11/07/2017 - 19:20

“La Relazione dell’Agcom ha fotografato una Rai che fa un balzo in alto nei ricavi delle tv e torna sopra Mediaset. A renderlo possibile è stato il canone in bolletta: pagare meno ma pagare tutti. Azzerata l’evasione. Ma la Rai come ha sfruttato questi soldi in più? Ha proceduto ai tagli agli sprechi? Ha riqualificato l’offerta editoriale? Niente di tutto questo. E ancora una volta fa più servizio pubblico un’emittente privata come Sky, su un tema cruciale e delicato come la lotta alla mafia. Il film ‘La corsa dell’Ora’, rifiutato dalla Rai, i telespettatori lo vedranno infatti su Sky Arte il prossimo 19 luglio, anniversario della strage di Via D’Amelio che uccise Paolo Borsellino e la sua scorta”. E’ quanto scrive su Facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

“Quella contro la mafia – spiega - è una battaglia che non si combatte solo con gli arresti. La malapianta mafiosa si nutre di una linfa fatta, prima di tutto, di simboli. Ed è solo eradicando quei simboli, sovvertendo l’immaginario che la criminalità alimenta in modo consapevole per rafforzare le sue radici, che il fenomeno mafioso può essere davvero sconfitto. Proprio per questo, la vicenda della mancata messa in onda del film ‘La corsa dell’Ora’ ha un valore paradigmatico. La pellicola di Antonio Bellia, che ripercorreva la storia del piccolo giornale palermitano da sempre in prima linea nel denunciare la mafia e i fatti di attualità, fu proposto alla Rai lo scorso inverno. L’azienda, però, rispose che non era interessata. Lo stesso film è stato quindi offerto a un tv commerciale come Sky, che l’ha acquistato e il 19 luglio, nel giorno del ricordo della strage di via D’Amelio, lo manderà in onda su Sky Arte”.

“Mettendo insieme la vicenda di questo film, la significativa analisi di Attilio Bolzoni su Repubblica dedicata alla mafiosità, il caso del video di Dolce e Gabbana su Palermo che non ricorda in nessun modo la lotta alla Mafia portata avanti coraggiosamente dai palermitani negli ultimi anni, il libro di Riina jr presentato a Porta a porta come un qualsiasi lancio editoriale, insomma mettendo insieme tutti questi episodi viene da riflettere: siamo sicuri che tutti abbiano ben chiaro quanto sia ancora lunga la strada per sradicare la mafiosità?”, conclude.

28/06/2017 - 19:50

“Perché, nonostante versi in condizioni di salute dichiarate dai medici non compatibili con il regime carcerario, è stata negata a Marcello Dell’Ultri la sospensione della pena?”. Lo chiede Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, che presenterà un’interrogazione parlamentare sul tema.

“In una relazione risalente al 10 maggio – spiega – il medico del carcere di Rebibbia ha descritto il quadro clinico di Marcello Dell’Utri. In essa ha evidenziato che è affetto da numerose e gravi patologie, tali da rendere il suo stato non compatibile con la permanenza in carcere. Eppure, il magistrato di sorveglianza ha rigettato in via provvisoria l’istanza di sospensione della pena per motivi di salute presentata ad aprile, rimandando la decisione a un’udienza fissata per il 21 settembre, rendendo così sempre più  grave il rischio che possa accadere qualcosa durante l'estate”.

“Chiediamo per questo che il magistrato, come già fatto anche dal Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia e da quello nazionale Mauro Palma, anticipi la decisione sulla sospensione o meno della pena per Dell’Utri”, conclude.

20/06/2017 - 20:03

“Perché il consigliere Diaconale vuole approvare i palinsesti autunnali come fossero una amara medicina? Eserciti il suo ruolo e se ritiene che il contratto di servizio non sia rispettato si comporti di conseguenza, come dovrebbero fare tutti i consiglieri”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un’intervista a Linkiesta sui nuovi palinsesti Rai.

“Il nuovo contratto di servizio – spiega - ha introdotto nuovi obblighi di pluralismo e completezza dei temi trattati per la Rai. Ad esempio, sulle tematiche dell’ambientalismo, del terzo settore, dei programmi per l’accesso. Il nuovo palinsesto non rispetta quanto prevede il contratto? Se così fosse i consiglieri avrebbero il dovere di farlo cambiare o votare contro. In due anni, da quando sono entrati in carica, i consiglieri hanno votato sostanzialmente tutto al precedente dg, spesso all’unanimità. Ma se il contratto di servizio o il pluralismo non sono rispettati, è una loro responsabilità. Diaconale ritiene che ci sia un monocolore di pensiero, in particolare a Raitre? Lo denunci nelle sedi opportune, numeri alla mano. Di certo, se nelle trasmissioni Rai c’è una voce sola o una voce prevalente, è difficile che possa essere ritenuta su posizioni vicine a quelle della maggioranza di governo: dove sarebbero tutti questi talk show vicini al centrosinistra?. Diaconale dica quali sarebbero le trasmissioni vicine al Governo ammesso che ce ne siano”.

“Se per il consigliere Rai nei palinsesti appena terminati mancava il pluralismo, e se i prossimi saranno in sostanza una copia di quelli dell’ultima stagione, si fatica a capire come mai decida di votare a favore in Cda. I consiglieri sono i garanti del pluralismo nella linea editoriale. Se non ravvisano il giusto equilibrio, possono votare contro e non appoggiare all’unanimità qualsiasi cosa gli venga sottoposta, come accaduto spesso in passato. Altrimenti le accuse lanciate servono solo a sollevare polveroni”, conclude.

20/06/2017 - 17:48

“Valutare di rinnovare il richiamo nei confronti di Facebook e degli altri social network per una battaglia di civiltà che porti a una ferma condanna anche dei fenomeni apologetici della criminalità organizzata”. Lo chiede Michele Anzladi, deputato del Partito democratico, in una lettera indirizzata alla presidente della Camera Laura Boldrini.

“In occasione dello scorso 25 aprile – spiega - Lei ha scritto al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, una lettera per denunciare l’esistenza di circa 2700 pagine legate all'estremismo di destra molte delle quali apertamente apologetiche. E’ stata una iniziativa molto apprezzata che va inquadrata nel contesto più ampio dell’uso dei social e delle influenze che possono avere sull’opinione pubblica. Oggi è uscita una notizia inquietante, che deve farci riflettere. In un ristorante di Tenerife vi è, affissa a una parete, come si trattasse di un personaggio illustre, la foto di Totò Riina. L’immagine si troverebbe, addirittura, in mezzo ad alcune foto di calciatori della nazionale. Ma il punto non è questo. E’ che questa foto del ristorante postata dal figlio di Totò Riina sul proprio profilo Facebook ha ricevuto non solo numerose condivisioni ma anche molti commenti positivi. E’ un fatto che deve farci riflettere e che non può essere derubricato dall’agenda pubblica di un Paese civile. Solo pochi giorni fa abbiamo ricordato il 25mo anniversario della strage di Capaci. Tra qualche settimana cadrà la ricorrenza del 25mo della strage di Via d’Amelio dove morì il giudice Borsellino”.

“Credo che, come per il fascismo, debba trovarsi una strada di condanna di forme apologetiche anche per un fenomeno quale quello mafioso”, conclude.

16/06/2017 - 16:55

“Le barbarie di oggi, con le famiglia intrappolate nel traffico a 40 gradi o abbandonate in stazioni e aeroporti, i turisti a bivaccare sconsolati sotto il sole, sarò ricordato a lungo. Ora bisogna rimboccarsi le maniche e fare in modo che una situazione come quella di oggi non si ripeta più”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Trasporti alla Camera, per commentare i disagi provocati dallo sciopero del trasporto pubblico oggi

“Il diritto allo sciopero – spiega – è sacrosanto e mai nessuno lo metterà in discussione. Allo stesso tempo, tale diritto non può però essere utilizzato, come è successo oggi, da alcune piccole sigle sindacali per provocare dei disagi non solo vergognosi e inaccettabili ma anche del tutto sproporzionati alla rappresentatività di quelle stesse sigle. Le dichiarazioni inequivoche del segretario di uno dei maggiori sindacati confederali Furlan, di quello del principale partito italiano Renzi e dello stesso Garante per gli scioperi Santoro Passarelli, non lasciano più spazio per gli attendismi”.

“E’ venuto il momento di mettere mano alla legge sullo sciopero e studiare meccanismi che impediscano a un’esigua minoranza di lavoratori di prendere in ostaggio un intero paese. Adesso gli altri gruppi parlamentari lavorino insieme al Pd per cercare di ovviare agli inaccettabili disservizi provocati da una norma che, come riconosciuto lo stesso Garante, è datata”, conclude.

13/06/2017 - 17:41

“Di video sulla povertà ne abbiamo visti tanti ma la novità di questo è che propone un'assunzione di responsabilità in prima persona. E' un cambio di mentalità che è partito dal governo anche se pochi se ne ricordano”. Lo ha dichiarato Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretari della Vigilanza Rai, in un’intervista a Tiscali.it., parlando del video norvegese sulla solidarietà che ha ottenuto 122 milioni di visualizzazioni.

“E' un cambio di mentalità – spiega - che è partito dal governo anche se pochi se ne ricordano. Ora i capi di gabinetto stanno a 240 mila euro quando prima percepivano quattro volte tanto, i ministri hanno un solo stipendio. Solo una piccola casta dentro la Rai pretende l'immunità dal tetto degli stipendi. Per loro il principio di solidarietà o la giustizia perequativa sembrano non valere. Il prossimo Cda in programma mercoledì dovrà discutere, appunto di questo: se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovrà cioè decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla povertà, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterrà. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Ora sarà interessante andare a vedere che farà il nuovo Direttore Generale Orfeo: pochi lo sanno, ma lui per primo sin da un anno fa si è auto-applicato il tetto dei 240 mila euro, nonostante la mole di lavoro immenso che comportano 11 edizioni del Tg1. Ora applicherà questo criterio anche a chi spesso fa un'ora di infotainement a settimana?"

"Faccio una proposta: un'intramoenia dell'infotainement televisivo. Nessuno ti vieta di fare altre cose nel privato con altri cachet. Il problema è il vincolo dell'esclusiva? Discutiamone. Ma nel pubblico valga per tutti il principio di una retribuzione equa", conclude.

12/06/2017 - 20:28

“In questi giorni, un bellissimo video norvegese commuove il popolo del web. La clip è una  pubblicità progresso per il sostegno alle case famiglia. Racconta la storia di un bambino che, al contrario dei compagni di classe, non ha nulla da mangiare. Ma gli amichetti del bambino sfortunato troveranno una soluzione. Questo regalo del villaggio globale è un appello di una forza tale che non si può non ritenere la solidarietà un valore assoluto”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, postando il video della pubblicità progresso norvegese.

“Eppure – continua - se dal mondo del web si passa alla televisione, la solidarietà non più sembra più un valore irrinunciabile. Si prenda la Rai. Sapete di che cosa si occuperà il prossimo Cda in programma mercoledì? Se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovrà cioè decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla povertà, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterà. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Se si passa dal web alla televisione, insomma, quel bambino può benissimo rimanere digiuno”.
“Chissà se la Rai, che ha concesso a tanti conduttori di utilizzare lo spazio del servizio pubblico per salutare i telespettatori e magari approfittarne per abbandonarsi a lamentele o addirittura recriminazioni sul proprio stipendio, utilizzerà quegli stessi minuti trasmetterà il meraviglioso video del bambino svedese per sensibilizzare il pubblico italiano e conquistarlo alla causa della solidarietà. Quella vera”, conclude.

08/06/2017 - 19:06

“Oltre che goffe, le argomentazioni dei 5 Stelle contro la Lorenzin sono sballate anche rispetto al loro obiettivo. Perché invece che al ministro, che si è limitato ad applicare le indicazioni degli scienziati, Sibilia e i 5 Stelle non attaccano le ragioni scientifiche a favore dell’obbligatorietà sostenute dall’Organizzazione mondiale della Sanità, dall’Istituto Superiore di Sanità, dalle Società scientifiche e mediche, dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta, dai più autorevoli biologi, virologi, pediatri?”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in risposta al post di Carlo Sibilia contro l’obbligatorietà dei vaccini.

“Se i 5 Stelle – continua - vogliono affrontare la questione con la serietà che il tema richiede, dirottino le loro critiche e i loro insulti dalla politica, che ha giustamente raccolto l’allarme lanciato dagli scienziati, agli scienziati stessi. Nel caso in cui rimassero in silenzio davanti agli argomenti della comunità scientifica, avremmo la conferma che le loro campagne sono dettate o dall’ignoranza o, ancor peggio, dalla più pericolosa e irresponsabile delle speculazioni politica, dal momento che antepone qualche voto alla salute dei bambini italiani”.

“In tutto questo, ci si dimentica di un fatto purtroppo certo: l’aumento esponenziale dei casi di morbillo in Italia (a livello europeo il nostro paese ha fatto registrare da solo il 22% di incremento dei casi, passati in un anno da 56 a 419) e il conseguente rischio corso dai bambini immunodepressi che, con il calo delle vaccinazioni, non vengono più protetti dall’immunità del gregge. Non far vaccinare i propri figli significa, di fatto, condannare a morte sicura questi bambini. I 5 Stelle lo sanno?”, conclude.

07/06/2017 - 19:16

"Freccero risponde senza avere evidentemente letto le mie dichiarazioni, e la cosa più sorprendente è che alcune agenzie gli vanno dietro senza preoccuparsi di inquadrare il suo commento nell'ambito più ampio del mio ragionamento iniziale, molto più articolato  di quanto appaia dalle parole del consigliere Rai". Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, interpellato da Tiscali.it a proposito delle dichiarazioni di Carlo Freccero sulla nomina del dg Rai.

"Non mi sono mai permesso di entrare nel merito del lavoro altrui o di fare nomi che spettano ad altri. Io ho solo proposto di dare un programma a un grande professionista come Giovanni Minoli. Sarebbe stato interessante chiedere a Freccero cosa pensa nel merito del caso Minoli, delle cause del suo addio a Radio 24 e del valore strategico che il suo acquisto potrebbe portare in Rai", conclude.

07/06/2017 - 18:37

“Valutare la possibilità di istituire, come accade in Francia e Inghilterra, un riconoscimento al valore per il cane Camilla e gli addestratori del corpo dei Vigili del fuoco per gli eroici salvataggi compiuti dal border collie ad Amatrice”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in una lettere al ministro dell’Interno Marco Minniti, dopo la morte del cane, avvenuta due giorni fa.

“Il border collie del nucleo cinofini dei Vigili del Fuoco della Liguria – spiega – è morto mentre cercava un uomo scomparso nel Savonese. Caduta da una roccia, Camilla si è ferita ma ha continuato comunque nella ricerca. Ha però avuto la peggio nei giorni successivi. Quella in cui è morta non è che l’ennesima impresa di Camilla che, impiegata tra l’altro ad Amatrice e nelle alluvioni di Genova, nella sua carriera ha salvato diverse vite. Ci sembra che l’impegno e la dedizione del cane, nonché la bravura dei suoi addestratori, debbano essere in qualche modo ricordati con un riconoscimento ufficiale. In altri paesi i cani-eroi vengono premiati con medaglie al valore. In Inghilterra esiste la Victoria Cross e in Francia la Dickin Medal, premio postumo assegnato tra gli altri a Diesel, il cane ucciso nel blitz anti-terrorismo di Saint-Denis a Parigi”.

“Chiediamo per questo al ministro Minniti che valuti la possibilità di istituire un premio al valore da assegnare a Camilla, al corpo dei Vigili del fuoco e a tutti i cani che daranno un contributo fondamentale alla società salvando delle vite”, conclude.

06/06/2017 - 19:48

“Lascia interdetti il fatto che la Rai, nel periodo di massima popolarità del film ‘La notte non fa più paura’, maggio 2017, di fronte alle ripetute richieste di proiettarlo sulle sue reti a cinque anni dal sisma, abbia detto no con un diniego fornito dalle Direzioni Editoriali Rai. Lo stesso film è stato invece apprezzato e acquistato da Sky, che dal 20 maggio lo trasmette con successo”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, in un intervento su Vita.it, a proposito di “La notte non fa più paura”, il film di Marco Cassini sul terremoto che ha colpito nel 2012 l’Emilia Romagna.

“La pellicola – continua - ha ricevuto oggi un ennesimo riconoscimento: è uno dei cinque film scelti dal SNGCI, i Nastri d’Argento 2017, come speciale segnalazione ad esercenti, festival, associazioni culturali che possano comunque favorirne visibilità e circolazione in un circuito molto difficile per la cinematografia indipendente. Un’opera prima diventata uno dei film presenti al mercato europeo della Berlinale e di Cannes. Eppure, dicono organizzatori, produttori, regista e attori, l'unico posto dove il film è stato rifiutato è la Rai, il servizio pubblico. E’ curioso che quel no sia arrivato proprio dall'emittente di Stato legata da un contratto di servizio che la obbliga ad avere attenzione verso tematiche di  valore etico, sociale e culturale”.

“Ormai questo danno è fatto. Ma nelle prossime ore il Cda, con la sua presidente, dovranno votare un nuovo Direttore generale. E stavolta non si può sbagliare. Soprattutto non si può continuare a fare scelte miopi e al ribasso ignorando il Contratto di servizio, scelte che si rivelano non solo anti economiche ma un vero e proprio boomerang dal punto di vista culturale e sociale. Adesso è l'ora della responsabilità”, conclude.

05/06/2017 - 19:09

Sarà molto difficile per il mondo intero capire il ‘diritto alla morte dignitosa’ con il differimento della pena o la detenzione domiciliare per Totò Riina. Certo le sentenze non si commentano ma sarà difficile lo stesso capire e far capire”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico.

“Sarà ancora più difficile capire – continua - mentre nelle sale dei cinema sta andando proprio in questi giorni ‘Sicilian Ghost story’, di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, il film che ha scosso Cannes e che è stato accolto con un tripudio di applausi, dedicato alla memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo e della sua morte atroce: sciolto nell'acido. Sarà difficile capire, pur auspicando un'ispezione del ministero della Giustizia per verificare cartelle cliniche e condizioni di detenzione di Riina”. 

“Il diritto a una morte dignitosa è sacrosanto. Certo lo era anche per Giuseppe Di Matteo. E per tutte le vittime di Cosa Nostra”, conclude.

27/05/2017 - 12:57

Abusa ruolo Vigilanza, smentisca

"E' grave l'attacco lanciato dal presidente della Vigilanza Roberto Fico contro il presidente dell'Anac Raffaele Cantone. Fico abusa del suo ruolo alla Vigilanza per creare conflitti istituzionali, minando la funzione di garanzia che ricopre come presidente  della commissione. Che ne pensa Grillo? Dicono di voler combattete la corruzione e poi attaccano il presidente dell'Anticorruzione che ha annunciato di aver inviato alla Procura le carte sulle irregolarità della Rai?". E' quanto dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.
"Nella settimana in cui le delibere Anac sulla Rai - prosegue Anzaldi - hanno costretto i sindaci revisori a sottoscrivere un duro documento sulla gestione dell'azienda, il presidente Fico usa il suo ruolo in Vigilanza per piegarlo ad un attacco contro il giudice Cantone. Un atteggiamento inaccettabile, che danneggia la funzione stessa della Vigilanza. Cantone ha segnalato irregolarità nelle assunzioni esterne, il Movimento 5 stelle invece le difende?".

09/05/2017 - 15:27

“Come mai la televisione di Stato, che percepisce dai cittadini italiani un congruo canone annuo, non ripropone nell’anniversario della morte di Peppino Impastato ‘I cento passi’, film di grande valore pedagogico  dedicato alla sua figura?” Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato Pd e componente in Commissione Vigilanza Rai.

“Sono passati 39 anni – spiega - dalla morte di Peppino Impastato. Venne ucciso nello stesso giorno del delitto Moro ma la sua fine fu messa in ombra dalla tragedia nazionale di quei giorni, e la sua storia rimase per lo più ignota a molti. Oggi però sappiamo tutti cosa realmente successe, e lo sappiamo grazie al film ‘I Cento Passi’, diretto da Marco Tullio Giordana. Ce lo ricordiamo tutti, un film bellissimo, che ha ottenuto premi importanti e riconoscimenti in tutto il mondo. Allora mi domando perché un film così bello, addirittura prodotto da Rai Cinema, non venga trasmesso stasera da nessuna delle principali emittenti Rai. Si tratta di una storia che può aiutare i giovani e i meno giovani a capire la mafia e a non dimenticare quello che è stato nella speranza che non accada più. Forse la Rai ritiene di assolvere al meglio la sua funzione di servizio pubblico proponendo, come nell’aprile 2016, la dubbia e intervista a Porta a Porta di Salvatore Giuseppe Riina, figlio del capo dei capi di Cosa Nostra, in coincidenza con la pubblicazione del suo libro?
“Fortunatamente però esistono anche delle realtà alternative che assolvono egregiamente il loro compito di divulgazione e di megafono di verità e di esigenze sociali, come al tempo fu la radio per Peppino. Una di queste è Tv2000 che stasera trasmetterà ‘I cento passi’, un’emittente italiana e nazionale al cui vertice, incredibile ma vero, c’è un ex direttore Rai, Paolo Ruffini”, conclude.
 

03/05/2017 - 13:52

“Il New York Times non ha fornito prove sulla campagna di Grillo e del suo partito? Basta una rapida ricerca in rete per trovare i video degli spettacoli in cui il leader del Movimento 5 Stelle si scaglia contro la vaccinazione, in cui spiega che la difterite sarebbe scomparsa da sola e senza bisogno della vaccinazione”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, postando sulla propria pagina anche i link a video, articoli e proposte di legge che smentiscono le parole di  Grillo contro il New York Times.    
“Anni e anni di spettacoli – spiega - non si possono di certo cancellare con un click. Resta agli atti anche una proposta di legge del Movimento 5 stelle (il 23 luglio 2013, qualche mese dopo essere entrati in Parlamento) per boicottare i vaccini. La proposta si richiama a ‘recenti studi’ che avrebbero ‘messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e malattie specifiche quali leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie’. Alla Regione Lombardia il gruppo del Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge contro la vaccinazione obbligatoria. Una posizione che ha scatenato polemiche. Altri articoli dimostrano che nel Movimento 5 Stelle sui vaccini regna una grande confusione. Più di recente, il Movimento 5 Stelle Puglia ha chiamato in Consiglio regionale a parlare di materie sanitarie proprio esperti vicini alle posizioni anti-vaccini”.
“Questa è solo una breve e rapida rassegna di quello che il Movimento 5 Stelle ha sostenuto in questi anni contro i vaccini, in linea con i tanti spettacoli di Grillo in giro per l’Italia. Dire, ora, che è tutto una bufala è la vera, ennesima, fake news”, conclude.

Pagine