10/06/2015 - 17:19

Ormai sono passati 71 giorni e ancora non è stato nominato il nuovo prefetto di Verona.
Nonostante i chiari segnali: nella città ci sono famiglie di riferimento della 'ndrangheta che hanno incontrato imprenditori e amministratori pubblici veronesi, hanno organizzato summit nelle sedi di aziende, hanno provato a mettere le mani in alcune operazioni urbanistiche e sono state sequestrate imprese perché di proprietà o controllate da persone con precedenti penali o con inchieste in corso per gravi reati di stampo mafioso. Detto ciò, il ministro Alfano comunque non provvede alla nomina. Cosa aspetta? Una incredibile sottovalutazione che rallenta l'azione dello Stato. Un'inerzia inaccettabile del ministro dell'Interno che può essere anche equivocata. La nomina del prefetto, che deve essere una persona capace di leggere i fatti e orientare le giuste azioni per impedirle, e' l'unico segnale che lo Stato può e deve dare a Verona.

Lo afferma il deputato del Pd Vincenzo D’Arienzo.

08/04/2015 - 19:15

Sui fatti avvenuti presso l'istituto penitenziario veronese, Vincenzo D'Arienzo, deputato PD, ha presentato una interrogazione al Ministro Orlando. “E’ molto grave quanto accaduto presso la struttura carceraria di Montorio, in particolare che siano stati in pericolo gli agenti della Polizia Penitenziaria, dodici persone intossicate da fumo. Spero siano state attivate tutte le precauzioni nel corso dell'intervento per tutelare la salute degli agenti. Dai comunicati stampa emergono altri episodi che si sarebbero verificati recentemente e tutti caratterizzati da gravi minacce verso il personale di vigilanza, oltre alla denuncia del mancato intervento della dirigenza della struttura in un particolare momento di tensione. Spero che non sia confermato, sarebbe grave. Come pure sarebbe grave se corrispondesse al vero che vi fossero dei problemi ai dispositivi antincendio (allarme e idranti) e ostacoli al reperimento di mascherine antifumo. Ritengo prioritario garantire la sicurezza del personale in servizio, prosegue D'Arienzo. I resoconti giornalistici ed i comunicati stampa lasciano molti dubbi. Ho segnalato al Ministro Orlando i fatti per favorire un confronto positivo volto da un lato a soddisfare le richieste del personale, dall'altro a superare le difficoltà che sono state pubblicamente manifestate e che, a quanto pare, creano una condizione lavorativa non ottimale. Conosco la sensibilità del Ministro sul tema delle carceri, non ho dubbi che agirà per il meglio, prosegue D'Arienzo. Anche per il suo impegno fattivo, ho chiesto al ministro Orlando se non ritenga utile approfondire gli aspetti segnalati ed avviare ogni utile iniziativa al fine di corrispondere le esigenze di sicurezza desiderate dal personale e dalla comunità”, conclude il deputato PD.

 

09/12/2014 - 13:42

Le Istituzioni repubblicane possono consentire il superamento di una legge votata dal Parlamento? “Nella provincia di Verona – spiega il deputato pd Vincenzo D’Arienzo - almeno tre Comuni, Oppeano, Monteforte d’Alpone e Zevio, non hanno rispetto le quote previste della legge di aprile 2014 (’art. 1 comma 137, nr. 56) ovvero il minimo del 40% per ciascun genere nella nomina dei componenti della Giunta. Su questo punto ho interrogato il ministro dell’Interno che nella risposta fa riferimento a una sentenza del Consiglio di Stato (3938 del 24 luglio 2014) estranea nei contenuti e nella ratio al principio sancito dalla legge 56/2014 (il fatto è precedente alla legge) e si scopre che pochi giorni dopo l'approvazione della legge 56, Alfano, a firma del Direttore Centrale Carmen Perrotta, ha emanato una circolare nella quale si afferma che ‘occorre lo svolgimento da parte del sindaco di una preventiva e necessaria attività istruttoria preordinata ad acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni da parte di persone di entrambi i sessi. Laddove non sia possibile occorre un'adeguata motivazione sulle ragioni della mancata applicazione del principio di pari opportunità’ e, va oltre, manifestando incompetenza, suggerisce di far valere i vizi di legittimità nelle sedi giurisdizionali previste.

“In pratica, questa anomala disquisizione ha, di fatto, aperto la porta alla mancata applicazione della norma che il Ministero dovrebbe far rispettare. “Per questo – conclude D’Arienzo - ho denunciato i fatti al Presidente Renzi che ha la delega sulle pari opportunità chiedendo quali iniziative intenda assumere per eliminare qualsiasi ostacolo, interno all’Amministrazione pubblica e presso i Comuni, alla completa e piena affermazione della legge cd. Delrio e obbligare i Comuni interessati al rispetto incondizionato della volontà democraticamente e legittimamente espressa dal Parlamento”.

 

29/11/2014 - 12:48

“Il Governo non può avallare un’operazione non tenendo in considerazione i lavoratori”. E’ quanto afferma Vincenzo D’Arienzo deputato PD che da anni segue le alterne vicende della società “aeroporto Valerio Catullo” e dello scalo veronese, alla notizia dell’incontro tra le tre società aeroportuali Catullo-Save-Sacbo.

“E’ noto a tutti – continua – che certa politica ha portato il Catullo al prefallimento e che, tanto per cambiare, la stessa politica ha liquidato i lavoratori, mai responsabili di quanto è accaduto. Tra pochi giorni scatta la mobilità per circa 120 addetti, 74 della Avio Handling e 50 della Catullo. Tutti in cassa integrazione da due anni per colpe non loro. Possibile che di fronte ai mega piani di cui Verona sente parlare da anni, non c’è mai spazio per il reintegro dei lavoratori? Perché i soci veronesi, Comune, Provincia e Camera di Commercio sono così sordi alle istanze dei propri cittadini che stanno perdendo il lavoro? Molti hanno dato credito al nuovo corso, ma si è dimostrato peggio di quelli di prima. Almeno non licenziavano nessuno! Il Ministro Lupi presti attenzione a questa grave situazione: non può sostenere l’alleanza e non affrontare la questione occupazionale. Se il Catullo riparte, come tutti auspichiamo, avrà bisogno di personale. Perché licenziare quello attuale, allora?”.

“Il tema del possibile accordo – conclude il deputato Pd – va valutato nella sede naturale. A Roma, in Commissione Trasporti è urgente un confronto in modo che la sana politica faccia la sua parte”.

 

09/10/2014 - 12:04

Approvato il parere al decreto Sblocca Italia nella IV commissione

“Centralità dei Comuni e attribuzione di finalità pubbliche ai beni che sono stati di proprietà della Difesa. Sono questi i due cardini che il Partito Democratico ha voluto valorizzare nel parere della Commissione Difesa sul decreto Sblocca Italia. Abbiamo voluto accelerare le procedure per riconsegnare al territorio le aree militari, riflettere le esperienze dei Comuni ed elimina tanti ostacoli che finora hanno impedito le dismissioni”. Lo dicono Giampiero Scanu, capogruppo Pd in commissione Difesa, e Vincenzo D’Arienzo, deputato del Pd e relatore del provvedimento. Il parere è stato approvato con i voti favorevoli di PD e M5S; contrari SEL e Lega, astenuto NCD.

“È nel nostro DNA - proseguono i deputati dem - favorire l'utilizzo pubblico di questi beni. Infatti, la diversa destinazione urbanistica deve prevedere prioritariamente finalità a carattere pubblico a favore di situazioni segnate da gravi carenze quali gli istituti di pena, l’edilizia scolastica, le attività culturali, ambientali e di tutela del patrimonio artistico, archivistico e archeologico nonché a favore delle Forze di Polizia e di soccorso pubblico che occupino immobili in locazione. Il diritto di prelazione deve essere esercitato entro 180 giorni.  I Comuni avranno un ruolo centrale nelle operazioni di dismissione e negli accordi di programma con l'Agenzia del Demanio avranno la possibilità di ridisegnare aree ex militari, spesso nei centri urbani e, così, riqualificare interi quartieri. Sempre in accordo con i Comuni, sarà l'Agenzia del Demanio a curare la trasformazione urbanistica delle ex caserme. Ai Comuni abbiamo anche riconosciuto una quota degli introiti che deriveranno dalle operazioni di valorizzazione dei beni. Abbiamo unito la tutela del territorio, l'esperienza dei Municipi e le potenzialità delle aree da dismettere. Una miscela che darà certamente frutti positivi”.

 

17/09/2014 - 21:14

“E’ indispensabile creare una cortina protettiva attorno a Laura Roveri, cui sono vicino. Laura deve continuare nella sua azione pubblica e deve vivere serenamente. Ho chiesto per questo chiesto al ministro Alfano di impegnarsi affinché le Forze dell'ordine veronesi verifichino il rigoroso rispetto degli arresti domiciliari”. Lo chiede Vincenzo D’Arienzo, deputato del Partito Democratico, in un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Alfano, dopo la concessione degli arresti domiciliari a Enrico Sganzerla, commercialista veronese arrestato il 12 aprile per aver accoltellato la propria ragazza, Laura Roveri, in una discoteca di Vicenza.

“La decisione sugli arresti domiciliari per Sganzerla – spiega D’Arienzo - è un macigno sull'impegno della società contro il femminicidio. Se un mancato assassino viene portato a casa propria pochi giorni dopo il tentato omicidio, quale messaggio giunge all'esterno? Non vorrei che questa scelta condizionasse negativamente anche gli sforzi che in Parlamento stiamo facendo contro il femminicidio. In ogni caso, il problema più immediato è tutelare la vita di questa ragazza. E’ quindi indispensabile creare una cortina protettiva attorno a lei. Ho chiesto per questo al Ministro Alfano di impegnarsi affinché le Forze dell'ordine veronesi verifichino il rigoroso rispetto degli arresti domiciliari. Stamane ho affrontato il tema con il Prefetto di Verona, ne ho apprezzato la viva partecipazione e sono sicuro che, per la sensibilità che la connota, fornirà un contributo più che fattivo. Verona deve mantenere alta la tensione sul tema, affinché vi sia l'attenzione necessaria per isolare socialmente e culturalmente situazioni del genere”, conclude D’Arienzo.

 

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