19/09/2017 - 16:02

“Si chiude con un voto unanime uno dei passaggi più complessi del Ddl Lorenzin riguardanti  l’istituzione e la definizione della professione degli  osteopati e chiropratici”. Né dà notizia Elena Carnevali, deputata del Partito democratico e firmataria di uno degli emendamenti riformulati dal presidente Marazziti.

“La riformulazione degli emendamenti – continua - ha visto la sottoscrizione da parte dei colleghi del M5S e il voto all’unanimità. Pur avendo previsto l’individuazione delle professioni, per la loro istituzione devono essere sottoposte ai pareri del Consiglio Superiore di Sanità e della Conferenza Stato-Regione e alla definizione di  programma di studi concordati con il MIUR,  riconducendoli così alle regole generali di cui si avvarranno anche  le altre professioni sanitarie come previsto dal nuovo  emendamento presentato dal presidente Marazziti”.
“L’impegno, ora, è di arrivare in tempi rapidi alla definitiva approvazione del Ddl da parte della Camera in vista del successivo passaggio al Senato”, conclude.

19/09/2017 - 15:52

Voto unanime in commissione Affari sociali alla riformulazione degli articoli  4 e 5

“Si chiude con un voto unanime uno dei passaggi più complessi del Ddl Lorenzin riguardanti  l’istituzione e la definizione della professione degli  osteopati e chiropratici. La riformulazione degli emendamenti ha visto la sottoscrizione da parte dei colleghi del M5S ed il voto all’unanimità”. Lo afferma Elena Carnevali, deputata del Pd e componente della commissione Affari sociali che prosegue “pur prendendo atto che il Ddl Lorenzin contiene l’individuazione della professione, l’emendamento approvato prevede per la istituzione dell’ordine degli osteopati e dei chiropratici i pareri del Consiglio Superiore di Sanità e della Conferenza Stato-Regioni e la definizione di  programma di studi concordati con il MIUR,  riconducendoli alle regole generali di cui si avvarranno anche le altre professioni sanitarie come previsto dal nuovo emendamento all’art. 3 della legge 43/06 presentato dal presidente Marazziti. L’impegno - conclude Carnevali - è di arrivare alla conclusione del Ddl riguardante il riordino delle professioni sanitarie in tempi celeri per la sua approvazione definitiva”. 

13/09/2017 - 18:06

“A pochi mesi dalla pacifica e colorata manifestazione antirazzista che ha riempito le pagine dei giornali anche nazionali, Pontida torna a far parlare di sé per qualcosa di decisamente meno felice: un provvedimento dell’amministrazione leghista che, oltre ad essere discriminatorio e offensivo, finirà per pesare sulle tasche dei contribuenti. Il regolamento comunale per la gestione dei parcheggi, che prevede permessi gratuiti per le donne in gravidanza ma solo se ‘appartenenti ad un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Ue’, non è una semplice azione folkloristica o di propaganda messa in campo da un partito che sull'avversione per il diverso (e spesso per il più debole) ha fondato tutta la sua strategia: qui abbiamo superato, oltre alla soglia della decenza, anche quella della civiltà”.

Così la deputata Dem Elena Carnevali, componente della Commissione Affari sociali.

“Solo un’ideologia cieca - aggiunge Elena Carnevali - può pensare di distinguere tra mamma e mamma, di valutare meno i dolori o i disagi di una donna in stato di gravidanza in base al colore della pelle o allo stato di famiglia, di dispensare i diritti in base a criteri che la Costituzione italiana respinge e ripudia. Proprio per questo un provvedimento di questo tipo non può che crollare di fronte al primo ricorso. Possibile - conclude la deputata Dem - che la Lega non sappia trovare un modo migliore per spendere i soldi dei contribuenti che non utilizzarli per difendere scelte discriminatorie e aberranti?”.

08/09/2017 - 13:14

“La disinformazione che fa oggi sul reddito d’inclusione il blog di Grillo è la miglior dimostrazione dell’efficacia della nuova misura introdotta contro la povertà. M5s tenta di gettare fumo su un intervento finalmente concreto, dotato delle risorse necessarie - 1 miliardo e 150 milioni per quest’anno, che diventeranno 2 miliardi aggiungendo i fondi non spesi nel 2016 e i fondi europei - ed efficace proprio perché rivolto a chi ha veramente necessità di aiuto e sostegno economico. Un primo passo nella direzione giusta e con un approccio diametralmente opposto a quello del reddito per tutti proposto dai grillini, che non solo è finanziariamente insostenibile ma anche socialmente sbagliato. Il nostro obiettivo, al contrario, è quello di creare le condizioni affinché tutti possano uscire della condizione di povertà, costruendo un vero e proprio patto con i cittadini di accompagnamento ai servizi per il raggiungimento di una autonomia attraverso un lavoro”.

Così la deputata Dem Elena Carnevali, componente della Commissione Affari sociali della Camera.

29/08/2017 - 15:32

“Con l’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto legislativo di attuazione della legge sulcontrasto della povertà, l’Italia si allinea all’Europa con una misura unica di protezione del reddito”. Lo dichiara Elena Carnevali, deputata del Partito democratico e componente in Commissione Affari sociali alla Camera, per commentare la decisione odierna del Cdm di approvare il reddito di inclusione.
“Il Rel – continua – che diventerà effettivo da gennaio e sarà progressivamente allargato per diventare universale, non consiste solo in un sostegno al reddito ma anche in interventi sociali, educativi e di inserimento lavorativo, e punta a debellare il flagello della povertà. Soddisfazione, dunque, per l’ottimo svolto dal governo e dal Parlamento, anche grazie all’importante contributo del Parlamento e Alleanza per la povertà. Ora si tratta di allargare quanto più in fretta possibile il numero dei beneficiari. La prossima legge di Bilancio potrebbe essere l’occasione utile in questo senso”.
“Quanto a Maroni, pur di vendersi come proprie misure altrui, fa finta di dimenticare che il Sistema di inclusione attiva, ovvero la premessa al Reddito di inclusione, è stato introdotto in questa legislatura”, conclude.

02/08/2017 - 18:54

“Con l’approvazione da parte delle Commissioni congiunte Lavoro e Affari Sociali del parere sul decreto legislativo attuativo della legge delega sul contrasto alla povertà, si è chiuso l’iter parlamentare del Reddito d’Inclusione (ReI)”. Né dà notizia Elena Carnevali, deputata del Partito democratico.

“Dal primo dicembre – continua – si potranno presentare le domande per l’accesso alla prima misura unica nazionale di contrasto alla povertà. Il Reddito d’Inclusione, che in fase di prima attuazione potrà contare su circa 2 miliardi di euro comprensivi dei fondi PON per l’inclusione sociale, sarà rivolto ai nuclei familiari con figli minori o disabili, donne in stato di gravidanza o persone ultra cinquantacinquenni in condizione di disoccupazione. Esso verrà poi progressivamente allargato, grazie a un incremento delle risorse, fino a comprendere tutta la platea delle persone in condizione di povertà assoluta. L’obiettivo dell’universalità della misura va perseguito innanzitutto con l’efficienza nell’applicazione della legge e nell’utilizzo delle risorse. A questo proposito, il parere oggi approvato fornisce indicazioni importanti per il Governo: estendere la platea degli ultra cinquantacinquenni disoccupati mediante una definizione univoca dello stato di disoccupazione; l’innalzamento del massimale del beneficio e il limite mensile di prelievo in contanti; prevedere una deroga ai limiti e divieti vigenti rispetto alle assunzioni desinate a potenziare la rete territoriale dei servizi sociali o termini temporali certi per l’erogazione ai Comuni e agli Ambiti territoriali delle risorse a ciò destinate. L’impianto del ReI si pone l’obiettivo concreto di combattere le disuguaglianze, garantire il rispetto della dignità della persona e dei componenti più fragili della società”.

“Diversi studi economici dimostrano che aggredendo la povertà assoluta si contribuisce alla crescita economica del Paese. Con Il Reddito d’Inclusione l’Italia si riallinea al resto dei Paesi europei introducendo una misura di contrasto alla povertà che non si limita ad un mero trasferimento economico, ma mantiene senza esitazioni  l’equilibrio tra diritti e doveri avendo carattere pro-attivo e superando così definitivamente i modelli categoriali e passivi”, conclude.

26/07/2017 - 18:30

“Sul tema dell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati serve promuovere un accordo in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali per uniformare in tutto il territorio nazionale gli standard delle strutture e delle misure di accoglienza, oggi rimessi a delibere delle singole regioni.” E' quanto auspicano i deputati Federico Gelli e Elena Carnevali, rispettivamente presidente della Commissione Inchiesta migranti e Coordinatrice gruppo di lavoro minori stranieri non accompagnati della stessa commissione, in occasione dell'approvazione della relazione sul sistema di protezione e di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati oggi in Commissione.

“Tali standard dovrebbero essere fissati allo stesso livello garantito ai minori italiani, nel rispetto dei diritti fondamentali del minore, e dovrebbero essere accompagnati dalla previsione di idonee e adeguate coperture finanziarie oggi insufficienti. Le misure dedicate all’accompagnamento e all’integrazione, che rischiano di essere assorbite da esigenze primarie di assistenza al vitto e all’alloggio, in alcuni casi sono oggetto di ottime esperienze territoriali che abbiamo avuto modo di constatare e che dovrebbero essere da esempio per l'intero sistema.

Anche se su questo versante sono evidenti i passi in avanti che sono stati concretizzati a livello normativo – concludono Carnevali e Gelli - sarebbe opportuno affidare il coordinamento operativo del sistema ad una specifica struttura pubblica che potrebbe avere la forma di una vera e propria Agenzia Nazionale per l’Accoglienza, incaricata per il coordinamento centrale, l’organizzazione generale del lavoro, il supporto tecnico agli enti gestori dei centri, la messa in rete, anche informatica, di istanze di livello provinciale, regionale e nazionale, la definizione delle modalità di monitoraggio sui servizi, ed in generale dell’organizzazione del sistema nazionale di accoglienza in cui tutti i soggetti coinvolti, lavorino per l’ affermazione di un modello efficiente ed efficace. Infine, si riconferma la necessità di rendere attuativo il contenuto della Legge n. 47 del 2017 (c.d. legge Zampa-Pollastrini), intervenuta su alcuni nodi normativi essenziali, riguardanti la tutela legale dei minori, che potrebbe migliorare sensibilmente le procedure di rilascio dei permessi di regolarizzazione sul territorio.”

26/07/2017 - 17:28

La ministra Lorenzin risponde al question time

“Siamo soddisfatti dell’impegno preso della ministra Lorenzin per completare entro il mese di settembre i complessi adempimenti procedurali per la effettiva realizzazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. È importante per i cittadini e i pazienti sapere che presto potranno contare pienamente sulle nuove prestazioni sanitarie dei nuovi Lea che saranno così pienamente fruibili.”. Lo hanno detto Elena Carnevali e Salvatore Capone, deputati del Pd componenti della commissione Affari sociali, durante la discussione del question time oggi nell’Aula della Camera.

“L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza – ha proseguito i due deputati – costituisce uno straordinario risultato raggiunto dal precedente governo e continuato dall’attuale. L’ultimo aggiornamento risale al 2001. Grazie ai nuovi Lea, su tutto il territorio nazionale viene introdotto il nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale, includendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed eliminando quelle ormai obsolete; si rinnova il nomenclatore dell'assistenza protesica; si revisiona l'elenco delle malattie rare; si introducono nuovi vaccini e nuovi accertamenti per patologie neonatali; viene previsto l'inserimento dell'endometriosi nell'elenco delle patologie croniche ed invalidanti della celiachia, dei disturbi sullo spettro autistico e si riconosce la procreazione medicalmente assistita. L’attuazione dei nuovi Lea è un lavoro complesso: facciamo presente che il ministero della Salute ha avviato dal febbraio 2016 un lavoro che ha permesso di ricondurre i ben 36mila codici delle prestazioni sanitarie regionali a quelli presenti nel nuovo nomenclatore adottato dal decreto sui nuovi Lea”.

“L'impatto economico-finanziario della revisione dei Lea - hanno concluso i deputati dem - è stato quantificato dalla legge di stabilità per il 2016 in 800 milioni di euro. Nonostante il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia sia stato pubblicato ormai più di tre mesi fa, rimane ancora problematica l'erogazione delle nuove prestazioni previste, in particolare i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e protesica sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale senza le corrispondenti tariffe e quindi non fruibili fino a quando non sarà emanato il decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Agenzia per i servizi sanitari regionali, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, che fissi le tariffe massime delle prestazioni. L’impegno della ministra della Sanità risulta perciò molto importante per dare pieno compimento a questa riforma attesa da 16 anni. Da parte nostro ribadiamo l’impegno a monitorare e vigilare sullo stato di attuazione degli atti previsti nei nuovi Lea e che questo avvenga uniformemente su tutto il territorio nazionale”.
 

13/07/2017 - 17:47

Rischio per ritardi, esaurimento scorte pediatriche e aumento costi

“Aumentano esponenzialmente i casi di epatite A, malattia prevenibile con il vaccino, ma in molte regioni, inclusa la Lombardia, i vaccini non sono disponibili. I cittadini che si sono rivolti alle strutture sanitarie si sono sentiti consigliare l'acquisto all'estero o in altre regioni rispetto a quella di appartenenza. È una situazione inaccettabile”. Così Elena Carnevali, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Sociali alla Camera, in una interrogazione alla ministra della Salute.

“L'ultimo aggiornamento epidemiologico fornito dall'Istituto Superiore di Sanità in merito all'epatite A ha evidenziato che dall'agosto 2016 al maggio 2017 sono stati notificati ben 1894 casi, registrando un aumento esponenziale rispetto a quelli segnalati nell'anno precedente – si legge nella risposta del Ministero - Tuttavia attualmente l'Italia, come il resto d'Europa, sta affrontando una criticità connessa alla carenza del vaccino in quanto le due industrie produttrici stanno registrando effettivamente la carenza delle scorte”.

“Da una parte - continua la Ministra - la società titolare di uno dei vaccini anti epatite A si è impegnata con l'AIFA a garantire una fornitura stabile per tutto il 2018, prevedendo anche l'utilizzo del medesimo vaccino con formulazione pediatrica. Dall'altra parte, un ulteriore fornitura è stata assicurata per la vaccinazione contro epatite A e B con altro vaccino per adulti".

Nell'attesa di nuove forniture il Ministero della Salute ha chiesto al Consiglio Superiore di Sanità, che si esprimerà nella seduta del 21 luglio, l'autorizzazione a utilizzare il vaccino pediatrico sugli adulti.

"Nonostante le rassicurazioni del Ministero, che dimostra un rinnovato impegno e determinazione nel piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), ci sono ancora tanti timori. Il rischio è che la fornitura del vaccino per adulti arrivi in ritardo e risulti così intempestivo per tutti coloro che hanno programmato viaggi all’estero, e che l’uso diffuso del vaccino pediatrico, oltre ad avere un costo maggiore, porti ad esaurire le attuali scorte pediatriche”.

21/06/2017 - 17:51

“Il Cara di Mineo è rimasto aperto fin troppo a lungo. Dopo i sopralluoghi effettuati dalla Commissione d'inchiesta, è convinzione di tutti procedere alla sua chiusura in tempi rapidi”. Lo dichiara Elena Carnevali, capogruppo Pd della Commissione d'Inchiesta migranti, per commentare l’odierna approvazione, all'unanimità, della relazione sul centro di accoglienza.

“Come emerge dalla relazione del collega e relatore Giovanni Burtone – spiega - questa è di certo la pagina più nera registrata dall'intero del sistema di accoglienza attuato oggi in Italia. Abbiamo assistito senza dubbio a una cattiva gestione: si va dagli sprechi alle inadeguate normative di sicurezza, dal mancato rispetto delle norme igienico sanitarie, alle assunzioni clientelari che fanno capo a un direttore già indagato per truffa e di cui chiediamo un'immediata revoca dell'incarico. E' evidente che, a monte di tutte le responsabilità politiche e irregolarità riscontrate, ci sia un sistema rappresentato dalla realizzazione di grandi centri di accoglienza difficili da controllare e che devono essere superati a favore di un sistema di accoglienza diffuso sull'intero territorio nazionale e in cui ogni Comune deve fare la sua parte. Non possiamo più continuare a parlare di emergenza di fronte a un fenomeno che certamente proseguirà nei prossimi anni e nel quale le prime strutture di accoglienza ricoprono un ruolo chiave”.

“Per questo motivo, le strutture future, e quelle oggi aperte, dovranno essere soggette a continui controlli e in grado di rispettare requisiti ben definiti in modo da evitare il ripetersi di gravi episodi come quello di Mineo”, conclude.

16/06/2017 - 12:45

“Le risposte del governo fanno giustizia alle polemiche infondate sull’inutilità della legge “dopo di noi” e mettono all’angolo coloro che hanno mostrato scetticismo. La legge 112/2016 non solo non ha fatto flop, ma la sua applicazione sta procedendo  mostrando una responsabilità condivisa a tutti i livelli istituzionali”.

- Così Elena Carnevali e Anna Margherita Miotto, deputate del Partito Democratico, dopo aver ascoltato la risposta del governo all’interpellanza urgente di cui erano firmatarie in merito allo stato di attuazione della legge 112/2016, per la deistituzionalizzazione e l'inclusione sociale delle persone sole con disabilità -

“Ben prima delle scadenze previste, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il ministero della Salute e quello dell’Economia e delle Finanze hanno approvato i decreti attuativi e stabilito la ripartizione dei 90 milioni di fondi per il 2016 . Le regioni – sottolineano le deputate Dem - hanno presentato le linee di indirizzo per l’impiego delle risorse, contribuendo a quantificare le esigenze e le necessità di intervento per gli anni futuri, e il ministero ha già comunicato le valutazione sulla congruità delle stesse con le finalità della legge. Ad oggi il ministero del Lavoro ha erogato il 95,6 per cento delle risorse complessivamente stanziate per l'anno 2016 e si appresta a completare entro la fine del mese la distribuzione alle regioni che, in queste settimane, procederanno a finanziare i progetti che consentano percorsi di accompagnamento all’uscita dal nucleo familiare di origine e il supporto all’abitare in autonomia in piccole convivenze simil familiari. Questo percorso è destinato a non interrompersi grazie agli stanziamenti già previsti nel triennio e così sarà d'ora in poi, ogni anno, attraverso una programmazione pluriennale.”

“Chi pensava che le famiglie chiedessero solo un beneficio monetario si sbaglia, chiedono invece una prospettiva di vita per i figli, diversa dall’istituzionalizzazione, coscienti che per realizzare percorsi di autonomia servono anni di investimento sull’acquisizione delle competenze e “infrastrutturazione sociale” da parte delle regioni e degli enti locali in collaborazione con le associazioni dei famigliari, perché come dice la Fish “Nulla su di noi se non con noi”. Questa legge ha colto l’obiettivo, ora abbiamo il dovere di vigilare perché sia applicata coerentemente da parte delle regioni e degli enti locali e – concludono Carnevali e Miotto - abbiamo il diritto di essere orgogliosi di aver risposto con i fatti e con le risorse, che speriamo di incrementare, alle esigenze di tante donne e uomini”.

 

15/05/2017 - 15:26

Entro fine mese saranno stanziati alle Regioni tutti i fondi

“Parlare di fallimento di una legge entrata in vigore da poco meno di un anno, e che chiama in causa la responsabilità di Regioni ed Enti locali, non aiuta il cambiamento culturale e la faticosa progettazione che ci permetterebbero di uscire dalla logica basata esclusivamente sulle prestazioni. Tutti gli strumenti attuativi richiesti per rendere operativa la cosiddetta legge sul ‘dopo di noi’ sono stati approvati”. Lo ha detto Elena Carnevali, deputata del Pd e relatrice della legge sull’assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

“Ad alcune regioni, tra cui la Campania - prosegue Carnevali -, sono state chieste delle integrazioni da parte del Ministero e, una volta presentate, potranno essere trasferiti 9 milioni di euro. Ad oggi circa due terzi delle Regioni hanno già ottenuto i fondi previsti dalla legge; si confida di poter procedere all’erogazione di tutte le risorse entro la fine del mese. La legge 112, che impropriamente continuiamo a chiamare del ‘dopo di noi’, si fa carico delle persone già durante l’esistenza dei genitori e vuole contribuire ad evitare che molti adulti con disabilità finiscano in strutture-lager da 100 persone. In alcune città e grazie a molte associazioni, cooperative, amministrazioni lungimiranti questo già accade. Il dolore e la fatica dei familiari di persone con disabilità devono essere riconosciuti e devono poter contare sui servizi diurni e su spazi occupazionali e ricreativi. Questa legislatura ha visto l’ampliamento dei fondi per la non autosufficienza passati da 275 milioni del 2013 ai 450 milioni attuali, l’ampliamento dell’assistenza domiciliare integrata (Adi), l’aggiornamento dei Lea, la legge sull’autismo e l’approvazione della legge sul ‘dopo di noi’ finanziata con 240 milioni. Sono tutte risposte a domande inevase da anni”.

05/05/2017 - 14:41

Terminata la missione parlamentare in Sicilia nei centri per minori non accompagnati

“In Sicilia abbiamo potuto verificare che sono in campo buone progettualità, purtroppo siamo consapevoli che non basta un posto per dormire e per mangiare, seppur buono, per esaurire l’accoglienza. I migranti, soprattutto i minori non accompagnati, portano con sé fragilità e il compito di chi accoglie è anche cercare di sanarle o, quantomeno, di lenirle”

- Così Elena Carnevali, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate, al termine della missione in Sicilia orientale per verificare l’accoglienza ai minori non accompagnati. Catania, Pozzallo e Noto i luoghi della Sicilia orientale dove si è recata la delegazione per visitare 4 centri -

“La regione Sicilia è quella che più si fa carico dell'accoglienza di minori stranieri non accompagnati e che ha visto, soprattutto negli ultimi mesi, crescere costantemente il numero di ragazzi e ragazze presenti. Secondo i dati che fotografano la situazione al 31 marzo, infatti, in Sicilia sono presenti 5916 minori, cioè il 38,3% dei minori accolti sul territorio nazionale, di cui 573 ragazze, pari al 52% del totale. Dei centri visitati due sono finanziati con Fondo asilo migrazione e integrazione per la prima accoglienza, cioè quelli destinati ad ospitare i migranti per i 30 giorni successivi allo sbarco, dove – spiega la deputata Dem - abbiamo riscontrato che sono quelli che meglio possono rispondere alle esigenze di protezione e accompagnamento e che fanno della dimensione educativa la parte primaria, occupandosi di formazione, accesso allo studio, “imparare facendo”.

“Ci sono, però,  ancora delle ombre nel sistema e il nostro compito è fare luce – sottolinea Carnevali -  affinché i nodi irrisolti possano essere sciolti al più presto. È necessario un maggior controllo dei centri per verificare non solo  il rispetto di legge, ma che siano in grado anche di corrispondere alle esigenze delle persone ospitate. Dalla nostra esperienza, maturata nelle missioni di questi anni, possiamo confermare che le comunità piccole sono quelle che meglio rispettano gli standard.  E anche se i centri di prima accoglienza svolgono il loro compito, i tempi lunghi per l’assegnazione del tutore e per il riconoscimento giuridico costringono i minori a permanere in strutture non adeguate all’inserimento nella comunità. Le norme ci sono ma è necessario uniformare le prassi che non possono differenziarsi sulla base della provincia di appartenenza. Però non solo i tempi burocratici che portano ragazze e ragazzi a diventare maggiorenni durante la prima accoglienza: anche la scarsità di posti per la seconda accoglienza e la difficoltà nel ricollocamento all’estero contribuiscono a rendere il percorso difficoltoso.

“Il nostro compito non si esaurisce con questa missione. Andremo avanti perché il numero di ragazze e ragazzi che arrivano sul nostro territorio, porta dell’Europa, aumenta costantemente e – conclude Carnevali - abbiamo il dovere e l'obbligo di garantire loro il rispetto delle convenzioni sui diritti internazionali del fanciullo  e una buona qualità progettuale mirata all'inserimento sociale, educativo e formativo e per un futuro lavorativo” .

11/04/2017 - 17:58

"I governi facciano sentire la propria voce per assicurare il rispetto dei diritti umani in Cecenia".

Lo chiedono Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri, i deputati democratici Alessandro Zan e Elena Carnevali in un'interrogazione parlamentare depositata oggi  alla Camera. L'iniziativa nasce a seguito dei casi di tortura e privazione della libertà personale riportati nei giorni scorsi dalla stampa russa per fatti che sarebbero avvenuti in Cecenia.

“Chiediamo quindi al governo – affermano i tre parlamentari – di accertare la veridicità dei fatti e in tal caso di rappresentare alla Federazione russa e nelle sedi istituzionali internazionali la condanna del nostro Paese di tali, gravi e reiterate violazioni dei diritti umani fondamentali".

30/03/2017 - 16:35

Con la risposta del sottosegretario Luigi Bobba alla mia interrogazione sulla legge detta “Dopo di noi”, la norma entra nel pieno della sua applicabilità, diventando quindi operativa in tutte le misure di sostegno e della parte relativa agli istituti giuridici del trust e dei fondi speciali, previsti a favore delle persone con disabilità grave. In particolare, l’art.6 della legge fa riferimento all’introduzione di agevolazioni fiscali per le imposte di successione e donazione, di registro ipotecarie, catastali e di bollo. Dopo lo stanziamento e il trasferimento delle risorse alle Regioni e l’emanazione del decreto relativo all’utilizzo del fondo pubblico per la realizzazione dei progetti abitativi che devono riprodurre le condizioni relazionali della casa familiare, si completa così il percorso di una legge importante, mirata a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità per promuovere la loro indipendenza, ancor più quando vengono meno i riferimenti affettivi più cari.

Lo afferma Elena Carnevali, deputata del Pd in commissione Affari sociali della Camera.

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