16/03/2018 - 16:55

"La straripante quantità di interruzioni pubblicitarie con cui la Rai ha massacrato il film Il concerto nella serata di lunedì 12 marzo, rappresenta una violazione delle norme sui tetti pubblicitari? In ogni caso è una barbarie dal punto artista e cinematografico che il servizio pubblico dovrebbe evitare". Lo chiede Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, che presenterà un'interrogazione sul tema.

"Il film di Radu Mihăileanu - spiega - è un'opera di grande valore. Non solo per la qualità cinematografica della pellicola ma anche perché rappresenta documento storico importante su un argomento poco conosciuto dagli spettatori italiani, come la discriminazione subita dalla minoranza ebraica nell'epoca dei regimi comunisti. Nonostante questo, il servizio pubblico ha martoriato il film con ben 5 interruzioni pubblicitarie, per un totale di 63 spot. L’ultima interruzione ha spezzato persino in due la toccante parte finale del film. Stiamo, insomma, parlando di una quantità selvaggia di pubblicità, forse eccessiva anche per una tv commerciale disinvolta, figuriamoci per il servizio pubblico. Una pratica che non solo danneggia l’integrità artistica delle opere ma crea anche inconvenienti agli spettatori, che, per esempio, nel caso de Il concerto sono dovuti andare a letto molto tardi o, per andare a letto, rinunciare alla visione del film”.

"La Rai ha rispettato in questo caso le norme sui tetti pubblicitari? Poiché il problema esiste e ha un rilevante  peso economico, forse non sarebbe opportuno che nella prossima legislatura la Vigilanza prevedesse un monitoraggio per controllare anche questo aspetto", conclude. 

15/03/2018 - 19:56

"Fa riflettere il fatto che mentre il più prestigioso giornale del mondo dedichi la foto della copertina e un bell'articolo alla rinascita del Teatro Massimo di Palermo, nessuno in Italia (non i giornali, non il servizio pubblico né le tv private), se ne sia accorto. È proprio vero: nemo profeta in patria. Meno male ci sono giornali stranieri come il New York Times".

Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare lo spazio dedicato al Teatro Massimo di Palermo dall'edizione odierna del New York Times.

13/03/2018 - 16:12

"Si può sapere quando la si smetterà di speculare sui problemi per farsi notare e inizieranno, invece, a risolverli?". Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare la decisione del Comune di Genova di multare fino a 200 euro chi rovista nei cassonetti in cerca di cibo.

"Dopo i migranti - spiega - rispediti nei loro paesi, cosa facile da dirsi ma impossibile a farsi, dopo il reddito di cittadinanza, misura anche questa facile a dirsi ma impossibile a farsi, l'inventiva demagogica escogita un nuovo modo per speculare sui problemi: fare gli sceriffi con i disgraziati che cercano cibo nei cassonetti. Agli amministratori genovesi chiedo: a quale nome e indirizzo viene notificata la multa, considerato che si tratta quasi sempre di persone senza documenti e fissa dimora? E anche se si riuscisse a notificare l'atto, siamo sicuri che una persona che fruga nella spazzatura per mangiare abbia 200 euro? É evidente che ci troviamo, anche in questo caso, nel territorio delle cose facile a dirsi ma impossibili".

"Invece che fare gli sceriffi con i più deboli, ci chiediamo quando, a Genova come a livello nazionale, destra e Cinquestelle si inizieranno a fare gli sceriffi con i problemi degli italiani. E non solo a usarlo per racimolare voti", conclude.

09/03/2018 - 21:22

“Non è che anche tu, caro Pif, sei caduto nella trappola tesa da certi interessati commentatori?”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare l’appello del regista al Pd perché si allei con il Movimento 5 Stelle.

“Da palermitano a palermitano – continua -  come se chiacchierassimo in un baretto di Mondello. Immagina delle persone che vogliano fare un film con te.  Immagina che, prima di iniziare le riprese, ti dicano, per esempio, che la tua compagna o le tue colleghe lavorano ‘perché hanno fatto i pompini’ (copyright Massimo De Rosa, M5S), che hai le mani sporche di sangue, che sei un ebete, che sei impresentabile, che sei morto, e via offendendo (l’elenco completo lo trovi qui sotto). Tu che faresti, a quel punto? Ce lo faresti comunque, questo film, pensando che un eventuale no sarebbe dettato dall’orgoglio?  Per non parlare del rispetto dell'indicazione che è arrivata dagli elettori: gli italiani hanno decretato che a vincere queste elezioni sono stati M5s e Lega, è naturale quindi che la responsabilità di mettere in piedi un governo spetti a loro. Il Pd ha perso ed è giusto che stia all'opposizione, non possiamo mica far finta che non si sia votato. C'è anche la questione dei programmi: su moltissimi temi (Europa e immigrazione, innanzitutto), M5s e Lega la pensano in pratica alla stessa maniera e in modo diametralmente opposto al Pd: su che basi potremmo mai appoggiarli?  Per non parlare delle soluzioni economiche, libri dei sogni multimiliardari vs. provvedimenti realistici che hanno riportato la crescita. Oppure dell'atteggiamento nei confronti delle riforme fatte: i programmi elettorali di M5s e Lega prevedono l'abolizione di tutte le riforme dei governi di centrosinistra, come si può pensare che il Pd li sostenga? Dici: ‘Avete governato con Alfano e Verdini, potete farlo anche con i Cinquestelle senza per questo compromettere la vostra identità’. Ma sono situazioni non paragonabili: nella passata legislatura il Pd in parlamento aveva una maggioranza quasi autosufficiente alla Camera e molto ampia al Senato, tanto è vero che è riuscito anche ad approvare riforme storiche come le unioni civili (con il voto contro di M5s)”.

“Ora dovremmo votare chi non soltanto ci considera con tutti gli epiteti che ti ho ricordato sopra, ma vorrebbe semplicemente i voti del Pd per realizzare il suo programma elettorale? Sarebbe un tradimento incomprensibile della volontà degli elettori”, conclude.

08/03/2018 - 20:08

“Penso che la cosa migliore per commentare il valore dell’adesione al Pd, in questo specifico momento, di un artista con la storia e l’impegno di Oliviero Toscani sia quella di utilizzare uno degli innumerevoli scatti che hanno obbligato le persone nel mondo a riflettere attraverso il linguaggio universale delle immagini. Felice e lusingato, grazie”.

Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, postando due tra le fotografie più famose di Oliviero Toscani.