03/07/2014 - 15:05

"Serve pragmatismo in merito al problema delle centrali di acquisto per i comuni, che dal 1° luglio avrebbero dovuto attivare, attraverso unioni o convenzioni da realizzare, modalità associate di gestione di tutti gli acquisti di beni, servizi, forniture e lavori, e che a causa di ciò hanno dovuto di fatto bloccare gli acquisti.

Il viceministro Morando , in sede di approvazione degli Ordini del Giorno collegati alla conversione del Decreto IRPEF il 1° luglio, si era impegnato a “prevedere una procedura e una tempistica attuative che consentano ai comuni di adeguarsi alla nuova normativa valutando l’opportunità di mantenere la possibilità per i comuni di procedere autonomamente alle acquisizioni di lavori, servizi e forniture effettuate in economia, mediante affido diretto, inferiori a 40 mila euro”.

L’ipotesi iniziale, di introdurre in un Decreto in approvazione la proroga a fine anno per l’entrata in vigore, sembrerebbe tramontata. Si sta andando verso la proposta di inserire nella Legge sulla PA, che dovrebbe essere approvata entro fine luglio alla Camera e i primi giorni di agosto in via definitiva, un emendamento che rinvii l' entrata in vigore e chiarisca i limiti della applicazione. Occorre senso di realismo: la via d'uscita potrebbe essere quella di attribuire alle Unioni di Comuni la funzione, sulla base di bechmarking, con l'utilizzo di Consip per acquisti di beni e servizi di medie e grandi dimensioni e con flessibilità' per acquisti di modeste entità' al fine di non ingessare il sistema e non andare a scapito di efficienza e efficacia".

Lo ha dichiarato il deputato Enrico Borghi, Capogruppo PD in Commissione Ambiente, Lavori pubblici e Territorio.

 

02/07/2014 - 13:43

“Non facciamo l'errore degli anni 70 trattando le comunità locali con logiche centraliste e quindi applicando uno stesso modello di governante”. E’ la provocazione che il deputato Pd Enrico Borghi, presidente Uncem e dell'Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, ha lanciato oggi alle Regioni, durante il convegno del Censis sul vuoto dell'assetto territoriale.

 “Convegno che - spiega  – ha voluto rispondere ad  interrogativi importanti. Ad esempio: senza le province e senza un'articolazione alla scale provinciale di uffici pubblici (dalle prefetture alle camere di commercio), di organizzazioni di categoria e di aziende di servizi locali, come si può rimodulare la dimensione territoriale intermedia? Bastano Unioni di Comuni, Citta' metropolitane e smart cities? “

“C’è la necessità – spiega Borghi - di restituire identità e modelli adeguati alle loro caratteristiche socio-economiche e geografiche alle Terre di mezzo, che non sono i grandi comuni, trasformati in città metropolitane, e non sono le province, obbligate per legge a 'un passo indietro', ma sono quello che rimane fuori da queste categorie. Bene la legge Delrio che stabilisce l'omogeneità del modello sovracomunale dove prima si assisteva ad una frammentarietà dannosa per il territorio, ma ora bisogna  riempire di contenuti il modello dalla legge indicato salvando quello che ha funzionato, avendo però il coraggio di innovare e riformare. I dati presentati dal Censis – conclude il deputato Pd - confermano che le tre province montane, Belluno, Sondrio e VCO, riconosciute di recente dalla Delrio, appaiano come le ''cenerentole'' delle loro regioni. E’ indicativo di un modello che, nonostante le risorse preziose che le nostre montagne detengono, non funziona e deve essere ripensato per consentire lo sviluppo vero di questi territori”.

 

01/07/2014 - 17:26

"Il regolamento europeo per i prodotti montani è un risultato soddisfacente e importante per i produttori e i consumatori per il quale ci eravamo attivati per scongiurare il rischio concreto di uno snaturamento. Adesso e' fondamentale attivare e coinvolgere tutta la  filiera che coinvolge agricoltori e trasformatori delle aree di montagna, con evidenti ripercussioni positive sul settore dell'enogastronomia e del turismo rurale .

 Nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 varato dal governo è prevista la possibilità' di finanziare ai produttori organizzati iniziative di promozione della nuova indicazione di origine montana. E' importante ora che il ministero delle Politiche Agricole coordini al meglio la rete rurale nazionale e che le Regioni  coinvolgano sul piano istituzionale le Unioni dei Comuni montani e le organizzazioni dei produttori e dei consumatori per attivare su tutto il territorio nazionale questo importante riconoscimento".

Così il presidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, il deputato Pd Enrico Borghi, commenta il regolamento relativo al rilascio del marchio "Prodotti di montagna", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.

 

18/06/2014 - 01:00

“L’audizione del Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone dimostra che è stata imboccata la strada giusta nella lotta alla corruzione e al malcostume nei lavori pubblici in Italia. Da un lato, la possibilità di avere un nuovo strumento amministrativo per verificare e intervenire in termini cogenti, soprattutto nelle cosiddette grandi opere, può riportare in asse una situazione sbilanciata. Dall'altro, assicura al Parlamento un' indicazione preziosa su come e dove intervenire. Cantone ha confermato alcune nostre indicazioni, che come gruppo Pd condividiamo. Anzitutto, che la legislazione iper dettagliata ha fallito, perché ha creato le condizioni di cartello tra poche imprese che hanno escluso dal mercato quelle piccole e medie creando una situazione asfittica. E in condizioni di assenza reale di mercato le possibilità di corruzione aumentano. Inoltre, che il fenomeno delle deroghe continue perseguite nelle cosiddette grandi opere, attivato dai governi Berlusconi, è stato alla radice dei fenomeni di degenerazione di tali contesti. Dobbiamo invertire. Non più norme complesse da derogare solo per i più forti, ma norme semplici da rispettare da parte di tutti.
Interessante, infine, la possibilità che attraverso il commissariamento aziendale di imprese connesse con i fenomeni corruttivi, gli utili di impresa possano essere impiegati a garanzia dei risarcimenti per i fatti di corruzione. Lavorare sui meccanismi di responsabilità di impresa è un'altra modalità per premiare le imprese sane e corrette, la grande maggioranza, ed emarginare le disoneste. Siamo convinti come Pd che l'azione congiunta di governo e parlamento nel quadro di riforma legislativa e della nuova autorità sul piano amministrativo metterà in campo le risposte necessarie a trasparenza ed efficienza del mercato delle opere pubbliche che il Paese, giustamente, si attende”.

Lo ha dichiarato il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente-Territorio e Lavori Pubblici.

 

17/06/2014 - 11:27

E' positivo che il governo, attraverso il viceministro Nencini, abbia accolto la nostra proposta, di sganciare la nuova legislazione in materia di appalti dalla logica dell'emergenza e della rincorsa mediatica per legarla al recepimento delle direttive europee. Nel merito, serve non una rincorsa spasmodica a regole e controlli, ma il sostegno alle logiche di mercato, di qualificazione delle imprese, di competizione per fare emergere le imprese di qualità' e mettere ai margini quelle che vivono di corruzione. Dobbiamo aumentare il tasso di reale competizione, di mercato, di gara in un sistema troppo legato ai cartelli, alle economie di relazione che portano con se' opacità e corruzione. Per questo, serve un rafforzamento dei poteri e delle risorse dell'Antitrust (che in 22 anni ha fatto la miseria di una istruttoria all'anno) perché' cartelli tra imprese e corruzione si rafforzano a vicenda. E inoltre, qualificare le sezioni appaltanti (la riduzione del numero in se' non significa nulla) facendo attenzione ad evitare una centralizzazione che andrebbe a scapito delle piccole e medie imprese e dell'efficienza del sistema. Per capirci: se passiamo da 36.000 stazioni appaltati a 20 (i provveditorati alle opere pubbliche presso ogni regione) cadiamo dalla padella alla brace. Qualifichiamo invece le stazioni appaltanti, concentrandole presso le unioni di comuni e puntando sulla competenza, remunerazione e organizzazione del personale addetto. Insomma, togliamo acqua al pesce della corruzione e facendo salire il tasso di qualità' del sistema, anziché' concentrarci solo su sanzioni e controlli, strada battuta da vent'anni senza successo”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, Enrico Borghi

 

 

05/06/2014 - 13:57

“Siamo una forza di governo e di cambiamento. Significa che per noi celebrare la giornata mondiale dell'Ambiente vuol dire stare sul campo, con i fatti concreti. E’ trascorso un anno importante che ha affrontato e sbloccato vicende annose come Ilva (su  cui occorre ancora lavorare) e Terra dei Fuochi, che ha visto varato il provvedimento di riforma del sistema delle agenzie, approvato alla Camera il disegno di legge sui reati ambientali che siamo certi verrà rapidamente licenziato anche al Senato.

 A abbiamo sul tavolo, proprio in questi giorni, provvedimenti ai quali il Pd in commissione Ambiente dà un'impronta decisa:  il  collegato ambientale, che introduce per la prima volta il concetto di  "green economy" nella legislazione italiana; la legge sul consumo di  suolo, che introduce l'idea dello sviluppo basato sulla tutela e non sulla dispersione di tale risorsa; la legge sui piccoli comuni e aree rurali e montane, per la tenuta territoriale e ambientale dell'Italia. Ancora: lo stesso decreto ambientale che il governo varerà a giorni, e che sul tema del dissesto idrogeologico  recepisce un'istanza del Pd di eliminare gli inutili commissariamenti,  frutto di lungaggini e burocrazie, per attribuire a Regioni ed enti locali interessati il compito di sbloccare 1,6 miliardi di fondi  stanziati.

Molto resta ancora da fare, anche sul versante della riorganizzazione del ministero e delle sue strutture partecipate (dove  occorre introdurre merito, trasparenza e ricambio), ed è per questo  che per noi celebrare la giornata mondiale dell'Ambiente significa garantire con i fatti che siamo al lavoro per cambiare l'Italia".

 

Così Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati interviene nell'ambito delle celebrazioni per la giornata mondiale dell'Ambiente.

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