23/08/2016 - 13:29

"Ieri il Dg Rai Antonio Campo Dall'Orto ha entusiasticamente annunciato urbi et orbi che le Olimpiadi sono state viste da 42,3 milioni di italiani.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f1643f20-905e-44a6-b917-858b7514d3eb-tg1.html

Secondo l'Istat al primo gennaio 2016 gli italiani erano 55,6 milioni. http://www.istat.it/it/popolazione-e-famiglie

Ora, considerando gli italiani all'estero in vacanza o per lavoro, i ricoverati, i moribondi, i bambini etc. secondo il dg Rai tutti gli italiani nessuno escluso sarebbero stati per l'intero mese di agosto davanti alla TV.  Con tutta la buona volontà il dato non è credibile, anzi un po' scorretto. È evidente che è la somma dell'audience medio giornaliero, e quindi se ad es. un italiano ha visto le Olimpiadi 6 volte, significa che è stato conteggiato 6 volte e così tutti gli altri olimpiadi - dipendenti. I dati veri dicono invece che è stato l'ascolto più basso delle ultime (Pechino 2008, Londra 2012), dunque anche quelle di Londra delle quali la Rai peraltro non aveva tutti gli eventi né  l'esclusiva (Sky aveva ceduto a Rai solo 300 ore di diretta).

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11948699/olimpiadi-disastro-economico-rai-70-milioni-euro-spesi-7-incassati-diritti-tv-pubblicita-costi-produzione-.html

La domanda nasce spontanea: chi ha dato i dati sbagliati a Campo Dall'Orto?". Lo chiede su face book il deputato dem Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza sulla Rai.

23/08/2016 - 10:04

“E’ prassi diffusa nei tg Rai che lo stesso pezzo venga utilizzato da più giornali. Diverse testate per Direzione e SUPER STIPENDI ma tutte della Rai. Ad esempio lo strafalcione della Rai, che nel servizio del Gr Rai delle 12 del giorno 20 agosto annunciava di presunti stupri a Calais ha avuto parecchio risalto e seguito nella rete e anche sui giornali on line e cartacei. L'ingiustificabile incidente continua ad interessare la rete e tanti utenti mi hanno scritto per segnalarmi che hanno visto lo stesso servizio anche su Rai News 24 e sul Tg3. Tralasciando l'aspetto giornalistico, che non è secondario, dietro un pezzo di un tg Rai c'è una catena di verifiche e controlli lunga, articolata e costosa, che viene replicata per ognuna della direzioni giornalistiche Rai. Alla luce di tutto questo sarebbe stato doveroso una nota ufficiale che si scusasse con gli italiani, che da quest'anno per la prima volta pagano tutti senza alcuna evasione il canone, e con tutte quelle persone che per sfuggire alla guerra hanno scelto di rischiare la vita in un susseguirsi di situazioni disperate e drammatiche, ma che lasciano una speranza per il futuro. Questo incidente avrebbe meritato una parola chiara di scusa e di assunzione di responsabilità degli interessati”. Lo scrive su facebook il deputato del Pd, Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza sulla Rai.

03/08/2016 - 20:10

“Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel biennio 2013-16 sono 452 le donne uccise da un uomo, un compagno, un parente, un amico. Il governo ha stanziato 12 milioni di euro in un piano antiviolenza, di educazione, a partire dalle scuole, ma la Rai che fa?”. Lo scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi in un suo intervento su Unita.it    

“L’Osservatorio di Pavia – continua – ha calcolato cento ore di cronaca nera al mese. Molto poco. Siamo davanti al consueto martellamento che aggiunge dettagli inutili, testimonianze che descrivono gli assassini come mariti tranquilli e padri affettuosi, domande ripetitive e senza-senso, racconti che vogliono essere poetici e diventano patetici. Già nel 2008 l’Agcom con una delibera aveva invitato a non trasformare il dolore privato in spettacolo pubblico e a evitare la ‘divizzazione’ dell’indagato. Giunti purtroppo a questo tragico punto, la Rai  dovrebbe chiedersi se sia il caso di andare avanti con la sterile e invadente programmazione della tv del dolore”. 

“Vorrei partire da un monitoraggio sulla rappresentazione della donna in Tv fatto dalla stessa Rai e dall’Osservatorio di Pavia del gennaio 2015: le donne sono presenti in televisione meno degli uomini, 40%. Vengono invitate più nelle trasmissioni del mattino e del pomeriggio, meno in quelle serali; più in quelle di servizio e intrattenimento che in quelle dove si decide, si discute ci si confronta sulla politica, sulla società e sul futuro. Le donne sono solo il 32% degli ospiti chiamati ad intervenire. E sono ancora ritratte in modo stereotipato nel 13% dei programmi. Forse la tv pubblica dovrebbe pensare di offrire  più spazio alle donne che lavorano, studiano, pensano, leggono, decidono, fanno politica attiva, fanno impresa, insomma hanno un potere forte e determinante in questa società”. 

“Insomma, la Rai, dovrebbe mostrare in tv le alte competenze che alcune donne, in diversi campi del mondo vero, hanno conquistato con fatica e sacrifici. Mi aspetto, anzi ci aspettiamo questo tipo di programmazione in una Rai presieduta da una giovane e preparata giornalista come la dottoressa Monica Maggioni”, conclude.

03/08/2016 - 12:45

“Ringrazio la collega Laura Coccia che ha sollevato il problema della programmazione televisiva delle Paraolimpiadi che si terranno a Rio a settembre. Ha ragione ed è utile che abbiano una diffusione adeguata. Per questo chiederò in Vigilanza di sollecitare la Rai a rendere pubblico fin da subito la  collocazione su palinsesti e canali. Anche questo è servizio pubblico”.

Così il deputato  Dem Michele Anzaldi, segretario della Commissione di Vigilanza Rai.

08/07/2016 - 17:36

“Il Movimento 5 stelle si presenta da sempre come il paladino della trasparenza, ma le prime settimane della nuova amministrazione a guida Raggi sembrano andare in un'altra direzione”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, su Affaritaliani.it.

“Per ora – spiega - i cittadini romani hanno assistito a tutto, ma non hanno visto trasparenza: annunci disattesi, trattative nascoste, riunioni segrete, dossieraggio tra colleghi di partito, decisioni prese e poi rimangiate, assessorati assegnati e poi cambiati in corsa. Uno spettacolo che di nuovo ha veramente poco. Siamo, anzi, andati indietro sulla passione e l'attenzione alla città che un sindaco dovrebbe avere: sono passati giorni prima che il Campidoglio ‎facesse sentire la sua voce per Beau Solomon, il giovane americano rimasto ucciso sotto a Ponte Garibaldi. La Raggi era troppo impegnata a trattare con le correnti per chiudere la Giunta? O per festeggiare Luigi Di Maio in un barcone proprio sul Tevere?”

“Ma – prosegue Anzaldi - torniamo alla squadra dei Cinquestelle per il Comune. Da candidata la Raggi ha più volte assicurato che la Giunta sarebbe arrivata prima del voto al primo turno. Per settimane, l'annuncio è rimasto lettera morta. Solo l’ultima sera prima del silenzio elettorale che ha preceduto il ballottaggio, Raggi ha annunciato 4 nomi su dieci. Gli altri, per motivi di privacy, li avrebbe detti solo dopo l’eventuale vittoria. Ma non è stata la privacy a fermarla: i nomi non c’erano proprio! La questione della privacy è scomparsa dai radar ed è arrivato il nuovo annuncio: la Giunta sarà pronta per la prima seduta del consiglio comunale, il 7 luglio. Dopo il ballottaggio sono iniziate, quindi, le trattative serrate tra le varie correnti del Movimento 5 stelle. Dopo quasi tre settimane, ecco la lista dei nomi: come sono stati scelti? Mistero. Nessuna riunione in streaming, nessun bando o audizione pubblica, nessun consulto in rete con gli iscritti del M5s. Il partito che ha fatto scegliere ai suoi aderenti il candidato per il Quirinale, ha preferito una procedura di assoluta opacità per la scelta degli assessori della Capitale. ‎Niente di nuovo. Si scopre, quindi che un’assessora è stata segnalata dal collaboratore di Di Maio, uno è un ex socio di Casaleggio, un altro collaborava con il gruppo M5s alla Camera, il capo di gabinetto probabile era già assessore con Marino e il vice sindaco si è dovuto dimettersi dal Consiglio comunale dove è stato appena eletto e votato”. 

“Siamo di fronte alla rottura gli schemi del passato? No, siamo di fronte alla piena continuità con i vecchi metodi che speravamo di vedere archiviati.  ‎Non sono una novità neanche gli attacchi alla stampa: Di Battista dice che i giornali li usa ‘per incartare le verdure’, così come l'ex sindaco Marino diceva di usarli ‘per incartare le uova’. Intanto, dopo quasi un mese dal ballottaggio, la città deve aspettare i tempi della politica: nessuno ha risolto il pasticcio degli stand sul lungotevere in prossimità del murales di Kentridge, posti di lavoro e introiti delle aziende sono andati persi, i romani hanno avuto un servizio in meno e le banchine continuano ad essere terra di nessuno”, conclude.

05/07/2016 - 20:34

“Se non venissero immediatamente smentite la notizie diffuse da alcune agenzie di stampa secondo cui  il Movimento 5 Stelle in Campidoglio vorrebbe dichiarare il pre-dissesto finanziario, sarebbe un atto di una gravità inaudita”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico.

“A pochi giorni di un voto – spiega – imperniato sull’aver fatto credere ai romani miracoli di tutti tipi, non ultimo il reddito di cittadinanza, si pensa addirittura, ancora prima di iniziare, a una misura drammatica ed eccessiva come il pre-dissesto. In breve, si tratta di una atto che, per i romani, comporterebbe: il blocco di investimenti e mutui per le opere da realizzare in città; il blocco dei contratti integrativi per i dipendenti; di portare tutte le tasse all’aliquota massima compresa l’Irpef; del controllo su tutte le assunzioni.  In altre parole,  a pochi giorni dalle elezioni, la Capitale d’Italia sarebbe sotto tutela del ministero dell’Interno”.

“Il primo atto della giunta Raggi sarebbe insomma di certificare un disastro. Roma e i suoi abitanti non si meritano di dover affrontare una situazione così grave, per giunta dopo tutte le promesse fatte. La Raggi si affretti per questo a smentire”, conclude.

23/06/2016 - 20:11

“Quello che ieri era un invito al Garante nazionale per l’Infanzia, anche attraverso la mia lettera al quotidiano il Mattino,oggi, anche alla luce delle polemiche sorte tra Curia e Garante regionale, diventa un appello affinché intervenga con urgenza per scongiurare  che il drammatico  problema  evidenziato dalla ricerca effettuata dal garante regionale della Campania si impantani in una sterile querelle che non porta ad alcun risultato. Asl, servizi sociali, scuola, così come la Chiesa, sono tutti chiamati a dare il proprio contributo per affrontare un fenomeno aberrante come l’incesto ed aiutare i bambini di quei quartieri e di quelle aree. Nel mentre ci attardiamo nelle nostre polemiche e leggiamo i lanci di agenzia ci può essere una vittima. Pertanto torno a rivolgermi alla D.ssa Albano, in qualità di Presidente dell’autorità garante per l’Infanzia affinché intervenga e si attivi immediatamente per quell’azione di coordinamento tra le istituzioni indispensabile per avviare un azione di contrasto efficace e capillare”.

Così il deputato Dem, Michele Anzaldi, Segretario della commissione di Vigilanza Rai.

09/06/2016 - 20:01

Deputato SI conosce benissimo tumore di Mafia Capitale

“Claudio Fava ha annunciato senza giri di parole che voterà Giachetti. E ha spiegato: ‘Non mi sento equidistante dai due candidati al ballottaggio e non credo nel rimedio aristocratico della scheda bianca. Punire Roma con un cattivo voto pur di dare un dispiacere a Renzi mi sembra una scelta adolescenziale’”. Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.

“Parliamoci chiaro, Fava – continua Anzaldi - non è uno qualunque. E' il vice-presidente della Commissione parlamentare Antimafia e deputato di Sinistra Italiana. Figlio di Giuseppe Fava, fondatore di ‘I Siciliani’. Un simbolo per i giovani giornalisti e per tutti quelli che si occupano di problemi i criminalità organizzata. Un giornalista vero, che venne ucciso dalla mafia 32 anni fa davanti al Teatro Stabile di Catania. Anche il figlio ha seguito le orme paterne e prima di intraprendere la carriera politica è stato giornalista, autore di numerosi romanzi e saggi sulla criminalità organizzata e sceneggiatore di capolavori come ‘I cento passi’ e di numerose fiction sulla criminalità”.

“Fava conosce, quindi, alla perfezione quel ‘tumore’ della Mafia Capitale che in questi anni ha attaccato Roma. Un fenomeno diffuso e non soltanto per le infiltrazioni nel mondo politico e amministrativo ma anche nel commercio, ristorazione, alberghi e quant’altro. Ormai le cosche fanno affari in tutte le province del territorio e lungo il litorale romano. Ecco perché quell'endorsement, come dicono adesso i colti, a favore di Giachetti ha un valore unico”, conclude.

01/04/2016 - 19:29

Intellettuali si mobilitino perché azienda ascolti appelli

“Intervenire in favore di una informazione ‘che dia spazio a un pluralismo intellettuale’ del mondo arabo e islamico”. Lo chiede Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione Vigilanza Rai, al gruppo di intellettuali firmatari nei giorni scorsi di un appello alla stessa commissione, attraverso l’Huffington Post”.

“Pochi giorni fa – ricorda Anzaldi - la nota giornalista, arabista, esperta di Islam europeo e immigrazione  Karima Moual, insieme ad un gruppo di intellettuali e studiosi  inviava a me e  alla Commissione Vigilanza Rai due brevi in cui evidenziava più volte e a più riprese quanto i media italiani  ‘con in testa il servizio pubblico, non siano riusciti ad essere rappresentativi nel racconto della pluralità, costituita dalle comunità  straniere, con le quali ci troviamo a convivere ogni giorno’ e ribadiva con forza che ‘mai come oggi è necessario ripensare ai modi della nostra comunicazione sui temi delle differenze culturali’ Oggi sono io a scrivere e a lei ed a quel gruppo di studiosi”.

“Come certamente saprà – continua - da qualche giorno in rete sta girando in favore dell’integrazione razziale in Marocco realizzato dalla fotografa franco-marocchina Leila Alaoui, morta a gennaio nell'attentato compiuto da Al Qaeda ad Ouagadougou, in Burkina Faso.  Si tratta di un video anti-razzismo, censurato da tutte le televisioni nazionali marocchine. Le immagini ci raccontano la discriminazione e le difficoltà che gli immigrati di origine subsahariana vivono quotidianamente in Marocco. Un contributo importante in favore dell’integrazione che mette a confronto le diverse condizioni di vita che marocchini e immigrati si trovano ad affrontare pur vivendo negli stessi contesti: la scuola, l'università, il quartiere. Perché, dunque, non mobilitarsi in favore di una comunicazione ‘fondamentale per la nostra convivenza’? Tra i tanti firmatari  con lei della prima lettera destinata alla Rai (Biancamaria Scarcia Amoretti, Massimo Campanini, Paolo Branca, Giancarlo Bosetti, Lorenzo Declich, Igiaba Scego, Mohamed Hashas, Moulay Zidane Al Amrani, , Farian Sabahi, Alessandro Leogrande, Karim Metref, Giuseppe Acconcia, Stefano Allievi, Flavia Barca, Mohammed Khalid Rhazzali) nessuno la seguirebbe in questa ‘lotta’ in favore dell’integrazione e della comunicazione in Marocco?”.

“Sarebbe un bel segnale per il mondo e per la Rai che, a oggi, non ha ritenuto opportuno dedicare attenzione al vostro appello, ai lettori dei giornali, a me in quanto commissario della Commissione di Vigilanza, e soprattutto allontanerebbe ogni dubbio sull'ennesimo caso di sindrome di Nimby (Not in my back yard)”, conclude Anzaldi.

30/03/2016 - 20:17

Dati traffico 2015 fanno segnare arretramento

“Il primo anno di gestione Alitalia da parte di Etihad è stato un fiasco”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e componente in Commissione Trasporti alla Camera.

“I dati di traffico 2015 resi noti oggi dall’Enac – spiega - mostrano un arretramento della compagnia su tutti i suoi mercati, sia sulle rotte domestiche che su quelle internazionali, a vantaggio dei concorrenti, specie gli aggressivi vettori  low-cost. Lo scorso anno, infatti, AZ ha trasportato l’ 1,7% di passeggeri in meno, mentre il mercato è cresciuto  del 4,5%. Sui voli nazionali Alitalia ha registrato un 3,7% in meno di passeggeri trasportati, a fronte di un aumento medio del mercato dell’1,5% in più. Sui collegamenti internazionali  ha fatto molto peggio, con un risicato 0,87% in più, a fronte del 6,3% medio in più registrato dal mercato. Il confronto coi suoi diretti concorrenti Ryanair e Easyjet è impietoso: in Italia, nel solo 2015, il vettore  irlandese ha trasportato complessivamente il 13,8% di passeggeri in più e  la compagnia inglese il 7,5% in più”.

“L’Alitalia ha ridotto la capacità offerta e ha dismesso numerosi A320 a breve e medio raggio. Ma nel frattempo dove sono i nuovi aerei promessi da Etihad? Con questi dati di traffico, come immagina il management AZ di poter mantenere la promessa di portare all’utile la compagnia  nel 2017? Chiederò al presidente della Commissione Trasporti Meta di valutare la convocazione di un’audizione che serva a individuare una strategia utile invertire rotta”, conclude Anzaldi.

30/03/2016 - 16:37

Governo accoglie odg che va in questa direzione

“Giungere alla definizione di un sistema di tracciabilità più trasparente e vincolante, che certifichi ai consumatori la provenienza e la qualità delle materie prime impiegate nei prodotti che hanno come componente principale le uova, in modo da evitare situazioni di concorrenza sleale a discapito della salute e delle imprese italiane che ottemperano agli obblighi già previsti”. Lo prevede un ordine del giorno presentato nell’ambito dell’approvazione del provvedimento sulla tracciabilità dal deputato del Pd Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, e accolto dal governo.

“L’Italia – spiega - è uno dei principali produttori di uova in Europa e la quasi totalità delle uova fresche in commercio sono di origine nazionale. Secondo i dati Eurostat, tuttavia, ogni anno in Italia vengono importati oltre 50 milioni di tonnellate di uova e ovoprodotti solo dalla Polonia, quasi 20 milioni dalla Spagna, oltre 6 milioni dall’Olanda, 5,7 milioni dalla Romania, 3,7 dalla Francia, 3,2 dalla Slovacchia. Si tratta di cifre significative per il settore. Con l’entrata in vigore della nuova normativa, tutti i produttori di uova della Ue hanno dovuto abbandonare le gabbie convenzionali usate negli allevamenti intensivi, e procedere all’ammodernamento delle strutture. Si è trattato di un passaggio epocale in considerazione della presa in carico del cosiddetto benessere animale e sono stati posti in essere significativi investimenti. Nel 2012 in Italia tantissimi produttori hanno chiuso i capannoni per far spazio ai lavori di adeguamento. Nello stesso tempo, è aumentato l’import di uova soprattutto dai paesi dell’Est e questo ha fatto sì che i produttori italiani si siano trovati a fare i conti con prezzi davvero concorrenziali, proprio nel momento in cui avevano effettuato considerevoli investimenti per i propri allevamenti, con una oscillazione anche di 10-15 centesimi. Tale spread è dovuto al minore  costo dei mangimi, essendo forti produttori di cereali, all’impiego dei finanziamenti comunitari, a un  minor costo della manodopera e ovviamente a un sistema di controlli meno vincolanti. Tutto questo si ripercuote sulla qualità dei prodotti che vengono confezionati con l’impiego di tali uova all’insaputa dei cittadini/consumatori”.

“È del tutto evidente la lacuna del quadro normativo comunitario che non consente una piena tracciabilità delle materie prime impiegate, tra cui le uova, per il confezionamento di altri prodotti. Dopo l’etichetta d’origine obbligatoria per la carne fresca o congelata di manzo, estesa da aprile 2015 a polli, maiali, pecore e capre, l’Europarlamento ha chiesto  alla Commissione europea di adottare lo stesso sistema di tracciabilità  anche per la carne usata come ingrediente nei prodotti trasformati. Si tratta di una misura indispensabile proprio per dare certezze agli alimenti che troviamo sulle nostre tavole di cui ovviamente andrà valutato anche l’impatto economico per le imprese per consentire la individuazione di un vero patto a difesa della qualità, basti pensare a tutta l’industria dolciaria e all’impiego che l’uovo ha nella preparazione degli alimenti anche nella lunga conservazione”, conclude Anzaldi.

29/03/2016 - 10:02

Perché ignorato invito a cambio rotta per Rai?

“Perché l’impegnativa riflessione lanciata ieri dalla presidente della Rai Monica Maggioni, che ha indicato il possibile ruolo del servizio pubblico nel favorire il dialogo in questo drammatico momento, è caduto del tutto nel vuoto?”. Lo chiede Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Almeno a parole – spiega - tutti concordano sul fatto che la battaglia contro il terrorismo debba essere condotta anche sul piano culturale. Concordano sul fatto che a ogni euro speso nelle armi, debba corrispondere un euro speso in cultura e integrazione. Ieri la Maggioni ha provato a comunicare agli italiani la nuova visione della Rai alla luce dei drammatici fatti di Bruxelles. Eppure, questi importanti e innovativi propositi per la Rai, sono stati ignorati dai giornali. Che succede? Non credono in un cambio di rotta della Rai o semplicemente pensano di sconfiggere il terrorismo parlandosi addosso o solo con le armi?”.

“Il mondo dell’informazione può - e deve - dare un contributo fondamentale per combattere il fanatismo terrorista e la polarizzazione delle posizioni che lo alimenta. Mi permetto di proporre per questo all’Ordine dei giornalisti di valutare l’opportunità di promuovere una riflessione affinché i media e il servizio pubblico possano fare davvero la loro parte. Per quanto ci riguarda noi controlleremo affinché il servizio pubblico, a incominciare dai talk show, ai tg, alle innumerevoli trasmissioni quotidiane, cambi verso”, conclude Anzaldi.

07/03/2016 - 19:58

“Prevedere anche per l’autostrada A21 la presenza di barriere in new jersey quale spartitraffico centrale al fine di migliorare gli standard di sicurezza di un’arteria autostradale molto trafficata”. Lo chiede il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi, con un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture.

 “Domenica 6 marzo – spiega - sulla A21, nel tratto compreso tra Brescia sud e Manerbio, si è registrato un terribile incidente che ha causato la morte di 4 persone e cinque feriti alcuni dei quali in maniera grave. Secondo le ricostruzioni, un Tir ha invaso la carreggiata opposta investendo un pullmino sul quale viaggiavano le quattro vittime. Sull’incidente sono in corso gli approfondimenti da parte degli organi inquirenti. In base alle immagini del luogo dell’incidente appare tuttavia chiaro che il mezzo pesante ha divelto il guard rail in metallo, che fa da spartitraffico centrale e ha invaso la carreggiata opposta”.

“L’A21, meglio conosciuta come ‘Autostrada dei vini’,  presenta volumi di traffico pesante non irrilevante. La presenza di barriere in cemento armato di tipo new jersey  è da tempo riconosciuto essere più utile ad evitare salti di carreggiata e risponde a maggiori requisiti di sicurezza”, conclude Anzaldi.

02/02/2016 - 18:06

E anche su posizione venditori e rivenditori tv

“In vista dei primi pagamenti del canone in bolletta, occorre fare chiarezza su due punti che rischiano di creare confusione: la riscossione degli arretrati e la posizione dei rivenditori e riparatori tv”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Come segnalato da alcuni organi di stampa – spiega – l’introduzione del pagamento in bolletta potrebbe essere l’occasione per pretendere la riscossione di anni di arretrati. La Rai potrebbe inserire nella bolletta fino a 10 anni di canone non pagato, maggiorato dagli interessi al tasso legale e, potenzialmente, di una sanzione amministrativa. In altre parole, una vera e propria stangata, a cui è in teoria esposto chiunque decida di pagare per la prima volta il canone, dal momento che il pagamento potrebbe essere inteso come un’autodenuncia di evasione nel passato”.

“E’ indispensabile – continua - fare chiarezza. Quella del canone in bolletta è un’operazione che di giustizia che punta a far pagare meno l’utente, non ad assillarlo. Altrettanta chiarezza va fatta sul problema sollevato dalle associazioni dei rivenditori e riparatori tv, i quali, pur non essendo tenuti per legge al pagamento del canone, ricevono continue sollecitazioni telefoniche da parte della Rai, come denunciato Aires”.

“Su entrambi questi due nodi presenteremo una interrogazione parlamentare. Se le criticità sollevate dalla stampa fossero fondate, cercheremo di affrontare gli aspetti ancora controversi in modo da rendere inequivocabili i vari meccanismi del pagamento in bolletta“, conclude Anzaldi.

02/02/2016 - 18:01

“Presenterò una interrogazione al Ministro della Cultura, Dario Franceschini, per chiedere un effettivo monitoraggio della legge Levi, in modo da attuare maggiori e più efficaci controlli soprattutto nei confronti delle grandi case editrici e sulle catene di distribuzione. È necessario comprendere i limiti dell'attuale impianto e prevedere interventi correttivi al fine di evitare che la diffusione della lettura possa essere subordinata a interessi economici speculativi”. Lo annuncia, in una nota, il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi. 

 “I grandi gruppi – prosegue - stanno schiacciando sempre più le librerie ancora presenti sul mercato. Nel nostro Paese, purtroppo, le librerie ancora non godono dello stesso ‘trattamento’ che gli altri Paesi Europei gli riservano.  All’estero gli viene riconosciuto, giustamente, un  ruolo culturale e sociale di primaria importanza  e vengono tutelate attraverso apposite leggi. In Italia, nel 2011, è stata approvata una norma che viene in soccorso di queste piccole realtà culturali:  si tratta della Legge Levi che fissa al 25% lo sconto massimo applicabile al  prezzo di copertina e vieta di realizzare più di una  campagna promozionali all’anno. Questo per contrastare colossi come Amazon che avevano iniziato ad applicare sconti pari al 40%”.

 “L’entrata in vigore della legge Levi, però, a quanto pare, non ha risolto i problemi, se e è vero che i grossi gruppi continuano a impazzare schiacciando le piccole librerie di quartiere, che fanno sempre più fatica a restare in vita. C’è bisogno, dunque, di una effettiva e rigorosa applicazione della legge per fornire un maggior supporto alle piccole librerie, un sostegno a chi vuol fare della cultura, e soprattutto di un suo sogno, un lavoro che aiuta a conoscere il mondo, ad amare il bello e a tenere viva la nostra anima”, conclude Anzaldi.

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