25/09/2014 - 16:32

“La notizia dell'abbandono definitivo da parte di Enel del progetto di riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle non stupisce ed anzi era attesa. Tutto ciò però è fonte di preoccupazione poichè ad oggi la stessa Enel non ha detto cosa vorrà fae di quel sito”. Il deputato Pd Diego Crivellari commenta quanto è trapelato dal colosso dell'energia italiano questa mattina, esternando una viva preoccupazione per le sorti dei lavoratori di Porto Tolle e per l'assenza di un progetto alternativo per l'imponente struttura.

“Mi unisco alle maestranze della centrale e alle sigle sindacali - continua Crivellari - che giustamente dovranno far sentire la loro voce, dato che quanto emerso da Enel, pone dei seri rischi sull'oraganizzazione del personale che oggi è in forza a Porto Tolle. Prevalentemente sono lavoratori del posto, che potrebbero trovarsi già da domani spostati in altri siti produttivi d'Italia”. “Occorre – spiega Crivellari - una logica anche nell'abbandono di importanti pezzi di economia e storia del nostro territorio, come lo è stato per decenni la centrale di Polesine Camerini. L'Enel oggi ha un dovere ancor più grande, di fronte ai lavoratori e alla cittadinanza. Ha il dovere di dire quale nuovo futuro propone per Porto Tolle: se rimarrà un sito produttivo, magari con sistemi di generazione a basso impatto ambientale o se questo è il preludio di uno smantellamento definitivo. I dati che vanno analizzati, ora, sono molti e delicati, dall'infrastruttura ancora esistente, parlo delle caldaie, della ciminiera, degli elettrodotti di valenza e capacità nazionali al piano energetico nazionale”.

“Ma oggi occorre anche pensare a come inciderà il futuro della centrale di Porto Tolle sull'economia del territorio. Lancio un appello a tutta la classe istituzionale ed ai rappresentanti di categoria perché a breve si possa proprio a Porto Tolle riunirsi per valutare e discutere approfonditamente, serve un tavolo con attori locali e nazionali per capire programmare il futuro della centrale”, conclude Crivellari.

 

22/09/2014 - 19:01

"Una tragedia. Un fulmine a ciel sereno, che ha lasciato tutti sbigottiti ed increduli. La dinamica è al vaglio delle autorità ed è difficile così a caldo capirne le cause. Oggi è il momento del dolore, del cordoglio e della vicinanza alle famiglie delle vittime. Voglio personalmente che giunga il mio sincero cordoglio alle famiglie polesane e venete coinvolte, e domani la tragedia di Ca' Emo sarà portata all'attenzione dell'aula della Camera dei Deputati. La disgrazia è accaduta a lavoratori impegnati a svolgere la loro mansione con impegno e dedizione. Ciò che è accaduto non ha paragone nella memoria del Polesine e per gravità è difficile persino commentare. La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una sfida continua ed in continua evoluzione per il legislatore e per gli imprenditori, affinché tragedie come questa non possano più riaccadere". Lo dichiara l'on. Diego Crivellari.

 

16/09/2014 - 12:06

“La questione della centrale Enel di Porto Tolle è e resta una questione nazionale, che deve ottenere la giusta importanza sulle scrivanie del management nazionale di Enel e del Governo”. Il deputato Pd Diego Crivellari, in virtù dell'impegno preso e profuso in questi mesi, esprime con la massima urgenza la necessità di dare una risposta ai lavoratori, alle comunità locali e alle aziende coinvolte nell'indotto sul futuro del sito polesano.

“Le maestranze - prosegue Crivellari - hanno intrapreso la loro strada sindacale per capire cosa li attende, a loro esprimo solidarietà e confermo il mio impegno a salvaguardia dei livelli occupazionali e di reddito. Ma temo che non sia più una questione solamente di contrapposizione tra azienda e lavoratori, non è una questione meramente sindacale o di riorganizzazione del personale ad oggi in forza. Non è tanto meno l'ultima pagina di un sito produttivo, oltre all'avvio del processo di demolizione, su cui ci siamo fortemente impegnati, oggi occorre compiere un passo in più. C'è bisogno di una vera e rapida alternativa e su questo impegneremo nuovamente anche il Governo. Salvare l'occupazione è un imperativo, così come pensare al futuro di Porto Tolle. Oggi, in maniera cogente, il tema all'ordine del giorno è la somma di più istanze: quale spazio ha Porto Tolle nel piano industriale di Enel, quale è il destino della centrale e in concomitanza quale politica energetica sceglie il Paese, quali scelte farà il Governo nei prossimi mesi. Per questo, la conferma avuta oggi, che a metà ottobre avremmo il Ministro dell'Ambiente direttamente a Porto Tolle è un segnale positivo. Nell'attesa, è importante continuare a raccogliere dal territorio tutte le sollecitazioni che possono venire, sia da forze politiche che dalle attività produttive. Da parte mia continuerò oltre che a dialogare con tutti, a porre la questione a tutti i vertici istituzionali che hanno competenza in merito. Ugualmente - ha concluso l'on.Crivellari - Enel dovrà in tempi brevi dirci esattamente quale futuro ci sarà per Polesine Camerin”.

 

03/09/2014 - 17:04

 Tavolo bipartisan Regione contro effetti economici conflitto

“Le tensioni tra Russia e Ucraina, che hanno avuto come effetto un vero e proprio blocco dei mercati, comportano veri fattori di rischio per l’economia veneta”. Lo dichiara Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, nel dar conto del tavolo regionale (cui ha preso parte, oltre al Presidente della Regione, la Giunta Regionale e alcuni consiglieri, una nutrita rappresentanza politico istituzionale comprendente anche l’europarlamentare Pd Alessandra Moretti e la deputata Pd Giulia Narduolo) da lui promosso nei giorni scorsi per analizzare e affrontare le ripercussioni economiche del conflitto tra Russia e Ucraina sull’economia veneta e, in modo particolare, su quella del Polesine.

“Ci siamo confrontati – spiega Crivellari - con dati che non sono assolutamente incoraggianti. Sebbene gli analisti ritengano che l’Italia sia al riparo dal possibile blocco delle forniture di gas,  il problema più cogente è la pluralità di settori che sta colpendo il blocco del mercato russo. Siamo partiti dall’ortofrutticolo per passare in pochi giorni alla meccanica o al made in Italy. Come deputato porterò l’argomento all’attenzione dell’Aula e del Governo, con la consapevolezza però che una risposta potrà essere data solo se sapremo far muovere anche l’Europa. Interesserò il ministro dell’agricoltura Martina e la neo nominata lady Pesc Federica Mogherini, nella quale nutro estrema fiducia, nella speranza che venga intrapresa la via del dialogo e del ‘decongelamento’ delle tensioni”.

“Il tavolo ha confermato che la tendenza è sempre più grave e, contemporaneamente, ha pronunciato un giudizio negativo su quelle politiche o quelle risposte che invocano sempre maggior localismo o presunta autonomia. Il problema di oggi, contrariamente a quanto pensano alcuni leghisti, non può essere risolto con un Veneto ‘secessionista’, o privo di rappresentanza nella dimensione Europea, ma solo attraverso la partecipazione a un contesto nazionale e sovranazionale può cercare di dare risposte immediate e positive alla nostra economia”, ha concluso il deputato democratico. 

 

05/08/2014 - 19:58

“Ho letto con grande stupore quanto di increscioso è capitato al giornalista Francesco Saccardin, riportato dalle testate on line di alcuni giornali. Per quanto concerne la sfera professionale non posso che riconoscere a Francesco dedizione e diligenza, come collaboratore parlamentare e come giornalista. Sarà necessario che sulla vicenda venga fatta luce piena e che venga dissipato ogni dubbio sulla condotta del giornalista. Aggiungo che la chiarezza sulla vicenda è necessaria anche per non lasciare ombre sull'operato delle forze dell'ordine alle quali va sempre rivolta la massima attenzione e il massimo sostegno. A Francesco, esprimo il mio augurio di pronta guarigione”.

Con queste parole il commento del deputato democratico Diego Crivellari in merito alla notizia che ha visto coinvolto il giornalista Francesco Saccardin nella notte del Redentore di Venezia durante un fermo di polizia. 

 

25/06/2014 - 17:35

“Ispettori del lavoro che devono muoversi con i mezzi pubblici. A primo avviso sembrerebbe una decisa forma di spending review, ma al contrario, a Rovigo, è la foto di una situazione di precarietà e difficoltà che i dipendenti dell’Ispettorato vivono da tempo”. Lo denuncia Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, che ha depositato una interrogazione urgente al Ministro del Lavoro per chiedere un intervento deciso in merito alla mancanza di mezzi e risorse che ha colpito gli ispettori del lavoro, in modo particolare a Rovigo.

 “E’ necessario – ha chiarito Crivellari – che si faccia qualcosa perché gli ispettori lamentato un situazione lavorativa con difficoltà tecniche ed operative tali da  limitare la loro professionalità e la loro mansione. In questo modo rischia di venire meno quell’azione di contrasto al lavoro nero e alla legalità negli ambienti di lavoro”.

“Esistono una serie di problematicità – spiega il deputato democratico - che minano alla base la capacità di portare a compimento il lavoro degli ispettori. Mi riferisco alla circostanza, di fatto, di doversi spostare a piedi o con mezzi pubblici per svolgere l’attività ispettiva, o alla scarsa disponibilità di mezzi hardware indispensabili per consentire attività di raccolta dati, fondamentale per l’attività ispettiva. L’assenza di mezzi di trasporto non consentirebbe ispezioni in luoghi non raggiungibili dai mezzi pubblici (vedi i settori agricoltura ed edilizia), come la riduzione drastica del numero di aziende ispezionate a causa del maggior tempo impiegato per gli spostamenti o l’impossibilità a svolgere lavoro in orari diversi da quelli quotidiani, esempio verifiche in orario notturno, come per i locali notturni o gli opifici abusivi”.

“Inoltre, i medesimi ispettori – continua Crivellari – hanno in più occasioni avvertito di episodi di aggressione e oltraggio, minacce, danneggiamento delle autovetture, durante lo svolgimento delle loro funzioni istituzionali, che in taluni casi così gravi da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine”.

“Per questo ho chiesto al Ministro – ha concluso il parlamentare democratico - di considerare con urgenza la situazione specifica degli ispettori del lavoro di Rovigo, ma a più largo spettro quella della categoria nazionale, in virtù di una cogente considerazione che senza mezzi idonei è di fatto compromessa tutta l’attività ispettiva e di verifica della piena adozione delle norme di legge in materia negli ambienti di lavoro”.

 

14/05/2014 - 19:07

“Con l’Odg da me presentato durante la discussione del dl Lavoro, l'Aula di Montecitorio impegna il Governo a considerare di inserire nei successivi dispositivi di legge l'apprendistato come parte integrante del processo di formazione scolastica, perfezionandola attraverso una vera e propria specializzazione professionale”. Lo dichiara Diego Crivellaro, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Lavoro alla Camera.

 

“Con l'articolo 2, del dl Lavoro – spiega Crivellari - si interviene sulla materia del contratto di apprendistato, con modifiche che vanno nel senso della obbligatorietà del piano formativo individuale fin dal suo inizio. Con l'Odg ho voluto porre l'attenzione sulla possibilità di promuovere anche in Italia una «formazione terziaria», flessibile in sintonia con le necessità del mondo del lavoro e di quello che offre, oltrepassando i rigidi modelli attualmente in vigore e disegnando in un futuro prossimo una possibile «università professionale»”.

“L'attuale situazione di crisi – continua il deputato Pd - condiziona pesantemente le scelte delle aziende riguardanti la formazione del personale. Le imprese sono tentate o obbligate a ridurre gli investimenti, preferendo contratti temporanei privi di vincoli di formazione professionale. L'apprendistato è allo stesso tempo un pilastro di una riforma del sistema dell'istruzione pubblica e privata, e in particolar modo uno strumento indispensabile ai più giovani per avviare al mondo del lavoro chi esce dal sistema scolastico”.

“Allo stato attuale - conclude Crivellari – possono accedere all'apprendistato solo parte dei disoccupati italiani. Risulta così importante l'impegno del governo a valutare e individuare misure legislative e finanziarie per consentire l'accesso ai contratti di apprendistato anche a quei lavoratori disoccupati, non più giovani e per questo esclusi dai percorsi di apprendistato, che, espulsi per le ragioni della crisi dal mercato del lavoro, decidono però di continuare attraverso una riqualificazione e una ricollocazione nel mondo del lavoro”.

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