10/03/2016 - 17:51

“Dopo l'intervento all'assemblea dell'Anci di settembre e il passaggio nel discorso di fine anno, un'altra dimostrazione di attenzione da parte del Presidente della Repubblica alle aree interne e montane. Un segnale molto preciso a tutte le istituzioni, sull'esigenza di una politica di riequilibrio territoriale, pari opportunità e diritto di cittadinanza. Grazie Presidente Mattarella". Così Enrico Borghi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera e presidente dell'intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della montagna, commenta la notizia della partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia d’inaugurazione del “Centro di ricerca sulle Aree interne e gli Appennini” dell’Università degli Studi del Molise, che si svolgerà a Campobasso nell’Aula Magna di Ateneo il 22 aprile.

La notizia è stata ufficializzata dal rettore, Gianmaria Palmieri. Il Centro, raccogliendo una lunga e consolidata tradizione di ricerca e di studio in materia, mira allo sviluppo e alla conservazione delle aree interne, con particolare riferimento ai paesaggi rurali e forestali e alle problematiche territoriali, attraverso la messa a punto di modelli operativi integrati, sull’ispirazione dei processi sperimentati ad esempio nella Convenzione delle Alpi. Tra le attività previste dal Centro, la raccolta di dati in campo storico, sociale, economico, giuridico e ambientale; l’analisi dei rischi, delle criticità e delle opportunità legate al rapporto uomo-ambiente nelle Aree interne; la creazione di un laboratorio internazionale di monitoraggio delle Terre Alte, per il controllo della biodiversità in relazione ai cambiamenti climatici e ai cambiamenti d’uso del suolo; la creazione di un laboratorio interdisciplinare per l’analisi dei cambiamenti demografici e d’uso del territorio avvenuti negli ultimi decenni; l’elaborazione di proposte normative e progettuali per lo sviluppo delle Aree interne e la loro  governance, anche tramite la creazione di un osservatorio delle   best practices   e delle esperienze di rivitalizzazione e rigenerazione territoriale; la formazione e il   fundraising per il finanziamento di proposte progettuali in ambito nazionale e comunitario. 
"Nella recente legge di stabilità, su iniziativa del Pd abbiamo incrementato i fondi della Strategia Nazionale per le Aree Interne, e i campi della ricerca e dell'innovazione sono i più rilevanti per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile che faccia delle aree montane italiane una piattaforma produttiva legata alla sostenibilità e alla green economy. Sono molto positive, quindi, le iniziative accademiche come quella lanciata in Molise, e la presenza del Presidente della Repubblica è un chiaro e rilevante indirizzo di quale debba essere la direzione di marcia del Paese", conclude Borghi.

09/03/2016 - 17:22

“Sì unanime a emendamento proprietà pubblica”

“Tanto tuonò che non piovve. Primo voto in VIII commissione @Montecitorio su #acqua e VOTO UNANIME a emendamento Pd su proprietà pubblica. Fine chiacchiere?” . Lo ha scritto in un tweet il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi riferendosi alle dichiarazioni dei giorni scorsi dei M5stelle che ha accusato il PD di voler privatizzare l’acqua.

08/03/2016 - 17:50

"Non c'è neanche una riga dei testi dei nostri emendamenti in cui si parli della privatizzazione dell'acqua. Al contrario, vi è una chiara indicazione da un lato alle gestioni pubbliche in house a totale partecipazione comunale e vi sono clausole che assicurano il diritto ai 50 litri giornalieri come quantitativo minimo vitale garantito per persona, a dimostrazione della logica di equità e di garanzia alla quale i nostri emendamenti sono ispirati.
Il Movimento 5 Stelle, per l'ormai consueto clichè politicistico che intende individuare in ogni circostanza il Pd come la sentina di tutti i mali, confonde artatamente le acque -è il caso di dirlo- per sfuggire da due macroscopici limiti delle sue proposte. Ovvero quello di voler scaricare sulla fiscalità generale il peso del ritorno all'interno del perimetro della pubblica amministrazione del servizio idrico integrato, valutabile nell'ordine di diversi miliardi, e quindi di conseguenza aumentare le tasse a carico dei cittadini per un'operazione di evidente stampo ideologico.

La strada proposta dal Pd non prevede né l'aumento delle imposte né la difesa dei carrozzoni, ma la valorizzazione dell'efficienza del sistema attraverso una corretta pianificazione che mantenga le tariffe a livelli contenuti per garantire erogazione del servizio e realizzazione degli investimenti. Il Pd ha già dato risposte coerenti ai 27 milioni di italiani che abrogarono le norme del decreto Ronchi nel giugno 2011, stabilendo che nel codice degli appalti, così come nella riforma delle partecipate, verrà riconosciuta la peculiarità del servizio idrico integrato e la sua funzione pubblica. Nessuno di noi ha mai proposto, né mai lo farà, la privatizzazione dell'acqua. Ma bisogna che i grillini si informino, perchè la gestione ha natura e finalità pubblica anche laddove esercitata da soggetti diversi dall'azienda speciale. Non capiamo, infine, il motivo del ritiro dei nostri emendamenti. Si ha forse paura di dialogare, di confrontarsi, di entrare nel merito? Gli emendamenti sono lo strumento con i quali ciascun gruppo esprime la propria idea politica, e se si vuole ottenere una sintesi ci si confronta nel merito di essi. Ma pretendere che la maggioranza rinunci alle proprie idee, e addirittura sottoscriva acriticamente le idee della minoranza (alcune delle quali anche tecnicamente irrealizzabili) appare a metà strada tra il naif e il propagandistico".

Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, on. Enrico Borghi.

02/03/2016 - 20:06

Corte dei Conti conferma nostra tesi

"I dati diffusi nelle scorse ore dalla Corte dei Conti in merito a Unioni e fusioni di Comuni confermano quanto sostengo da tempo. E cioè che l'aggregazione, la capacità dei comuni di lavorare insieme, le sinergie nella gestione di servizi e nella creazione di investimenti, è foriera di importanti risultati”. Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. 

“Efficienza e risparmio – continua - sono dirette conseguenze. Siamo solo all'inizio e dobbiamo aiutare i Comuni a lavorare maggiormente insieme, a unirsi sia nelle aree montane, sia in pianura, piccoli e grandi centri insieme. Ci sono 30 milioni di euro per le Unioni e 30 per le fusioni come incentivo nazionale per ciascuno dei prossimi tre anni. Sono certo che i sindaci coglieranno quanto scrive la Corte dei Conti come un incoraggiamento, un vettore di nuove politiche territoriali. Che di certo non eliminano la presenza degli enti locali e non ledono la democrazia e la rappresentatività”.

“Al contrario rafforzano partecipazione e impegno nel lavorare insieme, come fanno oggi le aziende e tutti i rami della pubblica amministrazione di un Paese che si trasforma e si migliora", conclude Borghi.

02/03/2016 - 11:03

CONVEGNO PROMOSSO DAL GRUPPO PD DELLA CAMERA

Roma, 3 marzo 2016 - ore 14.30 Sala Berlinguer, Camera dei deputati –

Via Uffici del Vicario, 21 (terzo piano Palazzo dei Gruppi)

Domani, giovedì 3 marzo si svolgerà l’ incontro promosso dal Gruppo Pd della Camera “EUSALP: la strategia dell’Unione europea per le Alpi e il ruolo dell’Italia”. 

Sarà l’occasione per un confronto tra i rappresentanti delle Regioni interessate e i soggetti istituzionali di governo e Parlamento sul ruolo del nostro paese all’interno di una più ampia strategia europea che riguarda il territorio alpino.

Saluti di Ettore Rosato, presidente gruppo PD Camera dei deputati; Chiara Gribaudo, vice presidente gruppo PD Camera dei Deputati; Relazione diMercedes Bresso, Presidente intergruppo montagna Parlamento Europeo. Interventi: Chiara Braga deputata, responsabile Ambiente PD; Sergio Chiamparino, presidente Regione Piemonte; Enrico Borghi, Presidente Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna Camera dei deputati; Renata Briano deputata S&D Parlamento Europeo; Luca Gaffuri consigliere PD Regione Lombardia; Alessandra Moretti capogruppo PD regione Veneto; Raimondo Donzel, assessore Regione Autonoma Valle d’Aosta. Contributi: Benedetto Della Vedova, sottosegretario Affari Esteri;Gianclaudio Bressa, sottosegretario Affari Regionali. Conclusioni Debora Serracchiani presidente Regione Friuli Venezia Giulia. Coordina Micaela Palmieri Giornalista TG1.

01/03/2016 - 12:52

CONVEGNO PROMOSSO DAL GRUPPO PD DELLA CAMERA

Roma, 3 marzo 2016 - ore 14.30 Sala Berlinguer, Camera dei deputati – Via Uffici del Vicario, 21 (terzo piano Palazzo dei Gruppi)

Giovedì 3 marzo si svolgerà l’ incontro promosso dal Gruppo Pd della Camera “EUSALP: la strategia dell’Unione europea per le Alpi e il ruolo dell’Italia”. 

Sarà l’occasione per un confronto tra i rappresentanti delle Regioni interessate e i soggetti istituzionali di governo e Parlamento sul ruolo del nostro paese all’interno di una più ampia strategia europea che riguarda il territorio alpino.

Saluti di Ettore Rosato, presidente gruppo PD Camera dei deputati; Chiara Gribaudo, vice presidente gruppo PD Camera dei Deputati; Relazione diMercedes Bresso, Presidente intergruppo montagna Parlamento Europeo. Interventi: Chiara Braga deputata, responsabile Ambiente PD; Sergio Chiamparino, presidente Regione Piemonte; Enrico Borghi, Presidente Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna Camera dei deputati; Renata Briano deputata S&D Parlamento Europeo; Luca Gaffuri consigliere PD Regione Lombardia; Alessandra Moretti capogruppo PD regione Veneto; Raimondo Donzel, assessore Regione Autonoma Valle d’Aosta. Contributi: Benedetto Della Vedova, sottosegretario Affari Esteri;Gianclaudio Bressa, sottosegretario Affari Regionali. Conclusioni Debora Serracchiani presidente Regione Friuli Venezia Giulia. Coordina Micaela Palmieri Giornalista TG1.

11/02/2016 - 13:32

“Il Pd ha posto quattro elementi di fondo nella mozione sui frontalieri: la libertà di circolazione, la libertà di impresa, la garanzia per diritti dei lavoratori e l’ attenzione al territorio”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi oggi alla Camera dove è stata approvata la mozione che “impegna il governo a richiedere un chiarimento formale alla Confederazione elvetica in merito alle decisioni discriminatorie assunte dal Canton Ticino. in contrasto con gli accordi di libera circolazione”, a sua prima firma.

“Voglio innanzi tutto smentire – ha detto Borghi - alcune accuse tese a confondere le acque, a sostenere che con l'accordo italo-svizzero per il rientro dei capitali si voglia sacrificare i frontalieri per favorire le Banche. Non è così e lo dimostra il fatto che noi oggi siamo concentrati sulla parte che riguarda la situazione inaccettabile che stanno vivendo i frontalieri e sulla progressiva integrazione dello spazio economico a cavallo del confine tra Italia e Svizzera. Siamo paesi amici, ma l’ aula deve sapere che ci sono cittadini che pagano più tasse sul lavoro solo perché italiani, una conseguenza della campagna politica fatta dall’estrema destra ticinese per cui gli italiani devono stare casa loro; questa aula deve sapere che un italiano per lavorare lì deve produrre una mole di documentazione burocratica enorme perché si parte dal presupposto che noi italiani delinquiamo più di altri cittadini; deve sapere che una legge del Canton Ticino vieta alle nostre aziende artigianali di operare e che le campagne xenofobe vogliono introdurre quote all’ ingresso, a scapito nostro. Noi difendiamo i valori di tutti i lavoratori, e parliamo - a differenza di altri- la stessa lingua a Roma, a Milano, a Varese e come anche a Lugano. Questo elemento deve essere chiaro come è chiaro che va eliminata ogni discriminazione. Ecco allora che la mozione vuole fornire al governo una serie di impegni per un processo di armonizzazione fiscale temperata con l’estensione della franchigia ai frontalieri, prevista dalla legge di stabilità 2015; a garantire il ristorno per i comuni di confine; l’ eliminazione di incongrue tassazioni per godere dell'assistenza sanitaria ; l’introduzione dello statuto del frontaliere e che l'eventuale extra gettito derivante dall'entrata a regime del trattamento fiscale Irpef dei frontalieri debba essere destinato a potenziare le infrastrutture nelle zone di confine con la Svizzera. Questa mozione – conclude Borghi - è la risposta che dobbiamo al Paese sui diritti di parte importante dei nostri lavoratori".

09/02/2016 - 16:25

Sui frontalieri la Lega esca dalla propaganda, e pensi all'interesse nazionale. Noi aperti al confronto, ma non sulle bugie". Così il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente e primo firmatario della mozione Pd in materia di iniziative a favore dei lavoratori frontalieri all'ordine del giorno dell'aula, commenta gli esiti della conferenza stampa nella quale la Lega Nord ha accusato il governo e il presidente del consiglio di una stangata fiscale a seguito dell'accordo tra Roma e Berna in materia di lavoro transfrontaliero.

"Non ho capito se gli amici della Lega si affidano agli oroscopi – dice Borghi - alla chiaroveggenza o alle fantasie, visto che non essendo stato sottoscritto nessun accordo e non essendo stato diramato alcun testo non si capisce su quali basi abbiano elaborato cifre, tesi e ipotesi del tutto aleatorie. La realtà è un'altra: e cioè che il governo sta recuperando il tempo perso durante gli anni del governo Berlusconi, quando l'allora ministro Tremonti ruppe le relazioni diplomatiche con la Svizzera provocando un'ondata xenofoba nei confronti dei nostri lavoratori alimentata dal partito della Lega dei Ticinesi, vicina politicamente al Carroccio. Si comprende come ora vogliano confondere le acque, per far dimenticare le proprie responsabilità anche con riferimento all'atteggiamento della Regione Lombardia in materia di improprio pagamento del servizio sanitario nazionale ai frontalieri. Ma in queste ore serve discutere nel merito delle questioni, per dare una prospettiva di unità del Parlamento nei confronti delle iniziative discriminatorie che dal Ticino arrivano nei confronti di aziende e lavoratori italiani. La propaganda va messa da parte, senza diffondere notizie fasulle come quella dell'azzeramento dei fondi ai comuni di confine che non esiste e non ci sarà mai perchè il Pd, principale forza di governo, non consentirà nessuna azione di questa natura. Se la Lega vuole mettere da parte l'armamentario della campagna elettorale e la propaganda spicciola, e confrontarsi nel merito per giungere ad una posizione convergente, siamo disponibili, avendo presentato come Pd una articolata mozione che tiene conto e risponde a molte delle preoccupazioni emerse. Se invece ritiene di dover fare, oggettivamente, il gioco della Lega dei Ticinesi agitando i fantasmi, noi siamo pronti in Aula a fare la nostra parte nell'interesse dell'Italia e dei lavoratori frontalieri".

 

07/01/2016 - 19:58

L'esame del decreto Ilva nelle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente è stato positivo e produttivo. Dopo  questo lavoro consegniamo all'Aula un testo che, da un lato, conferma l'impostazione originaria finalizzata a rafforzare il percorso di risanamento ambientale e di rilancio produttivo e, dall'altro, dà una prima risposta alle problematiche insorte con riferimento allo stabilimento di Cornigliano. Il voto favorevole che come Pd abbiamo espresso nel conferire il mandato ai relatori conferma il nostro impegno nella direzione di assicurare la continuità produttiva del gruppo industriale all'indomani delle note vicende conseguenti al blocco delle risorse finanziarie da parte della magistratura elvetica e contemporaneamente stanzia una somma rilevante di 800 milioni per l'attuazione delle misure di bonifica e risanamento ambientale dello stabilimento di Taranto. E' una risposta concreta che come democratici diamo, nella direzione della sintesi tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, e all'interno di una congiuntura obiettivamente complessa rispetto alla quale non sono arrivate dall'opposizione proposte alternative, ma solo critiche fini a se stesse senza reali sbocchi pratici.

Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione Ambiente della Camera.

22/12/2015 - 14:45

Oggi con il sì al collegato ambientale scriviamo una bella pagina che non è la fine di un percorso bensì l’inizio di una nuova politica che deve proseguire con il Green act e con i piani nazionali che ci impone la COP21, che realizzeremo immaginando per L’Italia un ruolo di guida di questo futuro che vogliamo costruire”. Così il capogruppo Pd della commissione Ambiente Enrico Borghi durante la dichiarazione di voto al Ddl sul collegato ambientale, approvato oggi in aula di Montecitorio con soli 32 voti contrari.

Ha proseguito Borghi: “Siamo al termine di un percorso legislativo di duro lavoro di due anni e sono retorico se uso l’aggettivo ‘storico’ per definire un provvedimento che per la prima volta introduce il concetto di economia verde all’interno del corpo giuridico delle leggi del nostro paese. Un testo che nasce dallo sforzo di dare una risposta organica e non occasionale alla rottura del rapporto tra uomo ed ecosistemi con il rapido esaurimento delle risorse che i cittadini vivono nella propria esperienza quotidiana: dall’aumento dell’ inquinamento, all’incremento delle popolazioni, all’urbanizzazione sproporzionata, allo sfruttamento intenso del suolo arabile e il depauperamento delle risorse naturali. Di questo si è parlato a Parigi e l’ ltalia è tra i primi paesi che danno seguito concreto alle decisioni prese alla COP21. Noi come Pd e coalizione di centro sinistra abbiamo fatto passi qualificanti per arrivare a questo punto: dall’ eco bonus al divieto di fracking, alla legge sugli Ecoreati, dal provvedimento sulle agenzie, al tema della mobilità sostenibile.

“Questo ddl – spiega ancora Borghi - non riguarda solo l’ambiente è anche l’occasione perché la politica riscopra il meglio di sé, per ridarle dignità stabilendo il quadro delle regole entro le quali si devono esprimere le forse propulsive di guida all’interno di questi fenomeni che stiamo vivendo. Riaffermare il primato della politica oltre a difender la democrazia significa anche andare contro una grigia gestione del potere dell’esistente e noi mettendo in campo misure di green economy, attraverso un provvedimento legislativo, diamo il senso della politica a cui pensiamo”.  

19/12/2015 - 19:39

Bene, ci siamo arrivati. Il Movimento 5 stelle ha appena bollato in Aula lo stanziamento per il Cai e il ripristino del Fondo Montagna come "marchette", tra gli applausi da stadio del loro direttorio che in questo modo asseconda quello che i padroni del vapore di quell'editoria che li ha caldamente adottati vogliono sentir ripetere pappagallescamente. 

Capisco che vivere nel blog comporti come conseguenza il fatto di non sapere più cosa sia la realtà. Se spegnessero la loro connessione con la Casaleggio e Associati e aprissero quella con la realtà, scoprirebbero che per  tutto il lavoro assicurato ogni anno dalle migliaia di volontari del Club Alpino Italiano, un milione di euro all’anno è probabilmente ancora poco. Quella che i colleghi grillini descrivono con disprezzo come una “mancia” è in realtà un atto dovuto da tempo. La manutenzione di migliaia di chilometri di sentieri e il presidio in centinaia di rifugi e bivacchi assicurato ogni anno dal Club Alpino Italiano permette lo sviluppo turistico della montagna italiana in estate e fanno risparmiare qualche centinaio di milioni l’anno agli enti locali. Inoltre, l’attività del Soccorso Alpino – che fa parte della grande famiglia del Cai – garantisce la sicurezza sulle montagne italiane con oltre ottomila interventi per salvare le persone in difficoltà.

Secondo le stime dell’Osservatorio Turistico della Montagna gli arrivi estivi toccano i 3,5 milioni di persone con 16,9 milioni di presenze (12 milioni di italiani e 4,5 milioni di stranieri) per un valore superiore a 2,1 miliardi di euro. Se milioni di persone ogni anno possono frequentare le montagne italiane, passeggiare su sentieri puliti, con la segnaletica, indicazioni e informazioni puntuali e trovare ristoro nei rifugi è merito anche del Cai. Lascio calcolare ai profeti del blog quanto dovrebbero spendere le amministrazioni pubbliche, comuni, unioni montane province, per mantenere il medesimo servizio, oltre che di quelli che verranno assicurati con i ripristinati 15 milioni del fondo montagna nel triennio come doverosa -e ancora insufficiente- applicazione dell'articolo 44 della Costituzione (leggetelo, ragazzi del Movimento 5 Stelle: c'è' anche su internet!).

Con questi dati e conoscendo personalmente l’attività svolta, credo che la strumentalizzazione dei grillini per  attaccare l’attività dei parlamentari, sia largamente irrispettosa nei confronti del Cai, più che nei confronti nostri. Noi abbiamo cercato solo di fare il nostro dovere di rappresentanza, per garantire gli interessi dei cittadini che visitano la montagna, delle centinaia di migliaia di micro imprese che vivono grazie all’economia diffusa generata dal turismo montano e delle pubbliche amministrazioni che si devono sobbarcare oneri economici per centinaia di milioni nella manutenzione dei percorsi turistici, e delle amministrazioni comunali che ogni giorno erogano servizi in montagna in condizioni  di grande difficoltà e di grandissima dignità.".

Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera. 

01/12/2015 - 13:55
"Le parole del Presidente Renzi alla Cop21 dimostrano che l'Italia sta facendo la sua parte. Non solo per ridurre le emissioni di inquinanti e l'uso di combustili fossili. Ma anche per far crescere quell'economia verde della quale l'Italia può essere sempre più protagonista in Europa. Si contemperano così le due matrici dello sviluppo sostenibile, cioè la crescita e il progresso con il mantenimento dell'ambiente, degli ecosistemi, delle risorse, da proteggere e valorizzare".
 
Lo afferma l'on. Enrico Borghi, deputato capogruppo del Partito democratico in Commissione Ambiente e presidente Uncem. "Il premier oggi a Parigi è stato chiaro ribadendo che gli impegni dei Paesi per contrastare i cambiamenti climatici non devono essere scritti sulla sabbia - prosegue Borghi - L'Italia, le Regioni, gli Enti locali, le tante associazioni espressioni della società civile ce l'hanno ben chiaro e sono certo faranno la loro parte assumendosi precisi impegni. A impegnare il nostro Paese, in azioni concrete, saranno le indicazioni e le opportunità offerte dal Collegato ambientale, prima legge italiana sulla green economy, che la Camera approverà in via definitiva nei prossimi giorni. Lì si prevede un nuovo ruolo per le aree urbane, un impegno diverso per le città nella riduzione dei consumi, e un protagonismo del tutto diverso dal passato per le aree interne, rurali e montane, colonna vertebrale del Paese". Secondo Borghi "è da qui che si avrà uno scatto decisivo nelle politiche verdi per l'Italia". " È nei territori - spiega il deputato - che dovranno nascere le green communities dove si la pubblica amministrazione predilige acquisti verdi, dove si riducono le emissioni e si torna a gestire il bosco, dove si investono più risorse per la difesa dell'assetto idrogeologico, dove si propongono programmi formativi e inclusivi per la cittadinanza, dove le risorse prodotte vengono riconosciute come strategiche per le intere collettività che le utilizzano".
 
La Cop21 rilancia e rende necessari questi temi per la politica, locale e nazionale. "Dovremo impegnarci nel rendere i punti del Collegato ambientale così come le decisioni del vertice di Parigi - conclude Borghi - conosciute e disponibili dagli Amministratori locali e dall'opinione pubblica. La sfida culturale è la prima che abbiamo di fronte, sulla quale dobbiamo azionarci subito. La politica e le istituzioni faranno la loro parte, come oggi Matteo Renzi ha ripetuto ai Capi di Stato presenti a Parigi".
 
 
17/11/2015 - 19:59

"La montagna non ha bisogno di polemiche sterili, né di bandierine. L'emendamento della Lega in materia di concessionari idroelettrici sembrava scritto apposta per essere bocciato, per poi alzare la bandiera in modo demagogico. Come pensare, infatti, di stabilire con una legge delega l'ingresso obbligatorio degli enti locali nel capitale di società concessionarie come Enel o A2A, e di modificare -sempre per legge- la natura privatistica di tali società trasformandole in società miste pubblico-private? Al di là del dirigismo economico che tali misure recano con sé, la materia è oggi in fase di riscrittura in sede di applicazione della legge Madia sulla pubblica amministrazione, ed è quella la sede dove affrontare il futuro delle partecipate. Altro è, invece, il tema del beneficio a favore delle comunità locali a causa dei disagi derivanti dallo sfruttamento della risorsa idrica. Su questi temi il Pd è impegnato in materia rilevante, come dimostrano i contenuti del collegato ambientale che sta per giungere in Aula e che reca, tra le altre misure, incrementi nel canone di bacino imbrifero montano e misure a sostegno della Green economy nelle aree montane. Purtroppo, scontiamo in questa materia i gravi ritardi degli anni dei governi di destra, che non si preoccuparono di dare attuazione al decreto Bersani di liberalizzazione del settore delle concessioni idroelettriche creando condizioni di stallo del sistema. Siamo disponibili ripartire da lì, per introdurre compensazioni ambientali a favore dei territori montani all'interno di procedure di gara ad evidenza pubblica per le concessioni idroelettriche. Se la Lega vuole scendere su questo terreno, è la benvenuta".

Lo afferma Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna.

30/10/2015 - 20:33

"Le parole pronunciate a Torino dal presidente della Repubblica, davanti ai mille sindaci che hanno partecipato al Congresso dell'Anci, sono importantissime per tutti gli amministratori, in particolare per quelli dei piccoli Comuni ".

Così l'on. Enrico Borghi, presidente nazionale dell'Uncem e presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, a pochi minuti dalla conclusione dell'intervento del presidente Mattarella al Lingotto di Torino.

"Le parole del Presidente devono guidare un nuovo percorso politico e istituzionale nel quale i piccoli enti, il territorio montano, le aree interne del Paese - afferma l'on. Borghi – devono tornare a essere centrali. Esprimo, a nome dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, particolare apprezzamento per quanto è stato detto oggi. Mattarella, in fondo, ci invita a guardare alla nostra Costituzione, anche a quell'articolo 44 che pone l'attenzione sulla montagna, troppo spesso e per troppo tempo dimenticata. I processi aggregativi dei Comuni, nelle Unioni, devono essere incentivati e il Parlamento dovrà fare la sua parte. Servirà una profonda e attenta riflessione sulle parole del Presidente - prosegue Borghi - anche nelle Regioni. Nessun freno ai processi aggregativi in essere, piuttosto incentivi per chi sta lavorando meglio e da più tempo". E sul divario digitale Borghi aggiunge: "Quanto Mattarella ha detto sul digital divide dovrà orientare le scelte che a livello nazionale e locale si faranno - conclude il presidente Uncem - Comunicazione e mobilità costituiscono condizioni basilari, non soltanto per lo sviluppo, ma anche per l'effettiva cittadinanza. Sono certo che i sindaci, tutte le donne e gli uomini impegnati nelle istituzioni, sui territori, sapranno fare la loro parte".

 

29/10/2015 - 12:12

"Tra gli effetti positivi della legge di stabilità varata dal governo, che ora arriva in Parlamento, vi è la soluzione di un problema come quello della tassazione degli impianti di risalita, esploso a seguito di un pronunciamento giurisdizionale.

Come Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna ci siamo attivati perché questo balzello avrebbe dato un colpo letale a stazioni sciistiche e impianti di risalita che già sostengono costi alti per garantire l'esercizio delle strutture, complici il cambiamento climatico, le poche norme di manutenzione e gli oneri impropri a carico di gestori impianti.

La risposta positiva arrivata dal governo che, su impulso del Presidente Renzi ha eliminato in legge di stabilità l'applicazione dell'Imu sui cosiddetti impianti imbullonati, consente di evitare il balzello. Naturalmente faremo la nostra parte in Parlamento, seguendo la conferma del provvedimento e sollecitando il ministero delle Infrastrutture per il varo dei provvedimenti utili all'esercizio della vita tecnica degli impianti e per la garanzia che il comparto degli impianti di risalita rimanga nel contesto del trasposto pubblico locale. E' un modo concreto perché la ripresa economica in atto sia intercettata anche dal turismo montano, con ricadute positive sull'economia nazionale". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi, Presidente Intergruppo Parlamentare Sviluppo Montagna.  

 

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