30/09/2015 - 13:37

“L’iniziativa dei rappresentanti dei Consigli regionali di dieci Regioni - Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise - di depositare in Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni entro le 12 miglia e sul territorio, referendum abrogativo sull'art 38 dello Sblocca Italia, e le dichiarazioni del Presidente della regione Emilia Romagna confermano la necessità di rivedere la strategia energetica nazionale .

Strategia ricordo approvata da un decreto ministeriale Clini-Passera senza un reale confronto in parlamento. Non si tratta solo di abolire l'art 38 dello sblocca Italia, cosa per altro importante, ma di rivedere le scelte strategiche in ambito energetico considerando il notevole sforzo economico sulle rinnovabili e la costruzione di importanti metanodotti e oleodotti. E' indispensabile inoltre attivare un confronto con tutti i paesi che si affacciano sul mare Adriatico per stabilire regole condivise per la tutela del mare e lo sfruttamento degli idrocarburi". Lo ha dichiarato il deputato Pd Alessandro Bratti, componente della commissione Ambiente

11/09/2015 - 13:24

“Bene la posizione del ministro dell’Ambiente Galletti sul dissesto idrogeologico, sul mantenimento e recupero del territorio, e benissimo quella sui cambiamenti climatici. L’impegno del governo su questi fronti è concreto e in accordo con il lavoro che stiamo portando avanti in Parlamento.

Sul tema dei rifiuti, però, necessita una politica più complessiva. Una politica che abbia uno sguardo più ampio e contemporaneo. Non solo smaltimento. C’è bisogno di più recupero e più impiantistica. E’ un problema che richiede una coerenza maggiore: a partire dall’approvazione della legge sulle agenzie ambientali e il collegato ambientale. Altrimenti il rischio è la schizofrenia: non possiamo essere d'accordo su questioni di politica generale ma poi non far seguire a questa atti concreti”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Alessandro Bratti, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulle Attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali commentando le dichiarazioni del ministro Galletti a margine del meeting verso la Cop21 organizzato in Vaticano.

16/06/2015 - 16:05

“La commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha già avviato nei mesi scorsi l’approfondimento sulla Campania e sta seguendo con estrema attenzione, e preoccupazione, la scoperta della discarica nel sito ex Pozzi di Calvi Risorta, in provincia di Caserta. Da ieri la commissione è impegnata in una importante missione a Brescia, città gravemente colpita da emergenze ambientali di notevoli entità. Da domani saremo poi a Mantova, per continuare a seguire il tema delle bonifiche. Non eravamo, dunque, presenti a Caserta e i parlamentari che hanno ispezionato la discarica sono intervenuti a titolo personale e non su delega della commissione”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti Alessandro Bratti.

20/05/2015 - 12:09

“Bene il sì definitivo del Senato alla legge sugli Ecoreati, ma ora dobbiamo andare avanti nella battaglia contro i delitti a danno dell’ambiente approvando al più presto il provvedimento sulle Agenzie ambientali, fermo a Palazzo Madama”. E’ l’appello del deputato Pd Alessandro Bratti, presidente commissione inchiesta Rifiuti, che spiega: “ L’obiettivo finale delle due leggi, quella sugli Ecoreati e quella sulle Agenzie ambientali, non è di vessare le imprese o di aumentare i nodi della burocrazia ma di escludere dal mercato le imprese delittuose per dare spazio a qualità, a controlli più facili, a una maggiore semplificazione normativa. Qualità e semplificazione che dovranno essere la spina dorsale di un agire consapevole, di una modalità sana dell’uso delle nostre preziose risorse naturali e dell’ambiente tutto, di un mercato produttivo di qualità, come sta dimostrando di essere l’Expo”. 

 

29/04/2015 - 16:36

“Bene le dichiarazioni del Premier Renzi circa la volontà di chiudere, anche mediante il voto di fiducia al Senato, sul ddl ecoreati. Dichiarazioni le sue che ci rassicurano che presto avremo questa legge attesa da oltre vent’anni”. Lo ha dichiarato Alessandro Bratti (Pd), presidente della Commissione bicamerale su Ecomafie, commentando le parole di Renzi sulla possibilità che il ddl che introduce i reati ambientali possa tornare al Senato a causa della soppressione della norma che vieta l'air gun, la tecnica di prospezione petrolifera.
“Ci sarà comunque – spiega Bratti - tempo e modo per regolamentare questa materia in un altro provvedimento. Tecnica sicuramente invasiva che richiede una norma ad hoc e che in maniera strumentale, come ho avuto occasione di dichiarare, era stata introdotta al Senato. Senato che ricordo invece ha migliorato notevolmente il testo uscito dalla Camera. L’importante – conclude - è che il ddl venga approvato entro il mese di Maggio, evitando il rischio che si fermi se a Palazzo Madama non si raggiunge un accordo. E’ una legge per il bene del paese e di tutti noi che rende semplicemente l'Italia più giusta”.

 

27/04/2015 - 18:11

“Sono passati quasi 21 anni da quando abbiamo cominciato a proporre una legge per i reati ambientali e questo governo, che ha fatto della legalità la propria bandiera, non può permettersi di aspettare oltre. Lo ha dichiarato il presidente della commissione bicamerale su Ecomafie Alessandro Bratti (Pd)  oggi in aula durante la discussione generale del disegno di legge sugli Ecoreati.

“Questo provvedimento che ha avuto un iter ricco d’insidie – ha proseguito Bratti – è stato migliorato al Senato nonostante sia stato inserito l'articolo sull'air gun con un emendamento presentato da Forza Italia, che poi alla Camera ha proposto di sopprimerlo, con la consapevolezza che, con questa modifica, si sarebbe poi dovuto tornare al Senato con l'obiettivo di affossare questa legge.  Il ddl introduce il disastro e il grave inquinamento ambientale nel codice penale. Procedimenti penali storici come quello di Casale Monferrato, Porto Marghera,Bussi, Cogoleto, Pioltello Rodano, la Terra dei fuochi con le norme previste da questo provvedimento avrebbero avuto sicuramente esiti giudiziari differenti. Inoltre, avrà efficacia anche per situazioni minori, sconosciute ai più ma che creano danni all’ambiente e all’economia. Ci sono, ad esempio, aziende private che sversano i reflui industriali e gestiscono discariche senza autorizzazione e che con l’attuale legislazione alla fine ne escono con una piccola sanzione oppure se la cavano quasi sempre con una prescrizione che li salva dalle sanzioni E se quando va bene si arriva alla condanna, e ci sono aree da bonificare, l’imprenditore spesso fallisce e i costi relativi sono sostenuti dalla pubblica amministrazione.
“Ci troviamo dunque – ha concluso Bratti - nella possibilità di introdurre finalmente uno strumento giuridico efficace che proteggerà non solo l'ambiente, la salute dei cittadini ma anche la gran parte delle imprese sane e innovative di questo paese”.

 

23/03/2015 - 15:11

“Siamo sempre più consapevoli che ci sia un collegamento tra reati ambientali e reati di corruzione nella pubblica amministrazione e il provvedimento contro gli Ecoreati rappresenta una delle strade maestre da percorrere se vogliamo strumenti concreti per vincere la nostra battaglia contro la grave degenerazione dei costumi sociali che sta vivendo il paese. Il nuovo sistema normativo colpisce, anche economicamente, gli speculatori e favorisce il ravvedimento operoso e il ripristino e il recupero dell'integrità dei luoghi inquinati. L’introduzione del reato di disastro e inquinamento ambientale impedirà finalmente l'impunibilità di chi nel futuro abuserà dell’ambiente. Gli italiani onesti aspettano da decenni questo provvedimento che maggioranza e governo hanno voluto con determinazione e alla Camera ci impegneremo per un sì veloce. Ci sarà poi il tempo, successivamente all'approvazione, per fare quelle eventuali modifiche che si riterranno opportune”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Alessandro Bratti, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulle Attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali che ha partecipato oggi al convegno "Delitti contro l'ambiente. Prospettive di una riforma attesa", che si svolge a palazzo Giustiniani.

 

03/03/2015 - 14:17

“L’acquisizione di risorse per attuare il Piano ambientale è il cuore di questo dl Ilva. Obiettivo garantito dalla norma inserita che esplicita il procedimento per rendere disponibili le risorse sequestrate ai Riva: 1,2 miliardi di euro, a cui potrebbero aggiungersi altri 700 milioni di euro.” E’ quanto ha dichiarato oggi in aula il deputato Pd Alessandro Bratti, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei Rifiuti e membro della commissione Ambiente, sul dl Ilva.

Bratti ha poi così proseguito: “Si tratta di risanare il sito rilanciando un’attività produttiva che deve applicare le migliore tecnologie, come previsto dall’Europa. Un percorso, unico caso in Europa, che si è tradotto nel commissariamento pubblico di una grande azienda privata per motivi ambientali. Per l’azienda sono previste consistenti risorse finanziarie garantite dallo sblocco dei fondi Fintecna (156 milioni di euro) e una disponibilità di linee di credito ordinarie per circa 260 milioni di euro. Fino a 400 milioni di euro, assistiti dalla garanzia dello Stato pari a 150 milioni, serviranno per avviare gli investimenti impiantistici e di ammodernamento tecnologico degli altiforni. Inoltre, con l’entrata in vigore a gennaio della norma sull’autoriciclaggio, le risorse sono oggi bloccate, sotto sequestro, e nessuno può utilizzarle per altri scopi.

Tutte questa operazioni porteranno alla futura cessione o all’ affitto dell'ILVA ad una Newco; non si tratta quindi di una statalizzazione, come qualcuno ha sostenuto. Da ricordare infine, gli interventi per la tutela delle imprese dell’ indotto e i 10 milioni messi a disposizione per la messa in sicurezza e il trasferimento dei 17000 fusti di materiale radioattivo e di scorie chimiche. Vi sono poi altre due questioni che il Pd chiede al Governo: l’uso degli scarti di acciaieria e del loro utilizzo per i rilevati ferroviari e i sottofondi stradali e il potenziamento del personale della struttura dei controlli di Arpa Puglia, con attenzione a quello operante in Taranto.

“ Il Pd, dunque – ha concluso il deputato - voterà favorevolmente questo Dl che garantisce il prosieguo dell’attività e provvedere ad un risanamento ambientale”.

 

14/01/2015 - 19:58

“Bisogna risolvere nel più breve tempo possibile la grave situazione del deposito di rifiuti radioattivi Cemerad, situato nel Comune di Statte (Taranto), a pochi kilometri dall’Ilva, poiché è estremamente pericoloso per l’ambiente e la salute delle persone. Si tratta di un sito ‘anomalo’ perché è completamente fuori dai requisiti minimi richiesti per l’idoneità a svolgere la sua funzione. Ci pare che la burocrazia stia fermando, ancora una volta, l’opera di messa in sicurezza dell’area. E’ necessario, quindi un intervento del Governo. Siamo tutti preoccupati per questa situazione, tanto che ho scritto anche al Presidente Renzi chiedendogli di occuparsi personalmente  e con urgenza di questo caso”.

Lo ha detto il deputato democratico Alessandro Bratti, presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti, durante il question time di Montecitorio.

 

13/01/2015 - 16:37

“Cosa intenda fare il ministro Galletti per la messa in sicurezza del deposito di rifiuti radioattivi Cemerad, situato nel Comune di Statte (Taranto), estremamente pericoloso per l’ambiente e la salute delle persone. Il sito è ora chiuso, destinato alla raccolta di rifiuti di origine ospedaliera e industriale nel periodo 1984-2000, è affidato in custodia giudiziaria al Comune: risulta che all’interno del capannone ci siano tuttora immagazzinati circa 3.000 fusti di rifiuti radioattivi ed altri 12.000 di natura diversa, non facilmente individuabili nel numero e nella tipologia. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha già accertato le gravi condizioni di degrado dell’area”.

E’ quanto chiedono, con una interrogazione di cui è primo firmatario Alessandro Bratti, presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti, i deputati del PD al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che domani risponderà al question time di Montecitorio.

  

 

24/10/2014 - 19:07

Bratti, Governo lavori per messa in sicurezza area e rilancio industriale aree disponibili

Si è svolta oggi, a Bussi sul Tirino a Pescara, la terza ‘Giornata sull'ambiente e la legalità’, organizzata dal Gruppo Pd Camera dei deputati. Sono state incontrate le forze economiche e sociali, le organizzazioni di categoria e le associazioni ambientaliste della provincia di Pescara. Nel corso della giornata, e dell'iniziativa pubblica, sono intervenuti anche il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il vicepresidente Giovanni Lolli, l'assessore all'Ambiente Mario Mazzocca.

“Quella di oggi è stata una giornata proficua, utile a recepire indicazioni puntuali e istanze che subito verranno avanzate al ministero dell'Ambiente. La nostra idea di stabilire le priorità per l'utilizzo dei fondi per la bonifica del sito di Bussi sul Tirino ha trovato convergenza e comune volontà di passare ai fatti”, ha commentato il deputato abruzzese del Partito Democratico Antonio Castricone.

“Il confronto del gruppo del Pd della Camera con le rappresentanze industriali sindacali e ambientaliste a Bussi è stato proficuo per le indicazioni ricevute”. Cosi commenta Alessandro Bratti, deputato del Partito Democratico, e presidente della Commissione sul ciclo dei rifiuti delle Camera, a valle degli incontri della mattinata. “Non c’è dubbio - ha spiegato Bratti - che l’area di Bussi presenta problemi complessi di natura ambientale ed economica purtroppo comune a tanti siti di interesse nazionale”. “Credo che il governo, collaborando con la Regione e gli Enti locali, debba lavorare insieme alle rappresentanze sociali e industriali per definire un percorso certo sia per quello che riguarda la messa in sicurezza delle falde e della salute dei cittadini e per il rilancio industriali delle aree disponibili”, ha concluso Alessandro Bratti.

 

21/10/2014 - 18:02

Durante le audizioni in Commissione emersi preoccupanti elementi su aree extra stabilimento

“Il quadro emerso dalle audizioni in commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti rispetto alla realtà di Taranto è più grave di quanto s’immaginasse, in particolare per la zona extra Ilva. Il dato più preoccupante riguarda l’alto livello di contaminazione di un’area del Mar piccolo di Taranto e delle acque di falda di Statte, dove alcune cave dismesse vennero in passato utilizzate come discariche di rifiuti speciali e pericolosi”. Lo dice Alessandro Bratti, Presidente della commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati commentando le audizioni del commissario straordinario per la bonifica del Sito d’interesse nazionale di Taranto (area extra Ilva), Vera Corbelli.

“Nel quadro istituzionale e normativo della bonifica dell’area extra Ilva - prosegue Bratti - ci sono poi paradossi illustrati da Corbelli che meriteranno ulteriori approfondimenti. Il commissario del Sin di Taranto Gnudi, da parte sua, ci ha informato di lavorare senza budget, cosa che lo costringe a pagarsi di tasca propria la carta, i viaggi e le altre spese; ci auguriamo che venga messo nelle condizioni di lavorare nel modo migliore possibile. Sono stati anche sottolineati alcuni punti critici della perimetrazione del Sin che non include, ad esempio, il quartiere Tamburi. Alla fine delle audizioni, la commissione ha chiesto di poter acquisire ulteriore documentazione relativa alla gestione dei rifiuti prodotti dallo stabilimento di Taranto che è considerata oggi una delle più grandi area da bonificare d’Europa”.

 

17/10/2014 - 15:33

"E' noto da tempo che il traffico dei rifiuti transfrontalieri sia, all'interno del vasto mercato dei rifiuti, una delle parti più appetibili per le Ecomafie e, come Commissione d'inchiesta, abbiamo da subito deciso che questa sarebbe stata una delle principali tematiche su cui concentrare il nostro lavoro. Per questo motivo, a seguito delle notizie riferite ieri in audizione dal Ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, trovo estremamente grave che non esista, ad oggi, nessuna norma in vigore che consenta di conoscere i costi d'importazione ed esportazione di questi rifiuti. E' estremamente pericoloso, per un Paese come il nostro, non poter effettuare un bilancio economico/finanziario di queste movimentazioni". Lo rende noto Alessandro Bratti, deputato Pd, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

 

29/09/2014 - 15:50

Domani, martedì 30 settembre, una delegazione della Commissione Ecomafie si recherà a Ca’ Emo, frazione di Adria, in provincia di Rovigo, dove il 22 settembre scorso hanno perso la vita quattro operai a causa di un grave incidente sul lavoro. A partire dalle ore 9 la delegazione effettuerà un sopralluogo presso gli impianti della società Co.Im.Po, per una verifica puntuale della situazione ambientale.

Lo rende noto Alessandro Bratti, presidente della stessa Commissione, precisando che della delegazione faranno inoltre parte il vice presidente StefanoVignaroli e Alberto Zolezzi (M5S), Francesco Scalia (PD), Bartolomeo Pepe (Gruppo Misto). 

 

22/09/2014 - 17:10

Il Presidente della Commissione parlamentare sulle Ecomafie, Alessandro Bratti, esprime “profondo cordoglio per i lutti causati dal tragico incidente sul lavoro all'interno di un impianto industriale di Adria”.  “Speriamo che si possa chiarire presto la dinamica di quanto è successo”, dice Bratti il quale rende noto che proporrà all’Ufficio di presidenza della Commissione di recarsi “quanto prima per fare un sopralluogo e raccogliere dati e informazioni, verificando le cause e le possibili conseguenze dell’incidente”.

 

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