non tiene: ricostruire una città non è come occuparsi di 4 regioni e 131 comuni”. Lo scrive su Twitter Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in risposta alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul terremoto.
“Consigli Cavaliere per il sisma? Totalmente fuori strada. Tonnellate macerie rimosse lo dimostrano: 56mila del 2009 contro 300mila di oggi”, conclude.

20/10/2017 - 19:52

“Con la norma contenuta nella legge di Bilancio che permette ai minorenni non ancora cittadini italiani di potersi iscrivere a un campionato sportivo per un anno, il Pd e il ministro dello Sport Lotti, hanno scritto una pagina di storia”. E’ quanto scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, in un intervento pubblicato su ‘Huffington Post’, in riferimento all’articolo della Manovra che introduce la possibilità di iscriversi ai campionati sportivi anche per i ragazzi non cittadini italiani che frequentano le scuole nel nostro Paese.

“Se Leone Jacovacci fosse ancora vivo – prosegue Anzaldi – sarebbe il primo a scrivere di suo pugno una lettera al ministro dello Sport Luca Lotti per ringraziarlo. Peccato sia troppo tardi. Chi era Jacovacci? Era un pugile nato nel 1902, metà italiano e metà congolese. Nonostante fosse un fenomeno, il fascismo lo costrinse a una dura battaglia per poter ottenere la nazionalità italiana, condizione necessaria a salire sui ring italiani. Una volta raggiunto il suo scopo e combattuti alcuni incontri, Jacovacci ebbe la sfortuna di sfidare il campione italiano Bosisio e di batterlo. A quel punto non fu premiato con il trionfo ma con l'oblio. A quell'antica ingiustizia, durata ben 90 anni, e soprattutto alle ingiustizie subite dai tanti, troppi Jacovacci di oggi, il Partito democratico e il governo - sensibilizzati dalla vicenda della squadra Tam Tam Basketball e dalla raccolta di firme promossa dall’allenatore Massimo Antonelli - hanno messo fine. Quelli che sembrano essersene accorti sono, tuttavia, pochi. Con l'approvazione della legge di Bilancio i ragazzi stranieri non saranno più fantasmi ma sportivi come gli altri, come gli altri in corsa per vincere o semplicemente per giocare, socializzare. Una storia lunga e interessante che ha trovato spazio sulle tv commerciali, in trasmissioni come Tagadà su La7 e Le Iene su Italia 1. E la Rai? Fatta eccezione per alcuni servizi nei telegiornali, nulla. Paura di fare ascolti e informazione come le tv private, o magari colpa del Coach Antonelli che non ha pensato a ingaggiare un costosissimo agente televisivo?”
“Proprio sulla questione degli agenti, peraltro, come è stato ricordato alla presidente Rai Maggioni mercoledì scorso in commissione di Vigilanza, la Rai ha 90 giorni di tempo per adeguarsi ai dettami della risoluzione contro i conflitti di interessi approvata in Vigilanza. Sono già trascorsi quasi 25 giorni dall'approvazione, quindi alla Rai restano 65 giorni per mettersi in regola”, conclude.

13/10/2017 - 20:10

"La questione posta da Michele Anzaldi, della necessità del rispetto sostanziale del pluralismo nelle trasmissioni televisive non è di quelle da liquidare con dozzinali battute polemiche, come quelle di 5 Stelle”. Lo dichiara Walter Verini, deputato del Partito democratico, per commentare le dichiarazioni dei deputati Cinquestelle sulle presenze televisive. “E' un principio che vale e deve valere sempre, tanto più in momenti come questo, di forte tensione tra le forze politiche e alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali per il Paese. Mi auguro perciò che i dati diffusi da Anzaldi e che certamente penalizzano forze come il Pd  portino tutti a riflettere e a muoversi perché pluralismo, par condicio, equilibrio siano rispettati  e garantiti nella sostanza", conclude.

13/10/2017 - 20:08

“Non ci sono soltanto gli squilibri dei tg Rai in favore dei partiti di opposizione e a danno del Pd: anche la situazione nei telegiornali delle tv commerciali appare distorsiva, secondo quanto attestano i dati Agcom relativi al mese di settembre, appena diffusi. I partiti di minoranza arrivano ad avere addirittura oltre quattro volte il tempo del Partito democratico”. Lo  scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. 

“Al Tg5 il primo partito è il Movimento 5 stelle – prosegue– avanti di un soffio su Forza Italia, mentre al Tg La7 è la Lega Nord. Una distorsione sulla quale è urgente e necessario che l’Authority intervenga: è accettabile che la maggioranza di governo abbia un quarto dello spazio dei partiti di opposizione? Se si vanno a verificare i tempi di parola dei soggetti politici nelle edizioni principali del Tg5, si potrà riscontrare la seguente situazione: al Pd il 16,5% dello spazio, all’opposizione (M5s, Fi, Lega, Fdi) addirittura il 65,6%. Se si vanno a considerare i singoli partiti, il Pd pur essendo il partito di maggioranza e partito che sorregge il Governo, è surclassato anche dalle forze di opposizione prese separatamente: M5s al 24,3%, Fi al 24,1%. Situazione simile al Tg La7: al Pd il 13,9%, ai partiti di opposizione (M5s, Fi, Lega, Fdi) il 71,2%. Primo partito nei tempi di parola del telegiornale di La7 è la Lega, con il 36,5%: il partito di Salvini da solo ha il triplo dello spazio del Pd. Poi il M5s al 26,9%, ovvero il doppio del Pd, e così via. Siamo di fronte a quella che appare una grave distorsione. Visto che i dati sono rilevati direttamente dall’Agcom, sarebbe opportuno che l’Authority intervenisse per dire cosa ne pensa”.

“E’ accettabile che il primo partito del parlamento e partito di maggioranza del Governo finisca addirittura terzo nello spazio dato ai partiti e venga quadruplicato dai partiti di opposizione?”, conclude.

11/10/2017 - 20:13

 “La risposta della Federbasket sul caso della squadra Tam Tam di Castel Volturno lascia allibiti: da settimane la vicenda viene raccontata dai mezzi di informazione nazionali e locali, ne hanno parlato il Tg2 e il Tg3, la stampa campana e nazionale, il talk show Tagadà su La7, ma solo ora la Fip fa sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta?”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, replicando alla dichiarazione di Federbasket a seguito della lettera del parlamentare al Cio.

“E’ stata presentata – prosegue– un’interrogazione parlamentare, sono stati lanciati appelli pubblici al Coni e alla stesa Fip, eppure alla Federazione non si erano accorti di nulla? Se non fosse una cosa seria, che riguarda i sogni e i diritti di alcuni giovani ragazzi, sembrerebbe una barzelletta”.

“Invece di scusarsi e trovare rapidamente una soluzione, i dirigenti della Federazione Pallacanestro danno una confusa risposta interlocutoria. Il Coni farebbe bene ad avviare un’indagine per capire di chi sono le responsabilità di questa situazione”, conclude.

29/09/2017 - 19:17

“Un plauso a Isoradio per le iniziative decise in occasione 70° anniversario della Costituzione italiana. Finalmente, siamo davanti a un’iniziativa che interpreta in modo concreto la funzione di servizio pubblico affidata alla Rai dal contratto di servizio“. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Peccato – continua - che la parte del leone la facciano ancora la cronaca nera e il gossip, con il risultato che qualità delle trasmissioni sia ben lontana dagli standard richiesti a un servizio pubblico degno di questo nome. Tra l’altro, considerati i noti problemi di ricezione di Isoradio e il target automobilistico del canale, c’è anche da domandarsi quanti saranno i giovani che effettivamente potranno imparare qualcosa sulla Costituzione”.

“L’iniziativa di Isoradio dimostra, insomma, che in Rai le idee e le buone intenzioni ci sarebbero. Bisogna però cominciare a concretizzarle in modo che l’espressione servizio pubblico sia più solo una formula retorica”, conclude.

14/09/2017 - 19:34

“Dalla cinematografia giovanile italiana arriva in questi giorni una importante lezione sul valore del talento, della costanza e della capacità del non arrendersi davanti alle difficoltà”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Ricordate – continua - la storia di quei giovani emiliani che, sconvolti dal terremoto che devastò la loro terra portandogli via tutto, reagirono rimboccandosi le maniche e girarono anche un film per non dimenticare? Il film si chiama ‘La notte non fa più paura’, lo girarono tre anni fa a Mirabello e con quello resero omaggio anche a tutti i loro amici morti in quella devastazione. Il film, è giusto il caso di ricordarlo, fu rifiutato dalla Rai: lo comprò Sky. Da allora ha fatto talmente tanta strada da arrivare anche al festival del Cinema di Venezia. Questo tanto per farsi anche un'idea della lungimiranza Rai che a volte vacilla. Ebbene da quel dolore, da quel film ma anche da quel saper ricominciare, oggi è nata anche una casa di produzione. Si chiama Controluce e l'hanno fondata l'attore e autore Stefano Muroni, il regista Marco Cassini e l'autrice Valeria Luzi.Trovo particolarmente significativo che il primo progetto di Controluce sarà un film dedicato alla vita di don Minzoni, ‘Oltre la bufera’. Controluce è il segno che il coraggio di ricominciare premia sempre. Anche se strada facendo si incontrano molti ostacoli e molti no”.

“Compresi quelli di un servizio pubblico a volte miope”, conclude.

13/09/2017 - 18:16

“Dalila Nesci, che cerca di sostituire in modo non adeguato il capogruppo Airola, finge di non aver capito le motivazioni per cui la Vigilanza non ha potuto dare via libera all’audizione della Gabanelli: in anni e anni di lavoro la Commissione non ha mai audito singoli giornalisti ma solo dirigenti apicali”. Lo dichiarano Vinicio Peluffo e Michele Anzaldi, rispettivamente capogruppo Pd  e segretario in Commissione Vigilanza Rai, in risposta alle dichiarazioni della deputata Cinquestelle Nesci.

“Tali motivazioni – continuano – sono stata riconosciute da tutti i gruppi, tanto che la richiesta di audire la Gabanelli è caduta in modo pacifico. E’ dunque evidente che la Nesci fa finta di non capire come funziona la Vigilanza Rai. Se lo faccia spiegare dal presidente Fico”.

“Sempre che sia capace di non farsi accecare dalla solita faziosità e si dimostri, almeno una volta, all’altezza del suo ruolo istituzionale”, conclude.   

Pagine