21/11/2017 - 18:45

“L'accordo di oggi tra Eni e FCA è molto importante, perché  va nella direzione auspicata dalla COP 23 di Bonn che prevede il coinvolgimento di partner industriali privati nel processo di riorientamento del settore industriale e produttivo verso un'economia sostenibile. La "regia" svolta dal Presidente Gentiloni è stata importante ed avere due big player italiani che si incanalano lungo questa direzione lascia ben sperare affinché l'Italia svolga un ruolo da protagonista nella nuova economia "Low carbon".

Lo afferma Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.

20/11/2017 - 11:10

Sette parlamentari del Partito Democratico hanno inviato stamattina al Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, una lettera in occasione della annunciata visita presso la Farnesina del nuovo ministro degli Esteri della Confederazione Elvetica, Ignazio Cassis, in programma per domani.
Si tratta dei deputati Enrico Borghi, Chiara Braga, Gianmario Fragomeli, Daniele Marantelli, Maria Chiara Gadda, Mauro Guerra, Angelo Senaldi e del senatore Mauro Delbarba.

Facendo riferimento all'incontro di domani, i parlamentari dem scrivono: "Si tratta naturalmente di una visita di grande rilievo da parte del rappresentante di uno Stato amico con il quale l'Italia intrattiene numerosi interscambi economici, politici, culturali e scientifici. Sempre secondo quanto asserito da fonti giornalistiche, uno dei temi del confronto sarebbe l'accordo sulla fiscalita' dei lavoratori frontalieri italiani che quotidianamente si recano al lavoro sopratutto nei cantoni Vallese, Ticino, Grigioni.
A tale proposito, ci permettiamo di ricordarTi come il Parlamento italiano abbia in proposito gia' varato una specifica mozione di indirizzo, approvata dall'aula della Camera dopo un lavoro istruttorio condotto dagli scriventi insieme con il viceministro Casero, mozione che ci permettiamo di allegarTi.
Siamo dell'opinione che tale mozione costituisca la "road map" del quadro delle relazioni tra i nostri paesi in merito, e che nel frattempo non siano giunti da oltreconfine chiari segnali di inversione di una tendenza alla discriminazione dei nostri lavoratori tali da giustificare improvvide accelerazioni del processo, che sconta anche il futuro del quadro delle relazioni tra UE e paesi non UE alla luce del negoziato sulla Brexit e dell'effettivo rispetto del principio di libera circolazione delle persone e delle merci.

Peraltro, riteniamo di particolare importanza che presso il dicastero da te retto, sia stata recentemente insediata una specifica commissione tra governo e parti sociali per la scrittura dello "Statuto del Lavoratore Frontaliere", la cui adozione costituisce il necessario e indispensabile corollario a premessa di qualsiasi accordo fiscale. Riteniamo pertanto che sia utile e produttivo accelerare il lavoro di tale commissione, in vista del conseguimento degli obiettivi contenuti nella mozione summenzionata".
 

14/11/2017 - 15:08

“Si è aperta, su esplicita richiesta del gruppo del PD in VIII commissione, una nuova fase di rapporto tra i territori italiani e l'azienda Poste Italiane S.p.a.  Si tratta di un passaggio importante, perché le garanzie in tal senso fornite in sede parlamentare dal nuovo amministratore delegato e direttore generale dottor Matteo Del Fante aprono la porta a una nuova stagione che lascia alle spalle un periodo fatto di incomprensioni, disservizi e disaffezione e che si deve incanalare su un’ interpretazione del territorio come vero e proprio asset industriale e come variabile di politica economica.
La nuova legge sui Piccoli Comuni ha già dato una importante prova di sé, con la garanzia oggi fornita che chiusure di uffici postali e riduzioni del servizio nei piccoli Comuni non fanno più parte del Piano Industriale trasmesso dall'azienda all'Agcom. Ora bisogna mettere a terra tutte le altre potenzialità che la legge 158/2017 mette in cantiere: i servizi connessi con l'arrivo della banda larga e della infrastruttura tecnologico-informatica in tutto il Paese, le potenzialità del nuovo Piano Nazionale della logistica in rapporto alle peculiarità dei territori, i possibili servizi di cittadinanza innovativi che possono essere erogati  sfruttando la capillare presenza di Poste Italiane in tutto il territorio nazionale con i sui 12.822 uffici postali, partendo dalle tesorerie comunali che oggi non fanno più parte del business delle banche e degli istituti di credito e che sulla scorta della norma possono essere affidati all'azienda creando nuovi spazi di presenza della medesima sui territori.
Oggi il dottor Del Fante ha risposto positivamente alla nostra richiesta di aderire in maniera sostanziale, e non solo formalistica, alla nuova legge, e bisogna quindi proseguire lungo questo percorso. Così Enrico Borghi,  capogruppo Pd in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e delegato della Presidenza del Consiglio per le aree interne., nonché co-presentatore e relatore della legge sui piccoli Comuni

11/10/2017 - 18:54

"Ancora una volta, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concentrato la propria attenzione sul tema dei piccoli comuni e delle aree interne e montane, partendo dalla recentissima legge approvata dal Parlamento e richiamando all'esigenza di una sua forte attuazione e di un concreto irrobustimento delle risorse finanziarie. Sono parole importantissime, delle quali ringraziamo il Presidente Mattarella, e che ci spronano a continuare nella direzione del rafforzamento della strumentazione legislativa e finanziaria per questi territori".

Cosi' l'onorevole Enrico Borghi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e delegato della Presidenza del Consiglio per le aree interne, nonchè co-presentatore e relatore della legge sui piccoli Comuni, commenta l'intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla 34^ assemblea annuale dell'Anci in corso a Vicenza.

"Dal Presidente oggi è giunta l'autorevolissima conferma che la nostra è una Repubblica fondata sulle autonomie, le quali sono parte della soluzione dei problemi dell'oggi e non causa delle difficoltà, e che gli ottomila Comuni italiani, grandi e piccoli, sono il tessuto connettivo della nostra comunità nazionale.
L'appello di Mattarella al Parlamento è molto chiaro: da un lato vi è apprezzamento per il lavoro compiuto, che dà finalmente ai piccoli Comuni e ai loro territori una legge di riferimento che ne riconosce le peculiarità, e dall'altro vi è l'esortazione affinchè le risorse vengano aumentate, le Regioni provvedano alla attuazione per le parti di competenza e si concretizzino le azioni che governo e parlamento hanno messo in campo per le Aree Interne. Importanti sono le riflessioni fatte dal Presidente sulla necessità di pensare e guardare ai giovani per dare un futuro a questi territori. Le parole che ci arrivano da Vicenza sono un riconoscimento, uno stimolo e un pungolo che prendiamo in grandissima considerazione e per le quali ringraziamo ancora una volta il Presidente Mattarella, che ha saputo anche in tale circostanza porsi come garante della nostra unità nazionale, fondata sul riconoscimento delle peculiarità di cui è ricca l'Italia". 

10/10/2017 - 17:19

Dichiarazione di Borghi, Senaldi, Braga, Guerra, Fragomeli, Gadda

"Accordi tra Italia e Svizzera: mezzi d’informazione, di entrambi i Paesi, annunciano la possibilità che potrebbero essere firmati entro un paio di mesi. Ma gli impegni chiesti al Governo italiano da una mozione, votata risalente al febbraio 2016 (primo firmatario il deputato Pd Enrico Borghi, cofirmatari altri 21 deputati appartenenti a diversi partiti) sono rispettati in questo percorso? Esprimiamo dubbi in tal senso, visto che uno dei punti chiave della mozione era la realizzazione dello "Statuto del Frontaliere", da approvarsi congiuntamente all'accordo fiscale, e per il quale i lavori del tavolo appositamente creato alla Farnesina ci risultano appena agli inizi.
E non si comprende ancora come sia garantita dalla Svizzera la libertà di circolazione delle persone prevista dai Trattati Europei, alla luce del negoziato in corso tra Confederazione Elvetica e Unione Europea con riferimento alla cosiddetta iniziativa referendaria "Prima i nostri" e nel quadro del principio di reciprocità di applicazione del principio di libera circolazione che dovrà essere garantito a seguito dei negoziati in corso sulla Brexit.

La fuga di notizie della firma imminente arriva da Lugano, dove il quarto Forum di Dialogo tra Italia e Svizzera ha visto partecipare il capo del  Dipartimento Federale Affari Esteri, Didier Burkhalter, e il ministro degli Esteri, Angelino  Alfano. Appare chiara la volontà di chiudere a breve del primo, mentre dai resoconti giornalistici è meno netta la posizione del secondo, che, però, stando alla tv svizzera, ha confermato essere vicini al perfezionamento degli accordi. Numerosi e importanti i temi sul tavolo: cooperazione, imposizione fiscale sui frontalieri, chiusura dei valichi secondari (decisa in modo unilaterale dalla Svizzera durante l’estate), trasporti, rapporti commerciali, servizi finanziari. A questi temi vanno aggiunti gli aspetti su cui il Parlamento in forma ufficiale e con voto impegnativo per il Governo ha chiarito essere co-essenziali: fine delle discriminazioni ticinesi, statuto del frontaliere, riconoscimento dei titoli di studio dei frontalieri italiani, garanzia per i medesimi delle prestazioni sanitarie, definizione di un lungo periodo di armonizzazione, creazione di un fondo per le zone di frontiera. Chiediamo dunque che Alfano fornisca al Parlamento, unica sede competente, un aggiornamento su avanzamento delle trattative e posizione dell’Italia e ricordiamo al Ministro che egli è stato impegnato da un voto del Parlamento a garantire, prima della chiusura degli accordi, la tutela dei frontalieri nel rispetto delle  indicazioni contenute nella mozione e condivise dal Governo e dall'allora ministro Esteri Gentiloni". Così i deputati Pd Enrico Borghi,  Angelo Senaldi, Chiara Braga, Mauro Guerra, Gianmario Fragomeli, Maria Chiara Gadda.

09/10/2017 - 14:21

“In merito al tema delle autonomia territoriale, e della sua essenzialità con l’impianto costituzionale italiano, da troppi anni dentro un pendolo che sembra impazzito, la politica italiana e i suoi rappresentanti oscillano tra richieste esasperate di autonomia che sfocia in localismi e addirittura indipendentismi, cui fa da contrappunto un mai sopito ritorno centralista da parte di alcuni strati dirigenziali di Stato e delle Regioni che pensano di liquidare con un ritorno allo Stato giolittiano le difficoltà della modernizzazione italiana. Le tue parole in occasione della recente visita ad Aosta, che ripristinano peraltro il corretto equilibrio sancito all’articolo 5 della nostra Carta Costituzionale sul ruolo fondativo ed essenziale delle autonomie italiane, riportano finalmente il dibattito e soprattutto le impostazioni istituzionali su un essenziale presupposto: la valorizzazione delle autonomie territoriali italiane è il presupposto (e non l’ostacolo) per l’unitarietà nazionale italiana ed è lo strumento essenziale col quale un paese articolato e composito come l’Italia può offrire ad uno scenario europeo dilaniato da nazionalismi di ritorno o nostalgici e irrealistici ritorni alle piccole Patrie ottocentesche”.

28/07/2017 - 14:14

 “Il tema dell'accorpamento fondiario è da tempo al centro del dibattito sulle politiche di sviluppo delle montagne e delle zone interne.  Senza un reale stimolo legislativo al riordino della proprietà fondiaria, oggi spezzettata e priva spesso di punti di riferimento, è impossibile avviare iniziative di impulso in termini di impresa agricola, di gestione forestale e di sviluppo rurale”. Lo dichiara il deputato Pd Enrico Borghi, presidente dell'Uncem e capogruppo commissione Ambiente, già intervenuto sul tema come relatore in seno alla legge sui piccoli comuni e di montagna, proponendo una misura sperimentale di riaccorpamento fondiario con il coinvolgimento di enti locali dei territori montani.
Spiega Borghi: “Nel lungo iter del provvedimento alla Camera, su questa misura la Ragioneria Generale dello Stato aveva sostenuto l'onerosità della norma, inducendo così la commissione Bilancio a chiedere lo stralcio dal testo, per evitare problemi di copertura. Il tema è riemerso nell'ambito della Strategia Nazionale Aree interne, perché diverse strategie di sviluppo locale di aree pilota hanno evidenziato questo aspetto come una necessità. Durante il Forum di Aliano delle Aree Interne a maggio, il ministro Coesione territoriale e Mezzogiorno De Vincenti si è convinto  della bontà della ‘proposta Botghi’ ed impegnato a tradurla in normativa. Ed è quello che sta per avvenire: all'art. 3 del dl 20 giugno 2017, n. 91 "disposizioni urgenti per la crescita economica ne Mezzogiorno" è prevista una normativa sperimentale per la valorizzazione delle terre abbandonate o incolte, secondo una procedura di seguito illustrata.
Si coglie così l’obiettivo di avviare un processo di riaccorpamento fondiario di terre abbandonate che possono essere messe a disposizione di imprenditori locali, generando manutenzione territoriale, ambientale e di sviluppo locale. Tutto con il coinvolgimento delle comunità locali, secondo un modello che può innescare esempi di sviluppo sostenibile dal basso. Si individuano le regioni del Mezzogiorno come ambito di sperimentazione che, se avrà successo, potrà essere estesa a tutto il territorio nazionale. La prossima settimana lavoreremo alla Camera per rendere definitivo questo testo di legge".

20/07/2017 - 17:39

“L'intreccio tra i mutamenti climatici, la siccità, il rischio idro-geologico, le caratteristiche del nostro territorio, a cui si aggiungono fattori come la malavita organizzata, fanno degli incendi un problema che deve essere governato con grande nettezza e non derubricato all'insegna di una occasionalità”. Lo ha dichiarato in Aula Enrico Borghi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente,
“Dobbiamo quindi lavorare – continua - su due versanti: il primo è quello dell'emergenza. Bisogna far passare l'idea che i piromani che realizzano questi interventi compiono un attacco al bene comune, alle istituzioni e allo Stato. Serve un'immediata capacità di intervento e di repressione. Poi c'è il dato strutturale, fatto di prevenzione e quotidiana manutenzione territoriale. Bene ha fatto, poi, il Ministro a richiamare il tema della riforestazione. Quelli della riforestazione, della manutenzione, dell’emersione dell’illegalità – penso, ad esempio, ai roghi delle imprese illegali della Campania - sono temi su cui bisogna lavorare con costanza, in modo quotidiano, e non soltanto sono nella cornice dei grandi media. E, sotto questo profilo, un pensiero va anche da parte nostra, del Partito Democratico, a tutti gli operatori, a tutti i volontari, a tutti gli amministratori che sono in prima fila, a cominciare dai sindaci, dalla comunità del Parco del Vesuvio e dal presidente Casillo, che in queste settimane sono stati così duramente messi alla prova. C'è una strumentazione giuridico-legislativa che, nel corso di questi ultimi anni, ha conosciuto una positiva evoluzione: dal decreto convertito sulla “Terra dei fuochi” alla novità di un’integrazione della legge sulla mappatura e sul catasto, per passare dal blocco dei terreni addirittura alla loro confisca, alla legge sugli ecoreati. È lo sforzo collettivo e corale di una classe politica che ha voluto dare una risposta molto chiara nella direzione di configurare il reato ambientale non come elemento dell'occasionalità ma come elemento di una gravità rispetto alla quale noi chiediamo alle forze dell'ordine e alle forze della magistratura di dovere perseguire, con grande determinazione e con grande nettezza, i responsabili di questi atteggiamenti”.
“Occorre, insomma, fare in modo che tutti questi temi siano messi al centro dell'agenda. Deve essere chiaro che il disastro ambientale non è soltanto una questione marginale ma che, al contrario, siamo in presenza di reati molto gravi, perché aggrediscono il futuro dei nostri territori e delle nostre comunità”, ha concluso.

18/04/2017 - 17:04

“Ho chiesto al presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci di convocare i vertici dell’Anas per un’audizione da svolgersi il prima possibile in merito al crollo del viadotto a Fossano, in provincia di Cuneo”. Lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi.

03/04/2017 - 13:59

"Ha fatto bene la Sottosegretaria Boschi a dare l'altola' al mercato delle vacche che la Sindaca Appendino stava per far partire, con l'evidente intento di fare cassa in vista del decreto enti locali che il governo sta approntando.
In realtà, come si evince dalle intese raggiunte in questi anni tra governo e Anci, il comparto delle Città Metropolitane è quello che meno è stato penalizzato, rispetto agli altri, in questi anni di contrazione delle risorse agli enti locali. Valga ad esempio per tutti il consuntivo al bilancio 2015 della Città Metropolitana di Napoli, dove il sindaco metropolitano De Magistris ha certificato un avanzo di ben 737.531.367,57  euro.
L'emergenza vera oggi sono le province ordinarie, 50 delle quali sono impossibilitate a varare qualsiasi bilancio, con grave detrimento per le loro funzioni fondamentali. Quindi, è giusto che il governo destini nel provvedimento in formazione tutte le risorse alle province in difficoltà, evitando -come giustamente sta facendo-che indebite pressioni mediatiche e politiche distolgano risorse da chi ne ha realmente bisogno".
Così l'on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, interviene nella polemica del giorno tra il Sindaco di Torino, Appendino, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Boschi.

05/01/2017 - 12:13

 Si è tenuto mercoledì 4 gennaio il primo confronto sulla legge di riforma dei Parchi (la 394/91) tra il relatore del provvedimento alla Camera dei Deputati , l'on. Enrico Borghi e i vertici di FederParchi, rappresentati dal Presidente nazionale Giampiero Sammuri, dal vicepresidente Agostino Agostinelli, dal membro della giunta Giuseppe Monti, insieme con il Presidente del Parco Nazionale Valgrande, Massimo Bocci.

L’incontro si è svolto presso la sede del Parco Nazionale della Valgrande a Vogogna (Vb) .

Una riforma che tocca da vicino anche il territorio montano italiano, visto che -come ricorda il 50° rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2016- quasi un terzo dei comuni interamente montani è oggi collocato all'interno del perimetro di un parco nazionale o regionale (con una percentuale che cresce fino al 36,8% se si includono anche i comuni parzialmente montani), con punte di rilievo in Basilicata (50,4% dei comuni montani compresi in un parco), Abruzzo (44,3%), Toscana (44,8%), Sicilia (43,6%), Trentino Alto Adige (47,9%), Campania (42,7%).

Nel corso dell'incontro, l'associazione che raggruppa tutti gli enti di gestione delle aree protette italiane ha anticipato al relatore Borghi una serie di osservazioni e di rilievi che saranno oggetto della audizione che FederParchi terrà la prossima settimana in seno alla commissione Ambiente della Camera proprio sul tema della riforma della legge 394/91, recentemente licenziata dal Senato.

Particolare attenzione  è stata posta sulle esigenze di modernizzazione della governance, di coinvolgimento delle comunità locali e degli operatori professionali del territorio, aprendo a leggere migliorie rispetto al testo varato dal Senato.

Dal canto suo, l'onorevole Borghi ha precisato che vi è la piena disponibilità ad una stagione di confronto, dialogo e dibattito con tutti gli operatori, gli stakeholders e i portatori di interesse che abbiano a cuore il futuro dei parchi e delle aree protette italiane, insistendo sulla necessità di costruire un vero e proprio "sistema italiano delle aree protette" anche in un'ottica di laboratorio dello sviluppo sostenibile e di aprire una nuova stagione del sistema dei parchi nazionali e regionali e delle relative politiche.

"Dobbiamo fare presto e bene - ha osservato l'on.Enrico Borghi- e condivido le osservazioni giunte da Federparchi, che costituiscono una buona base di partenza per il nostro lavoro che già la prossima settimana vedrà attivarsi la commissione ambiente della Camera con le audizioni programmate, e con le altre che saranno messe in cantiere dall'ufficio di presidenza previsto per martedì. Dedicheremo tutto il mese di gennaio a questa fase di ascolto, per passare poi alla sintesi politica in commissione nel corso del mese di febbraio". 

20/12/2016 - 16:20

“Dal prossimo 11 gennaio audizioni in commissione”

“Il testo di legge di riforma dei Parchi denominata ‘Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n.394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette’, già approvato dal Senato, affronta la modernizzazione del sistema dei parchi e delle aree protette in Italia, andando verso una logica di semplificazione, di razionalizzazione e di potenziamento delle capacità di governo degli enti parco, che vengono concepiti come soggetti per la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi e per lo sviluppo sostenibile dei territori interessati e dell'Italia”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in Commissione Ambiente territorio e lavori pubblici, che è stato nominato relatore del provvedimento.

“ Il testo – aggiunge - nella mattinata di oggi è stato incardinato in commissione Ambiente che avvierà un ciclo di audizioni nell'ambito dell'esame del provvedimento, iniziando dal prossimo 11 gennaio, a cominciare dai rappresentanti della Federparchi e delle associazioni ambientaliste. Su proposta del relatore,  verranno auditi anche gli enti locali e le Regioni interessate dai provvedimenti di istituzioni dei nuovi Parchi. 

"Ci prenderemo un tempo adeguato per l'ascolto delle istanze degli stakeholder - osserva  Borghi - dedicando il mese di gennaio alle audizioni, per poi completare l'esame in commissione in febbraio anche alla luce del lavoro di confronto che sarà svolto sia in sede parlamentare che territoriale. Si tratta di una riforma importante, da tempo attesa, che possiamo portare in fondo in maniera positiva".

15/12/2016 - 18:28

“L’esenzione dell'Irpef per il triennio 2017-2019 per i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti professionali, l'esonero contributivo triennale sia per i giovani agricoltori professionali iscritti alla previdenza agricola dal 2016 o dal 2017 che per le giovani aziende dei territori di montagna e delle aree svantaggiate e le agevolazioni tributarie per gli agricoltori non professionali di montagna sono misure che evidenziano un’attenzione specifica ai nostri territori montani e che concorrono al rilancio dell’agricoltura di alta quota. In particolare, la novità di questa legge di bilancio riguarda proprio l'agevolazione per gli agricoltori part-time delle zone di montagna, per i quali viene ripristinata l'imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e l'esenzione dalle imposte catastali. La parcellizzazione che interessa i nostri territori non consente in molti casi un’occupazione di tipo esclusivo e pertanto una misura di questo tipo può garantire l’integrazione del reddito in montagna evitando peraltro l’abbandono e favorendo il presidio del territorio anche ai fini della prevenzione del dissesto idrogeologico”.  Così il Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna  Enrico Borghi commenta con soddisfazione la presenza, nella legge di bilancio, di misure agevolate per gli agricoltori di montagna.

"Il buon risultato e' frutto di un lavoro ben coordinato tra i vari membri dell'Intergruppo parlamentare, durato due anni e con vari passaggi ai ministri e sottosegretari con la delega per la montagna e risolvera' certamente tantissime situazioni di incertezza delle proprietà”, aggiunge il Vice presidente sudtirolese dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna Albrecht Plangger anche a nome dei suoi colleghi Berger e Schullian.

14/09/2016 - 17:33

“Per quali motivi si è deciso di cancellare dai palinsesti la trasmissione Ambiente Italia?”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico Umberto D’Ottavio ed Enrico Borghi in un’interrogazione presentata alla Commissione Vigilanza Rai.

“Ambiente Italia – spiegano - va in onda dal settembre del 1990. Attualità stretta, approfondimenti, senza paraocchi e mai venendo meno alla missione di ‘leggere’ quanto accadeva in chiave ambientale. Un lavoro importante perché, proprio grazie al fatto che la trasmissione godeva di una rete di corrispondenti nelle varie redazioni, le ricadute non riguardavano solo la confezione del settimanale. I pezzi, i collegamenti erano anticipati e seguiti nei diversi tg regionali, ad esempio. L’anno scorso, il direttore della Tgr Vincenzo Morgante ha stabilito che Ambiente Italia doveva essere dimezzata. Non più un’ora, ma mezza, per fare posto a una trasmissione sul Giubileo. Si è trattato di una decisione senza possibilità di appello, che indusse lo storico conduttore Beppe Rovera a passare la mano. Ambiente Italia fu così accorpata a Leonardo: smantellata materialmente la redazione, trasferiti in quella del tg scientifico gli inviati. Quest’anno si è arrivati alla cancellazione definitiva: la sparizione dal palinsesto del programma annunciata dal caporedattore di Torino Carlo de Blasio al comitato di redazione della sede di Torino. Con la sola precisazione che, morto ambiente Italia, il tg scientifico Leonardo durerà 5 minuti in più (15’ anziché 10’) e avrà come dizione ‘il tg della scienza e dell’ambiente”.

“Chiediamo per questo se non sia più opportuno riprendere una trasmissione come Ambiente Italia che, in questi anni, ha svolto una funzione insostituibile  per le questioni del territorio, della natura, dell’ambiente, venendo così incontro alle nuove e ormai affermate sensibilità della nostra società”, concludono.

01/09/2016 - 16:24

" Ringrazio il Presidente della commissione Realacci e i Capigruppo di tutte le forze politiche che hanno dato seguito alla nostra richiesta di convocazione urgente delle Commissioni competenti per discutere sui provvedimenti da adottare a seguito del tragico terremoto che ha colpito il Paese”. Lo ha detto il capogruppo Pd in commissione Ambiente e Lavori Pubblici Enrico Borghi questa mattina durante l’audizione congiunta delle Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici di Camera e Senato, presso la sala del Mappamondo di Montecitorio,  alla quale ha partecipato, in rappresentanza del Governo, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti. 

“Il nostro Paese – ha proseguito Borghi - si trova di fronte alla necessità di lavorare seguendo tre direttrici: emergenza, ricostruzione e allargamento e quindi sicurezza del patrimonio edilizio. Per la prima fase possiamo dire che il sistema protezione civile, volontariato e azione di Governo ha dato risposte eccellenti, a differenza del passato. Dobbiamo ripartire da qui, con la consapevolezza che di fronte a calamità ed emergenze di questo tipo la politica deve fare il consuntivo rispetto a quanto fatto negli anni precedenti per evitare di riproporre errori o sprecare buone pratiche. Occorre mettere sul campo modalità di lavoro e di intervento innovative, che tengano però conto di quanto di positivo, in situazioni analoghe, è stato fatto negli anni scorsi dal paese. Un rapido esame del disegno di legge Braga sulla protezione civile, già varato dalla Camera e oggi all'esame del Senato, può essere un passo importante in questa direzione”.

"La seconda linea di azione – continua Borghi – è quella legata alla ricostruzione. Dobbiamo porci e rispondere a una domanda: ricostruire sì, ma per cosa? Bisogna legare la ricostruzione al tema della sussistenza e della vocazione economica e produttiva di quelle comunità, che devono essere ricostruite come territori che vogliono tornare a essere vivi e non dei musei a cielo aperto. La terza direttrice di lavoro è legata alla prevenzione. Rispetto a questo il Parlamento ha già adottato specifici provvedimenti nei mesi scorsi che debbono essere rafforzati come ad esempio l’Ecobonus, oppure il tema della qualità degli edifici dentro il quale far rientrare il dibattito sul fascicolo del fabbricato, o ancora l’avvio di Casa Italia. Certo – ha concluso -  è un percorso impegnativo ma credo che con la calendarizzazione del disegno di legge sui piccoli comuni e i centri storici ci sia da subito la possibilità di lavorare in questa direzione, con la certezza che in questi casi c’è più tra 0 e 1 che non tra 1 e 1000, noi siamo pronti a fare la nostra parte” .

 

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