06/06/2017 - 19:48

“Lascia interdetti il fatto che la Rai, nel periodo di massima popolarità del film ‘La notte non fa più paura’, maggio 2017, di fronte alle ripetute richieste di proiettarlo sulle sue reti a cinque anni dal sisma, abbia detto no con un diniego fornito dalle Direzioni Editoriali Rai. Lo stesso film è stato invece apprezzato e acquistato da Sky, che dal 20 maggio lo trasmette con successo”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, in un intervento su Vita.it, a proposito di “La notte non fa più paura”, il film di Marco Cassini sul terremoto che ha colpito nel 2012 l’Emilia Romagna.

“La pellicola – continua - ha ricevuto oggi un ennesimo riconoscimento: è uno dei cinque film scelti dal SNGCI, i Nastri d’Argento 2017, come speciale segnalazione ad esercenti, festival, associazioni culturali che possano comunque favorirne visibilità e circolazione in un circuito molto difficile per la cinematografia indipendente. Un’opera prima diventata uno dei film presenti al mercato europeo della Berlinale e di Cannes. Eppure, dicono organizzatori, produttori, regista e attori, l'unico posto dove il film è stato rifiutato è la Rai, il servizio pubblico. E’ curioso che quel no sia arrivato proprio dall'emittente di Stato legata da un contratto di servizio che la obbliga ad avere attenzione verso tematiche di  valore etico, sociale e culturale”.

“Ormai questo danno è fatto. Ma nelle prossime ore il Cda, con la sua presidente, dovranno votare un nuovo Direttore generale. E stavolta non si può sbagliare. Soprattutto non si può continuare a fare scelte miopi e al ribasso ignorando il Contratto di servizio, scelte che si rivelano non solo anti economiche ma un vero e proprio boomerang dal punto di vista culturale e sociale. Adesso è l'ora della responsabilità”, conclude.

05/06/2017 - 19:09

Sarà molto difficile per il mondo intero capire il ‘diritto alla morte dignitosa’ con il differimento della pena o la detenzione domiciliare per Totò Riina. Certo le sentenze non si commentano ma sarà difficile lo stesso capire e far capire”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico.

“Sarà ancora più difficile capire – continua - mentre nelle sale dei cinema sta andando proprio in questi giorni ‘Sicilian Ghost story’, di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, il film che ha scosso Cannes e che è stato accolto con un tripudio di applausi, dedicato alla memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo e della sua morte atroce: sciolto nell'acido. Sarà difficile capire, pur auspicando un'ispezione del ministero della Giustizia per verificare cartelle cliniche e condizioni di detenzione di Riina”. 

“Il diritto a una morte dignitosa è sacrosanto. Certo lo era anche per Giuseppe Di Matteo. E per tutte le vittime di Cosa Nostra”, conclude.

27/05/2017 - 12:57

Abusa ruolo Vigilanza, smentisca

"E' grave l'attacco lanciato dal presidente della Vigilanza Roberto Fico contro il presidente dell'Anac Raffaele Cantone. Fico abusa del suo ruolo alla Vigilanza per creare conflitti istituzionali, minando la funzione di garanzia che ricopre come presidente  della commissione. Che ne pensa Grillo? Dicono di voler combattete la corruzione e poi attaccano il presidente dell'Anticorruzione che ha annunciato di aver inviato alla Procura le carte sulle irregolarità della Rai?". E' quanto dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.
"Nella settimana in cui le delibere Anac sulla Rai - prosegue Anzaldi - hanno costretto i sindaci revisori a sottoscrivere un duro documento sulla gestione dell'azienda, il presidente Fico usa il suo ruolo in Vigilanza per piegarlo ad un attacco contro il giudice Cantone. Un atteggiamento inaccettabile, che danneggia la funzione stessa della Vigilanza. Cantone ha segnalato irregolarità nelle assunzioni esterne, il Movimento 5 stelle invece le difende?".

09/05/2017 - 15:27

“Come mai la televisione di Stato, che percepisce dai cittadini italiani un congruo canone annuo, non ripropone nell’anniversario della morte di Peppino Impastato ‘I cento passi’, film di grande valore pedagogico  dedicato alla sua figura?” Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato Pd e componente in Commissione Vigilanza Rai.

“Sono passati 39 anni – spiega - dalla morte di Peppino Impastato. Venne ucciso nello stesso giorno del delitto Moro ma la sua fine fu messa in ombra dalla tragedia nazionale di quei giorni, e la sua storia rimase per lo più ignota a molti. Oggi però sappiamo tutti cosa realmente successe, e lo sappiamo grazie al film ‘I Cento Passi’, diretto da Marco Tullio Giordana. Ce lo ricordiamo tutti, un film bellissimo, che ha ottenuto premi importanti e riconoscimenti in tutto il mondo. Allora mi domando perché un film così bello, addirittura prodotto da Rai Cinema, non venga trasmesso stasera da nessuna delle principali emittenti Rai. Si tratta di una storia che può aiutare i giovani e i meno giovani a capire la mafia e a non dimenticare quello che è stato nella speranza che non accada più. Forse la Rai ritiene di assolvere al meglio la sua funzione di servizio pubblico proponendo, come nell’aprile 2016, la dubbia e intervista a Porta a Porta di Salvatore Giuseppe Riina, figlio del capo dei capi di Cosa Nostra, in coincidenza con la pubblicazione del suo libro?
“Fortunatamente però esistono anche delle realtà alternative che assolvono egregiamente il loro compito di divulgazione e di megafono di verità e di esigenze sociali, come al tempo fu la radio per Peppino. Una di queste è Tv2000 che stasera trasmetterà ‘I cento passi’, un’emittente italiana e nazionale al cui vertice, incredibile ma vero, c’è un ex direttore Rai, Paolo Ruffini”, conclude.
 

03/05/2017 - 13:52

“Il New York Times non ha fornito prove sulla campagna di Grillo e del suo partito? Basta una rapida ricerca in rete per trovare i video degli spettacoli in cui il leader del Movimento 5 Stelle si scaglia contro la vaccinazione, in cui spiega che la difterite sarebbe scomparsa da sola e senza bisogno della vaccinazione”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, postando sulla propria pagina anche i link a video, articoli e proposte di legge che smentiscono le parole di  Grillo contro il New York Times.    
“Anni e anni di spettacoli – spiega - non si possono di certo cancellare con un click. Resta agli atti anche una proposta di legge del Movimento 5 stelle (il 23 luglio 2013, qualche mese dopo essere entrati in Parlamento) per boicottare i vaccini. La proposta si richiama a ‘recenti studi’ che avrebbero ‘messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e malattie specifiche quali leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie’. Alla Regione Lombardia il gruppo del Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge contro la vaccinazione obbligatoria. Una posizione che ha scatenato polemiche. Altri articoli dimostrano che nel Movimento 5 Stelle sui vaccini regna una grande confusione. Più di recente, il Movimento 5 Stelle Puglia ha chiamato in Consiglio regionale a parlare di materie sanitarie proprio esperti vicini alle posizioni anti-vaccini”.
“Questa è solo una breve e rapida rassegna di quello che il Movimento 5 Stelle ha sostenuto in questi anni contro i vaccini, in linea con i tanti spettacoli di Grillo in giro per l’Italia. Dire, ora, che è tutto una bufala è la vera, ennesima, fake news”, conclude.

18/04/2017 - 18:43

“Il 7 aprile del 2016 il dg della Rai Campo Dall’Orto, davanti alla Commissione Antimafia, si assunse l’impegno di fare in modo che strafalcioni giornalistici come quelli di Report sui vaccini non si sarebbero più ripetuti e annunciò che dai I settembre avrebbe tradotto in pratica il proposito di prevedere un controllo della direzione informazione su tutti i contenuti giornalistici A oltre sette mesi di distanza, siamo ancora a parlare di propositi”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e componente in Commissione Vigilanza Rai.

“Come nel caso del Capodanno in anticipo del 2016 – spiega - sono stati ancora una volta i social network  e non l’azienda a svolgere l’attività di controllo giornalistico che avrebbe evitato alla Rai di contraddire la funzione di servizio pubblico, facendo da megafono a tesi antiscientifiche e pericolose su un tema delicato come quello dei vaccini. Oltre che tardiva, la presa di posizione della Rai è peraltro piuttosto debole. Per controbilanciare le inammissibili argomentazioni di Report si limita ad annunciare una ‘nuova campagna’, in altre parole ‘pubblicità’, in programma per giugno. Promette quindi di rimediare alle proprie omissioni con armi impari - perché la forza argomentativa di uno spot non è nemmeno paragonabile con quella di una trasmissione – e con un inspiegabile ritardo di due mesi”.

“La domanda da porre, a questo punto, è che cos’altro debba succedere perché l’azienda si decida a fare qualcosa?”, conclude.

12/04/2017 - 18:37

“Il gruppo di Mdp levi dall’imbarazzo la presidenza della Camera e chieda formalmente al deputato Zaccagnini di annullare la conferenza stampa fissata per domani”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico.

“Non basta dire che quella di Zaccagnini è un’iniziativa a titolo personale. Il gruppo di Mdp la condivide o no? In assenza di un atto concreto, le prese di distanza rispetto all’uso della Camera per propalare teorie sconclusionate e pericolose restano di pura forma”, conclude.

05/04/2017 - 19:25

“Utilizzare il parere sullo schema di convenzione Stato-Rai per modificare l’applicabilità del tetto agli stipendi dei giornalisti-artisti è una forzatura che rischia di non avere fondamento giuridico”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

“Il tetto è infatti previsto da una legge, mentre la concessione è un atto amministrativo, di livello giuridico dunque inferiore alla prima. Peraltro il parere della Vigilanza è obbligatorio ma non vincolante. Sarebbe più opportuno che Brunetta e tutti coloro che ritengono giusto applicare il tetto aiutino i consiglieri a fare la scelta giusta”, conclude.

25/03/2017 - 17:16

"Bastava vedere la messa in onda di Raiuno per accorgersi che il saluto Virginia Raggi, in rappresentanza della città di Roma, alla celebrazione per i 60 anni dei Trattati di Roma, è stato regolarmente trasmesso dallo Speciale Tg1". Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato Pd e componente in Commissione Vigilanza Rai, postando un video che contraddice le accuse di M5S sullo spazio dedicato da Rai Uno al discorso di Virginia Raggi. "Non si capisce - continua - come il presidente della commissione di Vigilanza Fico e il vicepresidente della Camera Di Maio possano parlare di censura e oscuramento. Ma quale televisione hanno visto? Siamo di fronte all’ennesima bufala a cinque stelle, la solita fake news.  Magari Di Maio non si occupa di tv, non la vede e non ha i mezzi per seguirla. Ma Fico, presidente della Vigilanza, ha il dovere di essere informato e gli strumenti per farlo: a diverse ore dalla messa in onda, ancora non sa cosa sia stato trasmesso e si permette di lanciare un indegno editto bulgaro di altri tempi.  Possibile che, in occasione di una ricorrenza così importante, con l’Italia per un giorno ancora di più cuore pulsante dell’Europa, l’unico messaggio che il Movimento 5 Stelle sa mandare dai suoi esponenti delle istituzioni è una polemica infondata e inutile?".  "Per dare spazio alla Raggi sono state addirittura staccate le immagini di Papa Francesco da Milano. Veramente pensiamo che, con 27 capi di Stato e di governo riuniti a Roma, la notizia principale sia il saluto del sindaco? Sorprende che si cavalchi una polemica del genere", conclude. 

10/03/2017 - 08:56

“Gentiloni obbligato ad uso dopo minacce personali da Isis”. Lo ha precisato in un Tweet il deputato Dem Michele Anzaldi in merito alla questione dei voli di Stato.

06/03/2017 - 15:02

“Le dichiarazioni di Fabiano sono particolarmente gravi. Per tanti motivi”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, per commentare le parole pronunciate dal direttore di Rai 1 Andrea Fabiano durante una conferenza stampa.
“Il primo, e principale motivo – spiega – è che  le leggi votate dal Parlamento, a maggior ragione se sollecitate all’unanimità dalla Vigilanza Rai,  devono essere applicate e rispettate senza se e senza ma, come fanno tutti gli altri italiani quotidianamente. Il secondo, è che  la posizione di Fabiano è stata espressa nel corso di una conferenza stampa della Rai e in veste di super-dirigente dell’azienda. Terzo, proprio perché Fabiano è un super-dirigente nel momento in cui rileva delle criticità in una legge ha il dovere non di commentarle in conferenza stampa ma di attivarsi per organizzarne l’applicazione”.
“Se dunque ha dei dubbi o peggio la certezza di fuoriuscite dall’azienda, corra subito con trasparenza ai ripari. Dica chi sono le persone a cui si riferisce e faccia in maniera tale che ci si possa candidare alla sostituzione. So bene che in Rai il job posting è un meccanismo sconosciuto ma in tutto il mondo economico, è così che ci si comporta quando si deve sostituire qualcuno”, conclude.

03/02/2017 - 19:45

“Rendere applicabile anche nell’ambito dei social network quanto stabilito dalla legge sull’apologia di fascismo”. Lo chiede con un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, che ha postato sul proprio profilo Facebook anche il video dell’ultima puntata di “Italia” in cui Santoro discute con Alfredo Iorio l’uso del termine “fascista” nonché un link giornalistico sulla ricerca dell’Anpi che testimonia lo straripante fenomeno dell’apologia di fascismo sui social newtork. 

“L’uso apologetico del termine ‘fascista’ – spiega – è punibile sia se scritto sulla carta stampata che pronunciato a voce. Nonostante un utilizzo del genere sia, almeno in teoria, vietato anche sul web, di fatto ricorre ampiamente su ogni social network. Secondo una ricerca dell’Anpi, sono circa 300 le pagine legate all’estremismo di destra che, su Facebook, inneggiano al fascismo. La Legge 20 giugno 1952 considera grave reato l’apologia al fascismo.In alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano ‘La Stampa’, Laura Bononcini, Head of Policy di Facebook Italia, ha voluto sottolineare che il social network è una community «di oltre 1,7 miliardi di persone, con nazionalità e culture diverse: per questo motivo era necessario adottare degli standard della comunità che potessero valere in ogni Paese. Ogni segnalazione di contenuti in contrasto con la nostra policy viene esaminata da persone fisiche e non robot. Da poco abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Google e Twitter per rafforzare le nostre policy e porre più attenzione su argomenti delicati come hate speech e discriminazione razziale». L’apologia del fascismo per quanto configurabile come reato in Italia, non è ricompreso nella regole di Facebook”.

“Sulla base di questi elementi, ho presentato dunque ai ministri Minniti e Orlando perché valutino di inoltrare la richiesta formale a Facebook Italia di includere il termine ‘fascismo’ e la sua apologia all’interno degli argomenti considerati ‘hate speech” e come tali oscurati”, conclude.

23/01/2017 - 19:52

“Chiediamo ci siano tutte le condizioni per trovare una soluzione positiva a una vertenza delicata”. Lo scrivono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, Roberto Morassut, Marco Miccoli e Ileana Piazzoni in una lettera indirizzata al ministro del Lavoro Poletti e riguardante il trasferimento della sede Sky da Roma a Milano.

“Si tratta – spiegano – di un’operazione che coinvolge circa 500 addetti con circa 200 esuberi. I giornalisti, riuniti in assemblea, hanno votato all’unanimità l’apertura immediata dello stato di agitazione della redazione e affidato al Comitato di redazione un pacchetto di 4 giorni di sciopero esprimendo quindi la propria contrarietà alle decisioni aziendali. Il Ministro dello Sviluppo economico ha già comunicato la propria disponibilità a convocare un tavolo di confronto ma è opportuno il coinvolgimento anche del ministero del Lavoro”.

“C’è molta preoccupazione per le ricadute occupazionali in una città già segnata da vertenze delicate e di forte impatto sociale nonché per l’impatto che tale volontà aziendale avrà su tante famiglie, che sarebbero comunque costrette a trasferirsi a Milano. Sky è da oltre un decennio una realtà importante del patrimonio dell’informazione e il suo sradicamento dalla Capitale comporterebbe conseguenze negative che vanno assolutamente congiurate”, conclude.

20/01/2017 - 15:53

“Rai Tgr ha per prima immagini superstiti Rigopiano. Prova che se gestita diviene eccellenza. Riflettere su cambiamenti”. Lo scrive su Twitter Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, per sottolineare la tempestività delle riprese della testata regionale Rai e invitare a una riflessione considerato l’imminente piano di riorganizzazione.

18/01/2017 - 19:00

“Il sindaco di Milano Sala fa bene il suo lavoro, anche al costo di cadere in una forma di campanilismo senza alcuna base concreta. Milano è una grande città ben amministrata e che ha avuto un susseguirsi di ottime amministrazioni ma è inequivocabile a tutti che l’informazione deve stare dove sono i palazzi del governo e delle istituzioni. In altre parole, dov’è la Capitale d’Italia”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai per commentare le parole del sindaco di Milano Sala su un centro di produzione Rai a Milano.

“Il resto – continua – non sono altro che speranze, comprensibili, del sindaco Sala. Si tratta di sentimenti, questi, che sono sconosciuti, invece, alla sindaca di Roma Raggi e alla sua amministrazione.  Davanti alla notizia del trasferimento del grande centro Sky di via Salaria a Roma e, di conseguenza, di 200 esuberi e  300 trasferimenti, la Raggi non ha battuto ciglio”.

“Trasferire una madre che guadagna 1200-1400 euro al mese a Milano significa spaccare la famiglia o, di fatto,  licenziare. Ma per la Raggi tutto questo non vale nemmeno una parola”, conclude.

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