15/06/2016 - 20:53

Riforma in Aula la prossima settimana con contributo di tutti i gruppi

“Un solo provvedimento anziché due decreti: il nuovo Bilancio dello Stato sarà snello semplice e moderno”. Lo dichiara Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio per commentare l’approvazione, da parte della commissione stessa, della riforma del bilancio.

“Scompaiono – spiega - le misure localistiche e micro-settoriali che caratterizzavano le maratone notturne. D’ora in poi, la legge di Stabilità sarà infatti composta solo da misure macroeconomiche. Si va dalla cancellazione delle clausole di salvaguardia, all'introduzione del Bes (indicatore di bilancio equo e sostenibile), dalla garanzia delle risorse su 5 e 8 per mille alla relazione annuale sul bilancio di genere. Ci sarà trasparenza sui derivati inseriti in bilancio e quadri prospettici semplici per la lettura congiunta di missioni programmi e azioni”, conclude.

14/04/2016 - 12:14

“I dati Istat confermano la percezione più volte segnalata dall'Italia nel contesto europeo. Se il Quantitative Easing ha dimostrato di essere fondamentale per evitare speculazioni sui titoli sovrani, la massa di moneta non scende attraverso il sistema bancario al piano di sotto, alle imprese e alle famiglie. Nonostante la spinta italiana con provvedimenti finalizzati all'aumento dei consumi, per 22 città la deflazione non ha lasciato scampo, in misura maggiore ad alcune città del mezzogiorno.

E' necessario rilanciare i consumi attraverso l'aumento della massa di moneta circolante finalizzata all'aumento vero e proprio di denaro nelle tasche di più gente possibile. Siamo nella spirale perversa che porta molti consumatori a non spendere e alle imprese a ridurre gradualmente i magazzini, adattando al ribasso anche i cicli produttivi con il risultato di vendere i beni a prezzi inferiori, pagando prestazioni d'opera meno di quanto costavano alcuni anni fa.

Da questa spirale pericolosa a cui l'Europa e l'Italia non sono abituate si esce con una doppia manovra: aumento della massa monetaria a famiglie e imprese, mentre oggi è disponibile soprattutto per il sistema a causa delle crisi finanziarie vissute, e un grande piano di investimenti pubblici. L'UE non può più restare a guardare”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. 

01/04/2016 - 21:30

Svolge un lavoro serio e rigoroso

“Le responsabilità penali le accerta la magistratura e se qualcuno ha sbagliato ne risponderà in tribunale. Le responsabilità politiche, invece, mi sembra siano state con dignità assunte dal Ministro Guidi. Adesso, però, trascinare nel tiro al bersaglio anche il Ministro per i Rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi, che per suo dovere istituzionale porta nelle commissioni emendamenti e provvedimenti presentati dal governo, mi sembra non solo ingeneroso, ma profondamente ingiusto. E lo dico dopo aver nettamente disapprovato, a suo tempo, l'abitudine d'infarcire le leggi finanziarie dello Stato con provvedimenti che nulla avevano a che vedere con la contabilità pubblica. L'ho detto allora per tutti i provvedimenti che si volevano presentare oltre le misure macroeconomiche del Governo e lo ridico oggi, anche se la situazione per fortuna è cambiata e le leggi di bilancio italiane, su cui stiamo lavorando tutto insieme, diventeranno tra le più trasparenti e rigorose al mondo. Detto questo, poiché credo che in politica come nella vita per essere credibili occorra essere onesti e giudicare senza il paraocchi, non posso, per la mia testimonianza di presidente della commissione Bilancio della Camera, non sottolineare il rigore che il Ministro Boschi ha sempre dimostrato nel suo lavoro di raccordo con la commissione parlamentare. Negare l'evidenza dei fatti e gettare tutto e tutti nel tritacarne mediatico non è un esercizio di democrazia né di civiltà”. Così Francesco Boccia, di presidente della commissione Bilancio della Camera.

01/03/2016 - 21:30

Svolge un lavoro serio e rigoroso

“Le responsabilità penali le accerta la magistratura e se qualcuno ha sbagliato ne risponderà in tribunale. Le responsabilità politiche, invece, mi sembra siano state con dignità assunte dal Ministro Guidi. Adesso, però, trascinare nel tiro al bersaglio anche il Ministro per i Rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi, che per suo dovere istituzionale porta nelle commissioni emendamenti e provvedimenti presentati dal governo, mi sembra non solo ingeneroso, ma profondamente ingiusto. E lo dico dopo aver nettamente disapprovato, a suo tempo, l'abitudine d'infarcire le leggi finanziarie dello Stato con provvedimenti che nulla avevano a che vedere con la contabilità pubblica. L'ho detto allora per tutti i provvedimenti che si volevano presentare oltre le misure macroeconomiche del Governo e lo ridico oggi, anche se la situazione per fortuna è cambiata e le leggi di bilancio italiane, su cui stiamo lavorando tutto insieme, diventeranno tra le più trasparenti e rigorose al mondo. Detto questo, poiché credo che in politica come nella vita per essere credibili occorra essere onesti e giudicare senza il paraocchi, non posso, per la mia testimonianza di presidente della commissione Bilancio della Camera, non sottolineare il rigore che il Ministro Boschi ha sempre dimostrato nel suo lavoro di raccordo con la commissione parlamentare. Negare l'evidenza dei fatti e gettare tutto e tutti nel tritacarne mediatico non è un esercizio di democrazia né di civiltà”. Così Francesco Boccia, di presidente della commissione Bilancio della Camera.

 

27/02/2016 - 10:59

Da Renzi-Juncker auspicata ripartenza

"Da un lato il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici che ribadisce l'importanza della politica monetaria della Bce per lo stimolo alla ripresa economica, dall'altro il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Shäuble che definisce la politica monetaria troppo accomodante e ribadisce la sua contrarietà a un pacchetto di stimoli da parte del G20 per contrastare la crescita". Lo dice Francesco Boccia del Pd, presidente della commissione Bilancio della Camera.
 "In Cina durante il G20 - prosegue Boccia - va in scena l'inconcepibile divisione europea e l'incapacità dei grandi della terra nel contrastare il rallentamento nonostante i rischi maggiori siano sotto gli occhi di tutti: la deflazione che si radica nelle economie più avanzate. E la correzione probabile al ribasso della crescita mondiale nel 2016 prevista al 3%. 
 È evidente che serve un surplus di azione politica in Europa su una linea chiara a favore di stimoli fiscali e monetari in grado di affiancare una nuova stagione di investimenti. Mai come in questo momento servono politiche espansive. Senza la certezza di creare aspettative di maggior benessere il rischio maggiore sociale ed economico è proprio in capo all'Europa. L'area Euro resta sofferente rispetto all'Europa a 28 e rispetto agli USA. Sia sul Pil che sull'inflazione. Con l'Eurozona addirittura sotto 0,3% di inflazione nonostante gli sforzi Bce per riportarla al 2%. 
Non capirlo sarebbe una gravissima responsabilità politica. E la strada resta solo una, far cambiare visione sulle politiche per la crescita all'Europa. L'incontro tra Renzi e Juncker potrebbe rappresentare l'inizio di un nuovo proficuo confronto. Speriamo lo capiscano a Pechino in queste ore anche i principali rappresentanti economici europei".

22/01/2015 - 20:07

Scelta acquisto titoli è segnale importante alla vigilia delle elezioni in Grecia

“La risposta della Bce alla crisi, 60 mld al mese per l’acquisto di titoli fino a settembre 2016, mostra l’attenzione di Mario Draghi - che ha fatto bene a dare questo segnale alla vigilia delle elezioni greche - alle complessità finanziarie comuni. E’ evidente che l'acquisto di titoli di Stato, che avverrà comunque seguendo i criteri di condivisione dei rischi con le banche nazionali dei paesi interessati, non può certo cambiare il corso delle politiche sociali ed economiche. Mentre applaudiamo al coraggio del presidente della Bce, che mantiene in equilibrio i mercati nonostante la crisi, è sempre più chiaro che senza maggiore coraggio da parte dei Governi, sulla condivisione dei rischi connessi al debito e sulle politiche di sviluppo, l’Europa rischia di non uscire dal tunnel”.

Così il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia.

 

21/01/2015 - 19:44

Riforma sistema creditizio richiede idea del capitalismo che vogliamo, altrimenti è rischiosa per il nostro sistema produttivo

“Si chiariscono sempre di più i contenuti della proposta del Governo  per la riforma delle Banche popolari e sempre più non si comprende come la governance delineata  possa sbloccare il credito alle imprese”. Lo dice il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, il quale nota che “il DL riguarda gli assetti di 10 banche italiane, 7 quotate più altre 3 e, intanto, si comprenderebbe di più il provvedimento (non di certo il decreto legge che resta assolutamente ingiustificato) se facesse riferimento alle sole quotate. Invece propone un meccanismo che coinvolge anche le 3 non quotate. Il capitalismo italiano è caratterizzato da centinaia di migliaia di piccole imprese con rapporti molto territoriali. Le popolari non quotate e le piccole banche locali hanno un loro cordone ombelicale con gli oltre 200 territori italiani superiori al numero di province che fatturano dai 300 ai 500 milioni di euro. Quella funzione straordinaria è svolta dalle popolari e questo decreto di fatto le annacqua in un tentativo indistinto di intercettare nuovi investitori”. Boccia aggiunge che “la riforma del sistema creditizio è indispensabile ma va fatta con una idea precisa di come si voglia riformare il sistema capitalista nel suo insieme. E’ sbagliata, insomma, la strada di interventi non organici per rincorrere il mercato bancario europeo, soprattutto perché non abbiamo  l’armonizzazione delle regole fiscali e giuridiche nei paesi Ue”.

 

20/01/2015 - 20:29

“Nell’attesa di conoscere i dettagli del Decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri sulla riforma delle grandi banche popolari, mi pare che il cuore del testo sia l’accorpamento di dieci istituti. Vedremo cosa ci propone il Governo che al termine del Cdm ha ridimensionato l'intervento escludendo le BCC e le popolari più piccole. E’ certo che serve un confronto per riformare il credito alle imprese, sarebbe una grande occasione per tutti, soprattutto al tempo della crisi. Speriamo che questo provvedimento, che di certo non diminuisce il numero dei banchieri, serva a rendere trasparente il mercato del credito e le strategie bancarie nel nostro sistema. Più che la governance, è necessaria una riforme del credito e questa operazione non assicura che arrivino presto soldi alle imprese: impegniamoci quindi ad aiutare le piccole e medie imprese a ristrutturare il debito a breve termine in debito a medio e lungo dai venti ai trent'anni con una maxi garanzia dello Stato.La carenza di liquidità nelle imprese va affrontata con profonde ristrutturazioni accompagnate dallo Stato e dal sistema bancario. Gli imprenditori non aspettano altro e ne sarebbero sicuramente felici”. Lo afferma il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, il quale aggiunge: “dobbiamo fare presto anche se, alla vigilia della nuova elezione del Capo dello Stato, sarebbe prudente limitare l’uso della decretazione d’urgenza”.

 

19/01/2015 - 19:50

Si apra il dibattito anche in Italia

“L’Italia prenda lezione dal coraggio di Barak Obama che ha annunciato la sua sfida ai repubblicani e alle disuguaglianze proponendo un aumento delle tasse per i contribuenti più ricchi, in particolare sui redditi derivanti dal capitan gain, anche per le istituzioni finanziarie piu' solide, per finanziare allo stesso tempo tagli delle tasse e agevolazioni fiscali per la classe media. Di fatto Obama propone una scelta di campo, difende il lavoro e tassa le rendite improduttive o maggiormente speculative se non reinvestite nell’impresa”. Lo dice il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, il quale sostiene che “il nodo della redistribuzione dei redditi è cruciale e va aggredito con le uniche misure in grado di garantire un riequilibrio, cioè la tassazione delle nicchie fiscali su cui si concentrano le nuove ricchezze. E’ evidente nell’analisi dell’ultimo decennio come ci sia una concentrazione di ricchezza senza precedenti nelle mani di pochi. E’ un dibattito che in Italia va aperto, anche se non piace a tutti”.

 

10/10/2014 - 18:18

“La giornata di oggi conferma la straordinaria centralità dei piccoli comuni per il Pd. Per noi l'intelaiatura della Repubblica poggia su quei campanili centenari. L'attività inesauribile soprattutto dei 5.600 comuni sotto i 5.000 abitanti danno il senso di come la politica sia innanzi tutto sevizio. Il nostro impegno attraverso la proposta di legge, primo firmatario Realacci, in questa legislatura è molto determinato a far sì che si completi l'iter in entrambi i rami del Parlamento (in passato si era sempre arenata al Senato)”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia.

“Con il presidente Realacci  - prosegue Boccia - abbiamo deciso di seguire l'iter di approvazione con il lavoro congiunto anche della commissione Bilancio proprio per dare il senso di una sorta di quadro di riferimento per i piccoli comuni e per la salvaguardia e la valorizzazione dei territori che va al di là delle competenze specifiche dell'ambiente o della pubblica amministrazione. E il ricco dibattito di oggi con la presenza di tantissimi amministratori l'ha dimostrato. Ora il nostro impegno è di accelerare l'iter in Parlamento provando anche, così come ribadito anche dal nostro capogruppo alla Camera Roberto Speranza, a dare segnali chiari già nella prossima legge di stabilità”.

 

07/10/2014 - 12:10

Venerdì 10, ore 10, Sala della Regina, Montecitorio

Un'idea di Italia che vuole affrontare la crisi valorizzando i talenti legati ai territori e alle comunità, puntando sull'innovazione, sulla conoscenza, sull'identità, sulla bellezza: è questo il senso della proposta di legge, di cui è primo firmatario il deputato democratico Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, che sarà al centro del convegno promosso dal Gruppo del Partito democratico della Camera, venerdì 10 ottobre, alle ore 10, presso la Sala della Regina a Montecitorio.

Un testo di legge voluto fortemente dal gruppo Pd ma condiviso da parlamentari sia della maggioranza sia dell’opposizione.

I quasi 5.700 Piccoli Comuni italiani amministrano più della metà del territorio nazionale e in essi vivono oltre 10 milioni di persone. Sono presidi fondamentali del nostro territorio della coesione sociale, di culture e rappresentano il retroterra di tante economie di qualità, dall’agroalimentare al made in Italy, al turismo. E contrastare l’indebolimento delle comunità e valorizzare le vocazioni territoriali è proprio l’obiettivo di questa iniziativa legislativa del Gruppo Pd.

All’appuntamento di venerdì saranno presenti il Presidente del gruppo Pd Roberto Speranza, il presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci, il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, parlamentari Pd, rappresentanti di Coldiretti, di Legambiente, Anci e sindaci di alcuni piccoli comuni.

Per accrediti stampa chiamare 06.67603848-3729  

 

23/09/2014 - 20:38

Il presidente della commissione Bilancio interviene al dibattito con il premio Nobel Stiglitz

“Il Pil ideale del premio Nobel Joseph Stiglitz potrebbe anche essere il nostro, ma ci arriveremo forse quando saremo tutti un po’ più vecchi. Oggi dobbiamo darci con urgenza e senza ipocrisia alcune risposte su questa Europa. Le regole europee, in presenza di una perdurante bassa crescita e deflazione, funzionano senza poter utilizzare leva fiscale, a causa del patto di stabilità, e leva monetaria? Il caso congiunto di pareggio di bilancio e regola sul debito ne è la dimostrazione. In presenza di un sostanziale equilibrio di bilancio la crescita del Pil nominale tende a ridurre il rapporto debito/Pil. Il problema si pone, però, quando il Pil nominale si riduce. Un evento che in Italia è capitato solo 3 volte dal dopoguerra, ma solo e sempre dal 2008! Questa è la gravità della condizione attuale: 3 volte in 5 anni. Nel 2009, 2012, 2013 e speriamo non si ripeta anche per il 2014. Ne usciamo solo intervenendo ora e con forza. Abbassando le imposte e dicendo con chiarezza in Europa che due leve, come fisco e politica monetaria, non possono essere commissariate. Guidiamo noi il semestre, tocca a noi far cambiare rotta all'Europa”.

Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, intervenendo alla Lectio Magistralis a Montecitorio di Joseph Stiglitz, economista premio Nobel.

 

22/09/2014 - 15:42

“Inquietante è la ricostruzione fatta dalla procura di Trani sul declassamento del debito italiano ad opera delle agenzie di rating. La politica non può rimanere inerte. Lo straordinario lavoro della magistratura merita un approfondimento in sede politica e parlamentare. Sarebbe auspicabile se tutte le forze parlamentari si attivassero per un'operazione verità. Nel frattempo, pur in attesa del giudizio finale di un processo, non si può non ringraziare la procura di Trani per la seria attività d'indagine svolta”.

Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia.

 

18/09/2014 - 13:55

“Se prossime aste confermeranno dato, politica espansiva per far tornare ‘a bere il cavallo’”

“L’ammontare di 82,6 miliardi della prima nuova asta Tltro, su una previsione fra 100 e 150 miliardi e quindi largamente al di sotto delle attese, indica con chiarezza che, come si usa dire in gergo finanziario, il cavallo non beve. Le banche non hanno pienamente sfruttato infatti l’offerta della Bce. Il dato deve far riflettere sulla condizione del reale rapporto tra finanza ed economia reale in Europa. Certo, è la prima asta da qui al 2016, ma il dato non conforta. Se anche questi Tltro non dovessero centrare gli obiettivi dichiarati dalla Bce di 1000 miliardi in più, all’istituto centrale europeo non resterebbe che il lancio di un vasto programma di acquisto di titoli, il quantitative easing. Ma è evidente che per far tornare ‘a bere il cavallo’ la strada maestra resta quella di una vera e propria politica espansiva a tutti i livelli. Non capire neanche questo segnale sarebbe per la politica molto grave”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia.

 

16/09/2014 - 20:36

Multinazionali del web paghino le tasse nei paesi in cui fanno profitti

“La portata straordinaria dell’economia digitale sui commerci, sui servizi e sulla produzione di valore di numerosi settori economici è ormai sotto gli occhi di tutti. Come dimostra l’ampio dibattito parlamentare italiano, lo studio della commissione Ue e lo stesso dibattito tra numerosi Stati degli Usa, così com’è cambiata la società al tempo dell’economia digitale deve necessariamente cambiare l’intelaiatura fiscale che regola i rapporti tra Stati nazionali, società e imprese. Ad un tema così complesso ci si approccia con la chiarezza, la determinazione e il rigore tipici dell’analisi dei fenomeni economici, così come avviene da qualche anno in pochissimi centri di ricerca economici nel mondo e, per la verità, anche in pochissimi parlamenti, a partire da quello italiano. La soluzione indicata è semplice così com’è facilmente comprensibile la rivoluzione sui comportamenti e il funzionamento delle imprese. Non importa dove le imprese hanno la loro sede, importa dove vendono e fanno profitti. La tassazione va, dunque, spostata tutta sulle imposte indirette, sulle cosiddette ‘consumption taxes’, a partire dalle Sales taxes, dalla V.a.t. (per come funzionano negli USA) e l’Iva in Europa. Esattamente la soluzione prospettata dal Parlamento italiano nel 2013. Speriamo che questa ennesima consapevolezza declamata non si trasformi nell’altrettanto ennesima resistenza dimostrata fino a questo momento dalle Ott e dalle stesse istituzioni compiacenti”.

Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, commenta il documento concordato sul tema dell'ottimizzazione fiscale da Ocse e G20.

 

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