29/08/2017 - 10:00

“Sarebbe bello se la notizia della riduzione notturna nella fornitura dell’acqua a Roma, fosse accompagnata da qualche dato che chiarisse i vantaggi in termini di risparmio”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare la decisione di Acea di ridurre la pressione nella rete idrica romana nelle ore notturne.
“Dal momento che, di notte – spiega - la stragrande maggioranze delle attività è ferma e i romani dormono, non si capisce bene che risparmio idrico si possa ottenere da una misura del genere. Vorremmo  cioè capire se a fronte de i disagi e dei problemi alla rete messi in conto dalla stessa Acea, ci saranno anche dei vantaggi”.
“Altrimenti, dovremo concludere che si tratta dell’ennesimo escamotage comunicativo per distrarre i romani dai problemi veri in cui versa la città e, al contempo, far sapere alla città che la sindaca e gli assessori sono tornato a Roma dopo le loro lunghissime vacanze”, conclude.

28/08/2017 - 17:25

 “La mafia uccide, il silenzio pure”, ma questa lezione il M5s non l’ha ancora imparata. Il candidato del Movimento 5 stelle alla guida della regione Sicilia ammette candidamente di non parlare di mafia perché “noi non parliamo di mafia; noi combattiamo la mafia”. Per rispondergli  basterebbe la foto dei funerali di Peppino Impastato a Cinisi 39 anni fa.
- Lo scrive su Instagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, commentando il post di Giancarlo Cancelleri sul blog di Grillo -
“Cancelleri dimentica che il primo modo per combattere la mafia è proprio parlarne, denunciare, chiarire esplicitamente da che parte si vuole stare”. “Spacciare, come fa Cancelleri,  gesti di microcriminalità o atteggiamenti malavitosi per atti mafiosi  è il segno che o l’esponente pentastellato non sa di cosa parla o – conclude Anzaldi - che c’è la volontà di strizzare l’occhio a quell’atteggiamento diffuso di cosiddetta mafiosità”.

02/08/2017 - 20:27

“Le Commissioni Trasporti e Cultura in seduta congiunta hanno approvato, in un tempo record, il regolamento sui criteri per l’erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’informazione in favore delle emittenti radiotelevisive e radiofoniche locali”. Lo rendono noto Michele Anzaldi e Roberto Rampi, relatori del provvedimento, rispettivamente, per la Commissione Trasporti e Cultura.

“Il testo approvato  – continuano – che arriva anche dopo il confronto con le principali associazioni di categoria del settore, contiene delle grandi innovazioni. I criteri con cui vengono individuati i soggetti beneficiari sono stati concepiti in modo da ridurre l’annoso problema della polverizzazione delle risorse. La platea privilegia, dunque, chi tutela maggiormente il lavoro, premiando in particolare le prime 100 emittenti che otterranno i punteggi più alti a fronte delle 600 totali. Viene poi introdotta una maggiore semplificazione delle procedure, che verranno concentrate presso il vMise, cui spetterà l’esame delle domande di contribuzione, superando in questo modo lo schema troppo macchinoso dei CoReCom. Di grande importanza, tra le fattispecie che fanno scattare la revoca è l’inserimento dei casi in cui la testata televisiva o radiofonica crei o diffonda fake news”, concludono. 

01/08/2017 - 16:07

“Hanno fatto bene, il presidente Meta e l’ufficio di presidenza della Commissione Trasporti, a prendere la decisione di promuovere un’indagine conoscitiva sul disastro Atac”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato e componente della Commissione Trasporti alla Camera.

“D’innanzi alla latitanza, all’incompetenza, all’inadeguatezza dell’amministrazione grillina guidata da Virginia Raggi, l’unica strada, se non per risolvere il problema, almeno individuare i nodi critici, le eventuali mancanze e responsabilità  è quella della trasparenza”, conclude.

20/07/2017 - 16:44

“Prevedere tra le possibili cause delle procedure di revoca anche quella di rendersi strumento di creazione e diffusione di fake news nonché l’inserimento, tra i criteri per il riparto dei contributi alle tv locali, anche quello relativo all’attribuzione di un punteggio specifico a favore delle imprese editoriali che rispettano pienamente  le norme per il diritto al lavoro dei disabili”. Sono le modifiche proposte al governo da Michele Anzaldi, deputato Pd e relatore, insieme al collega della Commissione Cultura, Roberto Rampi, per la Commissione Trasporti, rispetto al regolamento sui criteri per l’erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’informazione in favore delle emittenti radiotelevisive e radiofoniche locali, incardinato oggi dalle Commissioni Trasporti e Cultura riunite in seduta congiunta.
“Lo schema di regolamento – spiega - mira a definire  i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari, le procedure di erogazione delle risorse del Fondo, da assegnare a radio e tv locali per la realizzazione di obiettivi di interesse pubblico. Occorre segnalare che l’esigenza di un riordino di questa normativa era sentita dagli operatori del settore e anche auspicata dalla relazione che la Corte dei conti, poi trasmessa alle Camere. La Corte rilevava in particolare la natura scarsamente selettiva della disciplina legislativa e regolamentare dei contributi, da cui discendeva una polverizzazione dei contributi, nonché la sua obsolescenza conseguente all’avvento del digitale terrestre. Proprio per ovviare al problema della polverizzazione, lavoreremo per individuare criteri di selezione che permettano di restringere la platea dei beneficiari dagli attuali 600 a 100, privilegiando chi tutela maggiormente il lavoro”.
“Altro obiettivo essenziale è la semplificazione delle procedure. L’intera procedura verrà concentrata presso il Mise, cui spetterà l’esame delle domande di contribuzione, superando in questo modo lo schema troppo macchinoso dei CoReCom”, conclude.

11/07/2017 - 19:20

“La Relazione dell’Agcom ha fotografato una Rai che fa un balzo in alto nei ricavi delle tv e torna sopra Mediaset. A renderlo possibile è stato il canone in bolletta: pagare meno ma pagare tutti. Azzerata l’evasione. Ma la Rai come ha sfruttato questi soldi in più? Ha proceduto ai tagli agli sprechi? Ha riqualificato l’offerta editoriale? Niente di tutto questo. E ancora una volta fa più servizio pubblico un’emittente privata come Sky, su un tema cruciale e delicato come la lotta alla mafia. Il film ‘La corsa dell’Ora’, rifiutato dalla Rai, i telespettatori lo vedranno infatti su Sky Arte il prossimo 19 luglio, anniversario della strage di Via D’Amelio che uccise Paolo Borsellino e la sua scorta”. E’ quanto scrive su Facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

“Quella contro la mafia – spiega - è una battaglia che non si combatte solo con gli arresti. La malapianta mafiosa si nutre di una linfa fatta, prima di tutto, di simboli. Ed è solo eradicando quei simboli, sovvertendo l’immaginario che la criminalità alimenta in modo consapevole per rafforzare le sue radici, che il fenomeno mafioso può essere davvero sconfitto. Proprio per questo, la vicenda della mancata messa in onda del film ‘La corsa dell’Ora’ ha un valore paradigmatico. La pellicola di Antonio Bellia, che ripercorreva la storia del piccolo giornale palermitano da sempre in prima linea nel denunciare la mafia e i fatti di attualità, fu proposto alla Rai lo scorso inverno. L’azienda, però, rispose che non era interessata. Lo stesso film è stato quindi offerto a un tv commerciale come Sky, che l’ha acquistato e il 19 luglio, nel giorno del ricordo della strage di via D’Amelio, lo manderà in onda su Sky Arte”.

“Mettendo insieme la vicenda di questo film, la significativa analisi di Attilio Bolzoni su Repubblica dedicata alla mafiosità, il caso del video di Dolce e Gabbana su Palermo che non ricorda in nessun modo la lotta alla Mafia portata avanti coraggiosamente dai palermitani negli ultimi anni, il libro di Riina jr presentato a Porta a porta come un qualsiasi lancio editoriale, insomma mettendo insieme tutti questi episodi viene da riflettere: siamo sicuri che tutti abbiano ben chiaro quanto sia ancora lunga la strada per sradicare la mafiosità?”, conclude.

28/06/2017 - 19:50

“Perché, nonostante versi in condizioni di salute dichiarate dai medici non compatibili con il regime carcerario, è stata negata a Marcello Dell’Ultri la sospensione della pena?”. Lo chiede Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, che presenterà un’interrogazione parlamentare sul tema.

“In una relazione risalente al 10 maggio – spiega – il medico del carcere di Rebibbia ha descritto il quadro clinico di Marcello Dell’Utri. In essa ha evidenziato che è affetto da numerose e gravi patologie, tali da rendere il suo stato non compatibile con la permanenza in carcere. Eppure, il magistrato di sorveglianza ha rigettato in via provvisoria l’istanza di sospensione della pena per motivi di salute presentata ad aprile, rimandando la decisione a un’udienza fissata per il 21 settembre, rendendo così sempre più  grave il rischio che possa accadere qualcosa durante l'estate”.

“Chiediamo per questo che il magistrato, come già fatto anche dal Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia e da quello nazionale Mauro Palma, anticipi la decisione sulla sospensione o meno della pena per Dell’Utri”, conclude.

20/06/2017 - 20:03

“Perché il consigliere Diaconale vuole approvare i palinsesti autunnali come fossero una amara medicina? Eserciti il suo ruolo e se ritiene che il contratto di servizio non sia rispettato si comporti di conseguenza, come dovrebbero fare tutti i consiglieri”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un’intervista a Linkiesta sui nuovi palinsesti Rai.

“Il nuovo contratto di servizio – spiega - ha introdotto nuovi obblighi di pluralismo e completezza dei temi trattati per la Rai. Ad esempio, sulle tematiche dell’ambientalismo, del terzo settore, dei programmi per l’accesso. Il nuovo palinsesto non rispetta quanto prevede il contratto? Se così fosse i consiglieri avrebbero il dovere di farlo cambiare o votare contro. In due anni, da quando sono entrati in carica, i consiglieri hanno votato sostanzialmente tutto al precedente dg, spesso all’unanimità. Ma se il contratto di servizio o il pluralismo non sono rispettati, è una loro responsabilità. Diaconale ritiene che ci sia un monocolore di pensiero, in particolare a Raitre? Lo denunci nelle sedi opportune, numeri alla mano. Di certo, se nelle trasmissioni Rai c’è una voce sola o una voce prevalente, è difficile che possa essere ritenuta su posizioni vicine a quelle della maggioranza di governo: dove sarebbero tutti questi talk show vicini al centrosinistra?. Diaconale dica quali sarebbero le trasmissioni vicine al Governo ammesso che ce ne siano”.

“Se per il consigliere Rai nei palinsesti appena terminati mancava il pluralismo, e se i prossimi saranno in sostanza una copia di quelli dell’ultima stagione, si fatica a capire come mai decida di votare a favore in Cda. I consiglieri sono i garanti del pluralismo nella linea editoriale. Se non ravvisano il giusto equilibrio, possono votare contro e non appoggiare all’unanimità qualsiasi cosa gli venga sottoposta, come accaduto spesso in passato. Altrimenti le accuse lanciate servono solo a sollevare polveroni”, conclude.

20/06/2017 - 17:48

“Valutare di rinnovare il richiamo nei confronti di Facebook e degli altri social network per una battaglia di civiltà che porti a una ferma condanna anche dei fenomeni apologetici della criminalità organizzata”. Lo chiede Michele Anzladi, deputato del Partito democratico, in una lettera indirizzata alla presidente della Camera Laura Boldrini.

“In occasione dello scorso 25 aprile – spiega - Lei ha scritto al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, una lettera per denunciare l’esistenza di circa 2700 pagine legate all'estremismo di destra molte delle quali apertamente apologetiche. E’ stata una iniziativa molto apprezzata che va inquadrata nel contesto più ampio dell’uso dei social e delle influenze che possono avere sull’opinione pubblica. Oggi è uscita una notizia inquietante, che deve farci riflettere. In un ristorante di Tenerife vi è, affissa a una parete, come si trattasse di un personaggio illustre, la foto di Totò Riina. L’immagine si troverebbe, addirittura, in mezzo ad alcune foto di calciatori della nazionale. Ma il punto non è questo. E’ che questa foto del ristorante postata dal figlio di Totò Riina sul proprio profilo Facebook ha ricevuto non solo numerose condivisioni ma anche molti commenti positivi. E’ un fatto che deve farci riflettere e che non può essere derubricato dall’agenda pubblica di un Paese civile. Solo pochi giorni fa abbiamo ricordato il 25mo anniversario della strage di Capaci. Tra qualche settimana cadrà la ricorrenza del 25mo della strage di Via d’Amelio dove morì il giudice Borsellino”.

“Credo che, come per il fascismo, debba trovarsi una strada di condanna di forme apologetiche anche per un fenomeno quale quello mafioso”, conclude.

16/06/2017 - 16:55

“Le barbarie di oggi, con le famiglia intrappolate nel traffico a 40 gradi o abbandonate in stazioni e aeroporti, i turisti a bivaccare sconsolati sotto il sole, sarò ricordato a lungo. Ora bisogna rimboccarsi le maniche e fare in modo che una situazione come quella di oggi non si ripeta più”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Trasporti alla Camera, per commentare i disagi provocati dallo sciopero del trasporto pubblico oggi

“Il diritto allo sciopero – spiega – è sacrosanto e mai nessuno lo metterà in discussione. Allo stesso tempo, tale diritto non può però essere utilizzato, come è successo oggi, da alcune piccole sigle sindacali per provocare dei disagi non solo vergognosi e inaccettabili ma anche del tutto sproporzionati alla rappresentatività di quelle stesse sigle. Le dichiarazioni inequivoche del segretario di uno dei maggiori sindacati confederali Furlan, di quello del principale partito italiano Renzi e dello stesso Garante per gli scioperi Santoro Passarelli, non lasciano più spazio per gli attendismi”.

“E’ venuto il momento di mettere mano alla legge sullo sciopero e studiare meccanismi che impediscano a un’esigua minoranza di lavoratori di prendere in ostaggio un intero paese. Adesso gli altri gruppi parlamentari lavorino insieme al Pd per cercare di ovviare agli inaccettabili disservizi provocati da una norma che, come riconosciuto lo stesso Garante, è datata”, conclude.

13/06/2017 - 17:41

“Di video sulla povertà ne abbiamo visti tanti ma la novità di questo è che propone un'assunzione di responsabilità in prima persona. E' un cambio di mentalità che è partito dal governo anche se pochi se ne ricordano”. Lo ha dichiarato Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretari della Vigilanza Rai, in un’intervista a Tiscali.it., parlando del video norvegese sulla solidarietà che ha ottenuto 122 milioni di visualizzazioni.

“E' un cambio di mentalità – spiega - che è partito dal governo anche se pochi se ne ricordano. Ora i capi di gabinetto stanno a 240 mila euro quando prima percepivano quattro volte tanto, i ministri hanno un solo stipendio. Solo una piccola casta dentro la Rai pretende l'immunità dal tetto degli stipendi. Per loro il principio di solidarietà o la giustizia perequativa sembrano non valere. Il prossimo Cda in programma mercoledì dovrà discutere, appunto di questo: se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovrà cioè decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla povertà, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterrà. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Ora sarà interessante andare a vedere che farà il nuovo Direttore Generale Orfeo: pochi lo sanno, ma lui per primo sin da un anno fa si è auto-applicato il tetto dei 240 mila euro, nonostante la mole di lavoro immenso che comportano 11 edizioni del Tg1. Ora applicherà questo criterio anche a chi spesso fa un'ora di infotainement a settimana?"

"Faccio una proposta: un'intramoenia dell'infotainement televisivo. Nessuno ti vieta di fare altre cose nel privato con altri cachet. Il problema è il vincolo dell'esclusiva? Discutiamone. Ma nel pubblico valga per tutti il principio di una retribuzione equa", conclude.

12/06/2017 - 20:28

“In questi giorni, un bellissimo video norvegese commuove il popolo del web. La clip è una  pubblicità progresso per il sostegno alle case famiglia. Racconta la storia di un bambino che, al contrario dei compagni di classe, non ha nulla da mangiare. Ma gli amichetti del bambino sfortunato troveranno una soluzione. Questo regalo del villaggio globale è un appello di una forza tale che non si può non ritenere la solidarietà un valore assoluto”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, postando il video della pubblicità progresso norvegese.

“Eppure – continua - se dal mondo del web si passa alla televisione, la solidarietà non più sembra più un valore irrinunciabile. Si prenda la Rai. Sapete di che cosa si occuperà il prossimo Cda in programma mercoledì? Se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovrà cioè decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla povertà, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterà. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Se si passa dal web alla televisione, insomma, quel bambino può benissimo rimanere digiuno”.
“Chissà se la Rai, che ha concesso a tanti conduttori di utilizzare lo spazio del servizio pubblico per salutare i telespettatori e magari approfittarne per abbandonarsi a lamentele o addirittura recriminazioni sul proprio stipendio, utilizzerà quegli stessi minuti trasmetterà il meraviglioso video del bambino svedese per sensibilizzare il pubblico italiano e conquistarlo alla causa della solidarietà. Quella vera”, conclude.

08/06/2017 - 19:06

“Oltre che goffe, le argomentazioni dei 5 Stelle contro la Lorenzin sono sballate anche rispetto al loro obiettivo. Perché invece che al ministro, che si è limitato ad applicare le indicazioni degli scienziati, Sibilia e i 5 Stelle non attaccano le ragioni scientifiche a favore dell’obbligatorietà sostenute dall’Organizzazione mondiale della Sanità, dall’Istituto Superiore di Sanità, dalle Società scientifiche e mediche, dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta, dai più autorevoli biologi, virologi, pediatri?”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in risposta al post di Carlo Sibilia contro l’obbligatorietà dei vaccini.

“Se i 5 Stelle – continua - vogliono affrontare la questione con la serietà che il tema richiede, dirottino le loro critiche e i loro insulti dalla politica, che ha giustamente raccolto l’allarme lanciato dagli scienziati, agli scienziati stessi. Nel caso in cui rimassero in silenzio davanti agli argomenti della comunità scientifica, avremmo la conferma che le loro campagne sono dettate o dall’ignoranza o, ancor peggio, dalla più pericolosa e irresponsabile delle speculazioni politica, dal momento che antepone qualche voto alla salute dei bambini italiani”.

“In tutto questo, ci si dimentica di un fatto purtroppo certo: l’aumento esponenziale dei casi di morbillo in Italia (a livello europeo il nostro paese ha fatto registrare da solo il 22% di incremento dei casi, passati in un anno da 56 a 419) e il conseguente rischio corso dai bambini immunodepressi che, con il calo delle vaccinazioni, non vengono più protetti dall’immunità del gregge. Non far vaccinare i propri figli significa, di fatto, condannare a morte sicura questi bambini. I 5 Stelle lo sanno?”, conclude.

07/06/2017 - 19:16

"Freccero risponde senza avere evidentemente letto le mie dichiarazioni, e la cosa più sorprendente è che alcune agenzie gli vanno dietro senza preoccuparsi di inquadrare il suo commento nell'ambito più ampio del mio ragionamento iniziale, molto più articolato  di quanto appaia dalle parole del consigliere Rai". Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, interpellato da Tiscali.it a proposito delle dichiarazioni di Carlo Freccero sulla nomina del dg Rai.

"Non mi sono mai permesso di entrare nel merito del lavoro altrui o di fare nomi che spettano ad altri. Io ho solo proposto di dare un programma a un grande professionista come Giovanni Minoli. Sarebbe stato interessante chiedere a Freccero cosa pensa nel merito del caso Minoli, delle cause del suo addio a Radio 24 e del valore strategico che il suo acquisto potrebbe portare in Rai", conclude.

07/06/2017 - 18:37

“Valutare la possibilità di istituire, come accade in Francia e Inghilterra, un riconoscimento al valore per il cane Camilla e gli addestratori del corpo dei Vigili del fuoco per gli eroici salvataggi compiuti dal border collie ad Amatrice”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in una lettere al ministro dell’Interno Marco Minniti, dopo la morte del cane, avvenuta due giorni fa.

“Il border collie del nucleo cinofini dei Vigili del Fuoco della Liguria – spiega – è morto mentre cercava un uomo scomparso nel Savonese. Caduta da una roccia, Camilla si è ferita ma ha continuato comunque nella ricerca. Ha però avuto la peggio nei giorni successivi. Quella in cui è morta non è che l’ennesima impresa di Camilla che, impiegata tra l’altro ad Amatrice e nelle alluvioni di Genova, nella sua carriera ha salvato diverse vite. Ci sembra che l’impegno e la dedizione del cane, nonché la bravura dei suoi addestratori, debbano essere in qualche modo ricordati con un riconoscimento ufficiale. In altri paesi i cani-eroi vengono premiati con medaglie al valore. In Inghilterra esiste la Victoria Cross e in Francia la Dickin Medal, premio postumo assegnato tra gli altri a Diesel, il cane ucciso nel blitz anti-terrorismo di Saint-Denis a Parigi”.

“Chiediamo per questo al ministro Minniti che valuti la possibilità di istituire un premio al valore da assegnare a Camilla, al corpo dei Vigili del fuoco e a tutti i cani che daranno un contributo fondamentale alla società salvando delle vite”, conclude.

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