30/11/2017 - 19:13

“La legge con cui si intendeva impedire che gli animali domestici possano essere pignorati, ha iniziato solo oggi il suo iter parlamentare. Mi piace sperare che esso possa essere portato a conclusione ma ho la concreta paura che, almeno in questa legislatura, la legge non vedrà la luce”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, primo firmatario di una proposta di legge che, in caso di debitori insolventi, impediva la pignorabilità degli animali domestici.

“E’ un vero peccato – continua – anche considerato che la proposta era stata presentata oltre due anni e mezzo fa. C’era, dunque, tutto il tempo per approvarla, ma i tempi di discussione della Camera hanno rappresentato un ostacolo insuperabile. Ed è un peccato, soprattutto, perché, come già successo molte volte, altri debitori rischiano di vedersi portar via la propria bestiole per una atto che provoca la sofferenza dei proprietari, degli animali e delle spese evitabili per lo Stato, che dovrà prendersi cura dell’animale pignorato al posto del proprietario”.

“Mi auguro che nella prossima legislatura qualcuno si faccia carico di questo problema e porti a termine questa norma di civiltà”, conclude.

29/11/2017 - 17:15

“Prevedere che i siti Internet che raccolgono pubblicità o sono destinatari di finanziamenti sopra i 100mila euro, in modo analogo a quanto avviene per i periodici on-line, siano tenuti a rendere noti i loro profili proprietari e finanziari”. Lo prevede una proposta di legge presentata dal deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.

“La rete Internet – spiega - è ormai diventata il principale veicolo di informazione e di comunicazione e quindi un importante strumento di formazione del consenso. Consentire, dunque, a ogni utente di disporre di informazioni aggiornate e facilmente accessibili su chi sia l'effettivo titolare, proprietario e finanziatore di un sito Internet, risponde a essenziali esigenze di trasparenza del mercato e garantisce la possibilità di conoscere e di valutare consapevolmente la completezza dei contenuti nonché, soprattutto, l'attendibilità delle informazioni veicolate, oltre che la sussistenza di eventuali conflitti di interesse. Gli editori di quotidiani on-line, che registrano ricavi annui superiori a 100.000 euro ovvero che abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche, sono tenuti a registrare la propria testata in tribunale e a procedere all'iscrizione al ROC (registro Operatori delle Comunicazioni). Nulla, invece, è previsto per soggetti per i siti internet che, non rientrando fra le categorie citate, non sono tenuti all'iscrizione al ROC. Tale disparità di trattamento non risulta giustificata, dal momenti che tali siti hanno una natura informativa e comunicativa, e operano sul mercato, raccogliendo pubblicità o ricevendo finanziamenti”.

“Di qui la necessità di prevedere che in tali casi i siti internet, qualora raccolgano pubblicità o siano destinatari di finanziamenti superiori a 100.000 euro, in analogia a quanto previsto per i periodici on line, siano tenuti all'iscrizione al ROC, in un'apposita sezione, e agli obblighi informativi previsti”, conclude.

28/11/2017 - 19:22

“Istituire un apposito tavolo istituzionale coinvolgendo la regione siciliana e il comune di Palermo al fine di predisporre un piano di recupero del castello di Utveggio, ponendo, così fine ad un intollerabile stato di abbandono”. Lo chiede Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, con un’interrogazione al ministro dei Beni culturali.

“Il castello di Utveggio di Palermo – spiega - è stato per circa 30 anni sede di un ente regionale di alta formazione, il Centro ricerche e studi direzionali (Cerisdi), voluto dal presidente pro tempore della regione Sicilia, Rino Nicolosi. A seguito della chiusura del Cerisdi, avvenuta circa un anno fa, l'immobile di altissimo pregio è oggetto di atti vandalici e di saccheggio come testimoniato da associazioni e cittadini che da tempo si battono contro l'abbandono e il degrado in cui versa il castello”.

“Il castello di Utveggio è un luogo simbolo della città di Palermo, come può esserlo la Mole di Torino o la Lanterna di Genova, e Palermo è stata nominata capitale italiana della cultura per l'anno 2018”, conclude.

25/11/2017 - 14:45

"Il caso della fake news diffamatoria contro Boldrini, Boschi, Verducci e Sassoli, ritratti mentre avrebbero partecipato niente meno che al funerale (peraltro mai tenuto) di Riina, mostra come si possa smontare ed eliminare una bufala in pochi minuti". Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, in una lettera indirizzata alla presidente Monica Maggioni e ai direttori delle varie testate giornalistiche dell'azienda Andrea Montanari, Ida Colucci, Luca Mazzá, Antonio Di Bella, Nicoletta Manzione, Gerardo Greco e Vincenzo Morgante.

"Quando la notizia è emersa - continua - ho provveduto a segnalarla al capo della Polizia Franco Gabrielli e al capo della Polizia postale Nunzia Ciardi. Le attività di polizia hanno permesso di individuare l'autore della pubblicazione diffamatoria, che è stato segnalato a Facebook e il profilo incriminato è stato chiuso. Credo che una storia del genere mostri come non ci sia anonimato che tenga o nickname che difenda: le autorità hanno tutti i mezzi per individuare in pochi minuti gli autori di fake news diffamatorie, oscurarne i profili e segnalare gli episodi calunniosi all'autorità giudiziaria".

"I telegiornali Rai valutino se non sia opportuno dare la massima informazione agli utenti su questo: non esistono zone franche nella rete o utenze anonime, la polizia può individuare chiunque si macchi sui social di condotte vietate dalla legge", conclude.

23/11/2017 - 17:10

"La mobilitazione dei cittadini per salvare il Castello Utveggio dal degrado non può lasciare ancora sorda la Regione. Il flash mob organizzato a Palermo dimostra l’attaccamento della comunità palermitana per un luogo simbolo, ristrutturato con i soldi di tutti i contribuenti e ora in stato di grave abbandono. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, per invitare il governo a valutare se non sia opportuno istituire un apposito tavolo istituzionale che coinvolga Regione e Comune di Palermo al fine di predisporre un piano di recupero della struttura, prima che inizi l’anno di Palermo Capitale della Cultura, nel 2018”. E’ quanto scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, a proposito dell'iniziativa in programma questo pomeriggio davanti a Palazzo d'Orleans.

“Anche la Rai – prosegue Anzaldi – che ha già dimostrato la sua sensibilità al tema grazie all’attenzione giornalistica del Tg2, dovrebbe dare una mano ai cittadini a difendere i loro soldi. Le ragioni dei cittadini sono sacrosante: chiedono alla Regione, proprietaria dell’immobile, di intervenire per proteggere la struttura dagli atti vandalici e dai saccheggi testimoniati da cittadini e associazioni che si battono da tempo contro l’abbandono e il degrado del castello, e anche per evitare che i soldi pubblici spesi per il restauro finiscano vanificati dall’incuria”.
“L’assessore in pectore alla Cultura siciliano Vittorio Sgarbi ha dato delle speranze però, dal momento che i vandali non si preoccupano dei tempi istituzionali, bisogna comunque intervenire al più presto”, conclude.
 

21/11/2017 - 19:57

“Presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere quanti sono i giornalisti impiegati in trasmissioni Rai come programmisti-registi, in quali redazioni lavorano e quanti sono gli appalti esterni per le trasmissione che si occupano di informazione”. Lo annuncia Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“L’incidente di Ostia – spiega – di cui è stato vittima Daniele Piervicenzi è stato particolarmente grave. Non solo per la violenza e le conseguenze fisiche che il giornalista ha dovuto affrontare ma anche perché, dopo una settimana, si è scoperto che quello che era stato definito infinite volte come ‘giornalista Rai’, era contrattualizzato con un’azienda che con la Rai ha solo un appalto. Com’è possibile che un’azienda che ha circa 1700 giornalisti, di cui una parte che lamenta di non venire impiegata per nulla e addirittura c'è chi supera il tetto da 240mila euro, ricorra agli appalti esterni per l'informazione?”.

“Chi fa il giornalista per la Rai, deve avere un contratto da giornalista Rai. Il bruttissimo episodio di Ostia serva da monito per mettere un punto fermo sulla prassi del precariato in un'azienda che non taglia gli sprechi e impiega ogni anno quasi due miliardi di euro garantiti dal canone dei cittadini, senza subire le conseguenze di alcuna crisi". 

21/11/2017 - 13:23

"Come mai nel promo di #Cartabianca che sta girando su Raitre in questi giorni non c'è traccia del Pd?". Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, postando il video del promo.

"Ci sono comici, presentatori, giornalisti, politici di vario colore (Di Battista, Meloni, Di Pietro, Bersani) ma per il Pd, partito di maggioranza in parlamento, non c'è spazio.
Eppure la trasmissione ha ospitato il segretario Matteo Renzi ed esponenti di primo piano come Martina e Richetti. Dimenticanza o confessione sulla linea editoriale?", conclude.

17/11/2017 - 18:59

Stop a pratica contratti da programmisti per giornalisti

“Nel corso delle udizioni di oggi in Commissione Vigilanza Rai è emerso che Daniele Piervicenzi, giornalista colpito a Ostia da Roberto Spada, non solo non ha un contratto con la Rai, bensì con la Fremantle, ma anche che lavora come programmista-regista e non come giornalista”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Questo fatto – continua – è doppiamente grave. Primo perché, a milioni di italiani, è stato fatto credere che quello ferito a Ostia fosse un giornalista Rai, quando, in realtà, si tratta di un precario sotto contratto con un’azienda che ha a sua volta un appalto con la Rai. In altre parole, per  una settimana è stata data e ripetuta migliaia di volte una notizia falsa. In secondo luogo, se tutti i giornalisti che vengono mandati, come Daniele Piervincenzi, a fare interviste in periferie o aree pericolose come Ostia, non come giornalisti ma come programmisti-registi o ancora peggio come consulenti a Partita Iva, si pone un serissimo problema di tutele. I lavoratori come Daniele Piervincenzi, infatti, non godono di alcuna garanzia in caso di infortuni.  Non solo. Non vorremmo che la pratica del ricorso agli appalti fosse un espediente per avere degli scoop sulla pelle dei giovani precari, costretti a rischiare perché sotto il ricatto occupazionale. Il risparmio ottenuto impiegando invece che i giornalisti Rai dei programmisti-registi contrattualizzati da aziende appaltatrici, è del 50%. E’ quindi ammissibile che un’azienda ricca come la Rai debba mettere a rischio l’incolumità di giovani giornalisti precari e allo stesso tempo sperperare cifre milionari in ingaggi”.

“Sarebbe opportuno e ora che, a partire dal grave incidente che ha visto protagonista Daniele Piervincenzi, la Rai mettesse fine una volta per tutte all’odiosa e illegale pratica di contrattualizzare lavoratori come programmisti registi per poi far svolgere loro un lavoro da giornalisti”, conclude.

16/11/2017 - 16:15

“Si chiamava Giovanna Reggiani. Era il 30 ottobre 2007. Fu violentata e uccisa a pochi passi dalla stazione di Tor di Quinto. Sono trascorsi 10 anni. Maria Norma Moreira Da Silva è stata violentata e uccisa in un sottopasso in pieno centro. Dieci anni, fa la destra con Alemanno candidato sindaco di Roma, cavalcò quel drammatico episodio di cronaca e ad Aprile 2008 vinse le elezioni amministrative e  incise non poco anche sull'esito delle politiche. Più sicurezza era lo slogan”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, sul sito RomaToday.

“Basta – continua - andare a leggere i giornali nazionali di quei giorni. Oggi l'omicidio della  barbona maturato in un ambiente di vera periferia umana passa completamente inosservato. I sottopassi della Capitale sono off limits. Dimore di disperati a pochi passi da scuole, uffici, istituzioni. Non leggo  editoriali sulla sicurezza e non leggo richiami al Sindaco.  Non leggo nulla sul Blog di Grillo. Non è il complotto del frigorifero ma parliamo dell'omicidio di una persona. Il principe Antonio De Curtis parlava della morte come una livella. In 10 anni a Roma le morti non sono tutte uguali”.
“Abbiamo dimenticato la signora Reggiani, non abbiamo evitato quella di Maria Norma”, conclude.

14/11/2017 - 20:05

“Il Castello Utveggio di Palermo è una struttura splendida che però è in pieno degrado. La Capitale italiana della Cultura 2018 non merita una ferita del genere”. Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, a commento di una foto del Castello Utveggio a Palermo.

“Fatto costruire alla fine degli anni '20 dal Cavaliere Michele Utveggio – ricorda - sullo sperone di Monte Pellegrino detto Primo Pizzo, a 344 metri di altezza, il Castello, che si affaccia su quello che Goethe definiva ‘il più ' bel promontorio del mondo’, non ha mai avuto fortuna. Ma ora siamo al rischio depredazione. Nei giorni scorsi ho preso parte alla missione che la commissione Cultura della Camera ha effettuato a Palermo. Tutte le istituzioni che abbiamo incontrato, ma anche i cittadini, ci hanno ripetuto all'unisono: fate qualcosa per il Castello Utveggio. Chiedo al Governo di valutare la situazione e capire se ci sono possibilità di intervento dei ministeri competenti o di altre strutture. Il Castello, luogo simbolo dello stile liberty a Palermo, era diventato un punto di riferimento come centro di alta formazione. Poi il Cerisdi, l'ente che lo gestiva, è stato messo improvvisamente in liquidazione dalla Regione, e ora la struttura è  tornata di nuovo chiusa e nel dimenticatoio. Col rischio di venire depredata. Come dopo la Seconda guerra mondiale, quando arrivarono coi carretti a rubare tutto quello che era rimasto dopo l'occupazione dei militari, così anche ora, piano piano, tutto quello che si trova dentro al castello viene piano piano portato via”.

“Col rischio che venga messa in pericolo la stessa struttura. Se non ci sbrighiamo rischiamo di non trovare più nulla: c'è il rischio che con piccole ruberie venga svuotato tutto e sia ancora più difficile rimettere in funzione la struttura”, conclude.

09/11/2017 - 19:21

“Il via libera all’iscrizione del Tam Tam Basket di Castel Volturno al campionato regionale under 14 rappresenta un successo per tutto lo sport italiano”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare la deroga in arrivo, da parte della Fip, per la Tam Tam Basket, la squadra composta da figli di immigrati nati e cresciuti a Castelvolturno (Caserta).

 “Un successo – continua - reso possibile grazie al buon giornalismo di una coraggiosa campagna di informazione e grazie all’impegno messo in prima persona dal ministro dello Sport, Luca Lotti, che ha voluto l’inserimento in Legge di Bilancio di una norma ad hoc per il diritto allo sport di tutti i bambini che frequentano le scuole italiane, qualsiasi cittadinanza abbiano”.

“L’intervento del Governo Gentiloni è stato decisivo per sbloccare una situazione che, a causa della miope gestione burocratica dello sport italiano, avrebbe causato un’inaccettabile ingiustizia”, conclude.

30/10/2017 - 20:25

“Sul terremoto il paragone di Berlusconi con l'Aquila non tiene: ricostruire una città non è come occuparsi di 4 regioni e 131 comuni”. Lo scrive su Twitter Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in risposta alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul terremoto.
“Consigli Cavaliere per il sisma? Totalmente fuori strada. Tonnellate macerie rimosse lo dimostrano: 56mila del 2009 contro 300mila di oggi”, conclude.

20/10/2017 - 19:52

“Con la norma contenuta nella legge di Bilancio che permette ai minorenni non ancora cittadini italiani di potersi iscrivere a un campionato sportivo per un anno, il Pd e il ministro dello Sport Lotti, hanno scritto una pagina di storia”. E’ quanto scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, in un intervento pubblicato su ‘Huffington Post’, in riferimento all’articolo della Manovra che introduce la possibilità di iscriversi ai campionati sportivi anche per i ragazzi non cittadini italiani che frequentano le scuole nel nostro Paese.

“Se Leone Jacovacci fosse ancora vivo – prosegue Anzaldi – sarebbe il primo a scrivere di suo pugno una lettera al ministro dello Sport Luca Lotti per ringraziarlo. Peccato sia troppo tardi. Chi era Jacovacci? Era un pugile nato nel 1902, metà italiano e metà congolese. Nonostante fosse un fenomeno, il fascismo lo costrinse a una dura battaglia per poter ottenere la nazionalità italiana, condizione necessaria a salire sui ring italiani. Una volta raggiunto il suo scopo e combattuti alcuni incontri, Jacovacci ebbe la sfortuna di sfidare il campione italiano Bosisio e di batterlo. A quel punto non fu premiato con il trionfo ma con l'oblio. A quell'antica ingiustizia, durata ben 90 anni, e soprattutto alle ingiustizie subite dai tanti, troppi Jacovacci di oggi, il Partito democratico e il governo - sensibilizzati dalla vicenda della squadra Tam Tam Basketball e dalla raccolta di firme promossa dall’allenatore Massimo Antonelli - hanno messo fine. Quelli che sembrano essersene accorti sono, tuttavia, pochi. Con l'approvazione della legge di Bilancio i ragazzi stranieri non saranno più fantasmi ma sportivi come gli altri, come gli altri in corsa per vincere o semplicemente per giocare, socializzare. Una storia lunga e interessante che ha trovato spazio sulle tv commerciali, in trasmissioni come Tagadà su La7 e Le Iene su Italia 1. E la Rai? Fatta eccezione per alcuni servizi nei telegiornali, nulla. Paura di fare ascolti e informazione come le tv private, o magari colpa del Coach Antonelli che non ha pensato a ingaggiare un costosissimo agente televisivo?”
“Proprio sulla questione degli agenti, peraltro, come è stato ricordato alla presidente Rai Maggioni mercoledì scorso in commissione di Vigilanza, la Rai ha 90 giorni di tempo per adeguarsi ai dettami della risoluzione contro i conflitti di interessi approvata in Vigilanza. Sono già trascorsi quasi 25 giorni dall'approvazione, quindi alla Rai restano 65 giorni per mettersi in regola”, conclude.

13/10/2017 - 20:10

"La questione posta da Michele Anzaldi, della necessità del rispetto sostanziale del pluralismo nelle trasmissioni televisive non è di quelle da liquidare con dozzinali battute polemiche, come quelle di 5 Stelle”. Lo dichiara Walter Verini, deputato del Partito democratico, per commentare le dichiarazioni dei deputati Cinquestelle sulle presenze televisive. “E' un principio che vale e deve valere sempre, tanto più in momenti come questo, di forte tensione tra le forze politiche e alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali per il Paese. Mi auguro perciò che i dati diffusi da Anzaldi e che certamente penalizzano forze come il Pd  portino tutti a riflettere e a muoversi perché pluralismo, par condicio, equilibrio siano rispettati  e garantiti nella sostanza", conclude.

13/10/2017 - 20:08

“Non ci sono soltanto gli squilibri dei tg Rai in favore dei partiti di opposizione e a danno del Pd: anche la situazione nei telegiornali delle tv commerciali appare distorsiva, secondo quanto attestano i dati Agcom relativi al mese di settembre, appena diffusi. I partiti di minoranza arrivano ad avere addirittura oltre quattro volte il tempo del Partito democratico”. Lo  scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. 

“Al Tg5 il primo partito è il Movimento 5 stelle – prosegue– avanti di un soffio su Forza Italia, mentre al Tg La7 è la Lega Nord. Una distorsione sulla quale è urgente e necessario che l’Authority intervenga: è accettabile che la maggioranza di governo abbia un quarto dello spazio dei partiti di opposizione? Se si vanno a verificare i tempi di parola dei soggetti politici nelle edizioni principali del Tg5, si potrà riscontrare la seguente situazione: al Pd il 16,5% dello spazio, all’opposizione (M5s, Fi, Lega, Fdi) addirittura il 65,6%. Se si vanno a considerare i singoli partiti, il Pd pur essendo il partito di maggioranza e partito che sorregge il Governo, è surclassato anche dalle forze di opposizione prese separatamente: M5s al 24,3%, Fi al 24,1%. Situazione simile al Tg La7: al Pd il 13,9%, ai partiti di opposizione (M5s, Fi, Lega, Fdi) il 71,2%. Primo partito nei tempi di parola del telegiornale di La7 è la Lega, con il 36,5%: il partito di Salvini da solo ha il triplo dello spazio del Pd. Poi il M5s al 26,9%, ovvero il doppio del Pd, e così via. Siamo di fronte a quella che appare una grave distorsione. Visto che i dati sono rilevati direttamente dall’Agcom, sarebbe opportuno che l’Authority intervenisse per dire cosa ne pensa”.

“E’ accettabile che il primo partito del parlamento e partito di maggioranza del Governo finisca addirittura terzo nello spazio dato ai partiti e venga quadruplicato dai partiti di opposizione?”, conclude.

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