02/12/2014 - 19:55

“Il senatore Sergio Flamigni oggi ha svolto una vera e propria lezione sul caso Moro, dando alla Commissione un contributo lucido ed autorevole. Lo scenario che ha delineato nasce dai tanti elementi raccolti in questi anni e descritti dettagliatamente nei suoi libri. Per trovare la verità del caso Moro, sui mandanti, la dinamica di via Fani, le prigioni, gli interrogatori, le ore che precedettero la sua morte, la gestione delle sue lettere e dei suoi scritti, non si può fare a meno di tener conto delle indicazioni che  Flamigni ha dato alla Commissione”. Così il deputato del Pd Paolo Bolognesi, presidente della Associazione Vittime della Strage di Bologna.

 

28/11/2014 - 18:52

Il deputato del Partito democratico Paolo Bolognesi sostiene che sia “uno spreco di risorse pubbliche” la scelta della Marina militare di affidare il servizio di welfare aziendale nel corso del 2013 alla società denominata «Eudaimon» che si definisce come «l'unica in Italia con proposta completa per le soluzioni finalizzate ad agevolare la conciliazione tra vita-lavoro del personale».

“Questa società – spiega Bolognesi che ha presentato una interrogazione insieme al capogruppo Gian Piero Scanu - ha ricevuto dalla Marina militare l'incarico di svolgere uno studio sulle problematiche che riguardano il benessere del personale e proporre delle soluzioni da attuare direttamente tramite servizi da affidare alla stessa società o indirettamente tramite terzi. Il nuovo codice dell'ordinamento militare prevede che quei compiti (assistenza morale, benessere e protezione sociale dei dipendenti) competano agli uffici-benessere della Forze armate e alle rappresentanze militari; l'articolo 1833 del decreto legislativo n. 66 del 2010, inserito nel Libro sesto, Titolo VI, prevede che le eventuali esternalizzazioni siano prioritariamente affidate ad organizzazioni costituite tra il personale dipendente, le associazioni d'arma, di categoria, e solo in ultima analisi a soggetti terzi. Secondo noi non sussistono i presupposti per affidare questo genere di incarichi, nei fatti di consulenza e gestione esterna, a titolo oneroso e la risposta alla nostra interrogazione data dal sottosegretario Rossi non ha chiarito del tutto la questione. Tra l’altro, questi servizi in genere vengono offerti a gruppi di consumatori a titolo gratuito, visto che le società ricevono in cambio la possibilità di avere contatti diretti con l’utenza. Per questo crediamo che la Corte dei Conti non lascerà passare inosservata questa vicenda”, conclude Bolognesi.

 

Di seguito la risposta del sottosegretario Domenico Rossi alla interrogazione di Bolognesi e Scanu - dal bollettino della Commissione Difesa della Camera del 28 novembre 2014.

 

Il sottosegretario Domenico ROSSI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

   Si precisa, in premessa, che il cosiddetto «welfare aziendale» non è direttamente riconducibile all'articolo 1833 del decreto legislativo n. 66 del 2010, richiamato nell'atto, in quanto il contesto di riferimento della citata disposizione normativa riguarda, principalmente, gli organismi di protezione sociale che nascono per consentire al personale militare e alle famiglie di utilizzare a costo contenuto i circoli ricreativi, gli stabilimenti balneari, i soggiorni militari, come luoghi di ritrovo e di svago e con lo scopo di promuovere l'elevazione culturale del personale stesso.
  Tanto premesso, nel merito delle questioni sollevate nell'atto, si rende noto che nel mese di settembre 2013, lo Stato Maggiore della Marina ha disposto la costituzione di un Comitato di progetto per la realizzazione di un sistema di benessere a favore del personale dipendente, affidando, dopo apposita procedura in economia, la realizzazione di un'attività di studio per le esigenze del personale di Forza armata alla società Eudaimon, azienda leader nel settore benessere.
  Lo studio, riguardava un progetto innovativo concernente, tra le varie cose, la creazione mirata di un portale di accesso ad una serie di servizi finalizzati al benessere di tutto il personale militare, quali convenzioni per l'acquisto di beni (libri, articoli di vestiario, alimenti), e servizi (per gli anziani, corsi di studio, assicurazioni, visite mediche specialistiche).
  L'intero progetto è stato sviluppato in rapporto costante con il COCER Marina che ha contribuito alla predisposizione delle specifiche tecniche poste a base di gara ed ha, altresì, segnalato alcune ditte specializzate nel «welfare aziendale», consentendo di poter ampliare il numero di proposte da valutare.
  È al momento in corso il procedimento di aggiudicazione della gara, che ha ad oggetto una vera e propria fornitura di servizi non soddisfacibili al momento con risorse interne.
  In futuro, acquisendo questo know-how e nel caso in cui la soluzione dia gli esiti attesi, sarà valutato il costo-efficacia in merito alla possibilità di continuare ad esternalizzare tale tipo di attività.
  Per la fase di start-up la spesa dovrebbe ammontare a circa 20.000 euro, comprendendo:
   a) individuazione del pacchetto convenzioni;
   b) attivazione dei fornitori convenzionati;
   c) set-up Piattaforma Life@Work Eudaimon;
   d) attivazione del contact center;
   e) impostazione della strategia e del piano di comunicazione.

  La spesa, invece, per la gestione annuale ammonta a 30.000 euro e comprende:
   a) Gestione del Pacchetto Convenzioni;
   b) Integrazione del Pacchetto Convenzioni;
   c) Gestione dei fornitori;Pag. 33
   d) Gestione della Piattaforma Life@Work Eudaimon;
   e) Gestione e supporto utenti.

  Chiarito quanto sopra, si precisa che il COCER Marina è l'organo rappresentativo di tutto il personale della Forza armata e, quindi, anche delle Capitanerie di porto che sono uno dei vari corpi della Marina.
  In ragione della differente allocazione finanziaria delle risorse relative alle Capitanerie di porto (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), lo Stato maggiore della marina ha provveduto a coinvolgere ufficialmente nel progetto di «welfare aziendale» il Comando Generale delle Capitanerie di porto, che ha formalmente condiviso il progetto di sistema di benessere a favore del personale, assicurando anche la copertura finanziaria della parte di competenza.
  Si evidenzia che l'iniziativa, in relazione ai risultati che darà nel periodo iniziale sarà sottoposta ad ulteriori, necessari approfondimenti, anche sul piano della soddisfazione del personale destinatario.
  Lo scopo finale è quello di poter, in futuro, avere nelle disponibilità dell'elemento di organizzazione centrale dedicato al «benessere del personale», personale qualificato e formato per avviare un percorso di internalizzazione della tematica del welfare.

 

27/11/2014 - 19:16

“Criteri più stringenti per le sovvenzioni alle associazioni combattentistiche e d’arma”. Lo prevede il parere votato oggi in commissione Difesa sulla base della relazione presentata da Paolo Bolognesi, deputato del Pd. Bolognesi spiega che “i soldi pubblici vengono distribuiti tra le associazioni che presentano un programma di lavoro e del suo valore sociale. Per evitare che i soldi vadano agli organismi che non hanno i dovuti requisiti, tutte le associazioni dovranno presentare lo statuto, i bilanci e le rendicontazioni delle cifre ricevute. Inoltre, per evitare una moltiplicazione di organismi, abbiamo chiesto regole per indurre le associazioni a riunirsi in uno spirito di interforze. Tutto questo per garantire trasparenza e correttezza”, ha concluso Bolognesi.

 

19/11/2014 - 18:32

“E’ una bella notizia. Finalmente le protezioni sono finite”. Così Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage del 2 agosto ‘80, deputato PD, commenta la sentenza di condanna degli ex Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, esecutori della strage alla stazione di Bologna, a risarcire allo Stato oltre 2,1 miliardi di euro.

“Per anni hanno avuto un trattamento da favola, vivendo liberi nonostante 7 ergastoli ed una strage con 85 morti. Oggi le coperture sono cadute. Ora attendiamo novità dagli archivi dei ministeri e dei servizi segreti. E’ stata positiva la scelta del governo Renzi di declassificare i documenti sulle stragi, ma il rischio è che alcuni apparati stiano lavorando per tentare di svuotarla del suo valore e del suo contenuto depositando “pacchi vuoti” di documenti sulle stragi. I ministeri, quindi, devono controllare e chi nasconde i documenti deve essere punito. Come prevede anche la mia legge sull’introduzione del reato di depistaggio, approvata dalla Camera e, spero, presto anche dal Senato. Pertanto, le labili “difese d’ufficio” conclude Bolognesi “dopo le inchieste giornalistiche apparse in questi giorni, sicuramente non vanno verso quel cambiamento voluto dalla direttiva Renzi”.

 

18/11/2014 - 17:16

“E’ stata positiva la scelta del governo Renzi di declassificare i documenti sulle stragi ma il rischio è che alcuni apparati stiano lavorando per tentare di svuotarla del suo valore e del suo contenuto depositando “pacchi vuoti” di documenti sulle stragi”. Lo afferma in una nota Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione 2 agosto ’80, commentando quanto anticipato dalla stampa sull’inconsistenza dei faldoni inviato all’Archivio di Stato.

“Da mesi, come associazioni, abbiamo chiesto un incontro con il presidente del Consiglio Renzi sulla necessità di un effettivo controllo sulle operazioni di declassificazione di ministeri e Servizi segreti. Chi declassifica e deposita la documentazione è lo stesso organismo che fino ad oggi, con le sue valutazioni, l’ha coperta. Quali garanzie possiamo avere che il materiale depositato sia la totalità dei documenti? Come sarà possibile controllare? Il “versamento vuoto” del ministero della Difesa, denunciato dalla stampa, ci conferma che abbiamo ragione nel chiedere maggiori garanzie di trasparenza e controllo, soprattutto da parte dei ministri interessati dalla Direttiva. Credo che questa strategia depistatoria del “pacco vuoto” sia utilizzata da quegli apparati che vogliono far fallire la direttiva Renzi e coprire ancora esecutori e mandanti delle stragi. Per questo il cambiamento verso un sistema democraticamente trasparente, che il presidente del Consiglio ha avviato, deve essere fatto alla radice, anche attraverso una rivoluzione culturale che porti ad un ricambio radicale degli uomini che siedono ai vertici delle strutture originatrici e detentrici di quei documenti”. 

 

09/10/2014 - 18:18

"E’ una sentenza che ci conforta. Ancora una volta, viene confermato l’impianto della ricostruzione della strage del 27 giugno 1980 e dell’abbattimento del Dc9 e viene riaffermata la responsabilità di chi ha impedito di accertare la verità. E’ un nuovo colpo al depistaggio mediatico dell’on. Giovanardi”.

E' il commento di Paolo Bolognesi, deputato democratico e presidente dell’Associazione Vittime della Strage di Bologna, dopo la sentenza di Palermo che ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire le famiglie delle vittime della tragedia aerea di Ustica.

Bolognesi ricorda che recentemente “la Camera ha dato il via libera alla legge che introduce il reato di depistaggio che rappresenta un passo in avanti contro uno degli strumenti utilizzati dai responsabili materiali e morali delle vicende stragiste e di terrorismo per rallentare, se non bloccare, le inchieste e per impedire l'accertamento di fatti delittuosi gravissimi".

 

24/09/2014 - 12:23

“L’approvazione di questa legge rappresenta una svolta storica per il Paese”. Lo ha dichiarato oggi il deputato Pd Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione 2 agosto ’80, nel suo intervento nell’aula della Camera che votato a favore della sua pdl di introduzione del reato penale di depistaggio e inquinamento processuale (n. 559),presentata il 27 marzo 2013 e sostenuta da circa 30. 000 cittadini che hanno firmato la petizione lanciata da change.org.

“ Il futuro - ha proseguito Bolognesi - appartiene a chi ha il coraggio di cambiare. Con il nostro voto noi scegliamo di cambiare a favore di un sistema che taglia completamente con il passato, che guarda in faccia la propria storia e dice basta all’impunità fino ad oggi data a quelle zone grigie del potere che per decenni hanno utilizzato il depistaggio per coprire le responsabilità di esecutori, mandanti ed ispiratori politici”.

“ Come presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime del 2 agosto ’80 - ha concluso Bolognesi - dal giorno della strage abbiamo combattuto contro i depistaggi ed è stato uno dei miei primi obiettivi, come parlamentare, presentare e portare in aula questa proposta di legge. Dopo anni di battaglie civili, oggi, con la sua approvazione, siamo convinti di avere dato al Paese la possibilità di garantire la verità a tutti i cittadini, liberata dal rischio di depistaggi e opacità di Stato”. 

 

18/09/2014 - 10:58

Paolo Bolognesi, deputato del Partito democratico e presidente dell’Associazione 2 agosto 1980, ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con una lettera inviata ieri insieme alla Rete degli Archivi per non dimenticare.

Spiega Bolognesi: “Vogliamo approfondire con il presidente Renzi, sensibile come è noto alla questione della liberalizzazione degli atti relativi alle stragi del nostro Paese, alcune criticità relative all'attuazione da parte degli enti interessati della sua stessa Direttiva del 22 aprile scorso che ha previsto la declassificazione e il versamento all'Archivio centrale dello Stato dei documenti relativi alle stragi (1969 - 1984). Come ho già denunciato, infatti, l’Archivio Storico del Senato ha negato all’ex magistrato Giuliano Turone l'accesso a due dei cinque documenti relativi al Caso Moro che aveva chiesto di consultare con la motivazione che ‘l'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna ha stabilito la proroga della classifica fino al 2019’. E’ evidente che in questo modo sarà molto difficile la battaglia di verità che insieme a molte Associazioni stiamo conducendo da anni”.

 

16/09/2014 - 19:35

“Negare all’ex magistrato Guliano Turone l’accesso all’Archivio storico del Senato è un atto censorio”. Lo dichiara Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’Associazione 2 agosto 1980, nel rendere nota la lettera, recapitata questa mattina all’ex magistrato Giuliano Turone, protagonista delle indagini su Michele Sindona e sull’omicidio di Giorgio Ambrosoli negli anni ‘70, con cui gli è stato negato l’accesso a due dei cinque documenti relativi al Caso Moro che aveva chiesto di consultare, con la motivazione che “l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna ha stabilito la proroga della classifica fino al 2019".

“La negazione dell’accesso – prosegue Bolognesi - va contro non solo alla declassifica degli atti del Caso Moro voluta dal presidente Romano Prodi, ma tradisce la volontà politica di trasparenza rappresentata dalla recente direttiva del presidente del Consiglio Renzi, il quale ha disposto l’accesso a tutti gli atti inerenti le stragi che vanno dal 1969 al 1984”.

“Ci auguriamo che quegli apparati che fino a oggi hanno coperto con il segreto i documenti, non ostacolino o omettano il deposito delle carte sulle stragi all’Archivio di Stato”, conclude il parlamentare democratico.

 

09/09/2014 - 20:25

“In un paese che ha conosciuto gravissimi episodi di depistaggio in processi di strage e di mafia, l’opposizione di Forza Italia all’introduzione di misure severe ma giuste nei confronti di chi inquina le indagini più che stupore desta sconcerto”. Così Paolo Bolognesi, deputato del Pd e presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, replica a quanto deciso dal gruppo forzista in vista dell’esame in aula del provvedimento che introduce il reato di depistaggio . A giudizio di Bolognesi, primo firmatario della proposta di legge, “sostenere, come fa Fi, che le nuove norme daranno più potere alle procure è argomento risibile dato che il vaglio ultimo spetta al giudice. E altrettanto scorretto è affermare che il depistaggio allargherebbe impropriamente i confini del favoreggiamento semplice, confondendo il dolo specifico richiesto dal depistaggio con il dolo generico del favoreggiamento. E non solo: il reato di depistaggio colpisce condotte diverse e specificatamente qualificate da un’azione diretta a distruggere, occultare prove, creare false piste. Francamente – conclude Bolognesi – quelli di Fi mi sembrano timori oggettivamente infondati”.

 

02/09/2014 - 20:40

"E’ piuttosto curioso che Carlo Giovanardi ci dia lezioni di verità. I depistaggi che hanno impedito di inchiodare i responsabili della strage di Ustica sono stati accertati da sentenze giudiziarie, come nel caso di Bologna. In molti altri fatti di terrorismo, anche senza un esplicito pronunciamento giudiziario, sono chiari i tentativi da parte di funzionari dello Stato infedeli di deviare la ricostruzione dei fatti per rendere immuni esecutori e mandanti. Dunque non si comprende perché l’esponente del NCD non voglia l’introduzione del reato di depistaggio che proprio in Italia è quanto mai opportuno, anzi, siamo decisamente in ritardo”.

Così Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime di Bologna e deputato del Pd, promotore del progetto di legge per l’introduzione nel nostro codice penale del reato di depistaggio che l’Aula voterà a breve.  

 

04/08/2014 - 17:52

Ora governo dirima la questione 

"Non capiamo, siamo sorpresi e indignati. La questione delle pensioni per le vittime del terrorismo era stata risolta positivamente, avevamo avuto rassicurazioni dal governo, tanto che il decreto PA aveva messo la parola fine. Ora apprendiamo che si torna indietro in seguito ad un comportamento assurdo e incomprensibile dell’Inps. E’ ovvio che noi non accettiamo questa situazione e chiediamo al governo di dirimere la vicenda, dandoci una risposta che rassicuri la nostra dignità e la memoria dei nostri cari”.

Così il deputato del Pd Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione Vittime della Strage di Bologna.

 

31/07/2014 - 19:12

“La commissione Giustizia ha detto il primo sì, a larghissima maggioranza, all’introduzione del reato di depistaggio e inquinamento processuale nel nostro codice penale. Con questa importante novità, saranno duramente colpiti i comportamenti dei funzionari dello Stato infedeli, coloro che contribuiscono ad impedire l’accertamento della verità. Le sanzioni saranno molte severe nei casi in cui il reato riguarda stragi, insurrezione armata contro lo Stato, attentato alla Costituzione o di mafia”. 

Lo ha detto nell’Aula di Montecitorio Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’Associazione delle Vittime della Strage di Bologna di cui ricorrerà il 2 agosto il tragico anniversario. Bolognesi, che è stato il proponente di questa iniziativa legislativa, ha sottolineato che “l’assemblea è in grado ora di approvare subito questa legge, anche la prossima settimana, dando così un segnale di responsabilità molto atteso dalle associazione delle vittime delle stragi”.

 

29/07/2014 - 16:05

In dirittura d’arrivo alla Camera il testo di legge che introduce il reato di depistaggio nel nostro codice penale. Lo afferma Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, il quale aggiunge: “in queste ore stiamo mettendo a punto alcuni nodi tecnici, il lavoro è proficuo e si svolge in un clima di collaborazione. Spero, dunque, che la proposta di legge sarà licenziata quanto prima: sarà così ben chiaro che non ci sarà più possibilità di garantire l’impunità ai funzionari che tradiscono lo Stato”. “E’ un impegno che noi abbiamo assunto e che intendiamo portare a termine con determinazione”, conclude.

 

13/05/2014 - 13:22

Domani presentazione nuova pdl  

  Controllo, trasparenza, risparmio. Questi i punti principali della proposta di legge che prevede la vigilanza su l’acquisto dei sistemi d’ arma, presentata dal deputato PD Paolo Bolognesi, componente della Commissione Difesa e Presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna 2 agosto ‘80.

Tra le nuove norme, l’istituzione di un’ Autorità composta da esperti di vari settori e presieduta da un magistrato della Corte dei Conti  con il compito di controllare la correttezza e l’economicità delle procedure.

Co-firmata da quarantaquattro deputati Pd, è sostenuta da quasi 30.000 cittadini che hanno aderito alla petizione lanciata da change.org - indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Difesa Roberta Pinotti e al presidente della Camera Laura Boldrini -  affinché sia approvata in Parlamento. La pdl verrà presentata  domani, 14 maggio, a Montecitorio.

Partecipano: Elisa Finocchiaro, responsabile campagne di change.org, Michele Di Paolantonio, presidente della sezione italiana, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel 1985, dell’Associazione medici per la prevenzione della guerra nucleare (Ippnw) e Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo.

 Conferenza stampa 14 maggio, ore 14,30, sala conferenze di Montecitorio

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