25/02/2015 - 13:01

Interrogazione al ministro Franceschini

“Vorrei conoscere le misteriose motivazioni per cui al Teatro Stabile di Genova non è stata riconosciuta la qualifica di Teatro Nazionale. Per questo ho presentato un'interrogazione urgente con la quale chiedo al Ministro Franceschini le motivazioni di una scelta che appare sconsiderata e la possibilità che tale errata decisione sia corretta”. È quanto dichiara la deputata del Pd Mara Carocci, componente della commissione Cultura.

“Appare difficile - prosegue Carocci - comprendere le ragioni per cui il Teatro Stabile di Genova sia stato escluso da tale lista pur continuando a produrre molto di più di alcuni teatri che, tuttavia, hanno avuto l'opportunità di rientrare nelle suddetta categoria.  Infatti, sia per la qualità del lavoro che svolge, sia per la sua lunga storia ha tutte le caratteristiche per rientrare nella categoria di Teatro Nazionale. Genova e la Liguria stanno vivendo un momento molto difficile  e mi aspetto dal governo sensibilità e attenzione: stiamo parlando di un'istituzione che rappresenta un'eccellenza nel panorama del teatro italiano e sarebbe non solo grave ma ingiusto che tale eccellenza non venisse riconosciuta”.

 

03/07/2014 - 16:39

“Già molte scuole in provincia di Genova effettuano l’orario sui 5 giorni per una scelta organizzativa condivisa nel consiglio di istituto per motivi didattici, non per imposizione esterne. Comprendo le esigenze di risparmio che sono reali ed effettive, ma l’orario deve essere modulato sulla didattica e bisogna tenere conto dei disagi per gli studenti e le famiglie, come per esempio il servizio mensa non sempre garantito. L’orario sui cinque giorni è anche positivo; le famiglie che già lo fanno, infatti, non tornerebbero indietro, però questo cambio di orario deve essere una scelta condivisa tra famiglie, scuola ed ente proprietario”.

Lo dice Mara Carocci, deputata del Pd componente della commissione Cultura.

 

08/05/2014 - 18:28

“Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà e il nostro sdegno per il rapimento in Nigeria di 300 ragazze da parte dei terroristi jihadisti di Boko Haram. É intollerabile che queste ragazze siano state rapite dalla loro scuola per essere vendute come schiave. Abbiamo voluto unire la nostra voce alla protesta che sta crescendo in questi giorni e siamo convinte che l'Italia debba far sentire la sua voce, anche all'interno dell'Unione Europea su questa terribile vicenda. Anche noi, come hanno già fatto Malala Yousafzai, Michelle Obama e migliaia di altre donne in ogni parte dell’Africa e del mondo, abbiamo diffuso sui social network le nostre foto con un cartello e la scritta #bringbackourgirls (riportate a casa le nostre ragazze)”.

 

 

Lo dichiarano Stella Bianchi, Laura Coccia, Roberta Agostini, Silvia Fregolent, Caterina Pes, Manuela Ghizzoni, Margherita Miotto, Alessia Morani, Flavia Nardelli, Elisa Simoni, Giovanna Martelli, Miriam Cominelli, Paola Bragantini, Irene Manzi, Tamara Blazina, Marilena Fabbri, Mara Carocci.

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