06/08/2014 - 20:17

Legge stabilità 2015 espansiva. Accelerare nuova TLTRO della BCE

“Ha ragione il premier: il futuro dipende da noi. Dobbiamo invertire la rotta. Allora diamo il giusto nome alla malattia: deflazione. Sarebbe opportuno anticipare il voto in Parlamento della nota di aggiornamento del DEF nella prima metà di settembre, per consentire al governo di costruire una legge di stabilità fortemente espansiva, in linea con gli obiettivi del premier e, nello stesso tempo, chiediamo in Europa di accelerare la nuova Targeted long term refinancing operation (TLTRO) della Bce. Le polemiche in queste ore servono solo ad alimentare un caos di cui il Paese non ha bisogno. Serve trasparenza e chiarezza. Prima della cura è necessario condividere le diagnosi: l’Italia, in tanti lo ripetiamo da mesi, è tecnicamente in deflazione e serve una cura straordinaria per una condizione inedita e mai vissuta prima.

Per noi oggi la deflazione – crescita zero, inflazione zero, bassissimi tassi di interesse, poca liquidità nel sistema - è una spirale perversa che porta la gente a chiedere meno soldi per il lavoro che svolge; questa condizione porta a spendere meno, a non fare spese superflue. La condizione generale del paese può e deve essere aiutata da chiare politiche economiche espansive e da nuove politiche europee. Con la riduzione in atto dei prezzi dei beni di consumo (a luglio l’inflazione è stata allo 0.1%) e la parallela riduzione in alcuni comparti anche del valore dei servizi e dei compensi, non si può intervenire solo con tagli di spesa, spero sia chiaro a tutti. Il debito nel suo complesso aumenta, come aumenta quello delle famiglie. E senza crescita sarà sempre peggio. È necessario chiedere alla Bce l’anticipazione dei tempi per le operazioni di Quantitative Easing in Europa, sulla falsariga di quella Usa, l'unica possibilità di allargamento della massa monetaria. Abbiamo urgenza che torni a circolare liquidità e che risorse vere attraverso le banche arrivino alle imprese e alle famiglie. Se noi in Italia con tassi di interesse in calo, riduzione del pil, riduzione dei salari e del valore dei beni, con scarsa liquidità nel sistema facciamo solo dei tagli indiscriminati della spesa pubblica, passiamo dalla disinflazione alla deflazione (ormai in atto), innescando una spirale perversa con gravissime ripercussioni negative per l'economia”.

Così Francesco Boccia presidente della commissione Bilancio della Camera.

 

29/07/2014 - 15:59

Incontro con con Thorsten Schäfer-Gümbel, vice segretario SPD

Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, è intervenuto in Sala Aldo Moro di Montecitorio in occasione dell’incontro sulle “Banche in Europa” con Thorsten Schäfer-Gümbel, vice segretario SPD, organizzato da Laura Garavini, presidente del Gruppo Interparlamentare Italo-Tedesco.

Boccia ha sottolineato come “non sia più tempo di rinviare le decisioni connesse al ruolo delle banche in Europa. È necessaria, subito, l’unione bancaria insieme a quella fiscale, una vera vigilanza bancaria unica e pari condizioni di partenza. Le banche tedesche, tra i 64 miliardi di ricapitalizzazione e gli 80 miliardi di crediti deteriorati, hanno avuto un intervento diretto e indiretto dello Stato superiore a 144 miliardi (pari al 5.5% del Pil tedesco). In Italia, Mps a parte, gli interventi sono stati pari a zero. Ci sono 130 miliardi di sofferenze, per un rapporto tra raccolta (1.724 mld) e impieghi (1.837 mld) sbilanciato su questi ultimi; i crediti deteriorati vanno tolti dai bilanci delle banche, con veri vantaggi fiscali, e tutto questo non deve incidere per le coperture sul patto di stabilità, così come non sono più rinviabili le altre deroghe al patto connesse agli investimenti pubblici.

Come siamo stati rigorosi con le banche sull’anatocismo, tema che deve essere normato in UE nello stesso identico modo, così sottolineo che su questo tema le banche italiane hanno tutto il nostro sostegno. Le nuove TLTRO (Targeted long term refinancing operations) della Bce, per oltre 1.000 mld, devono trovare terreno fertile e banche pronte a girare effettivamente le risorse a famiglie e imprese.

Un appunto finale, invece, alle banche tedesche: non si sono fidate e, dal 2008 a oggi, hanno più che dimezzato la loro esposizione con l’Italia. Questo, anche per i nostri comuni rapporti, è stato un grave errore: devono fidarsi e investire nel nostro Paese, sarebbe il primo passo di una vera stagione nuova”. 

 

25/07/2014 - 20:04

Tema del dibattito:”Contrastare i poteri delle banche in Europa o coinvolgerle nelle strategie per superare la crisi?”, partecipano Garavini, Boccia, Buttiglione

Martedì 29 luglio, alle ore 11.00, presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio si terrà un incontro, promosso dalla Presidente del Gruppo Interparlamentare Italo-Tedesco, Laura Garavini, sul tema: “Contrastare i poteri delle banche in Europa o coinvolgerle nelle strategie per superare la crisi?”. Oltre al vicepresidente dell’Unione Interparlamentare, Rocco Buttiglione, e al presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, interverrà il Vice Segretario della SPD, Thorsten Schäfer-Gümbel. Modera Tilmann Kleinjung, corrispondente e caporedattore della Radio Pubblica Tedesca ARD a Roma.

 

24/07/2014 - 21:11

E’ operazione ‘verità’ e costi di funzionamento Camera sarebbero più bassi della media Ue

“E’ passato all’unanimità un nostro ordine del giorno che impegna la presidenza della Camera ad avviare un confronto con i rappresentanti dell'altro ramo del parlamento sull’ipotesi di istituire un ente previdenziale unico e comune, con propria dotazione finanziaria e autonomia contabile, per la gestione dei contributi pensionistici del personale di Camera e Senato e degli stessi parlamentari. E’ auspicabile che gli altri organi costituzionali seguano lo stesso percorso”.

E’ quanto rende noto Francesco Boccia, deputato democratico e presidente della commissione Bilancio, il quale aggiunge: “da anni insistiamo perché sia adottata questa soluzione. Si tratta di un’operazione di ‘verità’: in questo modo, infatti, le spese effettive connesse ai trattamenti previdenziali (circa il 36% dell’intero Bilancio Camera) sarebbero evidenziate con chiarezza, distinte dagli altri capitoli relativi al funzionamento delle due istituzioni e scorporate dai bilanci interni. Quello della Camera sarebbe decurtato di 374 milioni, passando da l miliardo e 37 milioni a 663 milioni e si attesterebbe al di sotto della media dei grandi paesi europei”. 

 

24/07/2014 - 14:37

“L’anatocismo è stato cancellato dal Decreto Competitività, è una vittoria del buon senso. Il Pd è stato sempre contrario alla capitalizzazione degli interessi sugli interessi, una norma definita illegittima anche dalla Corte Costituzionale. Avevamo già cancellato l’anatocismo nella scorsa legge di Stabilità, quando riuscimmo a trasformare una mia proposta di legge, che aveva raccolto più di 45 firme, tra cui quelle delle attuali ministre Boschi e Madia, in un emendamento approvato all`unanimità. Ed è stato così anche stavolta.

Il PD per anni si è fatto portavoce di questa battaglia, trovando fisiologiche resistenze nelle banche, e scontrandoci con l’ostilità dei governi di centrodestra; bizzarro che oggi Lega e Fdi-An brindino alla cancellazione della norma sempre difesa dai loro governi.

Chi, tra gli apparati burocratici, ha provato a reinserire l’anatocismo non aveva fatto i conti con la determinazione del Partito Democratico nel difendere imprese, famiglie e risparmiatori da una norma disdicevole, in attesa che sia l’Ue a disciplinare il tema generale”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, sulla cancellazione dell’anatocismo dal Dl Competitività.

 

23/07/2014 - 21:05

“Lo voglio chiarire una volta per tutte: l’anatocismo è stato cancellato da noi con la Legge di Stabilità 2014 dopo anni di battaglie contro il centrodestra al governo che l’ha sempre difeso. E’ evidente che dopo le dichiarazioni di oggi del sottosegretario De Vincenti, il governo dovrà chiarire al proprio interno la genesi di questo tentativo di ripristinare una norma sbagliata, sgradevole e per questo cancellata in Italia dal Pd”.

“La capitalizzazione degli interessi sugli interessi – spiega Boccia – è per noi una pratica inaccettabile. Come tale, l’avevamo cancellata nella Finanziaria 2014, grazie a una proposta sottoscritta da quaranta deputati del Partito Democratico, che dava seguito alla dichiarazione d’illegittimità dalla Corte Costituzionale”.

“Sarà quindi inevitabile che, di fronte al dibattito in corso al Senato, Palazzo Chigi prenderà una decisione chiara e netta, in linea con la precedente cancellazione”, conclude Francesco Boccia.

 

23/07/2014 - 17:03

Norma Ue subito o sanzioni miliardarie con credito d’imposta ai consumatori 

“È evidente che senza una giusta e equa tassazione dell'economia digitale le OTT (over the top), oggi catalogabili di fatto tra gli elusori totali, si sentono legittimate ad operare nel mercato come più conviene. Gravissimo, e al tempo stesso emblematico, il caso dei rincari dei prodotti Apple dopo la norma del governo sull'equo compenso per copia privata. Le multinazionali del web quando si tratta di pagare un contributo giusto nel Paese in cui si producono profitti alzano immediate barricate. Forse perché diminuiscono di qualche centesimo le risorse che finiscono nei loro conti offshore?

Questi comportamenti non sono più tollerabili, soprattutto di fronte a tutte quelle aziende che pagano regolarmente e con grandi sacrifici quanto dovuto al fisco italiano.

Vista la vergognosa reazione di Apple, se non ci sarà in Europa entro l’autunno una disciplina condivisa sulle imposte connesse all’economia digitale, l’unica strada percorribile per l’Italia in vista della legge di stabilità 2015 sarà quella di inasprire le sanzioni, rafforzando ulteriormente il meccanismo introdotto con la cosiddetta ‘webtax’ 2014, attivando attraverso il ruling un recupero di risorse non inferiore al miliardo l’anno da riversare interamente ai consumatori italiani attraverso adeguati crediti d’imposta.

Questa vicenda rafforza la convinzione della corretta battaglia parlamentare fatta in Italia contro l’elusione fiscale delle Ott che sono passate dai soli 6 milioni di euro di imposte pagate nel 2013 ai 137 del 2014, più i limitati introiti connessi al decreto dell’equo compenso.

Ma se la reazione delle multinazionali è questa, in assenza di una disciplina UE diventerà obbligatorio mettere mano alle sanzioni sul modello francese, ipotizzando introiti non inferiori al miliardo l’anno, per un mercato complessivo che ormai supera i 25 miliardi, totalmente esentasse.

Eppure, c’è qualcuno tra opinionisti e politici che continua a difendere questa intollerabile emorragia finanziaria a favore dei conti offshore delle multinazionali dell’economia digitale”. Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera.

 

21/07/2014 - 19:51

“Continua con grande serietà l’impegno del governo per l’obiettivo di raggiungere la normalità nei pagamenti dei debiti della Pa verso le imprese. Grazie al protocollo siglato oggi al Mef, comincia un’accelerazione che ci porterà a questo risultato fra la seconda parte del 2014 e l’inizio del 2015”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia.

“Questo passaggio, salutato positivamente anche da Confindustria, permetterà il mantenimento degli impegni assunti dai governi Letta e Renzi. Impegni che hanno portato alla riduzione del 25 per cento dei debiti della Pa verso le imprese italiane dopo il picco nei ritardi toccato fra il 2011 e il 2012”.

 

16/07/2014 - 19:28

Da audizioni Cdp confermata questa impostazione

“E’ proseguito oggi con  i vertici di Cassa depositi e Prestiti il ciclo di audizioni della commissione Bilancio sulle privatizzazioni per definire una griglia di priorità rispetto all'obiettivo dichiarato nel Def pari allo 0,7% del Pil all'anno per tre anni. Come abbiamo più volte sostenuto in questi mesi, privatizzare per far cassa e il modo peggiore per farlo e anche il più pericoloso per gli effetti distorsivi che si creano sui mercati ”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. “ Molto spesso – ha  proseguito -  quei mercati necessitano di preventive liberalizzazioni, i cui costi non possono essere poi scaricati sui risparmiatori, così com'è accaduto in passato. In altri casi invece, far cassa rischia di tradursi in vendita frettolosa di asset strategici”.

“In particolare – continua l’esponente democratico -  è stata molto utile e concreta l'audizione di oggi con i vertici di Cassa Depositi e Prestiti. Il presidente Franco Bassanini e l'ad Gorno Tempini  hanno definito un quadro chiaro e utile al Parlamento in vista delle valutazioni dei prossimi mesi. Aver ammesso da un lato l'infelice quotazione di Fincantieri ed esaltato al tempo stesso il modello utilizzato per Ansaldo Energia, consente la comprensione di dinamiche a cui il legislatore ha il dovere di far riferimento.  Ne scaturisce un chiaro messaggio: no, a privatizzazioni per far cassa; sì a quelle per le quali vi è un disegno chiaro di politica industriale. Per eventuali necessità di cassa sarebbe di certo preferibile mettere sul mercato ulteriori e limitate quote di Eni o Enel”.

 

15/07/2014 - 20:36

Non basteranno 100 miliardi l’anno

“Certamente ci saranno prossime occasioni per definire il programma di rilancio economico dell’Unione: il segnale di partenza del neopresidente della Commissione non ci è piaciuto, è molto debole”. Lo dice il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, il democratico Francesco Boccia, il quale spiega: “Jean-Claude Juncker nel suo discorso al Parlamento europeo ha parlato di un piano per mobilitare 100 miliardi di investimenti l’anno per 3 anni. E’ evidente che così non si stimolano crescita e occupazione. Abbiamo sostenuto la sua candidatura perché contiamo su una svolta per l’Europa. Non è più tempo di mediazioni o finzioni: occorrono politiche vere di investimenti, riforme e una profonda revisione del Patto di Stabilità, per creare le basi solide dell’unione economica, fiscale, bancaria e per l’introduzione degli eurobond. Per realizzare questi obiettivi, che sono nell’idea di Europa del Partito democratico, occorrono programmi coraggiosi, da realizzare nel prossimo quinquennio. Con soli 100 miliardi l’anno per tre anni non si fa la rivoluzione economica per la crescita che i cittadini europei si aspettano dall’Europa. Per questo riteniamo quello di Juncker solo un primo piccolo passo”.

 

14/07/2014 - 21:18

“Il Partito Democratico ha cancellato l’anatocismo una volta e, se necessario, lo rifarà una seconda. Con la scorsa legge di stabilità riuscimmo ad eliminarlo, dopo anni di guerre con il centrodestra e la resistenza dell’allora ministro dell’Economia, Tremonti. Le banche hanno sempre respinto negli anni qualsiasi tentativo di cancellarlo, rifiutando un confronto su come superare un tema che produce controversie su controversie. Nel 2013 riuscimmo a trasformare una nostra proposta di legge, che aveva raccolto più di 45 firme, tra cui quelle delle attuali ministre Boschi e Madia, in un emendamento approvato all’unanimità nella legge di stabilità che di fatto eliminava l’anatocismo. Il PD su questo tema fa solo passi in avanti, non indietro. La manina che ha inserito l’anatocismo nel DL Competitività è riuscita in un vero e proprio capolavoro al contrario: ha compattato tutti i gruppi parlamentari affinché venga soppressa quella norma. Ben 12 gli emendamenti soppressivi dell’articolo in questione presentati al Senato e le firme sono di tutti i gruppi. È evidente che il tema generale deve essere disciplinato in Europa però noi abbiamo il dovere oggi di aiutare, e non affossare, imprese, famiglie e risparmiatori”. Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera.

 

10/07/2014 - 21:17

Gravi considerazioni di Gobbi in Senato. Si torni a norma legge stabilità 2014 

“E’ comprensibile che l’anatocismo venga difeso dall’Abi. Molto meno comprensibile, e anzi grave, è che Bankitalia faccia altrettanto”. Lo dichiara Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera. “Trovo inaccettabile che Bankitalia – spiega Boccia – si schieri a difesa della capitalizzazione degli interessi sugli interessi, una norma dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. A questo proposito voglio chiarire una volta per tutte, che noi avevamo cancellato l’anatocismo con la Finanziaria 2014. Ora, seppure in forma annuale e non più trimestrale, esso viene reintrodotto con il Decreto sulla competitività per le imprese, creando una sorta di contraddizione in termini”. “Al momento la norma esiste – continua Boccia – ma il padre dell’emendamento ha fatto perdere le sue tracce. Escludendo un qualsiasi coinvolgimento di Palazzo Chigi, e prendendo atto della presa di distanza avvenuta sugli organi di stampa da parte del ministro Guidi, è opportuno che il padre della noma ci metta la faccia per consentire di capirne ratio e genesi. Fino all’audizione del capo del servizio di stabilità di Bankitalia Gobbi, pensavo che la reintroduzione dell’anatocismo fosse dovuta a un errore. Dopo averne ascoltato le gravi dichiarazioni, temo non sia così”

“Gobbi sostiene, infatti, - prosegue Boccia - che solo nei paesi islamici non c’è anatocismo. A parte il fatto che, allora, anche la Germania è islamica, il rappresentante di Bankitalia non può permettersi di offendere un modello economico che merita rispetto, non fosse che per forte solidarietà che lo innerva. Dire poi, come ha fatto Gobbi, che l’anatocismo serve alle famiglie e imprese per avere prestiti, è passare dalla mancanza di rispetto a uno strafalcione tale da far sospettare uno scopo strumentale”.

“Ritengo per questo inevitabile che il governatore dell’istituto Ignazio Visco chiarisca qual è la reale posizione di Bankitalia sull’anatocismo. Mi aspetto poi, al Senato, la cancellazione della norma, anche grazie a una presa di posizione netta del ministero dell’Economia”, conclude il presidente della commissione Bilancio della Camera. 

 

08/07/2014 - 20:26

Con Agnelli e Malagò per sport serio e con conti in ordine

La politica si è modernizzata, adesso è arrivato il momento che lo faccia anche lo sport. Mi rendo conto che è una grande sfida ma come legislatori abbiamo il dovere di affrontarla, perché non possiamo più commettere l’errore dell’attuale titolo V di considerare lo sport come materia di legislazione concorrente”. Lo dichiara Francesco Boccia, al termine del convegno su “L’impatto economico dello sport in Italia” cui hanno partecipato anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

“Oggi – ha spiegato Boccia - ci sono le condizioni storiche, un contesto e gli interlocutori più adatti perché si compia quel processo di modernizzazione di cui l’intero sport italiano ha bisogno. Andrea Agnelli e Giovanni Malagò sono gli esempi di uno sport moderno, trasparente, con i conti in ordine. Ripartiamo insieme proprio da questo”.

“In commissione Bilancio, e per la prima volta – continua il presidente della commissione Bilancio - avvieremo un’indagine conoscitiva sulla dimensione economico-finanziaria dello sport e sul suo contributo alla crescita del sistema Paese, sulla sua valenza sociale come strumento di creazione di ricchezza collettiva”.

“In questi mesi ci siamo resi conto che mancano i numeri sullo sport, i dati su cui lavorare e da cui ripartire. A quanto ammonta, ad esempio, la parte del prodotto interno lordo che dipende dal calcio? E dagli altri sport? Sono numeri che non abbiamo, nei prossimi sei mesi dobbiamo scovarli, approvarli e dargli una coerenza normativo-istituzionale. Si tratta di un lavoro impegnativo che vedrà il coinvolgimento di Coni, Istat e di istituti di ricerca ma è l’unico modo che abbiamo per vincere questa sfida”, ha concluso il presidente della Commissione Bilancio della Camera.

 

03/07/2014 - 13:59

Così permettiamo l’ingresso nel mondo della scuola di 4mila giovani

“L’emendamento per i cosiddetti ‘quota 96’ della scuola è pronto e ha le necessarie coperture. È molto positivo che il sottosegretario Cassano abbia accolto la nostra richiesta di inserirlo nel decreto di riforma della Pa”. Lo ha detto Francesco Boccia del Pd, presidente della commissione Bilancio della Camera.

“Al fine di garantire la conversione in legge in tempi rapidissimi - ha proseguito Boccia – l’emendamento deve essere inserito nel decreto di riforma della Pubblica amministrazione. È necessario consentire ai 4 mila insegnanti, come stimati dal ministero dell’Istruzione, che potrebbero andare in pensione di far domanda entro la fine di agosto, permettendo così ad altrettanti giovani insegnanti di entrare finalmente nel mondo della scuola a tempo indeterminato. Le posizioni di alcuni gruppi di opposizione sono incomprensibili; pur di sbandierare un vessillo hanno sostenuto un emendamento che non ha copertura su una proposta di legge che, essendo solo in prima lettura, non vedrà la luce prima dell’autunno vanificando di fatto il tentativo di chiudere definitivamente entro agosto questa vicenda. L’emendamento al decreto sulla Pa è pronto e riprende interamente l’impegno della risoluzione Saltamartini, approvata all’unanimità in commissione Bilancio, e sarà presentato dalla collega Ghizzoni del Pd insieme, mi auguro, a tutti i capigruppo che hanno approvato all’unanimità la risoluzione. Su questo tema delicato nessuno può permettersi di fare demagogia. Abbiamo tutti il dovere di far entrare nella scuola i giovani in attesa da tanto”.

 

02/07/2014 - 18:15

“Se obiettivo è solo far cassa meglio vendere qualche decimale Enel o Eni"

“Seria e lucida la relazione fatta oggi in commissione Bilancio dal nuovo AD di Poste, Francesco Caio, nell’ambito del ciclo di audizioni sul piano di privatizzazioni elaborato dal governo”. Lo dichiara Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, al termine dell’audizione di Francesco Caio, AD Poste, in commissione Bilancio.

“Siamo tutti d’accordo nel dire ‘privatizziamo’ ma serve una strategia e una visione chiara su cosa si vende, come e perché. E se ci sono questioni connesse alla liberalizzazione di alcuni mercati è opportuno affrontarle prima della privatizzazione. Il ministro Padoan ha fatto riferimento a un programma di privatizzazioni relativo ad alcune aziende statali che vale lo 0,7% del Pil all’anno, l’obiettivo è solo far cassa o ci sono anche politiche di sviluppo? Sulle privatizzazioni – ha detto Boccia durante l’audizione di Caio in commissione Bialncio - non possiamo permetterci errori. Sarebbe meglio, quindi, allungare i tempi, pensando anche al 2015, piuttosto che operare male. Il governo valuti seriamente, dunque, uno slittamento dei tempi per una corretta privatizzazione, sarebbe, infatti, un errore madornale se si dovessero vendere quote di aziende strategiche solo per far cassa".

"Non va sottovalutata – ha aggiunto Boccia - l'importanza strategica per Poste della capillarità della rete su tutto il territorio nazionale, e mi riferisco ai nuovi servizi che possono accelerare la modernizzazione del Paese, oggi più volte auspicata dallo stesso Caio per il processo di liberalizzazione e privatizzazione di alcuni servizi e attività di Poste”.

“Se dobbiamo privatizzare Poste? Sì, - conclude - ma con tempi diversi. Se l’obiettivo è solo far cassa a breve termine allora è meglio vendere qualche decimale sui mercati di Enel, ENI o di altre aziende pubbliche già quotate”. 

 

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