25/03/2015 - 18:05

Lettera a Renzi, Padoan e Baretta

- In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per l`Economia Piercarlo Padoan e al Sottosegretario Pierpaolo Baretta, il presidente dell`Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e Presidente Uncem Enrico Borghi chiede che sia la politica a intervenire aggiustando il tiro su una vicenda - quella dell`Imu sugli impianti a fune di risalita su cui si è espressa la Corte di Cassazione nella recente sentenza n.4541 - che rischia di imporre alle aree montane l`ennesima imposta ingiusta, negando peraltro la funzione di natura pubblica degli impianti.

"In tutta Europa - si legge nella lettera - gli impianti di risalita sono stati assimilati al trasporto pubblico locale, in quanto in grado di assicurare, oltre all'esercizio di una attività commerciale peraltro fortemente complicata dal cambiamento climatico e dalla progressiva assenza di precipitazioni che impongono la realizzazione di onerosi impianti di innevamento artificiale, il collegamento tra i fondovalle, i versanti e le sommità delle montagne. La presenza di impianti di risalita, oltre ad avere sviluppato nel nostro paese una significativa industria del settore, ha anche consentito a numerose località di mantenere il presidio dei territori di quota senza dover ricorrere alla realizzazione di costose e spesso impattanti infrastrutture stradali. Qualora passasse la logica di questa sentenza - scrive ancora Borghi - si metterebbero in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, contribuendo inoltre ad aprire la strada all'abbandono di numerosi territori in quota. Impropriamente viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano invece gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico. Così non è per tutto il resto d'Europa".

 

25/03/2015 - 18:03

In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per l`Economia Piercarlo Padoan e al Sottosegretario Pierpaolo Baretta, il presidente dell`Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e Presidente Uncem Enrico Borghi chiede che sia la politica a intervenire aggiustando il tiro su una vicenda - quella dell`Imu sugli impianti a fune di risalita su cui si è espressa la Corte di Cassazione nella recente sentenza n.4541 - che rischia di imporre alle aree montane l`ennesima imposta ingiusta, negando peraltro la funzione di natura pubblica degli impianti.

"In tutta Europa - si legge nella lettera - gli impianti di risalita sono stati assimilati al trasporto pubblico locale, in quanto in grado di assicurare, oltre all'esercizio di una attività commerciale peraltro fortemente complicata dal cambiamento climatico e dalla progressiva assenza di precipitazioni che impongono la realizzazione di onerosi impianti di innevamento artificiale, il collegamento tra i fondovalle, i versanti e le sommità delle montagne. La presenza di impianti di risalita, oltre ad avere sviluppato nel nostro paese una significativa industria del settore, ha anche consentito a numerose località di mantenere il presidio dei territori di quota senza dover ricorrere alla realizzazione di costose e spesso impattanti infrastrutture stradali. Qualora passasse la logica di questa sentenza - scrive ancora Borghi - si metterebbero in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, contribuendo inoltre ad aprire la strada all'abbandono di numerosi territori in quota. Impropriamente viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano invece gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico. Così non è per tutto il resto d'Europa".

24/03/2015 - 19:32

"Mi auguro che la sentenza della Cassazione relativa all'obbligo per i gestori degli impianti di risalita di pagare l'Imu sugli impianti a fune sia una svista sulla quale è necessario un immediato intervento che chiarisca la situazione”. Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera nonché presidente dell'Intergruppo parlamentare per la Montagna a seguito della sentenza della Cassazione riferita al ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro la società Funivia Arabba Marmolada - Sofma Spa.

“Si tratta  - spiega Borghi - di una sentenza che condannerebbe la montagna a pagare l'ennesima volta un'imposta ingiusta, negando la funzione di natura pubblica degli impianti. Metterebbe in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, e aprirebbe la strada all'abbandono di numerosi territori in quota".

"La sentenza - evidenzia Borghi - ci preoccupa per diversi motivi. Obbligare a pagare l'Imu sugli impianti a fune, definiti di arroccamento e legati al comparto del trasporto pubblico,  crea un precedente pericoloso per tutto il sistema montagna italiano. Molti sindaci hanno già richiamato, nelle ultime ore, l'assurdità della sentenza accostando gli impianti a fune alle rotaie delle ferrovie. Di certo, lo Stato non farebbe  mai pagare l'Imu sui binari. Secondo i giudici, infatti, nel caso di un impianto di risalita ‘funzionale alle piste sciistiche’ non sussiste il presupposto del classamento catastale come "mezzo pubblico di trasporto". "Impropriamente - prosegue Borghi - viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico, come è corretto".

"Come Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna ci attiveremo immediatamente per un chiarimento e per evitare che la sentenza blocchi di fatto l'intero comparto della neve, già colpito più di altri dalla crisi economica. Non abbiamo certo bisogno di ulteriori imposte, piuttosto di sgravi fiscali e burocratici. Siamo lavorando in questo senso e nei prossimi mesi, d'intesa con le associazioni di categoria e del sistema turistico alpino e appenninico, intensificheremo i nostri sforzi", conclude Enrico Borghi.

 

24/03/2015 - 16:53

"Siamo fortemente impegnati, sul piano parlamentare, per dare seguito al tema dell'acqua e dell'ambiente. Già in sede di conversione del decreto Sblocca Italia siamo intervenuti dando chiari indirizzi sull'esigenza di razionalizzare i soggetti gestori del servizio idrico che, nel quadro del rispetto del vincolo referendario sulla pubblicità della risorsa naturale, attribuiscano efficienza e efficacia ai servizi di adduzione, potabilizzazione, distribuzione e depurazione”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente. che aggiunge: “Stiamo per convertire definitivamente il disegno di legge sugli ecoreati, mettendo finalmente la parola fine ad una assenza in Italia di una normativa penale che colpisca chi inquina e chi commette reati ambientali ed ecologici.

 Siamo fortemente impegnati nel disegno di legge sul consumo di suolo, sia pure in un quadro complesso di competenze confuse tra Stato e Regioni che si riflette anche sul grado di efficacia delle politiche attive sul territorio in materia di assetto e di cura dal dissesto idrogelogico”.

“Su questo, a mio avviso – conclude Borghi - occorrerebbe che tra il livello nazionale e quello regionali si investisse di più sulla sussidiarietà, coinvolgendo i Comuni nelle loro forme associative obbligatorie (Unioni e Unioni montane) e le Città Metropolitane nelle misure di intervento concreto."

 

23/03/2015 - 17:27

“Il ddl ecoreati è una vera e propria rivoluzione culturale che questo governo e questa maggioranza stanno portando avanti con determinazione. Siamo agli atti conclusivi. Da parte nostra, alla Camera confermeremo le norme introdotte dal Senato per approvare il provvedimento il più presto possibile. E’ troppo tempo che aspettiamo e invochiamo un testo che faccia giustizia punendo chi fa scempio del nostro territorio, della nostra aria, del nostro mare. Sappiamo nel testo giuntoci dal Senato vi sono criticità, che potranno essere affrontate in altri provvedimenti con mirate e puntuali correzioni che si dovessero rendere necessarie. Ma nel complesso non possiamo compromettere l'esito finale del provvedimento.

Solo qualche anno fa il tema dell’ ambiente sembrava essere argomento marginale rispetto ai temi della politica. Oggi è diventato centrale sia per la salute dell’uomo sia per la salute della società. I cambiamenti climatici, la contraffazione del cibo, l’inquinamento dell’aria provocato dalle industrie, e tanto altro hanno prepotentemente fatto dell ‘Ambiente il perno intorno a cui ruota la nostra vita”. Lo ha dichiarato il capogruppo PD alla commissione Ambiente Enrico Borghi

 

18/03/2015 - 18:39

"Lo strumento del question time non poteva naturalmente essere esaustivo di fronte alla portata e alla complessità della vicenda, per come si è venuta esplicando e per come si va dipanando. Serve una riflessione più complessiva e più profonda, perché oggi il ministro Lupi ha di fatto confermato la bontà delle nostre osservazioni circa la fallacità della norma obiettivo, dell'allegato infrastrutture e dell'unità tecnica di missione come più volte gli avevamo fatto presente in sede di commissione senza ricevere sostanziali riscontri. Se la conseguenza di tutto ciò che sta avvenendo è la riconsiderazione di metodi e meccanismi con i quali in questi ultimi quindici anni si è impostata la politica dei lavori pubblici in Italia, ne prendiamo evidentemente atto positivamente essendo da tempo quanto richiesto dal Pd. Detto ciò, vi sono nella vicenda questioni più complesse e ben più articolate che rimandano a valutazioni di carattere più ampio e più profondo che dovranno essere fatte, non essendo esauriente quanto oggi espresso in Aula per le ragioni ricordate".

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.

 

16/03/2015 - 14:14

“E’ sempre più evidente che l'impalcatura sistemico-giuridica ereditata dal passato, fatta di dirigenti inamovibili, di allegati infrastrutture concepiti come il libro dei sogni e di leggi obiettivo inefficaci e incapaci di stare sul profilo dell'innovazione, non regge più. L'eccessivo livello di discrezionalità soggettiva nella selezione delle opere, unito a procedure complesse e farraginose a cominciare dal codice degli appalti e a una strumentazione normativa desueta nella quale ad esempio l'utilizzo di general contractor priva il settore pubblico del suo naturale ruolo di verifica e di controllo, costituiscono l'oggettivo brodo di coltura per l'inefficienza del sistema e per il sorgere di fenomeni illeciti”. Lo dichiara il deputato Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, commentando le vicende giudiziarie di Firenze “che – spiega - a prescindere dai contenuti di carattere penale che non ci riguardano e che afferiscono alla responsabilità personale, rimandano ad alcune riflessioni di fondo che come Pd in commissione abbiamo già avuto modo di esprimere”.

“Occorre - prosegue Borghi - portare anche in questo comparto il vento del cambiamento e della riforma, mutuando ad esempio la filosofia della riforma Madia che punta a mettere la parola fine alle baronie della pubblica amministrazione, centrali o periferiche che siano, e a introdurre modalità di qualità e di merito nella selezione del management pubblico. Anche, e soprattutto, nel campo dei lavori pubblici. Già all'indomani della presentazione del rapporto Cresme sulle grandi opere avevamo richiesto una verifica nella commissione competente con il ministro Lupi per valutazioni sui cambiamenti da fare. A maggior ragione oggi serve una riflessione complessiva".

 

13/03/2015 - 13:18

“L educazione ambientale nelle scuole, approvata dal Consiglio dei ministri di ieri, è una rivoluzione culturale che solo qualche anno fa sarebbe stata impensabile. Significa insegnare finalmente a bambini e ragazzi che l’ambiente non è qualcosa di altro da noi, che il non rispetto per ciò che ci circonda, la natura nel senso più ampio della parola, equivale a non avere rispetto per noi stessi.

Significa improntare le generazioni future a un approccio che non sia solo quello fino ad oggi adottato di sfruttamento incondizionato, che tanti problemi di inquinamento ha creato al pianeta, ma di uso delle risorse nel rispetto dell’ambiente.

Una ‘Buona scuola’ non poteva prescindere dall’inserimento delle problematiche ambientali. Parlarne vorrà dire preparare i ragazzi a una consapevolezza maggiore per una vita migliore. La politica finalmente si fa responsabile e generosa nei confronti di chi verrà dopo, come ha il dovere di fare”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente.

12/03/2015 - 11:17

“No a logica di alta burocrazia e consumo suolo”

“Il rapporto sull'attuazione della legge obiettivo illustrato in commissione ambiente e lavori pubblici rimanda ad una evidenza: la strumentazione normativa del comparto opere pubbliche, tutta incentrata sulla legge obiettivo e sull'allegato infrastrutture, mostra la corda e si svela inefficace per accelerare la spesa sia in termini di quantità che di qualità”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Enrico Borghi capogruppo Pd in commissione che sottolinea come "Il 58 % delle opere pubbliche italiane sia fermo alla progettazione preliminare, e solo 8,4% dei lavori risulta essere ultimato. Ci sono poi 165 miliardi di euro di fatto fermi, nonostante gli indicatori ci dicano che nel corso del 2014 il mercato delle opere pubbliche sia tornato con un trend in crescita con bandi di gara per 29,4 miliardi appaltati contro i 22.4 dello scorso anno. Da riflettere anche – aggiunge - il dato sullo stato di attuazione delle opere deliberate dal CIPE, che vede una copertura di spesa del 52% sul costo previsto per le opere deliberate nell'allegato infrastrutture. Serve un ripensamento. La cultura e la lettera della legge obiettivo – prosegue - sono inadeguate per portare l'Italia sulla frontiera avanzata dell'innovazione nel comparto, che vede ad esempio l'Inghilterra paese guida sulla nuova legislazione nel campo costruzioni. La ripresa del mercato e il valore aggiunto oggi si intercetta con le stampanti 3D, con le Smart building city, con l'incrocio tra biotecnologie e nanotecnologie, con i materiali bio, con la progettazione predittiva e la logica del ‘Building Information Modeling’, non con la filosofia della legge obiettivo tutta centrata su una logica il cui perimetro e' fatto da alta burocrazia, consumo di suolo, asfalto e cemento".

 

04/03/2015 - 14:56

“Dopo il via libera del Senato alla pdl sugli Ecoreati, ora a Montecitorio, dove deve tornare, tutti noi deputati ci dobbiamo impegnare a licenziare il più velocemente possibile questa legge che l’Italia onesta attende da decenni. Dopo anni di impunità per chi danneggiava il nostro territorio e la nostra salute, questa pdl è il segnale concreto che governo e maggioranza vogliono un reale cambio di passo sul fronte dell’ambiente, risorsa umana ed economica finalmente da proteggere e valorizzare e non più da saccheggiare. Mi auguro dunque che la Camera calendarizzi al più presto il provvedimento”. Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi.

 

03/03/2015 - 16:17

"La conversione in legge del decreto Ilva avvenuta oggi rappresenta un passaggio importante che consente di fornire un' altra concreta risposta sul versante del risanamento ambientale e del rilancio dell'area di Taranto da un lato e della continuità produttiva della più grande acciaieria d'Europa, con tutto il suo indotto nazionale, dall'altro.

Questo decreto e' quindi una risposta concreta per lavoro e ambiente, dentro un quadro di estrema complessità che vedrà inevitabilmente ulteriori risposte (penso al potenziamento dell'Arpa Puglia già' previsto nel collegato ambientale o il chiarimento legislativo sul non impiego dei rifiuti interni ad Ilva nei cicli produttivi esterni), ma che dimostra come si sia fornita una chiara prova di governo per affrontare e risolvere problematiche che da decenni sono sedimentate, e che non si risolvono con i proclami e le anime belle ma con le concrete assunzioni di responsabilità come noi oggi abbiamo fatto" . Lo dichiara il capogruppo Pd della commissione Ambiente Enrico Borghi, relatore del provvedimento di conversione del decreto Ilva alla Camera

 

25/02/2015 - 13:29

"Sul Dl Ilva il lavoro in commissione si è svolto in maniera serena, sia pure nel quadro di un confronto su posizioni oggettivamente differenti tra la maggioranza e una parte delle opposizioni. Auspico che si possa tenere analogo atteggiamento per l'esame in aula, al fine di giungere alla definitiva approvazione di un provvedimento in grado di dare certezze sia sul versante della continuità produttiva che su quello della prosecuzione del recupero ambientale e  del rilancio dell'area di Taranto.

 Nel lavoro sin qui svolto abbiamo anche dato, in accordo con il governo, alcune risposte a problematiche specifiche segnalate, quali ad esempio il tema del potenziamento dell'Arpa Puglia. Su questo tema, grazie ad uno specifico ordine del giorno che potrà essere accolto, sarà possibile lavorare sin d'ora in sede di collegato ambientale in conversione al Senato al fine di assicurare risposte su tale versante". Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, capogruppo commissione Ambiente, relatore del provvedimento Dl Ilva che arriverà oggi in Aula della Camera e che ha ottenuto nella tarda serata di ieri il via libera dalle commissioni Ambiente e Attività produttive.

 

16/02/2015 - 17:48

"L'attività di approfondimento della commissione conoscitiva è partita con il contributo del presidente ANAC, Cantone, sul quale è opportuno fare attente riflessioni.

Un comparato e organico consuntivo dell'intera questione sarà possibile trarlo al termine delle numerose e articolate audizioni previste, dalle quali ci attendiamo interventi altrettanto qualificanti e importanti come quello odierno.

Non vi è dubbio che, essendo stati noi del Pd a promuovere l'indagine conoscitiva, in Parlamento compieremo un'attenta riflessione su quanto ascoltato. Con la speranza che analoga operazione venga compiuta anche in zona Piazzale di Porta Pia".

Lo dichiara il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera a margine dell'audizione odierna compiuta dal presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, nell'ambito dell'indagine conoscitiva avviata sul tema del rinnovo delle concessioni autostradali.

 

12/02/2015 - 12:52

"La Svizzera sta rischiando grosso, decidendo di procedere sulla strada del contingentamento degli ingressi e della discriminazione dei lavoratori immigrati.
Le polemiche, infatti, sono pienamente legittime, ma gli atti giuridici sono vincolanti per le parti.

Se la Svizzera decide di limitare il diritto alla libera circolazione degli europei, contemporaneamente metterà in discussione il principio di libera circolazione dei capitali, perché per i due principi vale il detto "simul stabunt simul cadent".

Se oltre il Sempione preferiscono ritirarsi dalle principali piazze finanziarie proprio mentre si apprestano ad uscire dalla black list, non hanno che da procedere sulla strada tracciata. Se invece comprenderanno, come evidente, che libera circolazione di persone e capitali sono due facce della stessa medaglia, resteremo tutti su un terreno di confronto più congruo".
Lo dichiara in una nota il deputato democratico Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici del Camera dei Deputati.

 

11/02/2015 - 17:50

Cruciale uso dei fondi strutturali 

Ci aspettiamo da parte del Ministero dell’Ambiente azioni coordinate e sistematiche sulla difesa del suolo, aspetto non più derogabile perché è in gioco la qualità della vita di tutti gli italiani e le prospettive del nostro tessuto produttivo. E’ cruciale, in questo senso, l’utilizzo virtuoso dei Fondi strutturali comunitari. Molte cose sono state avviate da questo Governo, come il collegato ambientale (ora al Senato), il Green Act e le misure di reinserimento dei giovani agricoltori, ma ancora più marcato deve essere il nostro intervento. Il ripetersi ciclico di eventi calamitosi richiede da un lato l’adozione di politiche di prevenzione attraverso un programma pluriennale di manutenzione ordinaria del territorio, dall’altro evidenzia la necessità di affrontare la questione del riequilibrio ambientale del suolo – del mantenimento o del recupero delle sue funzioni ambientali - quale ineludibile strumento di tutela e difesa dai fenomeni di dissesto idrogeologico. Anche le grandi sfide che ci attendono per quest’anno, come l’Expo a Milano e la Conferenza di Parigi del prossimo dicembre, ci impongono un impegno costante e risolutivo per tutelare il nostro suolo, dopo decenni di sfruttamento selvaggio”.

Lo ha detto il capogruppo Pd in Commissione Ambiente, Enrico Borghi, durante il question time di oggi a Montecito.

 

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