24/06/2015 - 12:52

Venerdì 26 giugno, a Vignale Monferrato (Alessandria), a partire dalle ore 11.00

Alle 17 iniziativa pubblica

“Bell’Italia, tutela e valorizzazione dei siti patrimonio mondiale dell’Unesco”, è il titolo del convegno organizzato dai Deputati Pd che si terrà a Vignale Monferrato (Alessandria), venerdì 26 giugno, in Palazzo Callori, piazza del Popolo.

Una giornata piena di appuntamenti a partire dalle ore 11.00 con l’incontro dei rappresentati siti Unesco italiani sul ruolo dello Stato nella conservazione e valorizzazione dei siti: monitoraggio e finanziamento della legge 77/2006, patto di Stabilità interno dei Comuni, normative italiane ed europee a sostegno dei siti, rilevanza giuridica dei Piani di gestione, iniziative di Parlamento, Governo, Regioni. Partecipano: i deputati Pd Silvia Fregolent, vice presidente, Marco Causi, capogruppo in commissione Finanze, Cristina Bargero, commissione Attività produttive; Giacomo Bassi, sindaco di San Gimignano e presidente Associazione beni italiani Unesco; Antonella Parigi, assessore Cultura e Turismo Regione Piemonte. A seguire, interventi di Franco Ferrari, sindaco di Vignale Monferrato, Michele Maria Longo, sindaco di Alberobello, Angelo Muzio, sindaco di Frassineto Po e vice presidente Provincia Alessandria, Emanuele Lilliu, sindaco di Barumini, Francesco Manella, sindaco di Capo di Ponte, Valeria Radaelli, sindaco di Capriate S. Gervasio, Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, Corrado Bonfanti, sindaco di Noto, Filippo Miroddi, sindaco di Piazza Armerina, Mariangela Busi, Comitato Tecnico Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, Massimo Guidi, Presidente Consiglio comunale di Urbino, conclusioni dei sottosegretari Silvia Velo, Ambiente, e Ilaria Borletti Buitoni, Attività culturali e Turismo.

Alle ore 17.00, iniziativa pubblica. Presenti: i deputati Pd Cristina Bargero, commissione Attività produttive, Flavia Piccoli Nardelli, vice presidente commissione Cultura; il sindaco di Vignale Monferrato (AL) Franco Ferrari e Davide Gariglio, segretario regionale PD Piemonte. Tavola rotonda su: “La tutela dei siti Unesco” con il deputato Pd Massimo Fiorio, vice presidente commissione Agricoltura; Giacomo Bassi, sindaco di San Gimignano e presidente Associazione beni italiani Unesco; Giorgio Ferrero, assessore ’Agricoltura Regione Piemonte; Maurizio Di Stefano, presidente Icomos - Italia. Segue tavola rotonda su “La valorizzazione dei siti Unesco” con Antonella Parigi, assessore Cultura e Turismo Regione Piemonte; Paolo Cantù direttore Piemonte dal Vivo; Aurelio Angelini direttore Fondazione Unesco Sicilia, Michele Chiarlo, Imprenditore. Conclusioni della deputata Silvia Fregolent, vice presidente Gruppo Pd e Luigi Bobba, sottosegretario ministero Lavoro e Politiche Sociali.

 

23/06/2015 - 18:10

“I metodi di stima catastale sono fermi al 1939, l’ultima revisione degli estimi è del 1989, oggi sono frequenti casi di valori catastali di immobili nelle periferie urbane superiori a quelli dei quartieri di pregio dei centri storici. Questa situazione non genera solo problemi di equità, ma anche di efficienza, distorcendo il funzionamento del mercato immobiliare e distorcendo anche l’impatto di tutte le imposte che assumono come base imponibile i valori catastali, a partire dall’IMU e dalla TASI”. Così scrive Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, in una nota di commento sulla discussione in corso in merito alla riforma del catasto.

“Tutti questi sono buoni motivi per varare la riforma, attesa da almeno venti anni e sollecitata dall’Unione Europea al primo punto delle “raccomandazioni” con cui, lo scorso 13 maggio, ha dato il via libera alla programmazione del bilancio italiano per i prossimi tre anni, accettando la flessibilità richiesta dal Governo Renzi “in cambio di riforme”. Sul piano tecnico, lo schema di decreto predisposto nell’ambito della delega fiscale contiene una clausola stringente di invarianza di gettito, attraverso l’abbassamento delle aliquote. Alcuni manifestano la paura che i Comuni potrebbero non ottemperare. La palla, però, non è in mano ai Comuni, ma al Governo, perché le aliquote base dei tributi comunali sono decise dalla legge nazionale, e la riforma prevede che i nuovi estimi non entreranno in vigore (parliamo comunque di non prima di cinque anni) se non viene emanato un decreto governativo di abbassamento di tutte le aliquote. Le stime allarmistiche diffuse dai giornali di oggi non tengono conto di questo preciso vincolo presente nel testo del decreto. Se, ad esempio, il complesso dei nuovi valori catastali sarà il doppio al confronto con quelli di oggi, l’aliquota di equilibrio dell’IMU dovrà essere dimezzata, non più 10,6 per mille, ma 5,3. E così per tutte le altre tariffe e aliquote (imposta di registro, ipotecarie, catastali, ecc.)”.

“La riforma contiene nuovi e importanti paletti di garanzia per i contribuenti. Sarà possibile proporre ricorso sia sulle funzioni statistiche che saranno utilizzate per il calcolo dei nuovi estimi, sia sulle singole stime puntuali delle unità immobiliari. E poi la riforma risolve in modo strutturale – modificando la metodologia di calcolo – la questione dei macchinari “imbullonati” negli stabilimenti produttivi, che vengono esclusi dalla stima del valore catastale.”

“In conclusione, la paura di un aumento generale delle imposte sulla casa è immotivata. Una volta rideterminate le aliquote base, ci saranno situazioni di adeguamento delle imposte sia verso l’alto che verso il basso, con un generale effetto di perequazione. A beneficiare delle riduzioni saranno soprattutto i quartieri periferici delle grandi città e le nuove costruzioni, quindi le famiglie mediamente più giovani, mentre a subire gli aumenti saranno i quartieri dei centri storici e quelli di pregio di più antica costruzione, le cui vecchie stime catastali sono molto distanti dai valori di mercato”.

 

19/06/2015 - 20:18

Riforma importante, molto attesa da categorie produttive

“Leggo sulle agenzie dichiarazioni allarmistiche di Maurizio Gasparri sulla riforma del catasto, definita ‘una trappola’. Nulla di più falso: la riforma, la cui attuazione prenderà ben 5 anni, prevede parità di gettito a livello di ciascun Comune”. Lo dichiara Marco Causi, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera.

“Il decreto attuativo di questa importante riforma strutturale – spiega Causi - che il Paese attende dal 1939 e che viene sollecitata come punto numero uno delle raccomandazioni Ue all’Italia in cambio della flessibilità di bilancio ottenuta dal Governo Renzi, verrà emanato in uno dei prossimi Consigli dei ministri”.

“Sul testo elaborato a livello tecnico – continua il capogruppo Pd - si registra un’ampia condivisione, e vi sono contenute norme molto attese dalle categorie produttive, come ad esempio l’esclusione dalla valutazione catastale, e quindi dalla base imponibile Imu, dei macchinari imbullonati nei capannoni produttivi”.

“Stupisce, poi – aggiunge Causi - la memoria corta del senatore Gasparri. Forza Italia ha votato a favore della riforma del catasto (articolo 2 della legge delega fiscale), sia alla Camera sia soprattutto al Senato, in una seduta, quella del 4 febbraio 2014, svoltasi sotto la presidenza dello stesso Gasparri”.

“Forse a Gasparri dispiace che l’Italia superi norme scritte nel 1939 da un Governo a cui lui è sentimentalmente legato. Ma se ne faccia una ragione: il paese ha bisogno di riforme e di modernizzazione, e le metodologie di calcolo catastale di anteguerra vanno finalmente riposte negli scaffali della storia, senza aumenti di gettito per lo Stato e per i Comuni, ma per rendere il Catasto uno strumento più moderno, più efficiente e più equo”, conclude Marco Causi.

 

21/04/2015 - 16:08

“L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di tre schemi di decreti legislativi in attuazione della delega per la riforma del sistema fiscale è una buona notizia”. Lo dichiara Marco Causi, capogruppo PD in Commissione finanze a Montecitorio e primo firmatario del progetto di legge delega approvato in via definitiva nel marzo del 2014.

“Con i tre provvedimenti di oggi riparte il cantiere di attuazione della delega fiscale, con l’obiettivo di rendere la macchina del fisco italiano più semplice, più certa, più moderna, più orientata alla crescita”, aggiunge Causi.

“In un momento di tensione politica come quello che attraversiamo in questi giorni – conclude Causi - è importante ricordare che la delega fiscale è stata approvata dal Parlamento senza nessun voto contrario. Segno che, quando le forze politiche mettono da parte disegni strumentali e desiderio di mera interdizione, è possibile in questo Parlamento andare avanti sulla strada delle riforme che servono al paese per uscire dallo stallo”. 

 

02/04/2015 - 17:07

“Con gli 80 euro la pressione fiscale si è ridotta nel 2014 al 42,9 per cento del PIL contro il 43,4 del 2013, scendendo di mezzo punto”. Così Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio, commenta i dati ISTAT di contabilità nazionale pubblicati oggi.

“Il bonus 80 euro vale 10 miliardi, cioè 0,6 punti di PIL. I misteriosi marchingegni della contabilità pubblica lo considerano come uscita, cioè come un credito fiscale pagato dallo Stato. Di conseguenza, quando l’ISTAT rileva una pressione fiscale 2014 pari al 43,5 percento non tiene conto degli 80 euro.”

Causi continua: “Considerando gli 80 euro come minore entrata per lo Stato, e non come maggiore spesa, la pressione fiscale effettiva è 43,5 meno 0,6, quindi 42,9 per cento, in riduzione di mezzo punto al confronto con il 2013”.

Conclude Causi: “Questa e solo questa è la verità, e nessuna strumentalizzazione politica motivata dall’accendersi della campagna elettorale può modificarla. Qualcuno dica a Toti che il Governo Renzi è riuscito, in un anno soltanto, a far scendere il carico fiscale più di quanto ci fossero riusciti in dieci anni i governi del centro-destra a trazione Forza Italia.”

 

25/03/2015 - 19:53

Inopportune però le dichiarazioni di Zanetti 

"La risposta che il sottosegretario Zanetti ha dato al question time del PD sulla vicenda delle posizioni dirigenziali nelle Agenzie fiscali in seguito ad una recente sentenza dell'Alta Corte è positiva per la gestione dell'emergenza, ma ancora inadeguata sotto il profilo delle scelte di fondo sull'architettura di queste fondamentali strutture dello Stato." Lo dichiara Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio.

"In materia di organizzazione delle Agenzie fiscali l'impressione è che il Governo non riesca a elaborare un indirizzo che - accanto alle importanti novità normative che si stanno introducendo in questa fase, e la cui attuazione ha bisogno estremo di corpi tecnici pienamente funzionanti - intervenga a dare stabilità, certezza e innovazione agli uffici dell'amministrazione finanziaria."

"Sono poi molto criticabili - continua Causi - alcune dichiarazioni rilasciate da Zanetti, che descrive le Agenzie come un bastione del comunismo reale in mano alla Cgil e ne ricatta il top management con lo spettro del danno erariale. Queste dichiarazioni, se non fossero inopportune, meriterebbero di essere seppellite da una fragorosa risata: è forse il soviet supremo del sindacato ad avere, negli anni del berlusconismo, varato i condoni e gli scudi fiscali? Sono forse i colbacchi dei dirigenti delle Agenzie fiscali ad avere bloccato nel corso degli anni i concorsi alla dirigenza, oppure il fatto che i Governi non hanno dato luogo agli atti necessari per fare entrare in vigore la riforma Brunetta?. Inviterei Zanetti ad auto-contenersi - conclude Causi - e a partecipare invece in modo costruttivo ad una riflessione ormai urgentissima sul futuro delle Agenzie fiscali. In questa direzione ci siamo oggi impegnati come gruppo PD della Commissione Finanze di Montecitorio, con il varo in tempi strettissimi di un programma di audizioni."

 

06/03/2015 - 16:59

"Le modifiche apportate alla riforma delle Banche popolari non rappresentano nel modo più assoluto un suo annacquamento". Lo dichiara Marco Causi, relatore del decreto all'esame del Parlamento e capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio.

"L'impianto della riforma è confermato su tutta la linea: gli istituti di credito con attivi superiori a 8 miliardi di euro dovranno diventare Società per Azioni e rinunciare al principio "una testa un voto" entro 18 mesi. Grazie a questa riforma, potranno con maggiore facilità e celerità approvvigionarsi sui mercati dei capitali, corrispondere ai requisiti patrimoniali sempre più severi imposti dalle nuove regolamentazioni bancarie, continuare a erogare credito all'economia reale e aprire una fase di consolidamento di questo importante segmento di industria bancaria"

"Le modifiche approvate" continua Causi "si riferiscono agli statuti delle nuove società per azioni. Primo, i nuovi statuti potranno essere approvati nella stessa assemblea che delibera la trasformazione in SpA, e con le stesse procedure speciali previste nel decreto. Ciò contribuisce a velocizzare l'attuazione della riforma. Secondo, nei nuovi statuti potrà essere inserita una clausola di limitazione all'esercizio dei diritti di voto del 5 per cento (o oltre) valida per 24 mesi. Questo consente di tenere al riparo, durante la fase di transizione e di consolidamento, i nuovi istituti bancari da scalate ostili, con le modalità che erano state proposte dalla Banca d'Italia".

 

04/12/2014 - 15:51

Rispondendo ad un'interrogazione presentata dal gruppo PD in Commissione Finanze della Camera dei Deputati a mia prima firma, il sottosegretario Baretta ha informato che "il Governo sta provvedendo ad una modifica delle modalità relative all'applicazione del decreto legge 66/2014 relative all'IMU agricola, con l'obiettivo di rinviarne il pagamento stabilito per il 16 dicembre 2014, anche al fine di rivedere i criteri applicativi. La soluzione tecnica sarà predisposta a breve e verrà adottata dal Consiglio dei Ministri con le modalità più opportune"

Lo dichiara il capogruppo PD in commissione Finanze Marco Causi.

 

26/11/2014 - 10:35

“Esprimiamo soddisfazione e ringraziamo il Governo per l’accoglimento dell’emendamento del PD che aumenta a 7 euro la deducibilità fiscale dei buoni pasto giornalieri che le imprese corrispondono ai lavoratori”. E’ il commento di Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio e primo firmatario dell’emendamento, promosso dall’intero gruppo PD della Commissione. “Si tratta di un intervento che porterà con certezza più consumi e meno evasione fiscale”.

“La soglia esentasse dei buoni pasto era ferma da quindici anni a 5,29 euro” continua Causi “L’aumento di 1,71 euro al giorno equivale a circa 400 euro all’anno in più di reddito netto disponibile per la spesa alimentare di ogni lavoratore beneficiario. Si tratta di 2,3 milioni di lavoratori, e quindi di una misura che si intreccia in modo coerente all’obiettivo prioritario del Governo di sostenere la domanda interna di consumi. Le stime indicano un aumento potenziale di 500 milioni di consumi alimentari, con un impatto positivo, anche sul piano occupazionale, per il settore del commercio e dei pubblici esercizi”.

“E’ poi da sottolineare – conclude Causi - la novità che l’aumento è corrisposto solo per i buoni pasto forniti tramite una carta elettronica. Questa scelta comporta l’eliminazione di alcune aree di elusione ed evasione collegate ai tradizionali ticket cartacei. Noi abbiamo stimato che la riduzione dell’evasione Iva, Ires e Irap sulla spesa aggiuntiva attivata da questo intervento potrà fare emergere circa 24 milioni di euro di gettito aggiuntivo, innestando così un vero e proprio circolo virtuoso fra aumento dei consumi e aumento del gettito fiscale”.

 

19/11/2014 - 18:07

In futuro non dovrà esserci un altro caso Fiat-FCA

“Il ministro Padoan ha esposto alla Camera, rispondendo al nostro question time, un quadro interessante e soddisfacente delle azioni del governo tese a limitare le difformità nella legislazione fiscale fra i diversi Paesi europei, un tema alla base di rilevanti  distorsioni che influenzano le scelte localizzative delle imprese, e quindi dell’occupazione, e le direzioni dei flussi di capitale. Notevoli risultati sono stati ottenuti nell’ambito del G20, dove sono stati firmati gli accordi in materia di standard automatici di trasmissione delle informazioni (“Common Reporting Standards”), che rappresentano, in sostanza, un deciso passo verso la fine del segreto bancario. In sede europea apprezziamo che la Presidenza italiana abbia  riaperto la discussione sull’armonizzazione delle imposte sulle società, chiave di volta per ridurre una concorrenza fiscale distorsiva,  come dimostra il caso della FIAT-FCA che in futuro speriamo non abbia più a ripetersi”.

Così Marco Causi, capogruppo Pd nella commissione Finanze della Camera, durante il question time di oggi dove è intervenuto il ministro Padoan.

 

22/10/2014 - 18:17

Il Parlamento ha approvato oggi il decreto legislativo che riforma il sistema di tassazione dei tabacchi. Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio sottolinea i tanti aspetti positivi e innovativi della riforma: "Verrà superato il contenzioso comunitario sulle vecchia accisa minima, verrà stabilito un sistema strutturale di tipo europeo per la nuova accisa, evitando così interventi estemporanei tante volte accaduti in passato con il solo obiettivo di aumentare il gettito".

"L'impatto sui prezzi di vendita sarà minimo - continua Causi - mentre sarà molto positivo l'impatto in termini di investimenti e di occupazione nello sviluppo dei nuovi prodotti da fumo senza combustione. L'Italia infatti è il primo paese che, con questo decreto, regolamenta i nuovi prodotti - i quali peraltro sono stati sviluppati proprio nel nostro paese, con l'impegno e la competenza dei ricercatori italiani - stimolando così una positiva competizione fra i produttori, con ricadute vantaggiose per tutta la filiera industriale e agricola attivata dai prodotti del tabacco".

 

09/10/2014 - 17:56

“La Commissione finanze di Montecitorio ha licenziato oggi il testo della legge sul rientro dei capitali, che da domani comincia il percorso in aula. E’ una buona notizia”. Questo è il commento di Marco Causi, capogruppo PD in Commissione finanze.

“Ringrazio il Governo, che ha aiutato a sciogliere gli ultimi nodi che restavano. Con queste misure l’Italia si può porre l’ambizioso obiettivo di fare emergere decine di miliardi di capitali i quali, piuttosto che girovagare per il mondo alla ricerca di luoghi rischiosi dove sia ancora garantito il segreto bancario, potranno invece contribuire al patrimonio delle nostre imprese e alla crescita del paese. Certo, uno degli obiettivi della legge è di portare soldi all’erario, ma non è da sottovalutare l’obiettivo principale: rimettere in circolo capitali che possono aiutare l’economia.”

“Ai proprietari di questi capitali – continua Causi – lo Stato potrà proporre un patto molto chiaro: l’emersione e la regolarizzazione (nominativa e con pagamento delle eventuali imposte originariamente evase) in cambio di consistenti sconti sulle sanzioni pecuniarie e penali, e in particolare con lo sconto sul reato di autoriciclaggio. Chi dovesse decidere di continuare ad occultare i capitali non regolari, invece, rischia non solo le eventuali sanzioni penali di tipo tributario, ma anche quelle dell’autoriciclaggio”.

“A regime – conclude Causi – il nuovo reato di autoriciclaggio sarà un deterrente molto importante nella lotta all’evasione fiscale e ai reati di tipo finanziario”

 

03/10/2014 - 17:47

“La decisione presa ieri dal Governo su rientro dei capitali senza anonimato e nuovo reato di autoriciclaggio va nella giusta direzione”. Questo il commento di Marco Causi dopo aver preso visione dell’emendamento sull’autoriciclaggio che il Governo ha predisposto e che verrà presentato in Parlamento martedì prossimo. Causi, oltre ad essere capogruppo PD in Commissione finanze a Montecitorio, è il primo firmatario del disegno di legge sul rientro dei capitali con il modello OCSE – che riprenderà adesso il suo cammino – ed è stato il primo firmatario dell’emendamento che, all’inizio di luglio, per iniziativa del Partito Democratico, ha introdotto in questo disegno di legge la riforma del reato di autoriciclaggio.

“Leggo sulla stampa di oggi commenti discordanti, che mi sembrano a volte poco meditati. Se restiamo ai fatti, bisogna riconoscere che il Governo ha compiuto due importanti passi avanti. Primo, ha accettato di legare la riforma del reato di autoriciclaggio alla legge sul rientro dei capitali senza anonimato. Secondo, diversamente da alcuni testi circolati la scorsa settimana, non ha introdotto soglie al di sotto delle quali il reato non esiste, ma ha invece differenziato l’entità delle pene a seconda dell’entità del reato presupposto.”

“Ringrazio i Ministri Orlando, Padoan e Boschi.” Continua Causi. “Con le loro decisioni di ieri, da un lato, hanno validato il percorso impresso dal Partito Democratico al disegno di legge sul rientro dei capitali, un lavoro in corso ormai da sette mesi; e dall’altro lato hanno trovato un punto di equilibrio nella complessa vicenda del nuovo reato di autoriciclaggio, che potrebbe ora diventare il primo punto della riforma della giustizia ad arrivare in porto, legato com’è al nuovo procedimento per l’emersione dei capitali nascosti – e alla punizione doppia per chi dovesse decidere di continuare a occultarli”.

Conclude Causi: “Sul testo proposto dal Governo in materia di autoriciclaggio il Parlamento avrà diverse occasioni, sia alla Camera che nella seconda lettura del Senato, per valutare l’opportunità di possibili aggiustamenti e miglioramenti, anche tenendo conto delle preziose opinioni del Presidente Grasso. Alcuni necessari elementi di coordinamento normativo – come ad esempio l’aggancio alla legge 231 – potrebbero vedere luce già nella prossima settimana in Commissione finanze”.

 

07/08/2014 - 18:22

"La riforma del regime di responsabilità solidale per il pagamento delle ritenute porta un vantaggio di 1,2 miliardi di minori costi per le imprese italiane". Così Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio, commenta l'approvazione del decreto sulle semplificazioni fiscali avvenuta oggi alla Camera, che contiene alcune novità."Da tempo – spiega Causi - le imprese ci chiedevano di intervenire, eliminando un barocco e costoso obbligo di certificazioni che, secondo una recente ricerca della CNA, costa 1,2 miliardi. Lo abbiamo fatto nell'esprimere il parere parlamentare al primo decreto attuativo della delega fiscale, quello delle dichiarazioni dei redditi precompilate".

"E lo abbiamo fatto - continua Causi - senza abbassare la guardia sulla lotta al lavoro nero e all'evasione fiscale. Con la riforma, l'INPS invierà i dati sui versamenti contributivi all'Agenzia delle entrate e sarà compito di quest'ultima incrociare con i dati sulle ritenute e individuare le aree grigie o nere di evasione. Dato che una delle modalità con cui si evadono gli obblighi fiscali nei settori con appalti al massimo ribasso è quella di far nascere e poi cessare imprese fittizie, si è altresì introdotta l'esigibilità dei debiti tributari fino a un periodo di cinque anni dopo la cancellazione dell'impresa dai registri delle Camere di Commercio.""In questo modo - conclude Causi - facciamo risparmiare molti soldi alle imprese oneste, liberandole da costosi adempimenti, ma allo stesso tempo aumentiamo l'efficacia degli strumenti anti-evasione per sanzionare le imprese disoneste".

 

23/07/2014 - 14:40

“La commissione Finanze di Montecitorio ha approvato il testo di una legge che introduce una procedura per regolarizzare i capitali detenuti da cittadini e imprese italiani all’estero, senza anonimato e pagando quanto dovuto al fisco. Il progetto di legge ripropone i contenuti di un decreto emanato dal governo Letta, ma non convertito dal Parlamento, e li arricchisce sotto molti aspetti”. Lo scrive il capogruppo del Pd in commissione Finanze della Camera introducendo una nota con le informazioni di contesto e l’analisi dei contenuti del testo approvato pubblicata sul blog dei deputati pd (sito www.deputatipd.it).

Nell’introduzione alla nota Causi spiega che: “Da un lato, la regolarizzazione spontanea permette di abbattere sanzioni e interessi, e riduce anche il rischio di conseguenze penali per eventuali reati di tipo tributario; dall’altro lato, è stato introdotto nel testo il nuovo reato di riciclaggio, che punisce anche l’autoriciclaggio, e cioè il trasferimento o l’impiego di fondi derivanti da un reato non colposo da parte di chi ha commesso il reato, e non solo – come oggi prevede il codice penale – da parte di intermediari. La via italiana all’emersione dei capitali esportati punta così sulla carota degli sconti - chi riemerge entro il 15 settembre 2015 ha forti facilitazioni monetarie e non rischia di essere imputato per riciclaggio - e sul bastone del nuovo reato - chi non dovesse riemergere e decidesse invece di spostare i soldi dalla Svizzera, o dal Lussemburgo o da San Marino, ovvero da altri paesi che si stanno adeguando ai nuovi standard internazionali di trasparenza finanziaria, verso paradisi fiscali che mantengono il segreto bancario, deve sapere che non rischia solo per gli eventuali reati tributari che stanno all’origine dell’esportazione dei capitali ma anche per il reato, ben più pesante, di riciclaggio”.

 

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