07/03/2016 - 19:58

“Prevedere anche per l’autostrada A21 la presenza di barriere in new jersey quale spartitraffico centrale al fine di migliorare gli standard di sicurezza di un’arteria autostradale molto trafficata”. Lo chiede il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi, con un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture.

 “Domenica 6 marzo – spiega - sulla A21, nel tratto compreso tra Brescia sud e Manerbio, si è registrato un terribile incidente che ha causato la morte di 4 persone e cinque feriti alcuni dei quali in maniera grave. Secondo le ricostruzioni, un Tir ha invaso la carreggiata opposta investendo un pullmino sul quale viaggiavano le quattro vittime. Sull’incidente sono in corso gli approfondimenti da parte degli organi inquirenti. In base alle immagini del luogo dell’incidente appare tuttavia chiaro che il mezzo pesante ha divelto il guard rail in metallo, che fa da spartitraffico centrale e ha invaso la carreggiata opposta”.

“L’A21, meglio conosciuta come ‘Autostrada dei vini’,  presenta volumi di traffico pesante non irrilevante. La presenza di barriere in cemento armato di tipo new jersey  è da tempo riconosciuto essere più utile ad evitare salti di carreggiata e risponde a maggiori requisiti di sicurezza”, conclude Anzaldi.

02/02/2016 - 18:06

E anche su posizione venditori e rivenditori tv

“In vista dei primi pagamenti del canone in bolletta, occorre fare chiarezza su due punti che rischiano di creare confusione: la riscossione degli arretrati e la posizione dei rivenditori e riparatori tv”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Come segnalato da alcuni organi di stampa – spiega – l’introduzione del pagamento in bolletta potrebbe essere l’occasione per pretendere la riscossione di anni di arretrati. La Rai potrebbe inserire nella bolletta fino a 10 anni di canone non pagato, maggiorato dagli interessi al tasso legale e, potenzialmente, di una sanzione amministrativa. In altre parole, una vera e propria stangata, a cui è in teoria esposto chiunque decida di pagare per la prima volta il canone, dal momento che il pagamento potrebbe essere inteso come un’autodenuncia di evasione nel passato”.

“E’ indispensabile – continua - fare chiarezza. Quella del canone in bolletta è un’operazione che di giustizia che punta a far pagare meno l’utente, non ad assillarlo. Altrettanta chiarezza va fatta sul problema sollevato dalle associazioni dei rivenditori e riparatori tv, i quali, pur non essendo tenuti per legge al pagamento del canone, ricevono continue sollecitazioni telefoniche da parte della Rai, come denunciato Aires”.

“Su entrambi questi due nodi presenteremo una interrogazione parlamentare. Se le criticità sollevate dalla stampa fossero fondate, cercheremo di affrontare gli aspetti ancora controversi in modo da rendere inequivocabili i vari meccanismi del pagamento in bolletta“, conclude Anzaldi.

02/02/2016 - 18:01

“Presenterò una interrogazione al Ministro della Cultura, Dario Franceschini, per chiedere un effettivo monitoraggio della legge Levi, in modo da attuare maggiori e più efficaci controlli soprattutto nei confronti delle grandi case editrici e sulle catene di distribuzione. È necessario comprendere i limiti dell'attuale impianto e prevedere interventi correttivi al fine di evitare che la diffusione della lettura possa essere subordinata a interessi economici speculativi”. Lo annuncia, in una nota, il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi. 

 “I grandi gruppi – prosegue - stanno schiacciando sempre più le librerie ancora presenti sul mercato. Nel nostro Paese, purtroppo, le librerie ancora non godono dello stesso ‘trattamento’ che gli altri Paesi Europei gli riservano.  All’estero gli viene riconosciuto, giustamente, un  ruolo culturale e sociale di primaria importanza  e vengono tutelate attraverso apposite leggi. In Italia, nel 2011, è stata approvata una norma che viene in soccorso di queste piccole realtà culturali:  si tratta della Legge Levi che fissa al 25% lo sconto massimo applicabile al  prezzo di copertina e vieta di realizzare più di una  campagna promozionali all’anno. Questo per contrastare colossi come Amazon che avevano iniziato ad applicare sconti pari al 40%”.

 “L’entrata in vigore della legge Levi, però, a quanto pare, non ha risolto i problemi, se e è vero che i grossi gruppi continuano a impazzare schiacciando le piccole librerie di quartiere, che fanno sempre più fatica a restare in vita. C’è bisogno, dunque, di una effettiva e rigorosa applicazione della legge per fornire un maggior supporto alle piccole librerie, un sostegno a chi vuol fare della cultura, e soprattutto di un suo sogno, un lavoro che aiuta a conoscere il mondo, ad amare il bello e a tenere viva la nostra anima”, conclude Anzaldi.

01/02/2016 - 21:11

“Spero che il presidente della Commissione bicamerale di Vigilanza Fico, eletto con il voto di tutti i partiti, non vada veramente a fare la figuraccia annunciata a Strasburgo”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico e segretario della stessa commissione.

“Sarebbe un errore imperdonabile – spiega - per lui e per il ruolo che ricopre. Si tratterebbe anche dell’ennesima figuraccia, dopo che il suo movimento ha votato il mandato al relatore sulla riforma e dopo che l’Agcom ha impietosamente bollato come inesistenti ben due ricorsi di M5S sulle presenze in tv”. “Sarebbe ora, e opportuno, che Fico prendesse finalmente coscienza dell’importantissimo ruolo di presidente della Vigilanza affidato a M5S e si comportasse di conseguenza”, conclude Anzaldi.

19/01/2016 - 20:45

“E’ stato approvato un mio ordine del giorno che impegna il governo ad appurare il quadro tariffario applicato da Alitalia nell'ambito delle tratte che interessano il territorio siciliano e a prevedere l’istituzione di un Osservatorio permanente sul trasporto aereo da e per la Sicilia, al fine di garantire la massima trasparenza e scongiurare i meccanismi speculativi che rischiano di vanificare gli sforzi intrapresi dalle istituzioni per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani” E’ quanto rende noto il deputato del Pd Michele Anzaldi.

L’ordine del giorno è stato presentato in seguito alla notizia diffusa nei giorni scorsi relativa al costo del biglietto aereo praticato da Alitalia lungo la tratta Roma-Comiso: 650 euro per un biglietto di sola andata.

“Aldilà del clamore mediatico suscitato dalla notizia -conclude Anzaldi - esiste una questione reale che deve essere risolta in merito alle tariffe praticate da Alitalia per le tratte che interessano la Sicilia”.

26/11/2015 - 18:58

“Quali ragioni hanno indotto l’Ordine dei giornalisti del Friuli-Venezia-Giulia a invitare a un corso di formazione a punti il deputato di M5S Manlio Di Stefano, che non risulta essere in possesso dei requisiti previsti per svolgere attività formativa ma semplicemente un componente della Commissione Esteri della Camera?”. Lo chiede in una lettera al ministro della Giustizi il deputato del Pd Michele Anzaldi, a proposito della notizia apparsa sull’edizione odierna de “Il Foglio”.

“Non solleviamo obiezioni – scrive Anzaldi - circa il pensiero e le opinioni del deputato. L’attività formativa è, tuttavia, cosa diversa dal libero dibattito o dalla convegnistica. Quello che desta perplessità è l’assenza dei requisiti. Il Ministro della Giustizia ha una responsabilità di vigilanza sugli Ordini professionali e ritengo che la delicatezza della funzione normativa esercitata dall’Ordine renda necessaria una riflessione su tale invito”.

“Per queste ragioni chiedo al Ministro di informarsi in merito al corso previsto dall’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e verificare se risponda effettivamente ai requisiti previsti per legge per quanto concerne l’attività formativa”, conclude Michele Anzaldi.

26/11/2015 - 16:00

Dg consideri interessante appello studiosi Islam

 

“L’appello lanciato da un gruppo di studiosi del mondo islamico alla Commissione Vigilanza Rai, è giusto e interessante”. Lo affermano Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai, e Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della stessa commissione, nel commentare l’appello di alcuni studiosi di materie islamiche (Massimo Campanini, Paolo Branca, Karima Moual, Lorenzo Declich, Igiaba Scego, Mohamed Hashas, Moulay Zidane Al Amrani, Farian Sabahi, Giancarlo Bosetti, Karim Metref) nel quale si denunciano le pericolose semplificazioni dei media nel raccontare i tragici fatti di questi giorni e i loro contesto.

“Troviamo che la denuncia – spiegano Anzaldi e Peluffo – su un approccio che tende a raccontare l'immigrazione se non in chiave di cronaca, e l'Islam se non in chiave di fanatismo e terrorismo sia, almeno in alcuni casi, fondata”.

“Chiediamo per questo al direttore generale della Rai Campo Dall’Orto di valutare tale appello e considerare se non sia il caso di pensare a spazi che permettano un approfondimento rispettoso della complessità necessaria a comprendere i temi relativi all’Islam”, concludono Vinicio Peluffo e Michele Anzaldi.

12/11/2015 - 17:41

Sovradimensionato il sindaco in polemica con il Pd

"Ad un primo rapido sguardo dei dati di ottobre dell'Osservatorio di Pavia, trasmessi poco fa alla Vigilanza, balza subito agli occhi un dato stupefacente: al Tg3 Ignazio Marino, che ha vissuto i suoi ultimi giorni in Campidoglio in forte polemica con il Pd, ha avuto in voce addirittura più spazio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un dato che non ha eguali negli altri tg Rai". Il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, alla luce degli ultimi dati dell'Osservatorio di Pavia, torna sugli squilibri che potrebbero spingerlo a presentare un ricorso all'Agcom sul Tg3 come già annunciato nei giorni scorsi.

"I numeri di ottobre sono realmente sorprendenti - spiega Anzaldi - perché confermano che chi all'interno del Pd si pone contro la segreteria e contro Matteo Renzi trova sempre spazi sproporzionati nei notiziari di Raitre. Il paragone per capire il sovradimensionamento di Marino al Tg3 nelle scorse settimane può essere fatto prendendo a paragone un soggetto terzo come il Quirinale, massimo garante del nostro sistema democratico. Considerando i tempi di parola (tgd), al Tg1 sono stati riservati 18 minuti a Mattarella e 12 minuti a Marino; al Tg2 per Mattarella 14 minuti e per Marino 5 minuti; al Tg3, invece, la situazione si ribalta, con 14 minuti a Marino e 10 al Capo dello Stato. Al Tg3, peraltro, Marino risulta il politico più notiziato in assoluto, diversamente dagli altri tg: 126 minuti di spazio totale, tra tempo presenza e tempo attenzione".

28/09/2015 - 16:26

“Il Presidente Fico si scandalizza per inviati Rai in Usa, e non si impegna per applicare la riforma sull’accorpamento testate tg in due uniche newsroom votata all’unanimità da sua Commissione Vigilanza”. Lo scrive su Twitter Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

09/09/2015 - 12:23

“La puntata di ‘Porta a Porta’ sui Casamonica lascia sconcertati e configura una potenziale violazione del contratto di servizio della Rai: non si capisce come quello show possa essere considerato compatibile con il servizio pubblico. I nuovi consiglieri di amministrazione, che hanno anche conoscenze dirette della deontologia giornalistica a partire dalla presidente, si esprimano subito”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

“Chiederò che l’ufficio di presidenza della commissione – spiega Anzaldi – si occupi della vicenda. Si fatica a comprendere la scelta di dare una visibilità del genere ad una famiglia così discussa, tra l’altro dopo diverse settimane da quel fatto che ha gettato discredito su Roma e sull’Italia a livello internazionale. Nel giorno in cui l’attualità propone questioni di primissimo piano, come la crisi migranti nella Ue, il caso Germania-Ungheria, la situazione bellica in Siria, lascia stupefatti che venga ritirata fuori una vicenda ormai passata. E’ stato realizzato il sogno dei Casamonica, dargli piena visibilità sula rete ammiraglia del servizio pubblico. E’ inaccettabile”.

05/08/2015 - 15:19

I nuovi consiglieri appena nominati hanno ora il dovere di mettersi subito a lavoro, per le nuove sfide del servizio pubblico, che dovrà fronteggiare nei prossimi mesi anche la concorrenza dei grandi network internazionali sbarcati ora sul digitale terrestre". Lo scrive su Huffington Post il deputato Pd e membro del Collegio di Vigilanza Michele Anzaldi in merito alla nomina dei membri del Consiglio di amministrazione della Rai, che avanza anche cinque proposte per il futuro della azienda pubblica.

"Accelerare da subito il Piano di riforma delle News elaborato dal dg uscente Gubitosi – continua Anzaldi - che permetterà risparmi per 100 milioni di euro all'anno. Occorre realizzare un'informazione moderna, aperta a tutte le voci della società e ai media internazionali, che sappia armonizzare le necessità di velocità e tempestività e il continuo moltiplicarsi delle fonti con i doveri di verifica, imparzialità e autorevolezza del Servizio pubblico. Passaggio fondamentale: le cosiddette newsroom, non solo per abbattere i costi di produzione ma anche per sfruttare in tutte le sue potenzialità la nuova tecnologia digitale, che potrà rivoluzionare il prodotto, il modo di concepire e diffondere le informazioni, la stessa organizzazione del lavoro". 

14/07/2015 - 21:27

"Fico dice che la riforma della Rai è pericolosissima. Delle due l'una: o il presidente della Commissione Vigilanza Rai è vittima di un improvviso attacco di amnesia oppure nel Movimento 5 Stelle è in corso una scissione, dal momento che i senatori di M5S hanno votato il mandato al relatore, insieme alle altre forze politiche". Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione Vigilanza Rai. "I parlamentari di Grillo si mettano d'accordo tra loro e facciano sapere agli italiani che cosa hanno deciso", conclude.

14/07/2015 - 19:06

“Per il M5S chi sconfessa il voto è traditore come Tsipras? E perché non rispetta il sondaggio della base sui partiti fuori dalla Rai?” Lo scrive in un tweet Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, allegando un’agenzia sui risultati della consultazione pubblicati sul blog di Grillo, secondo cui il 99% dei partecipanti vuole la Rai indipendente dai partiti.

 

10/07/2015 - 19:39

“Valutare se, come servizio pubblico, non sia il caso di dare massima trasparenza alla vicenda dello sciopero, in modo da mettere i cittadini nelle condizioni di capire se vi siano delle colpe e, nel caso in cui vi fossero, a chi vadano attribuite”. Lo chiede con una lettera alla direzione del Tgr Lazio Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.

“Da dieci giorni – spiega Anzaldi - una parte molto rilevante della mobilità a Roma è in ginocchio. La città è sotto scacco, sembrerebbe, dalla messa in pratica di un presunto sciopero bianco che crea grandissimi rallentamenti, soprattutto alle metropolitane, e quindi fa sì che i cittadini arrivino anche con ore di ritardo sul posto di lavoro, per giunta sudati, maltrattati e spendendo il doppio, perché costretti dalla scadenza del biglietto, valido per 100 minuti dalla prima timbratura, a timbrarne un secondo per un unico viaggio”.

“La situazione – continua il deputato democratico - è il risultato di uno scontro che vede, da un parte, l’Amministrazione e la sua intenzione di ridurre i costi e migliorare il servizio; dall’altra, le rivendicazioni dei macchinisti. Questo stallo potrebbe essere superato da un’azione della politica ma, come ho detto, da dieci giorni non si è ancora venuti a capo di nulla”.

“Per questo chiedo di valutare – prosegue Anzaldi - se, come servizio pubblico, non sia il caso di dare massima trasparenza alla vicenda, organizzando, per esempio, delle dirette dalle stazioni della Metro per raccontare quali sono i disagi che gli utenti devono sopportare o realizzare inchieste di approfondimento sulle ragioni dell’Amministrazione e quelle dei macchinisti”.

“Si tratterebbe di un’iniziativa di grande coerenza con lo spirito del servizio pubblico e che, grazie alla trasparenza, potrebbe magari portare allo sblocco di una situazione che ormai da troppi giorni penalizza la città”, conclude Michele Anzaldi.

01/07/2015 - 13:10

dichiarazione dei deputati Anzali e Oliverio

 

“Sulla richiesta dell’Ue all’Italia di permettere la produzione di formaggio e yogurt utilizzando anche il latte in polvere emerge una verità pesante: a tradire i produttori italiani, mettendo a rischio un mercato che vale 15 miliardi di euro di fatturato, non è stato qualche euroburocrate ma la Lega Nord”. Lo dichiarano i deputati del Pd in commissione Agricoltura Michele Anzaldi e Nicodemo Oliverio,capogruppo.

“L’indagine della Ue – spiegano i parlamentari dem – nasce, infatti, dall’interrogazione del gennaio 2013 di un europarlamentare della Lega Nord, Oreste Rossi. Dopo lo scandalo delle quote latte, ancora una volta i leghisti hanno voluto difendere gli interessi di qualche lobby, penalizzando tutti i produttori italiani. Come ha detto il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, l’indagine è stata originata da una segnalazione arrivata dal nostro Paese. Alle chiacchiere di Matteo Salvini nei talk show corrisponde una realtà nelle istituzioni ben diversa, fatta di pasticci e difesa di interessi particolari”.

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