21/07/2014 - 12:15

“Per la prima volta da decenni l’intervento predisposto dal Governo sull’accisa tabacchi non è un modo estemporaneo per trovare qualche copertura di gettito, ma contiene una riforma completa, strutturale, destinata a durare nel tempo”. Così Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, commenta la bozza di decreto legislativo che, in attuazione della delega fiscale, il Governo sta predisponendo per mettere fine alla guerra al ribasso dei prezzi dei prodotti da fumo.

“La diminuzione dei prezzi dei prodotti da fumo è nociva non solo per il gettito erariale, ma soprattutto perché va contro gli obiettivi pubblici di tutela della salute, oltre che contro l’evoluzione osservabile in tutti i paesi europei.” Continua Causi: “La riforma su cui il Governo sta lavorando, invece, rimette l’Italia al passo con l’Europa, stabilizza il mercato e attiva un mix di interventi che agiscono su tutta la tastiera disponibile, in modo da avere un impatto moderato sui prezzi e soprattutto equilibrato fra i diversi segmenti e prodotti”.

“L’estensione dell’accisa, con sconto del 40 per cento, ai nuovi prodotti da inalazione di vapori liquidi o di tabacco – conclude Causi – fornisce agli operatori un quadro di certezza giuridica che favorirà investimenti e innovazione di prodotto, con ricadute positive su tutta la filiera agricola e industriale attivata dal settore”.

 

10/07/2014 - 13:56

La proposta di abolire Equitalia è inattuabile e demagogica"

"La riforma della riscossione e la riorganizzazione di Equitalia sono già scritte nella legge delega di riforma fiscale che il Governo Renzi ha cominciato ad attuare con il primo decreto dedicato alle semplificazioni fiscali". Così dichiara Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, ai margini della discussione che ha portato l'aula di Montecitorio a respingere il progetto di legge dei 5 stelle per la soppressione di Equitalia. "La riforma prevede di differenziare le modalità di riscossione, rendendo più leggere e meno onerose quelle relative a somme di modesta entità, di riorganizzare norme e organizzazione per la riscossione locale e di rivedere l'assetto di Equitalia e il suo funzionamento. Rispetto a questo percorso, fissato dall'articolo 10 della legge delega, su cui i 5 stelle si erano astenuti, la proposta degli stessi 5 stelle di procedere alla soppressione dell'ente dedicato alla riscossione delle imposte non pagate è intempestiva e, soprattutto, inattuabile. Basti pensare che questa proposta costerebbe parecchie decine di miliardi di mancato gettito, e parecchie centinaia di milioni di ulteriori costi di riscossione, come ha evidenziato la relazione tecnica, e che quindi non poteva comunque essere sottoposta al voto per assenza di copertura finanziaria".

"Abbiamo proposto al M5S di riportare in Commissione la discussione su Equitalia - continua Causi - e di basarla sul testo della delega fiscale. Di fronte al rifiuto di questa ragionevole proposta, la maggioranza non poteva che respingere il progetto di legge, per senso di responsabilità e per non creare un vero e proprio caos nel delicatissimo settore della riscossione dei tributi."

"Il giudizio politico a me sembra chiarissimo" conclude Causi "L'unico obiettivo dei 5S era un facile e demagogico richiamo populistico anti-tasse, e non certo la volontà di confrontarsi e di contribuire a un processo di riforma. Anche in questo campo, il Governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene manderà in porto questa importante riforma, con l'obiettivo di tutelare la legalità ma anche di ridurre i costi e gli adempimenti a carico dei cittadini, soprattutto per le somme di piccola entità".

(Nel blog del sito www.deputatipd.it il documento completo “10 motivi per dire no alla proposta M5S di sopprimere Equitalia”).

 

07/07/2014 - 19:24

Neppure Berlusconi era arrivato a tanto disprezzo principio legalità

"La proposta di legge che il Movimento 5 Stelle ha portato in Aula per la soppressione di Equitalia, contiene una maxi-sanatoria dei ruoli esistenti con un costo, se mai approvata, di 144 miliardi di mancate entrate per la pubblica amministrazione". E' quanto dichiara Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio.

"Si tratterebbe, com'è ovvio – spiega Causi -, dell'anticamera del fallimento per lo Stato italiano. Ma la cosa più inaudita è che la maxi-sanatoria voluta dai 5 Stelle su sanzioni e interessi, sarebbe a esclusivo vantaggio di chi non ha pagato le imposte dovute, con tanti saluti a chi invece le tasse le paga, e con tanti saluti al principio di legalità. Principio di cui i 5 Stelle si riempiono la bocca, ma che dimenticano immediatamente quando c'è da lucrare qualche consenso sull'onda della crisi sociale e del populismo".

"Abbiamo chiesto una relazione tecnica alla Ragioneria Generale dello Stato - continua Causi - per certificare in modo inoppugnabile l'irrealizzabilità di questa balzana proposta. E ribadiamo con forza che le tasse vanno ridotte a favore di chi lavora e di chi fa impresa, come ha fatto il Governo Renzi con l'Irpef e con l'Irap, e non a vantaggio dei furbi che, non pagando le imposte, fanno mancare il loro contributo al funzionamento dei beni e dei servizi pubblici universali e delle politiche di redistribuzione garantite dallo Stato", conclude Causi.

 

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