09/10/2015 - 18:18

“Sono stati circa 19,3 milioni i rifugiati ambientali nel mondo nel 2014. Una cifra che si stima possa arrivare a 250 milioni per il 2050, secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Tutte vittime di degrado ambientale, impoverimento delle risorse naturali, inquinamento, disastri naturali che impediscono loro di continuare a vivere nei territori di residenza. E a pagare il prezzo maggiore sono purtroppo i più poveri. I più vulnerabili sono proprio coloro che vivono nei paesi meno sviluppati, colpiti nel diritto di ogni abitante del pianeta ad avere accesso alle risorse naturali senza avere alcuna responsabilità nelle emissioni di gas serra che causano il riscaldamento globale. E’ una questione stringente di giustizia climatica che dobbiamo affrontare per evitare violenze, guerre, migrazioni di massa, sofferenze a milioni di persone. Gli effetti sono già sotto i nostri occhi: uno studio pubblicato dalla statunitense National Academy of Sciences indica il cambiamento climatico responsabile di una siccità prolungata tra le cause che hanno portato all’esplosione della guerra in Siria. Le istanze dei rifugiati ambientali devono essere presenti nella COP21, nel vertice Onu sul clima che si svolgerà a Parigi in dicembre, con un impegno concreto dei paesi membri e di quelli più ricchi in particolare per attenuare l’impatto dei disastri ambientali, per arrivare al riconoscimento dello status di rifugiato ambientale, e soprattutto per raggiungere obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra in modo da contrastare efficacemente i cambiamenti climatici”.

Lo dichiara Stella Bianchi, deputata Pd, presidente dell'intergruppo bicamerale per il clima Globe Italia, intervenuta oggi all’incontro dal titolo “Managing Mediterranean Migration” tenutosi nell’Aula Volpi dell’Università degli Studi Roma Tre.

30/09/2015 - 13:36

"Dieci regioni presentano questa mattina in Cassazione la richiesta di referendum abrogativo sull'art 38 dello Sblocca Italia che riguarda le trivellazioni nel nostro Paese. Lo diciamo da tempo. Il futuro dell'energia e la vocazione dell'Italia non è nella ricerca di idrocarburi nel nostro Paese, tanto più visto che le potenziali riserve stimate sono molto scarse e il prezzo del petrolio è precipitato.

Chiediamo al governo come parlamentari impegnati per il clima nell'intergruppo Globe Italia di avviare una moratoria sulle norme relative alle trivellazioni dello Sblocca Italia e di far partire una revisione della strategia energetica nazionale.

A dicembre si apre a Parigi un vertice Onu decisivo per il clima, Stati Uniti e Cina prendono impegni consistenti per la riduzione delle emissioni di gas serra come già ha fatto l'Europa proprio per l'impegno del nostro governo nell'adozione del pacchetto clima energia 2030 durante il semestre di presidenza italiano. È il momento di tradurre gli impegni in azioni concrete nel nostro Paese". Lo dichiara Stella Bianchi, deputata Pd, presidente dell'intergruppo bicamerale per il clima Globe Italia.

18/09/2015 - 18:35

“La Ue verso Parigi ha una buona base di partenza, frutto della determinazione del Governo italiano che nel semestre di Presidenza europea ha portato all’approvazione del pacchetto clima energia con una riduzione di almeno il 40 per cento di CO2 al 2030, rispetto al 1990”, così Stella Bianchi (PD) membro della Commissione Ambiente della Camera commenta la posizione dell’UE alla COP21 di Parigi concordata oggi dai Ministri dell’Ambienbte a Bruxelles. 
“Molto importante”, prosegue Bianchi, “è l'orizzonte di lungo periodo, da raggiungere con politiche precise e scadenzate, con l'obiettivo di decarbonizzazione completamente entro la fine del secolo. L'Europa può e deve essere più ambiziosa nelle politiche per il clima e puntare a riduzioni più consistenti della CO2, anche per spingere in una competizione positiva i paesi più scettici. E’ stato già un grande risultato l'impegno a ridurre la CO2, formalizzato dall’insieme dei paesi che rappresentano oltre il sessanta per cento delle emissioni totali. Molto rimane ancora da fare perché il vertice Onu di Parigi marchi il successo di cui il pianeta ha bisogno, un punto di inizio essenziale per un futuro sostenibile”.

04/08/2015 - 15:24

Obama annuncia una svolta straordinaria: una riduzione consistente delle emissioni di co2 dalle centrali elettriche, da quelle a carbone innanzitutto, pari al 32% al 2030 rispetto al 2005 e soprattutto porta gli Stati Uniti alla guida dell’impegno mondiale contro i cambiamenti climatici rispondendo con ciò anche ad un obbligo morale riprendendo le stesse parole di papa Francesco.

Ci avviamo ora verso il vertice Onu di Parigi del dicembre prossimo con una fortissima spinta in più verso il raggiungimento di un accordo globale vincolante di riduzione delle emissioni che contenga l’aumento della temperatura media globale a non oltre i 2 gradi rispetto ai livelli precedenti alla rivoluzione industriale. Ora la palla torna di nuovo anche a noi, all’Italia e all’Europa tutta e certamente non possiamo giocare di rimessa nella sfida del futuro.

E’ il momento anche per noi di immaginare limiti alle emissioni di gas serra dalle centrali e di arrivare ad un sistema efficace per attribuire un costo al carbonio che sia, finalmente, il funzionamento del sistema europeo di scambio di quote di emissioni o una vera e propria carbon tax che dia alle imprese il giusto segnale di prezzo per orientare i propri investimenti. E dobbiamo promuovere in modo sistematico l’energia e l’industria del futuro, alzando oltre il 27% gli obiettivi per le rinnovabili e l’efficienza energetica del pacchetto clima energia al 2030, adottato nel semestre di presidenza italiana, e adottando una politica industriale con gli incentivi opportuni a sostegno delle tecnologie e attività a bassissimo impatto di carbonio. 

08/07/2015 - 18:02

Presentata mozione Pd, governo sia protagonista al vertice Onu a Parigi

Oltre centotrenta deputati del Pd chiedono al governo di essere protagonista nel vertice Onu di Parigi per raggiungere un accordo globale vincolante di riduzione delle emissioni di gas serra in grado di contenere a non più di due gradi l'aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli precedenti alla rivoluzione industriale.

Hanno firmato la mozione, tra gli altri, Ettore Rosato, Lorenzo Guerini, Ermete Realacci, Enrico Borghi, Chiara Braga, Roberto Giachetti, Marina Sereni, Guglielmo Epifani, Enzo Amendola, Emanuele Fiano, Matteo Richetti, Lorenza Bonaccorsi, Walter Verini, Alessia Rotta, Andrea Martella e Silvia Fregolent.

“Alla necessaria e forte azione di mitigazione e quindi di riduzione delle emissioni di gas serra dovuti all'uso di combustibili fossili, carbone, petrolio e gas, deve accompagnarsi l'adozione della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l'attuazione di un piano nazionale con risorse e interventi specifici per mettere in sicurezza il nostro territorio. Strategiche sono le azioni dei sindaci e delle amministrazioni locali per rendere le città più intelligenti nel fornire servizi con un uso efficiente delle risorse naturali e dell'energia e resilienti di fronte all'impatto dei cambiamenti climatici. Va ripensato il nostro modo di produrre energia con una attenzione anche alla strategia energetica nazionale e avviata una politica industriale che promuova tecnologie e attività economiche a bassissimo impatto di carbonio. Qui si giocherà il futuro, nella nuova economia a bassissime emissioni di carbonio, qui si apriranno nuovi mercati e l'Italia dovrà essere in prima fila”.

Lo dichiara Stella Bianchi, deputata Pd, membro della commissione Ambiente e prima firmataria della mozione sottoscritta da oltre 130 deputati del Pd.

08/06/2015 - 19:12

Il G7 appena concluso in Germania segna un successo importante per il clima. I leader dei sette paesi industrializzati hanno messo nero su bianco nel comunicato finale il loro impegno a rispettare l'obiettivo 'non più di due gradi' ossia a contenere le emissioni climalteranti in modo da rimanere al di sotto dei due gradi di aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli precedenti alla rivoluzione industriale, soglia prudenziale fissata dagli scienziati per evitare impatti catastrofici. I grandi del G7 si sono impegnati a condurre una azione urgente e concreta per affrontare il cambiamento climatico con una riduzione delle emissioni al 2050 del 40 - 70 per cento rispetto ai livelli del 2010 e con un impegno a decarbonizzare l'economia globale per la fine del secolo. Tutto fa pensare che una decisione come quella di oggi possa incoraggiare ad un maggior rispetto del clima anche paesi come la Cina che non sono membri del G7, ma hanno un ruolo chiave per contrastare i cambiamenti climatici. Intanto, arriva oggi dal G7 un segnale molto chiaro di impegno per il clima che ha grande importanza verso il vertice di Parigi delle Nazioni unite dove dovrà essere raggiunto un accordo globale vincolante di riduzione delle emissioni.

Lo dichiara Stella Bianchi deputata Pd, membro commissione ambiente, presidente Globe Italia per il clima.

05/05/2015 - 17:57

Accolto odg su air gun, controlli fino a eventuale divieto 

“Ora tempi certi per l’approvazione definitiva della legge sui reati ambientali, attesa da decenni in ogni regione italiana e che darà alle forze dell’ordine e alla magistratura gli strumenti necessari di accertamento e repressione di crimini gravi come il disastro ambientale, l’inquinamento ambientale, l’impedimento al controllo, il traffico e l’abbandono di materiali ad alta radioattività”. Lo chiede la democratica Stella Bianchi dopo il nuovo passaggio della legge al Senato per il via libera definitivo.

“Abbiamo eliminato dal testo una norma introdotta inopinatamente in Senato che puniva come reato una delle tecniche utilizzate per la ricerca di idrocarburi in mare, quella nota come air gun. Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che siano comunque necessarie verifiche approfondite e monitoraggi attenti sugli impatti ambientali di questa tecnica particolarmente invasiva che ha, secondo numerosi studi, impatti potenzialmente molto dannosi sulla fauna marina e quindi sulla biodiversità essenziale all’equilibrio dell’ambiente nel quale viviamo e su attività economiche importanti come la pesca. Il governo ha accolto un ordine del giorno del Partito democratico, a mia prima firma, con l’impegno a procedere, qualora si rendesse necessario, ad una razionalizzazione e normazione del suo utilizzo ed eventualmente al divieto della tecnica dell’air gun”. 

 

17/12/2014 - 19:54

Oggi audizioni Gnudi e Carrubba, quadro preoccupante

“Una azienda efficiente con enormi problemi ambientali che si è iniziato ad affrontare e drammatici problemi nella cassa che non dà certezze sugli stipendi oltre dicembre e nel pagamento ai fornitori. Questo il quadro di Ilva tracciato dalle parole del commissario Gnudi e del subcommissario Carrubba in commissione ambiente e attività produttive alla Camera. Un quadro che rende necessario, ancora una volta, un intervento significativo come quello al quale il governo sta lavorando, annunciato per il prossimo consiglio dei ministri, per non perdere le potenzialità concrete di efficienza e sicurezza ambientale del complesso siderurgico e consentire quindi a Ilva di operare tenendo ferma la priorità del risanamento ambientale, trascurata in modo colpevole negli anni della gestione Riva. A ora sono state attuate il 75% delle prescrizioni disposte dall’Aia ma mancano gli interventi più significativi, come segnala il subcommissario Carrubba, quelli più onerosi sul piano finanziario e anche in termini di autorizzazioni locali richieste. L’Ilva è una questione nazionale di importanza strategica e sembra davvero paradossale il rischio, confermato da Gnudi, che si arrivi ad un taglio delle forniture di gas dell’Eni alla fine di questo mese e ci auguriamo possa essere trovata una soluzione che consenta il mantenimento dell’attività”.

 

12/11/2014 - 13:44

“Un accordo storico questo tra Usa e Cina, i paesi più inquinanti del pianeta, che prevede nuovi limiti per le emissioni del gas serra, nuovi target di riduzione delle emissioni di carbonio per fermarne l'aumento

entro il 2030, per la prima volta accettati anche dal colosso cinese. Un accordo che va nella direzione di quella politica che l’Italia e il resto dell’Europa hanno già avviato da tempo e confermato con l’adozione del pacchetto clima energia 2030 .

Un ottimo segnale in vista dell’accordo globale delle emissioni che dovrà esser raggiunto a Parigi nel 2015.

Il mondo sta cambiando verso. Siamo la prima generazione a subire gli impatti dei cambiamenti climatici e abbiamo ormai la consapevolezza che siamo anche l’ultima a poterli fermare”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Stella Bianchi, componente della commissione Ambiente e presidente del Globe Italia.

 

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