05/05/2015 - 14:41

Domani risponde il Ministro dell'Ambiente durante il question time di Montecitorio

Dopo l’arrivo nel porto di Augusta, lo scorso 21 aprile, della motonave “Rita Br” carica di circa 10.000 tonnellate di rifiuti speciali prodotti dall'acciaieria “Ilva” di Taranto - sembra si tratti solo del primo carico a cui seguiranno ulteriori migliaia di tonnellate di rifiuti speciali prodotti da quella acciaieria - si teme che il territorio dei comuni di Augusta, di Priolo e Melilli diventi la discarica dei rifiuti dell'Ilva” o di altri siti industriali. Per questo i deputati del Pd hanno presentato una interrogazione a risposta immediata al ministero dell’Ambiente – che risponderà domani al question time – per chiedere quali siano stati i criteri di scelta e secondo quali norme legislative sia stato consentito il trasferimento dei rifiuti dalla Puglia alla Sicilia e quali iniziative il Ministro intenda assumere al fine di incentivare e procedere alla bonifica dell’area già fortemente inquinata e compromessa del triangolo industriale Priolo, Melilli, Augusta.

Sofia Amoddio, prima firmataria dell’interrogazione insieme al presidente della Commissione Ecomafie, Alessandro Bratti, al capogruppo del Pd in commissione Ambiente, Enrico Borghi e a molti altri deputati siciliani, rende noto che nei territori interessati la popolazione e le associazioni ambientaliste, allarmati e indignati dalla notizia dell’arrivo della nave carica di “veleni”, si sono mobilitati e venerdì prossimo è previsto un consiglio comunale straordinario a Melilli.

 

22/04/2015 - 12:56

“Una ‘Earth Day’ , quella di quest’anno, non nel segno della pura formalità ma all’insegna della profonda consapevolezza che il nostro pianeta va tutelato e salvaguardato non con i proclami ma con misure concrete ed efficaci. Lo abbiamo imparato a nostre spese, ce lo hanno insegnato gli eventi catastrofici frutto dei cambiamenti climatici che hanno interessato la terra tutta.

Siamo di fronte ad una svolta epocale perché per la prima volta ci siamo resi responsabili di attivare politiche ambientali mirate a diminuire l’inquinamento terrestre. Non è un caso che nel 2014 è stato registrato uno stop all’aumento delle emissioni di CO2 , che abbiamo visto gli Usa e la Cina fare accordi sull’ambiente e che ci aspetta l’appuntamento di Parigi che per un accordo mondiale sul clima .

Da parte nostra, in Parlamento, fin dall’inizio della legislatura, l’ambiente è stato al centro dell’attività legislativa della maggioranza che ne ha compreso la centralità e la trasversalità con temi fondamentali per il paese, come quello di uno sviluppo sempre più sostenibile, la tutela del made in Italy, le politiche infrastrutturale, ecc.

Celebriamo dunque la giornata della Terra nella consapevolezza che l’Ambiente sarà sempre più il punto di partenza con cui misurarci negli aspetti del vivere sociale, economico e umano”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi.

21/04/2015 - 19:36

"L'audizione resa oggi dal nuovo ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, conferma che al ministero di Porta Pia sia cambiato il vento. Come Pd abbiamo espresso alcuni concetti importanti, sui quali il ministro ha dato precise ed importanti assicurazioni. Anzitutto, che si ponga mano alla fine delle procedure speciali e straordinarie; siamo infatti convinti che l'elemento chiave per la trasparenza e l'efficienza del settore risieda nella ordinarietà delle procedure, e nella loro semplificazione con lo spostamento dell'attenzione su una corretta pianificazione e programmazione a monte e non a valle degli interventi. Ciò per noi deve tradursi nella fine della stagione della legge obiettivo e dei commissariamenti dal centro, stagione che come confermano i dati ha reso farraginose e opache le procedure di intervento e la loro efficacia, se è vero che al 31 dicembre dello scorso anno risultavano ultimati solo l'8,4% delle opere e ben il 58,3% risultava essere ancora fermo allo stadio di progettazione, con 80 miliardi di fatto congelati. In secondo luogo, positiva la condivisione giunta dal ministro sulla nostra idea di "fisco buono" che, prendendo lo spunto dall'Ecobonus, sostenga e indirizzi con strumenti politici e fiscali l'attuale processo di riorientamento del settore edilizio, oggi in fase di spostamento dal nuovo al recupero e al riuso dei fabbricati. Il futuro dell'edilizia si chiama Building Information Modeling, si chiama Historic Building, sta nelle smart cities e nelle green communities e le nuove infrastrutture devono andare in questa direzione per aprirsi a mercati ad alto valore aggiunto. Da ultimo, siamo dell'opinione che si debba aprire un focus sul futuro di Anas S.p.A., sciogliendone l'attuale natura anfibia che non ne fa più società in house e non la fa ancora società di mercato. Di rilievo, infine, l'osservazione fatta dal ministro sull'esigenza di attivare le gare e le procedure europee in materia di concessioni autostradali: è una battaglia che il Pd aveva fatto in sede di conversione del decreto Sblocca Italia, ed è la premessa per attivare finalmente una modernizzazione del settore anche in Italia".

Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Ambiente, Enrico Borghi, a margine dell'audizione svolta oggi dal neo ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

 

16/04/2015 - 17:25

"L'esame avviato oggi sul DEF in commissione Ambiente ci permette di riscontrare come nel delicato settore delle infrastrutture  il governo abbia recepito positivamente le istanze avanzate dal gruppo Pd”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, il deputato Enrico Borghi che spiega: “Sono di rilievo almeno tre scelte politiche molto chiare. Anzitutto, la decisione di selezionare un elenco di 25 opere prioritarie, archiviando il libro dei sogni dell'allegato infrastrutture e puntando su mobilità ambientalmente corretta come metropolitane, potenziamento delle linee ferroviarie lungo le reti TEN e decongestionamento dei volumi di traffico.

 In secondo luogo, la decisione di sostenere lo schema di contratto quinquennale ANAS 2015/2019,  che consente una adeguata programmazione di una attività di manutenzione, ordinaria e straordinaria, della rete stradale nazionale.

 Infine conclude Borghi - c’è la prospettiva di guardare e investire non solamente sulle grandi opere, ma anche e in misura adeguata sulle opere di piccola e media portata che molto spesso rispondono a una funzione importante con ricadute positive e immediate sulla vita delle comunità e dei territori."

 

09/04/2015 - 20:25

“Nella prossima legge di Stabilità dobbiamo prevedere una sorta di ‘collegato' che affronti i punti non ancora risolti del processo di riforma che ha interessato anche i territori montani”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Enrico Borghi, nell’ambito del Seminario sul futuro della governance montana, organizzato oggi alla Camera dall'Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e che ha registrato, tra gli altri, la presenza del Sottosegretario alla P.A. Angelo Rughetti, dei deputati Albrecht Plangger e Roger DeMenech, rispettivamente presidente e vicepresidenti dell'Intergruppo Montagna, e del coordinatore Piccoli Comuni Anci Massimo Castelli”, e nel quale sono state messe in luce le questioni principali legate al tema della governance montana, prima fra tutte la necessità di provvedimenti differenziati per i territori con deficit strutturali e orografici, e l'esigenza di uscire dal guado nel quale il processo di riorganizzazione istituzionale è immerso.

“Tali punti – ha spiegato Borghi - sono: formazione professionale adeguata, e penso anche ai segretari comunali; omogeneità delle legislazioni da parte delle Regioni, molte delle quali in ritardo, dentro un quadro di applicazione della riforma Delrio e non di boicottaggio; esigenza di incentivi per far decollare le nuove Unioni di Comuni, che devono affrontare riordino delle funzioni e riorganizzazione delle sedi. E' questo il quadro dentro cui dobbiamo operare'', ha concluso Enrico Borghi.

 

08/04/2015 - 14:06

“Le affermazioni rese oggi dall’Aiscat in merito all’articolo 5 dello Sblocca Italia, in materia di concessioni autostradali e originariamente sostenuto in maniera molto forte dall’associazione di categoria, segnano un passaggio importante.

Infatti, laddove essi rilevano che “l’Aiscat ritiene che le soluzioni previste dall’articolo 5 siano superate alla luce delle nuove norme contenute nella direttiva 23/2014 relativa alle concessioni”, riconoscono nei fatti la positività del lavoro emendativo fatto dal Pd in sede di conversione del decreto, che andava esattamente nel senso di attribuire alla normativa europea un ruolo essenziale. La direttiva, relativa a modalità di concessioni e appalti, va nel senso di attribuire attraverso gare e procedure ad evidenza pubblica tali strumenti, archiviando la prassi tutta italiana delle proroghe, dei rinvii e degli allungamenti contrattuali. In sede di confronto parlamentare sullo Sblocca Italia avevamo ottenuto la verifica di congruità da parte della Commissione Europea, e ora questa nuova posizione da parte dei concessionari comunicata al Parlamento rappresenta di fatto la fine di una stagione.

Occorre lavorare ora per l’apertura di una nuova fase nella quale si possa dare certezze di investimenti e di ammodernamento della rete infrastrutturale nazionale mediante il pieno e completo recepimento delle direttive europee, senza fronzoli, orpelli o inutili barocchismi”.

Lo dichiara in una nota l’on. Enrico Borghi, capogruppo del Partito Democratico in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera a margine della audizione odierna dell’Aiscat di fronte alla VIII commissione nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di concessioni autostradali.

 

02/04/2015 - 19:06

“E’ necessario un immediato intervento che chiarisca e risolva la situazione. L’Imu sugli impianti di risalita, peraltro stabilita con una sentenza giurisdizionale e non per volontà politica, è inaccettabile”. Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera e presidente dell'Intergruppo parlamentare per la Montagna che accoglie l’appello dell’associazione di categoria degli impiantisti Federfuni la quale chiede una soluzione dato che la sentenza della Cassazione che impone agli impianti di risalita di pagare l'Imu è – dicono - insostenibile, non solo per gli impiantisti, ma per tutta l'economia montana’”.

“Obbligare a pagare l'Imu sugli impianti a fune definiti di arroccamento e legati al comparto del trasporto pubblico – prosegue Borghi - crea un precedente pericoloso per tutto il sistema montagna italiano. Servono atti concreti per uscire da questa empasse. Dobbiamo aiutare e non penalizzare ulteriormente il comparto della neve, già colpito più di altri dalla crisi economica, e nel quadro del percorso che porterà alla local tax occorrerà trovare un punto di risposta su questo aspetto".

 

02/04/2015 - 14:39

"Il rapporto Cottarelli sugli enti locali compie l'eterno errore dei tecnici che vogliono fare politica.
Dopo il fragoroso fallimento del governo degli ottimati, che doveva risollevare le sorti del mondo sotto la guida di Super Mario Monti e che si è risolto a tassare e tagliare, i tecnici tornano alla carica nel rapporto Cottarelli infarcito di pressapochismi e pregiudizi ideologici.
Manifesto pubblicamente tutte le mie riserve per la parte che conosco e che ho letto di questo rapporto, e cioè quella relativa alle autonomie locali.  Se il criterio è estensibile a tutto il resto del lavoro, lo si può tranquillamente buttare nel cestino.
L'eterno errore dei tecnici è semplice: le autonomie locali, e dentro a esse i Comuni, non sono solo centri di spesa. Sono centri di democrazia, autonomia, sussidiarietà. E quindi è sbagliato, oltre che offensivo, immaginare ad esempio di imporre la fusione dei comuni alla voce "costi della politica". Risibili poi le stime sui costi del funzionamento delle istituzioni locali (con intervalli di oscillazione così ampi che se venissero applicati ai criteri di calcolo del deficit l'UE ci commissarierebbe domani!!) e ridicola l'affermazione finale che stima tra 360 e 983 milioni i risparmi derivanti dalla fusione dei Comuni fino a 10.000 abitanti. A parte che tra 360 e 983 c'è una bella differenza, ma, lo ripeto, non è questo il tema, ed è troppo facile sparare cifre a casaccio per rafforzare una impalcatura ideologica. E' una questione che abbiamo affrontato legislativamente con la legge Delrio (che qualcuno vuole boicottare) e risolta con l'Unione obbligatoria dei Comuni per trovare in questo contesto un ambito efficace di contenimento della spesa e di rappresentanza democratica. Quella logica va perfezionata non buttata dalla finestra per rimettere sul tavolo ipotesi errate tecnicamente e istituzionalmente. Per questo il Pd, dopo aver promosso la riforma degli enti locali, spinge nella direzione di una legge specifica per i piccoli comuni, con particolare attenzione per quelli rurali, montani e isolani chiamati a presidiare territori complessi in un'epoca di diminuzione di risorse e che non possono essere lasciati da soli di fronte a tali difficoltà.
Tutto questo però deve valere come ennesimo monito anche per gli irriducibili ultimi giapponesi del mondo delle autonomie locali comunali, che quando si ergono a difesa dello status quo o del ritorno al passato, in realtà non fanno altro che armare queste posizioni liquidatorie.
In mezzo tra il nostalgismo e il furore tecnicistico-ideologico c'è il riformismo. Sentiero stretto e difficile, ma da battere se vogliamo dare un futuro ai territori italiani in questi tempi complessi". Lo dichiara in una nota il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici.

 

27/03/2015 - 13:56

“Per sensibilizzare su due temi fondamentali per la salute del nostro pianeta: il risparmio energetico e il consumo consapevole dell’energia . E’ questo il senso dell’iniziativa promossa dal WWF di domani giornata in cui si celebra ‘ L’Ora della Terra”.

La Camera dei Deputati non poteva non aderire a questa mobilitazione, il Parlamento sta lavorando con determinazione su temi che riguardano un uso più consapevole delle risorse della terra, dal dissesto idrogeologico, agli Ecoreati, alla Green economy, si è avviato un cambio di marcia per un rispetto maggiore dell’ambiente, il cui stravolgimento è anche causa dei disastrosi cambiamenti climatici che stiamo vivendo.

Domani spegniamo tutti le luci dalle 20,30 alle 21,30 per ricordarci che risparmio energetico vuol dire meno emissione di anidride carbonica, quindi meno gas serra e meno catastrofi naturali.

 

25/03/2015 - 18:05

Lettera a Renzi, Padoan e Baretta

- In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per l`Economia Piercarlo Padoan e al Sottosegretario Pierpaolo Baretta, il presidente dell`Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e Presidente Uncem Enrico Borghi chiede che sia la politica a intervenire aggiustando il tiro su una vicenda - quella dell`Imu sugli impianti a fune di risalita su cui si è espressa la Corte di Cassazione nella recente sentenza n.4541 - che rischia di imporre alle aree montane l`ennesima imposta ingiusta, negando peraltro la funzione di natura pubblica degli impianti.

"In tutta Europa - si legge nella lettera - gli impianti di risalita sono stati assimilati al trasporto pubblico locale, in quanto in grado di assicurare, oltre all'esercizio di una attività commerciale peraltro fortemente complicata dal cambiamento climatico e dalla progressiva assenza di precipitazioni che impongono la realizzazione di onerosi impianti di innevamento artificiale, il collegamento tra i fondovalle, i versanti e le sommità delle montagne. La presenza di impianti di risalita, oltre ad avere sviluppato nel nostro paese una significativa industria del settore, ha anche consentito a numerose località di mantenere il presidio dei territori di quota senza dover ricorrere alla realizzazione di costose e spesso impattanti infrastrutture stradali. Qualora passasse la logica di questa sentenza - scrive ancora Borghi - si metterebbero in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, contribuendo inoltre ad aprire la strada all'abbandono di numerosi territori in quota. Impropriamente viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano invece gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico. Così non è per tutto il resto d'Europa".

 

25/03/2015 - 18:03

In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per l`Economia Piercarlo Padoan e al Sottosegretario Pierpaolo Baretta, il presidente dell`Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e Presidente Uncem Enrico Borghi chiede che sia la politica a intervenire aggiustando il tiro su una vicenda - quella dell`Imu sugli impianti a fune di risalita su cui si è espressa la Corte di Cassazione nella recente sentenza n.4541 - che rischia di imporre alle aree montane l`ennesima imposta ingiusta, negando peraltro la funzione di natura pubblica degli impianti.

"In tutta Europa - si legge nella lettera - gli impianti di risalita sono stati assimilati al trasporto pubblico locale, in quanto in grado di assicurare, oltre all'esercizio di una attività commerciale peraltro fortemente complicata dal cambiamento climatico e dalla progressiva assenza di precipitazioni che impongono la realizzazione di onerosi impianti di innevamento artificiale, il collegamento tra i fondovalle, i versanti e le sommità delle montagne. La presenza di impianti di risalita, oltre ad avere sviluppato nel nostro paese una significativa industria del settore, ha anche consentito a numerose località di mantenere il presidio dei territori di quota senza dover ricorrere alla realizzazione di costose e spesso impattanti infrastrutture stradali. Qualora passasse la logica di questa sentenza - scrive ancora Borghi - si metterebbero in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, contribuendo inoltre ad aprire la strada all'abbandono di numerosi territori in quota. Impropriamente viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano invece gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico. Così non è per tutto il resto d'Europa".

24/03/2015 - 19:32

"Mi auguro che la sentenza della Cassazione relativa all'obbligo per i gestori degli impianti di risalita di pagare l'Imu sugli impianti a fune sia una svista sulla quale è necessario un immediato intervento che chiarisca la situazione”. Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera nonché presidente dell'Intergruppo parlamentare per la Montagna a seguito della sentenza della Cassazione riferita al ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro la società Funivia Arabba Marmolada - Sofma Spa.

“Si tratta  - spiega Borghi - di una sentenza che condannerebbe la montagna a pagare l'ennesima volta un'imposta ingiusta, negando la funzione di natura pubblica degli impianti. Metterebbe in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, e aprirebbe la strada all'abbandono di numerosi territori in quota".

"La sentenza - evidenzia Borghi - ci preoccupa per diversi motivi. Obbligare a pagare l'Imu sugli impianti a fune, definiti di arroccamento e legati al comparto del trasporto pubblico,  crea un precedente pericoloso per tutto il sistema montagna italiano. Molti sindaci hanno già richiamato, nelle ultime ore, l'assurdità della sentenza accostando gli impianti a fune alle rotaie delle ferrovie. Di certo, lo Stato non farebbe  mai pagare l'Imu sui binari. Secondo i giudici, infatti, nel caso di un impianto di risalita ‘funzionale alle piste sciistiche’ non sussiste il presupposto del classamento catastale come "mezzo pubblico di trasporto". "Impropriamente - prosegue Borghi - viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico, come è corretto".

"Come Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna ci attiveremo immediatamente per un chiarimento e per evitare che la sentenza blocchi di fatto l'intero comparto della neve, già colpito più di altri dalla crisi economica. Non abbiamo certo bisogno di ulteriori imposte, piuttosto di sgravi fiscali e burocratici. Siamo lavorando in questo senso e nei prossimi mesi, d'intesa con le associazioni di categoria e del sistema turistico alpino e appenninico, intensificheremo i nostri sforzi", conclude Enrico Borghi.

 

24/03/2015 - 16:53

"Siamo fortemente impegnati, sul piano parlamentare, per dare seguito al tema dell'acqua e dell'ambiente. Già in sede di conversione del decreto Sblocca Italia siamo intervenuti dando chiari indirizzi sull'esigenza di razionalizzare i soggetti gestori del servizio idrico che, nel quadro del rispetto del vincolo referendario sulla pubblicità della risorsa naturale, attribuiscano efficienza e efficacia ai servizi di adduzione, potabilizzazione, distribuzione e depurazione”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente. che aggiunge: “Stiamo per convertire definitivamente il disegno di legge sugli ecoreati, mettendo finalmente la parola fine ad una assenza in Italia di una normativa penale che colpisca chi inquina e chi commette reati ambientali ed ecologici.

 Siamo fortemente impegnati nel disegno di legge sul consumo di suolo, sia pure in un quadro complesso di competenze confuse tra Stato e Regioni che si riflette anche sul grado di efficacia delle politiche attive sul territorio in materia di assetto e di cura dal dissesto idrogelogico”.

“Su questo, a mio avviso – conclude Borghi - occorrerebbe che tra il livello nazionale e quello regionali si investisse di più sulla sussidiarietà, coinvolgendo i Comuni nelle loro forme associative obbligatorie (Unioni e Unioni montane) e le Città Metropolitane nelle misure di intervento concreto."

 

23/03/2015 - 17:27

“Il ddl ecoreati è una vera e propria rivoluzione culturale che questo governo e questa maggioranza stanno portando avanti con determinazione. Siamo agli atti conclusivi. Da parte nostra, alla Camera confermeremo le norme introdotte dal Senato per approvare il provvedimento il più presto possibile. E’ troppo tempo che aspettiamo e invochiamo un testo che faccia giustizia punendo chi fa scempio del nostro territorio, della nostra aria, del nostro mare. Sappiamo nel testo giuntoci dal Senato vi sono criticità, che potranno essere affrontate in altri provvedimenti con mirate e puntuali correzioni che si dovessero rendere necessarie. Ma nel complesso non possiamo compromettere l'esito finale del provvedimento.

Solo qualche anno fa il tema dell’ ambiente sembrava essere argomento marginale rispetto ai temi della politica. Oggi è diventato centrale sia per la salute dell’uomo sia per la salute della società. I cambiamenti climatici, la contraffazione del cibo, l’inquinamento dell’aria provocato dalle industrie, e tanto altro hanno prepotentemente fatto dell ‘Ambiente il perno intorno a cui ruota la nostra vita”. Lo ha dichiarato il capogruppo PD alla commissione Ambiente Enrico Borghi

 

18/03/2015 - 18:39

"Lo strumento del question time non poteva naturalmente essere esaustivo di fronte alla portata e alla complessità della vicenda, per come si è venuta esplicando e per come si va dipanando. Serve una riflessione più complessiva e più profonda, perché oggi il ministro Lupi ha di fatto confermato la bontà delle nostre osservazioni circa la fallacità della norma obiettivo, dell'allegato infrastrutture e dell'unità tecnica di missione come più volte gli avevamo fatto presente in sede di commissione senza ricevere sostanziali riscontri. Se la conseguenza di tutto ciò che sta avvenendo è la riconsiderazione di metodi e meccanismi con i quali in questi ultimi quindici anni si è impostata la politica dei lavori pubblici in Italia, ne prendiamo evidentemente atto positivamente essendo da tempo quanto richiesto dal Pd. Detto ciò, vi sono nella vicenda questioni più complesse e ben più articolate che rimandano a valutazioni di carattere più ampio e più profondo che dovranno essere fatte, non essendo esauriente quanto oggi espresso in Aula per le ragioni ricordate".

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.

 

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