27/09/2017 - 19:08

«La definitiva approvazione da parte della Camera della riforma del Codice delle leggi antimafia è un provvedimento di grande rilevanza non solo nei suoi risvolti giudiziari, ma anche sul piano sociale e culturale». Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

«Le modifiche introdotte nel Codice – prosegue Beni – daranno più forza al contrasto del fenomeno mafioso, potenziando le misure di prevenzione mediante il sequestro e la confisca dei patrimoni frutto di attività illecite per superare le attuali criticità e garantire una gestione più efficiente di quei beni. È particolarmente importante che il provvedimento affronti in modo specifico il delicato problema delle aziende e delle attività produttive sequestrate o confiscate, questione rilevante per gli evidenti risvolti occupazionali e sociali. Si attribuiscono compiti più precisi all'amministratore giudiziario, si introducono strumenti finanziari a sostegno delle aziende nel loro percorso di ritorno alla legalità, misure a tutela dei lavoratori, per il contrasto del caporalato, l'emersione dal lavoro irregolare e l'accesso agli ammortizzatori sociali. Un provvedimento quanto mai opportuno – conclude Beni –  perché la pervasività delle mafie nei territori si contrasta anzitutto dimostrando che si può fare impresa e creare lavoro e sviluppo nella legalità».

13/09/2017 - 12:34

«L'ulteriore rinvio dello Ius soli nel calendario di aula del Senato non deve rappresentare una resa definitiva al clima ostile che la propaganda xenofoba sta creando nel Paese. Io continuo a pensare che questa legge sia un obiettivo qualificante della legislatura e che vada fatto ogni sforzo per approvarla in tempo utile». Lo afferma Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

«So bene – prosegue Beni - che oggi l'orientamento dell'opinione pubblica è assai meno favorevole rispetto a due anni fa, ma questo non può essere un motivo per rinunciare. Ogni atteggiamento di subalternità alla campagna di disinformazione condotta da chi specula sulle paure degli italiani non fa che alimentare il clima di intolleranza che sta montando nel Paese. Bisogna avere il coraggio di dire la verità,  rivendicare il fatto che vogliamo dare la cittadinanza ai nuovi italiani perché questo è utile all'integrazione e serve a rendere più coese e sicure le nostre comunità. Ci sono scelte che vanno fatte semplicemente perché sono giuste, al di là di ogni calcolo di convenienza».

03/08/2017 - 15:22

“Dopo il suo post, io dico a Luigi Di Maio che non servono leggi speciali e il richiamo ad un clima di emergenza nazionale. Le regole già ci sono e il governo ha provveduto anche a rafforzarle. Smettetela di strumentalizzare il dramma dei migranti, piuttosto rispettate il preziosissimo lavoro delle Ong”.

Così Paolo Beni, deputato del Pd, dopo il post di Luigi Di Maio che chiede una legge per consentire la presenza della polizia giudiziaria sulle navi delle Ong.

31/07/2017 - 20:38

“Dispiace apprendere che alcune ong, serie, autorevoli e preziose per il lavoro umanitario, non abbiamo sottoscritto l’accordo con il Viminale per il salvataggio dei migranti. Le loro osservazioni sono tuttavia fondate. E’ chiaro che le operazioni devono avvenire in un quadro concertato di regole condivise tra governi e operatori impegnati in tutta l’area del Mediterraneo nel contrasto ai trafficanti di morte. Consapevole del valore degli uomini e delle donne che lavorano per le ong, auspico dunque che ci possa essere una nuova intesa che risponda alle criticità sollevate da chi non ha firmato oggil’accordo”.

Così Paolo Beni, deputato del Pd. 

29/06/2017 - 11:36

“Dopo un lungo percorso parlamentare e un costruttivo confronto, proseguito ancora negli ultimi giorni fra Governo, Commissioni parlamentari e Organizzazioni sociali e con i decreti approvati ieri dal Consiglio dei Ministri, la riforma del terzo settore entra finalmente nella sua fase attuativa”. Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico e relatore per la Commissione affari sociali.

“Un provvedimento importante, atteso da oltre 300.000 Organizzazioni (gruppi di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative e imprese sociali) che mobilitano l'impegno civico di oltre sei milioni di cittadini. Un patrimonio peculiare della società italiana, unico in Europa, che rappresenta da sempre una straordinaria risorsa al servizio della crescita e della coesione sociale del Paese. La nuova normativa – prosegue Beni – definisce con chiarezza identità, ruolo e funzioni degli enti di terzo settore, stabilisce i vincoli che devono caratterizzarne l'azione, mette ordine nella classificazione degli enti, supera la tradizionale frammentazione di questo mondo con il registro unico nazionale, mette a disposizione dello sviluppo del terzo settore nuovi strumenti e maggiori risorse anche attraverso il sistema delle agevolazioni e degli incentivi fiscali, prevede nuovi criteri di accreditamento e un più efficace e trasparente sistema di vigilanza e controllo. Un bel passo avanti quindi. Ora sarà bene seguire con attenzione l'attuazione della riforma e verificarne la funzionalità, anche grazie alla costante interlocuzione fra le istituzioni e gli stessi enti del terzo settore in un rapporto di leale collaborazione”.

17/05/2017 - 12:50

“Oggi la Camera ha approvato definitivamente, con voto unanime, la legge per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. Un provvedimento atteso, che risponde con misure concrete alle aspettative di educatori, famiglie e, soprattutto, di tanti ragazzi e ragazze direttamente coinvolti da un fenomeno divenuto ormai un sempre più rilevante problema sociale e culturale”. Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico e relatore del provvedimento. “Per un efficace contrasto del cyberbullismo serve l'azione comune di diversi attori, primi fra tutti la scuola, la famiglia e le imprese che operano nel mercato dei servizi Internet. È questo l'obiettivo a cui mira la legge approvata oggi. Sicuramente si poteva fare di più - prosegue Beni - ad esempio ampliando l'ambito di applicazione della norma al bullismo in generale, ed estendendo le misure di tutela anche agli adulti, ma si è privilegiata l'esigenza di scongiurare ulteriori rinvii nell'approvazione definitiva della legge, che grazie al voto di oggi sarà pienamente operativa già per l'inizio del nuovo anno scolastico. Una buona legge, che colma un vuoto normativo non più giustificabile e affronta il fenomeno con un approccio equilibrato, privilegiando la protezione delle vittime e la prevenzione attraverso il ruolo decisivo dell'educazione”.
 

29/03/2017 - 15:09

“Oggi l’Aula della Camera ha approvato in via definitiva la legge per la protezione e la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Un provvedimento fortemente atteso e considerato indispensabile da associazioni, Enti Locali e operatori che a vario titolo si occupano di questo tema, divenuto negli ultimi anni una vera e propria emergenza.” Lo afferma Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

“Con l’approvazione di oggi si supera l'approccio emergenziale e si definiscono le effettive competenze e responsabilità degli operatori coinvolti. I minori non accompagnati non potranno essere respinti alla frontiera e dovranno essere accolti in strutture dedicate dotate di personale qualificato per la loro assistenza. Da oggi – conclude Beni – finalmente, sarà data priorità all’esclusivo interesse superiore del minore, grazie ad una legge di grande valore umano e civile, coerente coi principi della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, e che rappresenta un decisivo passo avanti per un'Italia più civile”. 

22/02/2017 - 11:39

«La legge di riforma della cittadinanza, incredibilmente bloccata in Senato da oltre un anno, deve essere approvata definitivamente prima del termine della legislatura. Il Parlamento non può tradire ancora una volta le speranze e le aspettative di centinaia di migliaia di giovani figli di immigrati, che sono nati e cresciuti nel nostro Paese e che si sentono italiani e vogliono essere italiani, ma continuano ad essere cittadini di serie B senza diritti». Lo afferma Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

«È una scelta di civiltà che non può essere rinviata rispetto alla quale le nostre istituzioni democratiche non possono venir meno, tanto più di fronte a ricatti inaccettabili come quello del leader leghista Salvini che oggi torna a minacciare contro lo ius soli “barricate a mo' di tassista non fuori, ma dentro il Parlamento”. Per questo – conclude Beni – ha fatto bene il presidente del Partito Democratico, Matteo Orfini, a rilanciare l'appello perché si sblocchi l'iter della legge, anche col ricorso da parte del governo a un voto di fiducia se necessario».

07/02/2017 - 13:37

“Oggi è Safer Internet Day, giornata dedicata alla sicurezza in rete. Un tema di grande attualità, visto che i problemi derivanti dall'uso scorretto di internet sono sempre più evidenti, complice la sempre più massiccia diffusione dei social network. Dilagano in rete espressioni di odio, aggressioni e molestie, e a preoccupare sempre di più è il fenomeno del cyberbullismo, che sta diventando un serio problema sociale fra i giovanissimi. Servono regole chiare, anzitutto a protezione e tutela di chi è vittima di questi episodi, e serve investire nella prevenzione”. Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

“La rete offre straordinarie opportunità per la crescita formativa dei nostri ragazzi e al tempo stesso presenta rischi. Per questo – prosegue Beni – il  giusto approccio è quello dell'educazione ad un uso consapevole e responsabile di internet a partire dalla scuola. Ma ciascuno deve fare la sua parte. Devono farla gli operatori di mercato e le grandi piattaforme telematiche, che non possono venir meno alle loro responsabilità. Deve farla il Parlamento, che sta discutendo ormai da troppo tempo la legge sulla prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. É ora di accelerare i tempi, sarebbe imperdonabile chiudere la legislatura senza averla definitivamente approvata”.  

18/01/2017 - 16:28

“Chiediamo al governo di perseverare nel lavoro con le istituzioni europee per affermare politiche comuni di asilo e modificare il regolamento di Dublino. Auspichiamo l'ampliamento del sistema diffuso di accoglienza in Italia con una più forte collaborazione fra tutti i livelli istituzionali e chiediamo al governo di varare strumenti utili ad incentivare l'impegno dei Comuni in tal senso e di snellire le procedure dell'asilo”. Lo ha detto Paolo Beni, deputato del Pd, durante la dichiarazione di voto sulle mozioni in merito alla gestione dei flussi migratori.

“Quello dell’immigrazione - ha proseguito Beni - è un tema che meriterebbe un confronto serio, e invece viene spesso piegato a forzature ideologiche e svilito da polemiche e falsità. Non c'è nessuna invasione in Italia, al contrario c'è la presenza ormai consolidata e positiva di oltre 5 milioni di immigrati regolari. Poi c'è, da alcuni anni, un massiccio afflusso di richiedenti asilo, problema che il governo ha scelto di gestire con buon senso e umanità, conciliando la solidarietà e il rispetto dei diritti e della dignità dei migranti con la sicurezza del territorio e dei cittadini italiani. Ci siamo lasciati alle spalle la logica emergenziale dei governi della destra, che di fronte a flussi ben più modesti produsse risultati fallimentari. Abbiamo scelto di non ammassare più i migranti in grandi centri, invivibili e lesivi della dignità umana, che creano problemi di sicurezza, si prestano ad opacità di gestione e infiltrazioni malavitose, ma di andare verso un sistema di accoglienza diffuso, con piccoli nuclei di migranti ospitati nelle comunità locali. Un modello virtuoso di cui andiamo fieri, che può e deve ancora migliorare. Dobbiamo garantire iter più rapidi per l’esame delle domande di protezione internazionale, garantire l'effettivo rimpatrio di quanti hanno avuto un provvedimento di espulsione, ottenere un cambio di passo nelle politiche europee. L'orizzonte per cui lavoriamo è quello che tiene insieme legalità e solidarietà, sicurezza e accoglienza, e mira alla costruzione di una società aperta e coesa in cui diritti e doveri si fondano sulla pari dignità di tutti i suoi componenti”.

16/11/2016 - 17:11

“Non dubito che il Parlamento terrà in seria considerazione la risoluzione del Consiglio Regionale della Toscana in merito alla vicenda de ‘Il Forteto’. Non può esserci alcuna sottovalutazione di fronte alla gravità delle violenze e degli abusi che emergono dalla ricostruzione di questa triste vicenda. Per questo confermiamo il nostro pieno appoggio alla magistratura impegnata a fare piena luce e perseguire i responsabili, ma anche l'impegno per il sostegno delle vittime e il loro reinserimento sociale attraverso gli atti concreti fatti dalla Regione Toscana in tal senso.” Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico al termine dell'incontro con la delegazione della Commissione d'Inchiesta istituita dal Consiglio Regionale, che oggiha presentato ai parlamentari la sua relazione conclusiva.

“Proprio per l'ottimo lavoro fornito dalla Commissione regionale, che esamineremo attentamente, non vediamo al momento – prosegue Beni – la necessità di istituire una nuova Commissione d'inchiesta parlamentare. In merito poi alla proposta di sollecitare il commissariamento della cooperativa questa andrà valutata anche sulla base delle risultanze delle ispezioni già in corso da parte del Ministero dello sviluppo economico. Di sicuro il nostro obiettivo è quello di dare continuità e prospettive di sviluppo a un'azienda che rappresenta un’importante risorsa dell'economia della zona, garantendo al tempo stesso la massima discontinuità con le passate gestioni e una cesura netta con le persone che ne sono state responsabili. Penso che questo possa essere l'obiettivo condiviso da tutte le forze parlamentari, rifuggendo da inopportune speculazioni ai fini della polemica politica"

27/10/2016 - 17:09

Migranti, la Commissione di inchiesta approva il rapporto sugli hotspot

“Riteniamo che l'approccio hotspot possa assicurare una gestione più razionale degli arrivi, della identificazione, selezione e smistamento dei migranti garantendo il necessario equilibrio fra il dovere di accoglienza nel rispetto della dignità umana e del diritto di asilo da un lato e quello di controllo delle frontiere e identificazione di chi entra nel territorio dello stato dall'altro. Ma al tempo stesso rileviamo, nella sperimentazione finora attuata, ancora troppe criticità che rischiano di compromettere il corretto funzionamento e vanificare gli obiettivi dell'approccio hotspot”. E' quanto dichiarato dal presidente della Commissione d'inchiesta migranti Federico Gelli dopo l'approvazione in Commissione del Rapporto dedicato all'approccio hotspot nell'ambito delle procedure di identificazione e accoglienza.

Il documento, che sarà inviato al Governo e al Parlamento, traccia un primo bilancio sul funzionamento di questi centri a pochi mesi dalla loro apertura fortemente sollecitata dall'Unione Europea e rappresenta il punto di partenza di una riflessione che sarà approfondita per mettere a regime un sistema di accoglienza che aiuti ad uscire dall'emergenza.

Il rapporto, frutto di alcuni mesi di lavoro della Commissione con numerose audizioni e sopralluoghi nei 4 hotspot finora in funzione, contiene nella parte introduttiva un'ampia disamina del quadro normativo europeo, anche alla luce del Regolamento di Dublino, dell'agenda europea sulle migrazioni e della roadmap italiana. Il documento prosegue con approfondimenti sulle modalità di identificazione e le innovazioni procedurali introdotte dal modello hotspot, e con il resoconto dei sopralluoghi effettuati dalla Commissione nei centri di Taranto, Trapani, Pozzallo e Lampedusa. Infine, la Commissione traccia un bilancio dei risultati ottenuti in relazione agli obiettivi dell'approccio hotspot, evidenzia gli elementi di criticità emersi ed avanza proposte per una loro possibile soluzione.

“C'è anzitutto - spiega Paolo Beni del Pd, relatore e membro della Commissione - il problema dell'assenza di una configurazione giuridica degli hotspot, risolvibile con l'adozione di fonti normative di rango primario che ne definiscano il ruolo e diano legittimazione alle procedure adottate. Ma ci sono anche carenze nelle strutture, spesso indecorose e inospitali, e nei servizi offerti, che richiedono un protocollo uniforme sugli standard necessari ad assicurare qualità dell'accoglienza. Per garantire una effettiva possibilità di accesso al diritto di protezione vanno rafforzate la mediazione linguistico-culturale e l'informativa legale e vanno rivisti contenuti e tempi di compilazione del cosiddetto foglio notizie. Infine, la permanenza in questi centri dovrebbe limitarsi al tempo strettamente necessario per l'identificazione e lo smistamento dei migranti, ma questa possibilità è legata alla risoluzione dei problemi che tuttora permangono per quanto riguarda la relocation nei paesi europei e i rimpatri, nonché a un più efficiente funzionamento del sistema di seconda accoglienza con l'implementazione del modello Sprar in tutto il territorio nazionale”.

27/10/2016 - 12:34

“Ieri la Camera ha finalmente approvato, a larghissima maggioranza, la legge sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati. Un provvedimento atteso da tempo e oggi tanto più necessario di fronte al forte incremento di bambini e bambine soli fra i profughi in fuga da guerre e persecuzioni attraverso il Mediterraneo. Se nel 2016 il numero complessivo di migranti giunti sulle nostre coste cresce del 5% rispetto al 2015, quello dei minori aumenta addirittura del 57%. Il nostro Paese non poteva restare indifferente di fronte a tutto questo”. Così Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

“Quello approvato oggi è un provvedimento di grande valore umano e civile, coerente con i principi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, e rappresenta un passo avanti decisivo per i diritti di questi ragazzi. I minori stranieri non accompagnati non potranno in alcun caso essere respinti alla frontiera, dovranno essere accolti in strutture dedicate e dotate di personale qualificato per la loro assistenza. A tutti saranno garantiti l'accesso al sistema Sprar, l'assistenza legale, il diritto alla salute e all'istruzione e percorsi di integrazione e di accompagnamento verso la maggiore età.

Con l'approvazione di questa legge – prosegue Beni – non si risolverà certo come d'incanto una situazione difficilissima, ma si mette un punto fermo su questioni fondamentali. È una norma che darà strumenti più efficaci alle tante associazioni e amministrazioni locali impegnate nella cura di questi ragazzi e renderà più civile il nostro Paese. Ora l'obiettivo è completare il percorso con una rapida approvazione definitiva della legge al Senato”.

13/10/2016 - 12:15

“È passato giusto un anno da quando la Camera approvò le nuove norme sull'accesso alla cittadinanza italiana per i figli di genitori stranieri nati in Italia o cresciuti fin da piccoli nel nostro Paese. La parte migliore dell'Italia celebrò quel risultato come una storica conquista civile, che finalmente adeguava le nostre leggi alla mutata realtà sociale rappresentando un passo avanti concreto per la vita di tante famiglie, per i diritti e la coesione delle nostre comunità”. Così Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

“Ma dopo un anno – prosegue Beni - tutto questo è solo un bel film perché il disegno di legge è ancora fermo in Senato, bloccato da una valanga di emendamenti della destra, e quasi un milione di ragazzi e ragazze restano cittadini di serie B, in attesa di vedersi riconosciuti i propri diritti. Non possiamo tradire le attese di quei giovani. Le forze politiche di maggioranza devono affrontare con determinazione la questione e garantire una rapida approvazione della legge. In gioco non c’è solo la tutela di una minoranza ma il futuro di una società migliore e più giusta”.

06/10/2016 - 11:59

“L’accordo annunciato dalla Figc con Intralot come sponsor delle Nazionali di calcio, comprese quelle giovanili, rappresenta un fatto gravissimo. Una scelta sbagliata che deve essere immediatamente rivista. Siglare un accordo con uno dei maggiori concessionari di slot e scommesse nel nostro Paese vuol dire andare nella direzione opposta rispetto al lavoro svolto finora per limitare la pubblicità dell’azzardo allo scopo di arginare il fenomeno della ludopatia e i danni sociali e sanitari che provoca. Scegliere il gioco d'azzardo come sponsor di uno degli sport più seguiti, anche da parte dei giovanissimi, è da irresponsabili. Auspico un immediato e puntuale intervento anche da parte del Governo e la calendarizzazione della proposta di legge sul divieto di pubblicità dell'azzardo sottoscritta da 200 deputati, ma adoggi ancora bloccata in Parlamento”.

Così Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

Pagine