16/01/2015 - 12:15

Presentata una proposta di legge

"Ho consegnato un progetto di legge per potenziare la rete formativa universitaria delle Scuole di specializzazione con le strutture che presentano standard qualitativi oggettivi elevati, il tutto coordinato dalle Scuole di specialità universitarie, in modo da fornire le migliori condizioni di apprendimento per i futuri specialisti". Lo dice il deputato del Partito Democratico Filippo Crimì, componente della commissione Affari sociali.

"La richiesta di allargamento della rete - prosegue Crimì - potrà essere fatta dalle Regioni che nel disegno di legge si prevede contribuiranno con dei finanziamenti per aumentare il numero di contratti a disposizione. In questo modo si permette ai giovani medici di poter apprendere avvalendosi delle strutture migliori e dei migliori professionisti offerti dal nostro sistema sanitario, portando il numero di nuove borse di studio ad un livello adeguato. Inoltre viene affrontato il tema del riordino delle Scuole di specializzazione non mediche e l'introduzione di una borsa di studio per i corsisti, due necessità improrogabili".

 

16/12/2014 - 17:33

Una riforma organica e strutturata nel settore della formazione musicale italiana, che mira a valorizzarla e potenziarla. Lo prevede la proposta di legge "Norme a sostegno del sistema formativo artistico e musicale italiano" del deputato Pd Filippo Crimì che sarà illustrata mercoledì 17 nella sala conferenze di Palazzo Montecitorio (ore 16.00).

“Una più strutturata formazione musicale – ha dichiarato Crimì - deve essere un obiettivo da portare avanti con determinazione. La musica è parte fondamentale del patrimonio culturale italiano, un valore per il paese ed è nostro compito intervenire per migliorare sempre più la formazione di chi si dedica a questa arte”.

 

03/11/2014 - 19:21

“Particolarmente grave è ciò che è accaduto nelle prove nazionali per l'accesso a Medicina e alle Specializzazioni mediche, soprattutto agli occhi delle giovani generazioni impegnate in una prova così fondamentale per il loro futuro professionale. Comprendiamo la rabbia dei medici, per questo, chiediamo al governo di fare tutto ciò che è in suo potere per venire il più possibile incontro alle esigenze dei concorrenti e di rimediare al grave errore verificatosi in modo da evitare che l'intera prova nazionale possa essere inficiata da ulteriori errori organizzativi, formali e sostanziali. Da parte nostra, riteniamo che il metodo di selezione non debba essere cambiato perché garantisce meritocrazia ma c’è bisogno di più controlli da parte del Miur”.

Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Filippo Crimì.

 

15/10/2014 - 16:57

Le facoltà di medicina si sono organizzate per permettere l'accesso a 10mila studenti, selezionati in base al merito attraverso un test d'accesso. Le recenti ordinanze di diversi TAR hanno imposto l'ammissione di altri 5mila studenti in base a motivazioni legate al mancato rispetto di procedure, mettendoli quindi allo stesso livello di chi invece ha passato il concorso. Questo ha effetti devastanti nella partenza dell'anno accademico e sulla reale possibilità di offrire una formazione d'eccellenza a chi andrà poi a curare i cittadini italiani. Dal 1999 (anno nel quale viene stabilito l'accesso programmato alle facoltà di medicina) e in particolare dal 2008 ad oggi le regole sono cambiate 5 volte, i ricorsi si sono susseguiti con grave pregiudizio nella qualità di insegnamento e dando vita ad una situazione così caotica da danneggiare la nostra reputazione in Europa. Quest'anno hanno tentato la prova in 70mila studenti, se si aprissero le porte a tutti, come in molti sembrano auspicare, avremmo in 10 anni 700mila medici in più a fronte di una platea di attuali 300mila medici. Siamo già ora il paese europeo con il più alto rapporto di medici per abitanti (4 ogni 1000 ); il rischio è di fomentare illusioni prive di qualsiasi possibilità di inserimento lavorativo. Quindi per tutte queste ragioni riteniamo che il Governo debba opporsi alle decisioni dei TAR ricorrendo al Consiglio di Stato".

Lo dicono i deputati democratici, Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, e Filippo Crimì deputato Pd e componente della medesima commissione.

 

01/09/2014 - 17:58

“Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Giannini ha dichiarato che dal 2015 non ci sarà più il test di accesso al corso di medicina, sostituito da uno sbarramento al termine del primo anno. Personalmente, dopo essermi consultato con il mondo studentesco e accademico, non trovo corretta questa forma di selezione.” Lo afferma il deputato del Pd Filippo Crimì, che sul suo sito internet www.filippocrimi.it ha lanciato una petizione per salvaguardare, migliorandola, l'attuale modalità del test di medicina. La petizione può essere firmata sia online, sia compilando il modulo cartaceo di raccolta firme disponibile nella stessa pagina internet.

“I motivi di questa posizione – spiega Crimì - sono tutti nei numeri. Ogni anno infatti sono circa 90mila gli studenti che affrontano il test di ingresso alla facoltà di medicina e di questi solo una percentuale di circa il 10-15% lo supera. Gli altri si orientano verso diversi corsi di laurea. Porre lo sbarramento dopo un anno, come promuove il ministro Giannini, significa illudere migliaia di aspiranti medici che si potrebbero ritrovare dopo un anno di studio nella impossibilità di proseguire, frustrati nelle proprie ambizioni.”

“Per questo motivo – continua il deputato del Pd - ho deciso di lanciare una petizione che verrà presentata al ministro. A poche ore dall’avvio dell’iniziativa posso già dire con soddisfazione che sono già molte le persone che hanno deciso di aderire. Siamo convinti che la soluzione più equilibrata sia quella di migliorare l’attuale sistema d’accesso, ma senza stravolgerlo in quanto ha dimostrato in ogni caso dei pregi. Sono certo che la mobilitazione di quanti hanno a cuore il problema aiuterà a non prendere decisioni a nostro avviso sbagliate."

 

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