17/07/2014 - 15:48

“Sollecitare l’urgente convocazione di un tavolo tecnico-istituzionale sulla verifica del tracciato del metanodotto Rete Adriatica Brindisi-Minerbio al fine di dare inizio a un serio e ravvicinato confronto tra tutte le parti per individuare le soluzioni più adeguate a salvaguardare l'ambiente e la sicurezza delle popolazioni, e alla realizzazione di un'opera considerata strategica per il Paese”. Lo chiedono con una lettera al viceministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, i deputati del Partito Democratico Walter Verini, Alessia Morani, Raffaella Mariani e Vittoria D’Incecco.

“L'impegno a questa convocazione - ricordano i deputati Pd – richiesta più volte dal Parlamento, attraverso pronunciamenti unanimi della Commissione Ambiente, a larga maggioranza dell'Aula e, attraverso il recepimento di ordini del giorno, da parte del Governo e in particolare del viceministro De Vincenti, presente in aula, è stato assunto formalmente da diversi Governi che si sono succeduti nella precedente legislatura, e anche in questa”.

“Giunge invece notizia della convocazione – continuano Verini, Morani, Mariani e D’Incecco - per la prima settimana di agosto, di una conferenza dei servizi presso il Ministero, senza che questa sia stata preceduta dalla convocazione della riunione sopra richiamata. Si tratta di un percorso che noi riteniamo sbagliato. Come abbiamo più volte sottolineato, non siamo contrari all'opera in sé che, ricordiamo, si allunga per centinaia di chilometri attraversando diverse regioni, parchi nazionali e regionali, diverse zone sismiche, molti siti di interesse comunitario e di grande pregio ambientale”.

“Le ragioni di questa scelta di tracciato lungo l'asse appenninico – proseguono i deputati Pd - sembrano però dettate più da interessi economico-finanziari della Società Snam Rete Gas Spa che da adeguate e sostenibili scelte tecniche. I costi ambientali e ai danni delle comunità della dorsale appenninica sarebbero oggettivamente rilevanti e per questo Consigli regionali, Comuni, Provincie e comunità montane, associazioni e comitati cittadini dei territori situati lungo il tracciato hanno presentato ricorsi, votato impegnative risoluzioni, e la stessa Commissione Europea ha aperto una procedura di accertamento”.

“Appaiono perciò non comprensibili le ragioni per cui non si sia convocato ancora tale tavolo tecnico-istituzionale così come le ragioni per cui si decide di procedere con percorsi tecnici che rischiano di aprire conflitti istituzionali, creare preoccupazioni e tensioni con le popolazioni interessate. Per questo torniamo a sollecitare la rapidissima convocazione del tavolo: siamo fiduciosi che De Vincenti saprà accogliere il senso di questa sollecitazione, che ha l'obiettivo di aprire un confronto serio e costruttivo, che tenga insieme le ragioni dell'ambiente, dell'ecosistema di una area vastissima e di grande interesse del Paese e quelle della politica energetica del nostro Paese”, concludono Verini, Morani, Mariani e D’Incecco.

 

09/07/2014 - 19:50

Gratitudine ai Vigili del Fuoco, alla Forestale e a tutte le Forze dell’Ordine

"Esprimo il più profondo cordoglio per la tragedia di Tagliacozzo e la mia vicinanza alla famiglia Paolelli e a tutta la comunità coinvolta in questo drammatico incidente che ha provocato morti e feriti". Lo dichiara la deputata Vittoria D'Incecco a proposito dell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio avvenuta oggi a  Tagliacozzo, in località San Donato (L'Aquila). "Seguo con apprensione - prosegue - l'evolversi
della situazione che lascia davvero senza parole anche perché questo dramma riporta alla mente le vittime della violenta esplosione avvenuta circa un anno fa nell'azienda di fuochi pirotecnici Di Giacomo di Villa Cipressi di Città Sant'Angelo, in cui persero la vita i componenti della famiglia e, successivamente, uno dei vigili del fuoco intervenuti. Un ringraziamento doveroso e sentito ai Vigili del Fuoco, alla Forestale e a tutte le forze dell'ordine impegnate nelle operazioni di soccorso".

 

12/06/2014 - 01:00

"L'inserimento delle epatiti nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) rappresenterebbe una garanzia per una giusta e corretta cura ed assistenza dei malati affetti da tale patologia, con particolare riferimento all'HCV, una malattia con una epidemiologia rilevante". Lo dichiara, sollecitando il governo su questo aspetto, la deputata abruzzese del Pd Vittoria D'Incecco, che ha già presentato un'interrogazione in commissione Affari Sociali a cui ha risposto il sottosegretario Vito De Filippo. Nel suo intervento De Filippo non ha dato indicazioni specifiche a proposito mentre ha ricordato che il gruppo di lavoro, costituito il 6 luglio 2012 presso il ministero della Salute, ha elaborato il piano nazionale per la lotta alle epatiti virali da virus A e B.

"A quasi un anno dall'istituzione del gruppo di lavoro per la prevenzione delle epatiti e delle loro sequele - sottolinea D'Incecco - sembra ancora lungo l'iter per l'approvazione del piano nazionale specifico per le epatiti e per il finanziamento per la sua realizzazione. L'Italia è purtroppo uno degli ultimi paesi in Europa in cui il piano deve essere ancora attuato. In questo modo si perde una buona opportunità per offrire una particolare attenzione ai pazienti affetti da epatiti B e C. Il governo ha riconosciuto che si tratta di un importante problema per la sanità pubblica, non solo per la frequenza ma anche per l'alta percentuale di casi clinicamente non manifesti che rappresentano una pericolosa fonte di contagio. L'infezione può portare a un danno epatico più severo (la cirrosi e il carcinoma epatocellulare), tanto da procurare la morte, come dimostra l'elevato numero di decessi ad essa correlabili registrato fino ad oggi, ed è in grado di generare un rilevante impatto sociale a causa degli innegabili danni psicologici che compromettono la vita di relazione delle persone colpite e ingenti costi diretti e indiretti. Finalmente ora anche in Italia sono disponibili farmaci innovativi che possono eradicare definitivamente il virus e, come ha riferito il sottosegretario, nell'elenco delle malattie croniche invalidanti allegato al decreto ministeriale 329 del 1999 è inclusa anche l'epatite cronica (attiva) e sono indicate le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriali erogabili in regime di esenzione per il trattamento e il monitoraggio della malattia e per la prevenzione delle complicanze. Per questo confido nella sensibilità del governo affinché - conclude D'Incecco - si facciano anche altri passi in avanti in questo campo e si accolga favorevolmente il mio suggerimento relativo all'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza delle epatiti con particolare riferimento all'HCV".

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