02/03/2016 - 11:03

CONVEGNO PROMOSSO DAL GRUPPO PD DELLA CAMERA

Roma, 3 marzo 2016 - ore 14.30 Sala Berlinguer, Camera dei deputati –

Via Uffici del Vicario, 21 (terzo piano Palazzo dei Gruppi)

Domani, giovedì 3 marzo si svolgerà l’ incontro promosso dal Gruppo Pd della Camera “EUSALP: la strategia dell’Unione europea per le Alpi e il ruolo dell’Italia”. 

Sarà l’occasione per un confronto tra i rappresentanti delle Regioni interessate e i soggetti istituzionali di governo e Parlamento sul ruolo del nostro paese all’interno di una più ampia strategia europea che riguarda il territorio alpino.

Saluti di Ettore Rosato, presidente gruppo PD Camera dei deputati; Chiara Gribaudo, vice presidente gruppo PD Camera dei Deputati; Relazione diMercedes Bresso, Presidente intergruppo montagna Parlamento Europeo. Interventi: Chiara Braga deputata, responsabile Ambiente PD; Sergio Chiamparino, presidente Regione Piemonte; Enrico Borghi, Presidente Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna Camera dei deputati; Renata Briano deputata S&D Parlamento Europeo; Luca Gaffuri consigliere PD Regione Lombardia; Alessandra Moretti capogruppo PD regione Veneto; Raimondo Donzel, assessore Regione Autonoma Valle d’Aosta. Contributi: Benedetto Della Vedova, sottosegretario Affari Esteri;Gianclaudio Bressa, sottosegretario Affari Regionali. Conclusioni Debora Serracchiani presidente Regione Friuli Venezia Giulia. Coordina Micaela Palmieri Giornalista TG1.

01/03/2016 - 12:52

CONVEGNO PROMOSSO DAL GRUPPO PD DELLA CAMERA

Roma, 3 marzo 2016 - ore 14.30 Sala Berlinguer, Camera dei deputati – Via Uffici del Vicario, 21 (terzo piano Palazzo dei Gruppi)

Giovedì 3 marzo si svolgerà l’ incontro promosso dal Gruppo Pd della Camera “EUSALP: la strategia dell’Unione europea per le Alpi e il ruolo dell’Italia”. 

Sarà l’occasione per un confronto tra i rappresentanti delle Regioni interessate e i soggetti istituzionali di governo e Parlamento sul ruolo del nostro paese all’interno di una più ampia strategia europea che riguarda il territorio alpino.

Saluti di Ettore Rosato, presidente gruppo PD Camera dei deputati; Chiara Gribaudo, vice presidente gruppo PD Camera dei Deputati; Relazione diMercedes Bresso, Presidente intergruppo montagna Parlamento Europeo. Interventi: Chiara Braga deputata, responsabile Ambiente PD; Sergio Chiamparino, presidente Regione Piemonte; Enrico Borghi, Presidente Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna Camera dei deputati; Renata Briano deputata S&D Parlamento Europeo; Luca Gaffuri consigliere PD Regione Lombardia; Alessandra Moretti capogruppo PD regione Veneto; Raimondo Donzel, assessore Regione Autonoma Valle d’Aosta. Contributi: Benedetto Della Vedova, sottosegretario Affari Esteri;Gianclaudio Bressa, sottosegretario Affari Regionali. Conclusioni Debora Serracchiani presidente Regione Friuli Venezia Giulia. Coordina Micaela Palmieri Giornalista TG1.

11/02/2016 - 13:32

“Il Pd ha posto quattro elementi di fondo nella mozione sui frontalieri: la libertà di circolazione, la libertà di impresa, la garanzia per diritti dei lavoratori e l’ attenzione al territorio”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi oggi alla Camera dove è stata approvata la mozione che “impegna il governo a richiedere un chiarimento formale alla Confederazione elvetica in merito alle decisioni discriminatorie assunte dal Canton Ticino. in contrasto con gli accordi di libera circolazione”, a sua prima firma.

“Voglio innanzi tutto smentire – ha detto Borghi - alcune accuse tese a confondere le acque, a sostenere che con l'accordo italo-svizzero per il rientro dei capitali si voglia sacrificare i frontalieri per favorire le Banche. Non è così e lo dimostra il fatto che noi oggi siamo concentrati sulla parte che riguarda la situazione inaccettabile che stanno vivendo i frontalieri e sulla progressiva integrazione dello spazio economico a cavallo del confine tra Italia e Svizzera. Siamo paesi amici, ma l’ aula deve sapere che ci sono cittadini che pagano più tasse sul lavoro solo perché italiani, una conseguenza della campagna politica fatta dall’estrema destra ticinese per cui gli italiani devono stare casa loro; questa aula deve sapere che un italiano per lavorare lì deve produrre una mole di documentazione burocratica enorme perché si parte dal presupposto che noi italiani delinquiamo più di altri cittadini; deve sapere che una legge del Canton Ticino vieta alle nostre aziende artigianali di operare e che le campagne xenofobe vogliono introdurre quote all’ ingresso, a scapito nostro. Noi difendiamo i valori di tutti i lavoratori, e parliamo - a differenza di altri- la stessa lingua a Roma, a Milano, a Varese e come anche a Lugano. Questo elemento deve essere chiaro come è chiaro che va eliminata ogni discriminazione. Ecco allora che la mozione vuole fornire al governo una serie di impegni per un processo di armonizzazione fiscale temperata con l’estensione della franchigia ai frontalieri, prevista dalla legge di stabilità 2015; a garantire il ristorno per i comuni di confine; l’ eliminazione di incongrue tassazioni per godere dell'assistenza sanitaria ; l’introduzione dello statuto del frontaliere e che l'eventuale extra gettito derivante dall'entrata a regime del trattamento fiscale Irpef dei frontalieri debba essere destinato a potenziare le infrastrutture nelle zone di confine con la Svizzera. Questa mozione – conclude Borghi - è la risposta che dobbiamo al Paese sui diritti di parte importante dei nostri lavoratori".

09/02/2016 - 16:25

Sui frontalieri la Lega esca dalla propaganda, e pensi all'interesse nazionale. Noi aperti al confronto, ma non sulle bugie". Così il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente e primo firmatario della mozione Pd in materia di iniziative a favore dei lavoratori frontalieri all'ordine del giorno dell'aula, commenta gli esiti della conferenza stampa nella quale la Lega Nord ha accusato il governo e il presidente del consiglio di una stangata fiscale a seguito dell'accordo tra Roma e Berna in materia di lavoro transfrontaliero.

"Non ho capito se gli amici della Lega si affidano agli oroscopi – dice Borghi - alla chiaroveggenza o alle fantasie, visto che non essendo stato sottoscritto nessun accordo e non essendo stato diramato alcun testo non si capisce su quali basi abbiano elaborato cifre, tesi e ipotesi del tutto aleatorie. La realtà è un'altra: e cioè che il governo sta recuperando il tempo perso durante gli anni del governo Berlusconi, quando l'allora ministro Tremonti ruppe le relazioni diplomatiche con la Svizzera provocando un'ondata xenofoba nei confronti dei nostri lavoratori alimentata dal partito della Lega dei Ticinesi, vicina politicamente al Carroccio. Si comprende come ora vogliano confondere le acque, per far dimenticare le proprie responsabilità anche con riferimento all'atteggiamento della Regione Lombardia in materia di improprio pagamento del servizio sanitario nazionale ai frontalieri. Ma in queste ore serve discutere nel merito delle questioni, per dare una prospettiva di unità del Parlamento nei confronti delle iniziative discriminatorie che dal Ticino arrivano nei confronti di aziende e lavoratori italiani. La propaganda va messa da parte, senza diffondere notizie fasulle come quella dell'azzeramento dei fondi ai comuni di confine che non esiste e non ci sarà mai perchè il Pd, principale forza di governo, non consentirà nessuna azione di questa natura. Se la Lega vuole mettere da parte l'armamentario della campagna elettorale e la propaganda spicciola, e confrontarsi nel merito per giungere ad una posizione convergente, siamo disponibili, avendo presentato come Pd una articolata mozione che tiene conto e risponde a molte delle preoccupazioni emerse. Se invece ritiene di dover fare, oggettivamente, il gioco della Lega dei Ticinesi agitando i fantasmi, noi siamo pronti in Aula a fare la nostra parte nell'interesse dell'Italia e dei lavoratori frontalieri".

 

07/01/2016 - 19:58

L'esame del decreto Ilva nelle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente è stato positivo e produttivo. Dopo  questo lavoro consegniamo all'Aula un testo che, da un lato, conferma l'impostazione originaria finalizzata a rafforzare il percorso di risanamento ambientale e di rilancio produttivo e, dall'altro, dà una prima risposta alle problematiche insorte con riferimento allo stabilimento di Cornigliano. Il voto favorevole che come Pd abbiamo espresso nel conferire il mandato ai relatori conferma il nostro impegno nella direzione di assicurare la continuità produttiva del gruppo industriale all'indomani delle note vicende conseguenti al blocco delle risorse finanziarie da parte della magistratura elvetica e contemporaneamente stanzia una somma rilevante di 800 milioni per l'attuazione delle misure di bonifica e risanamento ambientale dello stabilimento di Taranto. E' una risposta concreta che come democratici diamo, nella direzione della sintesi tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, e all'interno di una congiuntura obiettivamente complessa rispetto alla quale non sono arrivate dall'opposizione proposte alternative, ma solo critiche fini a se stesse senza reali sbocchi pratici.

Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione Ambiente della Camera.

22/12/2015 - 14:45

Oggi con il sì al collegato ambientale scriviamo una bella pagina che non è la fine di un percorso bensì l’inizio di una nuova politica che deve proseguire con il Green act e con i piani nazionali che ci impone la COP21, che realizzeremo immaginando per L’Italia un ruolo di guida di questo futuro che vogliamo costruire”. Così il capogruppo Pd della commissione Ambiente Enrico Borghi durante la dichiarazione di voto al Ddl sul collegato ambientale, approvato oggi in aula di Montecitorio con soli 32 voti contrari.

Ha proseguito Borghi: “Siamo al termine di un percorso legislativo di duro lavoro di due anni e sono retorico se uso l’aggettivo ‘storico’ per definire un provvedimento che per la prima volta introduce il concetto di economia verde all’interno del corpo giuridico delle leggi del nostro paese. Un testo che nasce dallo sforzo di dare una risposta organica e non occasionale alla rottura del rapporto tra uomo ed ecosistemi con il rapido esaurimento delle risorse che i cittadini vivono nella propria esperienza quotidiana: dall’aumento dell’ inquinamento, all’incremento delle popolazioni, all’urbanizzazione sproporzionata, allo sfruttamento intenso del suolo arabile e il depauperamento delle risorse naturali. Di questo si è parlato a Parigi e l’ ltalia è tra i primi paesi che danno seguito concreto alle decisioni prese alla COP21. Noi come Pd e coalizione di centro sinistra abbiamo fatto passi qualificanti per arrivare a questo punto: dall’ eco bonus al divieto di fracking, alla legge sugli Ecoreati, dal provvedimento sulle agenzie, al tema della mobilità sostenibile.

“Questo ddl – spiega ancora Borghi - non riguarda solo l’ambiente è anche l’occasione perché la politica riscopra il meglio di sé, per ridarle dignità stabilendo il quadro delle regole entro le quali si devono esprimere le forse propulsive di guida all’interno di questi fenomeni che stiamo vivendo. Riaffermare il primato della politica oltre a difender la democrazia significa anche andare contro una grigia gestione del potere dell’esistente e noi mettendo in campo misure di green economy, attraverso un provvedimento legislativo, diamo il senso della politica a cui pensiamo”.  

19/12/2015 - 19:39

Bene, ci siamo arrivati. Il Movimento 5 stelle ha appena bollato in Aula lo stanziamento per il Cai e il ripristino del Fondo Montagna come "marchette", tra gli applausi da stadio del loro direttorio che in questo modo asseconda quello che i padroni del vapore di quell'editoria che li ha caldamente adottati vogliono sentir ripetere pappagallescamente. 

Capisco che vivere nel blog comporti come conseguenza il fatto di non sapere più cosa sia la realtà. Se spegnessero la loro connessione con la Casaleggio e Associati e aprissero quella con la realtà, scoprirebbero che per  tutto il lavoro assicurato ogni anno dalle migliaia di volontari del Club Alpino Italiano, un milione di euro all’anno è probabilmente ancora poco. Quella che i colleghi grillini descrivono con disprezzo come una “mancia” è in realtà un atto dovuto da tempo. La manutenzione di migliaia di chilometri di sentieri e il presidio in centinaia di rifugi e bivacchi assicurato ogni anno dal Club Alpino Italiano permette lo sviluppo turistico della montagna italiana in estate e fanno risparmiare qualche centinaio di milioni l’anno agli enti locali. Inoltre, l’attività del Soccorso Alpino – che fa parte della grande famiglia del Cai – garantisce la sicurezza sulle montagne italiane con oltre ottomila interventi per salvare le persone in difficoltà.

Secondo le stime dell’Osservatorio Turistico della Montagna gli arrivi estivi toccano i 3,5 milioni di persone con 16,9 milioni di presenze (12 milioni di italiani e 4,5 milioni di stranieri) per un valore superiore a 2,1 miliardi di euro. Se milioni di persone ogni anno possono frequentare le montagne italiane, passeggiare su sentieri puliti, con la segnaletica, indicazioni e informazioni puntuali e trovare ristoro nei rifugi è merito anche del Cai. Lascio calcolare ai profeti del blog quanto dovrebbero spendere le amministrazioni pubbliche, comuni, unioni montane province, per mantenere il medesimo servizio, oltre che di quelli che verranno assicurati con i ripristinati 15 milioni del fondo montagna nel triennio come doverosa -e ancora insufficiente- applicazione dell'articolo 44 della Costituzione (leggetelo, ragazzi del Movimento 5 Stelle: c'è' anche su internet!).

Con questi dati e conoscendo personalmente l’attività svolta, credo che la strumentalizzazione dei grillini per  attaccare l’attività dei parlamentari, sia largamente irrispettosa nei confronti del Cai, più che nei confronti nostri. Noi abbiamo cercato solo di fare il nostro dovere di rappresentanza, per garantire gli interessi dei cittadini che visitano la montagna, delle centinaia di migliaia di micro imprese che vivono grazie all’economia diffusa generata dal turismo montano e delle pubbliche amministrazioni che si devono sobbarcare oneri economici per centinaia di milioni nella manutenzione dei percorsi turistici, e delle amministrazioni comunali che ogni giorno erogano servizi in montagna in condizioni  di grande difficoltà e di grandissima dignità.".

Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera. 

01/12/2015 - 13:55
"Le parole del Presidente Renzi alla Cop21 dimostrano che l'Italia sta facendo la sua parte. Non solo per ridurre le emissioni di inquinanti e l'uso di combustili fossili. Ma anche per far crescere quell'economia verde della quale l'Italia può essere sempre più protagonista in Europa. Si contemperano così le due matrici dello sviluppo sostenibile, cioè la crescita e il progresso con il mantenimento dell'ambiente, degli ecosistemi, delle risorse, da proteggere e valorizzare".
 
Lo afferma l'on. Enrico Borghi, deputato capogruppo del Partito democratico in Commissione Ambiente e presidente Uncem. "Il premier oggi a Parigi è stato chiaro ribadendo che gli impegni dei Paesi per contrastare i cambiamenti climatici non devono essere scritti sulla sabbia - prosegue Borghi - L'Italia, le Regioni, gli Enti locali, le tante associazioni espressioni della società civile ce l'hanno ben chiaro e sono certo faranno la loro parte assumendosi precisi impegni. A impegnare il nostro Paese, in azioni concrete, saranno le indicazioni e le opportunità offerte dal Collegato ambientale, prima legge italiana sulla green economy, che la Camera approverà in via definitiva nei prossimi giorni. Lì si prevede un nuovo ruolo per le aree urbane, un impegno diverso per le città nella riduzione dei consumi, e un protagonismo del tutto diverso dal passato per le aree interne, rurali e montane, colonna vertebrale del Paese". Secondo Borghi "è da qui che si avrà uno scatto decisivo nelle politiche verdi per l'Italia". " È nei territori - spiega il deputato - che dovranno nascere le green communities dove si la pubblica amministrazione predilige acquisti verdi, dove si riducono le emissioni e si torna a gestire il bosco, dove si investono più risorse per la difesa dell'assetto idrogeologico, dove si propongono programmi formativi e inclusivi per la cittadinanza, dove le risorse prodotte vengono riconosciute come strategiche per le intere collettività che le utilizzano".
 
La Cop21 rilancia e rende necessari questi temi per la politica, locale e nazionale. "Dovremo impegnarci nel rendere i punti del Collegato ambientale così come le decisioni del vertice di Parigi - conclude Borghi - conosciute e disponibili dagli Amministratori locali e dall'opinione pubblica. La sfida culturale è la prima che abbiamo di fronte, sulla quale dobbiamo azionarci subito. La politica e le istituzioni faranno la loro parte, come oggi Matteo Renzi ha ripetuto ai Capi di Stato presenti a Parigi".
 
 
17/11/2015 - 19:59

"La montagna non ha bisogno di polemiche sterili, né di bandierine. L'emendamento della Lega in materia di concessionari idroelettrici sembrava scritto apposta per essere bocciato, per poi alzare la bandiera in modo demagogico. Come pensare, infatti, di stabilire con una legge delega l'ingresso obbligatorio degli enti locali nel capitale di società concessionarie come Enel o A2A, e di modificare -sempre per legge- la natura privatistica di tali società trasformandole in società miste pubblico-private? Al di là del dirigismo economico che tali misure recano con sé, la materia è oggi in fase di riscrittura in sede di applicazione della legge Madia sulla pubblica amministrazione, ed è quella la sede dove affrontare il futuro delle partecipate. Altro è, invece, il tema del beneficio a favore delle comunità locali a causa dei disagi derivanti dallo sfruttamento della risorsa idrica. Su questi temi il Pd è impegnato in materia rilevante, come dimostrano i contenuti del collegato ambientale che sta per giungere in Aula e che reca, tra le altre misure, incrementi nel canone di bacino imbrifero montano e misure a sostegno della Green economy nelle aree montane. Purtroppo, scontiamo in questa materia i gravi ritardi degli anni dei governi di destra, che non si preoccuparono di dare attuazione al decreto Bersani di liberalizzazione del settore delle concessioni idroelettriche creando condizioni di stallo del sistema. Siamo disponibili ripartire da lì, per introdurre compensazioni ambientali a favore dei territori montani all'interno di procedure di gara ad evidenza pubblica per le concessioni idroelettriche. Se la Lega vuole scendere su questo terreno, è la benvenuta".

Lo afferma Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna.

30/10/2015 - 20:33

"Le parole pronunciate a Torino dal presidente della Repubblica, davanti ai mille sindaci che hanno partecipato al Congresso dell'Anci, sono importantissime per tutti gli amministratori, in particolare per quelli dei piccoli Comuni ".

Così l'on. Enrico Borghi, presidente nazionale dell'Uncem e presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, a pochi minuti dalla conclusione dell'intervento del presidente Mattarella al Lingotto di Torino.

"Le parole del Presidente devono guidare un nuovo percorso politico e istituzionale nel quale i piccoli enti, il territorio montano, le aree interne del Paese - afferma l'on. Borghi – devono tornare a essere centrali. Esprimo, a nome dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, particolare apprezzamento per quanto è stato detto oggi. Mattarella, in fondo, ci invita a guardare alla nostra Costituzione, anche a quell'articolo 44 che pone l'attenzione sulla montagna, troppo spesso e per troppo tempo dimenticata. I processi aggregativi dei Comuni, nelle Unioni, devono essere incentivati e il Parlamento dovrà fare la sua parte. Servirà una profonda e attenta riflessione sulle parole del Presidente - prosegue Borghi - anche nelle Regioni. Nessun freno ai processi aggregativi in essere, piuttosto incentivi per chi sta lavorando meglio e da più tempo". E sul divario digitale Borghi aggiunge: "Quanto Mattarella ha detto sul digital divide dovrà orientare le scelte che a livello nazionale e locale si faranno - conclude il presidente Uncem - Comunicazione e mobilità costituiscono condizioni basilari, non soltanto per lo sviluppo, ma anche per l'effettiva cittadinanza. Sono certo che i sindaci, tutte le donne e gli uomini impegnati nelle istituzioni, sui territori, sapranno fare la loro parte".

 

29/10/2015 - 12:12

"Tra gli effetti positivi della legge di stabilità varata dal governo, che ora arriva in Parlamento, vi è la soluzione di un problema come quello della tassazione degli impianti di risalita, esploso a seguito di un pronunciamento giurisdizionale.

Come Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna ci siamo attivati perché questo balzello avrebbe dato un colpo letale a stazioni sciistiche e impianti di risalita che già sostengono costi alti per garantire l'esercizio delle strutture, complici il cambiamento climatico, le poche norme di manutenzione e gli oneri impropri a carico di gestori impianti.

La risposta positiva arrivata dal governo che, su impulso del Presidente Renzi ha eliminato in legge di stabilità l'applicazione dell'Imu sui cosiddetti impianti imbullonati, consente di evitare il balzello. Naturalmente faremo la nostra parte in Parlamento, seguendo la conferma del provvedimento e sollecitando il ministero delle Infrastrutture per il varo dei provvedimenti utili all'esercizio della vita tecnica degli impianti e per la garanzia che il comparto degli impianti di risalita rimanga nel contesto del trasposto pubblico locale. E' un modo concreto perché la ripresa economica in atto sia intercettata anche dal turismo montano, con ricadute positive sull'economia nazionale". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi, Presidente Intergruppo Parlamentare Sviluppo Montagna.  

 

19/10/2015 - 15:33

Governo recepisce richieste Intergruppo Montagna

“Poste va in borsa, sceglie il mercato, ma nella Legge di Stabilità resta da individuare la cifra che viene garantita dallo Stato all'azienda per il Servizio postale universale. Ne discuteremo il prossimo mese in Parlamento. Poste beneficia di risorse dello Stato, quindi di tutti, e deve garantire eguali servizi a tutti. Nel dibattito sulla Legge di Stabilità lo chiariremo ancora, affinché i milioni di euro stanziati da Stato a Poste garantiscano il servizio per tutti”. Lo dichiara il deputato Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna che spiega : “Le chiusure e le limitazioni di orari degli uffici di Poste italiane sono entrate a Montecitorio e il Governo, per voce del sottosegretario allo Sviluppo economico Giacomelli, che ha risposto a un’a interpellanza, ha messo alla società alcuni paletti. Politici, visto che le regole del Servizio postale universale sono passate nelle mani dell'Autorità Garante delle Comunicazioni. La prima è legata alla capillarità di Poste sul territorio che, come ha ribadito Giacomelli, è un valore, un asset strategico, le chiusure impoveriscono la società. Il secondo punto affronta la necessità di erogare nuovi servizi all'interno dell'Agenda digitale, da potenziare nel nuovo contratto di servizio che Poste dovrà definire con lo Stato. Opportunità legate all'informatica, a sportelli multiservizi da costruire d'intesa con gli Enti locali. Si tratta di due fronti, il valore sociale dell'ufficio postale e la digitalizzazione dei servizi. Il Governo ha recepito ciò che abbiamo messo a punto raccogliendo le istanze di sindaci e amministratori, non solo di aree interne, rurali e montane. I cittadini sono uguali, non solo formalmente davanti alla legge, ma nell'accesso ai servizi. Lo dimostrano i molti comuni che hanno vinto ricorsi contro chiusure di uffici postali. Deve dunque essere bloccata, in sede politica – conclude Borghi - ogni possibile disuguaglianza e le marginalizzazioni di comunità che vivono nelle aree interne del Paese”.

15/10/2015 - 21:01

"C'è da rimanere allibiti di fronte al fatto che una persona dotata di elevate responsabilità istituzionali come il Vice Presidente della Camera, onorevole Luigi di Maio, non trovi nulla di meglio che lanciarsi in una incredibile operazione di sciacallaggio e di strumentalizzazione in queste ore di maltempo e di vittime che purtroppo si stanno contando. Una carica istituzionale dovrebbe sapere che dall’istituzione di #italiasicura, istituita nel maggio 2014, come Struttura di missione della Presidenza del Consiglio, le risorse stanziate dal governo per le opere strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico ammontano a 754 milioni di euro (654 milioni per gli interventi e 100 milioni per un Fondo di progettazione, particolarmente utile in un Paese in cui i progetti sono per larga parte ancora in fase preliminare).  Questi fondi saranno ripartiti nei vari anni secondo il tiraggio economico e finanziario dei lavori, ma sono disponibili già oggi e sostengono l’avvio dei cantieri per 33 importanti interventi dei 132 previsti dal Piano Aree Metropolitane del valore complessivo di 1.3 milioni di euro. Per la seconda tranche, da 600 milioni si sta lavorando per ottenere l’assegnazione entro l’anno. E il governo è anche al lavoro per un intervento specifico per il dissesto nelle aree montane. In tutta Italia e con riferimento ai vecchi stanziamenti del periodo 2000-2010, dall’avvio dell’azione di #Italiasicura, sono stati avviati 642 cantieri per 1075 milioni, anche grazie al il modello di azione messo in campo dalla struttura di missione del governo, fatto di semplificazione della governance e delle procedure, di controllo costante del territorio e di collaborazione con tutte le strutture e amministrazioni regionali competenti, con il Presidente di Regione Commissario di Governo, sburocratizzando e velocizzando procedure ereditate dal passato. Il governo inoltre sta puntando ad aggiungere ai 1300 milioni del Piano stralcio già varato altri 7 miliardi per i prossimi cinque anni. In tutto circa 8.3 miliardi che rappresenta, all’incirca, la cifra programmata dai precedenti Governi in 15 anni sul dissesto idrogeologico. Un piano che, prevedendo un’occupazione diretta indiretta e indotta di circa 20 mila unità per miliardo, è in grado di attivare circa 160 mila occupati distribuiti ovviamente nell’arco del periodo di realizzazione.  E' il momento di mettere fine a queste azioni di disinformazione e di inutili forzature, e assumersi ognuno la propria quota di responsabilità, alla luce anche del monito oggi lanciato da Ban Ki Moon (a proposito, dov'era nella circostanza il vicepresidente Di Maio? Forse fuori dall'aula come la stragrande maggior parte dei suoi colleghi di partito?)che ci ha ricordato come il mutamento climatico sia la questione decisiva per l'intera umanità, per la quale -aggiungiamo- vi è la necessità di responsabilità e di capacità di governo e non di misere speculazioni".

Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente della Camera

07/10/2015 - 15:04

“ I 5Stelle non perdono occasione per dare i numeri, falsi tra l’altro, e vanno a testa bassa contro il governo sul dissesto idrogeologico. Ma basta leggere le cifre vere per capire che è la prima volta nel nostro paese, che un Governo, quello di Renzi appunto, ha scelto di investire nella prevenzione dal rischio idrogeologico, varando un Piano da 1300 milioni che interessa alcuni dei punti più critici del Paese (in primis le città metropolitane come Genova, Milano, Firenze ed altre ancora, ma anche città non metropolitane a rischio elevato come Olbia, Padova, Parma, Pescara ecc.) e le risorse già disponibili per questo piano sono 754 milioni . Sono queste le cifre ‘verità’ sul dissesto idrogeologico e non certo quelle date oggi dai 5Stelle che non perdono occasione per criticare anche di fronte all’evidenza dei fatti”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi che spiega: Altro dato che ci tengo a ricordare ai colleghi del movimento 5Stelle è che in un anno sono stati aperti 642 cantieri per 1049 milioni e tra fine 2015 e 2016 saranno sbloccati altri cantieri della vecchia programmazione per 1,330 miliardi di euro. E’ l’Italia che riparte ma nella consapevolezza che sviluppo è anche salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Non servono chiacchiere strumentali, ma lavorare duro e con competenza, come questo governo e la maggioranza ha fatto fino ad ora e vuole continuare a fare. Noi la demagogia la lasciamo agli altri!”

06/10/2015 - 16:41

"Nonostante le rassicurazioni giunte nelle scorse ore dal governo circa la sospensione trimestrale della misura di consegna della corrispondenza a giorni alterni sul 25% del territorio nazionale, stanno fioccando segnalazioni da diverse parti d'Italia circa la volontà di Poste Italiane spa di procedere come un panzer incurante di tutto ciò che gli accade attorno.

L'atteggiamento è al limite della provocazione. A ciò si giunge dopo la sostanziale incuranza da parte dell'azienda di un sistema corretto di relazioni con gli enti territoriali, che lamentano da ogni dove assenza di concertazione e di confronto nei confronti di un'azienda, che fra l'altro ancora oggi fa cassa grazie a locali e strutture messe a disposizione pressoché gratuitamente da numerose municipalità.

E si arriva dopo che numerose mozioni votate dalla Camera, nelle quali si faceva esplicito riferimento alla necessità di garantire il livello dei servizi uniforme sull'intero territorio nazionale, sono state messe nei cassetti. Ora le stesse indicazioni del governo vengono mandate in cavalleria. Domando: ma Poste Italiane spa si rende conto della sua natura di concessionario pubblico? Oppure l'aria della City ormai ha inebriato tutti? E che ne facciamo dei 300 milioni di soldi pubblici che entrano nel bilancio aziendale ogni anno con i quali si dovrebbe garantire il servizio universale? Mi auguro che le prossime ore segnino un soprassalto di resipiscenza e di responsabilità. Per quel che ci riguarda, non resteremo inerti ad assistere a questo incredibile atteggiamento".

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e Presidente dell'Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna.

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