31/10/2014 - 18:01

Con la legge 67/2014 che ha depenalizzato il reato di clandestinità, il Parlamento ha espresso in modo chiaro la sua volontà: ora il governo emani i necessari decreti per attuarla”. E’ quanto chiede Paolo Beni, deputato del Partito Democratico, il quale aggiunge: “per fortuna, il reato di clandestinità, stabilito dalla legge Maroni del 2011, è oggi depenalizzato e trasformato in violazione amministrativa. Come ben sappiamo, quella legge è stata inutile dal punto di vista della sicurezza pubblica e lesiva dei diritti umani. Il governo dia corso rapidamente alle nuove norme”.

 

31/10/2014 - 17:30

Ora rivedere Dublino III

“L’Europa metta al primo posto non la difesa delle frontiere ma la salvaguardia della vita umana”. E’ quanto auspica Paolo Beni, deputato del Partito Democratico, alla vigilia dell’avvio di Triton, “operazione da salutare con favore – aggiunge - perché coinvolge finalmente gli Stati europei che fino ad ora hanno guardato con distacco agli sforzi fatti dall’Italia con la missione Mare nostrum , che è stata un grande esempio di civiltà. I ministri Alfano e Pinotti hanno giustamente ricordato che il nostro Paese rispetterà le leggi del mare. Spero vivamente che questo basti ad evitare episodi drammatici come quello di Lampedusa. Ora il problema più urgente, ma non semplice come abbiamo visto, è la modifica del Regolamento di Dublino III: il problema del flusso migratorio nel Mar Mediterraneo deve essere affrontato in modo nuovo e collegiale da tutta l’Europa”. 

 

21/10/2014 - 18:34

“E’ sorprende la superficialità del vice-Presidente della Camera, il deputato pentastellato Luigi Di Maio, il quale oggi durante un’intervista ha detto che ‘il numero di immigrati stranieri è superiore al numero di emigranti italiani’, come se si potesse dimenticare che i primi fuggono dalle guerre e dalla fame. La sua affermazione mostra la scarsa conoscenza della questione immigrazione da parte dei 5S. Il fenomeno è ormai diventato strutturale e l’esodo dal continente africano continuerà per i prossimi decenni, come ci insegnano tutti i demografi. Chi non ha chiara questa situazione, non ha chiaro il problema e non può nemmeno permettersi di dare ‘ricette’. Ad esempio, Di Maio dice che solo ‘il 10% di quelli che arrivano sulle nostre coste ha diritto a restare qui’: si tratta di una valutazione completamente priva di fondamento perché gli stessi dati del ministero degli Interni ci dicono che la maggioranza degli arrivi via mare ha diritto alla protezione internazionale. Questo problema il nostro Paese lo sta affrontando anche è necessario l’intervento dell’Europa nel rivedere il trattato di Dublino. In definitiva, possiamo dire che il movimento di Peppe Grillo usa i peggiori luoghi comuni della xenofobia leghista, compreso l’allarme sociale e sanitario, del tutto inesistente, causato dagli sbarchi. Quindi, sull’immigrazione Lega e M5S sono ormai alleati nel fomentare la paura e il pregiudizio verso i migranti”.

Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

 

24/09/2014 - 18:32

«Vogliamo che la giornata del 3 ottobre sia dedicata al ricordo delle vittime innocenti del tragico naufragio avvenuto al largo di Lampedusa quasi un anno fa, perché la memoria di quella tragedia contribuisca a diffondere nel nostro paese, e in particolare nelle nuove generazioni, il senso della solidarietà civile e il rispetto della dignità umana”. Lo afferma il deputato del Pd Paolo Beni, che ha presentato la proposta di legge che istituisce il 3 ottobre quale “giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”, da oggi in discussione nella commissione Affari Costituzionali della Camera.

“Una giornata – spiega Beni - per contribuire ad affermare la consapevolezza del dovere dell'accoglienza e quel senso di comunità troppo spesso offuscato dai pregiudizi e dall’egoismo sociale. Ci sono circostanze in cui l’indifferenza e la passività non sono ammesse. Nonostante il prezioso intervento dell'operazione Mare Nostrum, quella tragedia continua a ripetersi con impressionante regolarità, e centinaia di migranti in fuga da guerre e persecuzioni perdono la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Un'emergenza che chiama la ribellione morale di chiunque abbia senso civico e rispetto della dignità umana. E impone alle istituzioni italiane ed europee di assumere le proprie responsabilità. Servono subito interventi più incisivi da parte di tutta l'Unione Europea per creare canali umanitari di ingresso, garantire il diritto all'accoglienza per i rifugiati e richiedenti asilo, contrastare il traffico di esseri umani.»

 

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