10/02/2018 - 19:39

“Aprire una sede di Casapound nella piazza che a Orvieto ricorda le sette vittime trucidate dai fascisti il 29 marzo del 1944 è un insulto alla memoria e alla storia della città e del Paese. Mi associo alla ferma opposizione testimoniata dal sindaco Giuseppe Germani, dall’Anpi, così come dal presidio promosso dalla Cgil questa mattina.” Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, candidato per il Centrosinistra nell’uninominale al collegio Umbria 3-Terni. “È dovere di tutti gli italiani democratici contrastare la recrudescenza del fascismo in Italia in ogni forma si presenti. Nessuna sottovalutazione di un simile fenomeno è accettabile, così come nessuna forma di sdoganamento. La nostra Repubblica è nata dalla lotta antifascista. In quella lotta, nel sacrificio di tanti - come i Martiri di Camorena - affonda le radici la nostra Costituzione. Per questo - conclude - darò la mia adesione all’appello lanciato dall’Anpi a “respingere l’oltraggio alla città di Orvieto e ai suoi martiri, e a difendere con fermezza l’unità democratica  della nostra comunità”.

07/02/2018 - 14:54

"L'accordo raggiunto in Germania da sindacati e imprese che riguarda 900.000 metalmeccanici della regione del Baden-Württemberg, rappresenta una svolta storica. Non solo c'è un aumento dei salari del 4,3%, ma si riconosce ai lavoratori di portare l'orario di lavoro a 28 ore settimanali per un massimo di due anni nel corso della vita lavorativa". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Se la riduzione verrà utilizzata per lavori di cura familiare o interesserà chi svolge un lavoro usurante - spiega - verrà riconosciuto lo stipendio intero. Questa soluzione fa venire in mente i contratti di lavoro che, negli anni '90 in Italia, avevano istituito la 'banca delle ore'. In questo caso, siamo di fronte a una soluzione che affronta radicalmente il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e che riconosce i fattori di usura e di gravosità nel lavoro".
"Una soluzione in controtendenza in un tempo nel quale Amazon propone il "braccialetto elettronico per ottimizzare il lavoro dei suoi dipendenti: una soluzione che segnerebbe, in negativo, il passaggio dal "ritmo" vincolato della vecchia catena di montaggio all' 'algoritmo' pervasivo del Grande Fratello", conclude.

06/02/2018 - 20:03

"Di Battista ha preso l'ennesimo colpo di sole fuori stagione. Straparla non sapendo come trascorrere più utilmente il suo tempo. Inveisce contro i sindacalisti per mascherare, senza riuscirsi, la sua ostilità verso il mondo del lavoro. Noi fanatici del Jobs Act? Ridicolo: di fanatico, al momento, è rimasto solo Di Battista". Lo dichiara Cesare Damiano, leader  dell'area laburista del PD.
"Le nostre proposte per cambiare il Jobs Act sono, da sempre, semplici e chiare: rendere strutturali gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, perché il lavoro stabile deve costare meno di quello flessibile; rendere più costoso il licenziamento illegittimo, che oggi è troppo facile e poco oneroso", conclude.

29/01/2018 - 15:11

Il 1° febbraio alle 15.30, presso la Sede del CNEL, via Davide Lubin 2, l’Associazione Lavoro&Welfare, presieduta dall’On. Cesare Damiano, presenta la  terza indagine su “Il Lavoro che cambia", realizzata dal gruppo di studio del Dipartimento Scienze sociali ed economiche dell’Università di Roma “La Sapienza” guidato dal Prof. Mimmo Carrieri,  con il contributo di Assolavoro.
All'evento interverranno tra gli altri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ed i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, Tommaso Nannicini, docente della Università Bocconi di Milano e Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria.
 
Per gli accrediti: lavorowelfare@gmail.com

19/01/2018 - 11:28

" È giunto il tempo degli slogan elettorali. Tra questi, brillano quelli che riguardano le pensioni: andiamo da azzeramento a cancellazione della legge Fornero. Detta così sembra facile, soprattutto da parte di chi, come Forza Italia l'ha condivisa e da chi, come la Lega, ha imposto con i suoi alleati di destra il legame tra innalzamento dell'età pensionabile e aspettativa di vita e il cumulo oneroso dei contributi, che noi abbiamo invece combattuto". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Si dimentica, così facendo - prosegue -che la legge Fornero è già stata significativamente modificata e che in questi 5 anni di legislatura 20 miliardi di euro sono tornati alle pensioni: 8 salvaguardie, Ape sociale e volontaria, prolungamento della sperimentazione di Opzione Donna, cumulo gratuito dei contributi, più flessibilità per i 'precoci, blocco dell'innalzamento dell'età pensionabile per i lavori usuranti e gravosi, accesso facilitato alla pensione per i lavori usuranti, cancellazione delle penalizzazioni  dal 2018, allineamento della NO tax area dei pensionati a quella del lavoro dipendente, innalzamento della quattordicesima, miglioramento della normativa sull'amianto.Appunto 20 miliardi, anche frutto di una dura battaglia parlamentare e del confronto tra Governo e sindacati".
" È da qui -prosegue - che dobbiamo ripartire perché, in questo modo, se riconosciamo di aver fatto una parte del percorso, saranno necessarie meno risorse e si crea meno allarme tra i burocrati liberisti europei. In sintesi, noi vorremmo che nel Programma del PD ci fossero misure realistiche e riformiste sulle pensioni, tra le quali: rendere strutturale l'APE sociale e volontaria, consentire l'accesso alla pensione a tutti con 41 anni di contributi, ampliare le 15 categorie dei lavori gravosi, rallentare per tutti l'innalzamento dell'età pensionabile, impostare la realizzazione della pensione contributiva di garanzia per i giovani, attuare la nona e definitiva salvaguardia degli esodati, proseguire la sperimentazione di Opzione Donna".
"Noi ci basiamo sul proposte concrete e sul duro lavoro parlamentare e di Governo fin qui svolto e non su frasi a effetto", conclude.

18/01/2018 - 19:34

 I dati dell'Osservatorio dell'INPS su occupazione e pensioni sono molto interessanti e confermano che ci troviamo ancora in una fase di assestamento. Ci sono dati positivi e negativi che potranno essere letti meglio nel medio-lungo periodo. È confortante l'andamento, in calo, della cassa integrazione e, a novembre, delle domande di disoccupazione (-26% su ottobre, anche se siamo a un +4% rispetto a dicembre 2016). Più contraddittori i dati sul mercato del lavoro che evidenziano la compressione dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: il 23% nei primi undici mesi del 2017, a fronte del 39% del 2015". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Il nostro obiettivo - prosegue - alla luce di questa situazione, dev'essere quello di proseguire sulla strada degli incentivi prevista dal Jobs Act rendendoli però strutturali. Sul tema delle pensioni si registra un aumento del 6% di quelle liquidate nel 2017 e un balzo degli assegni sociali del 18%. Aumenta anche la media degli assegni che salgono del 7%, a quota 1.039 euro". 
"Sulla previdenza, negli ultimi 5 anni, sono stati fatti interventi importanti: bisogna continuare sulla strada tracciata. Ci auguriamo che nel programma del PD ci sia, tra le altre cose,  la proposta di rendere strutturale l'APE, di prevedere la nona e conclusiva salvaguardia degli esodati e la prosecuzione della sperimentazione di Opzione Donna", conclude .

12/01/2018 - 15:27

   

" È incomprensibile l'atteggiamento di LeU a proposito delle alleanze regionali. Il mezzo passo avanti compiuto, con un via libera a Zingaretti e l'indisponibilità nei confronti di Gori, non può essere spiegato solo con le 'affinità di sinistra' con i candidati. Intanto, quando si fa parte di una coalizione, si negozia un programma. È da lì che si misura il grado di convergenza sui temi ed è anche l'occasione per sostenere, per le forze di sinistra, il proprio punto di vista su temi cruciali come quelli dell'economia, del lavoro e dello Stato sociale". Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, leader dell'area laburista del PD.
"Inoltre - prosegue - non può essere ignorata la nuova situazione che si è determinata in Lombardia dopo la rinuncia di Maroni: si può creare l'opportunità, irripetibile per il centrosinistra, di poter vincere in una Regione considerata finora off limits".
"Le scelte locali non possono essere ricondotte plasticamente alle divisioni nazionali: la nostra gente non lo capirebbe. Persino in Germania Merkel e Schultz hanno fatto l'accordo di Governo che sbarra la strada alle forze di estrema destra: noi non riusciamo a farlo in Lombardia?", conclude.

07/01/2018 - 18:44

"Stefano Scarpetta, Direttore del Dipartimento affari sociali dell'OCSE, interviene sul tema delle pensioni, che è anche tornato al centro della prossima battaglia elettorale. Scarpetta conferma la sostenibilità del nostro sistema e, al tempo stesso, l'inadeguatezza degli importi degli assegni pensionistici. Su questi due temi sono d'accordo al punto tale che, al tempo del Governo Prodi, quando ero ministro, ho introdotto la quattordicesima per i pensionati più poveri e migliorato il sistema di indicizzazione. Quello che stupisce è che il Direttore dell'OCSE continui a sostenere la tesi dell'eccessiva incidenza della   nostra spesa pensionistica rispetto al PIL: una percentuale che sarebbe addirittura doppia rispetto a quella degli altri Paesi europei. Un falso clamoroso". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Sarebbe ora che l'ISTAT - prosegue - correggesse il dato scomputando il costo dell'assistenza e il peso delle tasse sulle pensioni, che ammonta a più di 40 miliardi di euro all'anno. Facendo questa operazione si scoprirebbe che la nostra spesa previdenziale è perfettamente allineata con quella degli altri Paesi. Evitiamo che le pensioni siano prese tra due fuochi: da un lato, da chi vorrebbe un nuovo assalto che preveda il ricalcolo degli assegni in essere; dall'altro, l'abolizione della legge Fornero richiesta da Salvini come slogan elettorale".
"Io proporrei di proseguire nell'opera di smontaggio della Fornero, già ampiamente avvenuta, con nuove salvaguardie che chiudano definitivamente il capitolo degli esodati; con la prosecuzione di Opzione Donna, utilizzando i risparmi delle risorse stanziate che sono ancora da quantificare; proporrei di rendere strutturale l'APE sociale e di introdurre finalmente quella volontaria; di realizzare la pensione contributiva di garanzia per i giovani; di allargare le 15 categorie dei lavori gravosi che consentono di accedere all'APE sociale e di bloccare 'innalzamento dell'età pensionabile. Una piattaforma riformista e credibile per la prossima legislatura", conclude.

06/01/2018 - 19:43

" Secondo l'ISTAT crescono reddito e potere d'acquisto delle famiglie e diminuisce la pressione fiscale. Su questi dati, come al solito, si sono scatenati i commenti: da una parte, la comprensibile e condivisibile soddisfazione del Governo; dall'altra, l'attacco delle opposizioni. Come sempre, sarebbe opportuno ragionare per valorizzare quello che migliora la situazione esistente e, al tempo stesso, correggere limiti e difetti". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Il tema del potere d'acquisto delle famiglie - prosegue - non è soltanto un positivo indicatore di benessere, ma anche una preziosa leva di politica economica per il sostegno della crescita, come ci ha ricordato Mario Draghi. Affinché questi dati abbiano una ricaduta positiva sull'insieme dei cittadini, va garantita un'equa distribuzione delle risorse e va proseguita la battaglia contro la povertà, perché la crisi ha prodotto troppa diseguaglianza".
"Il rinnovo del contratto dei lavoratori della Pubblica Amministrazione - spiega Damiano - può rappresentare un ulteriore fattore di miglioramento del potere d'acquisto, a fronte di una bassa inflazione, ma il nostro obiettivo dev'essere quello di innalzare, a livello generale, tutti i salari per sostenere la crescita del Paese".
"L'attuale logica economica della concorrenza al massimo ribasso contraddice questo presupposto, perché si basa, al contrario, sulla compressione delle retribuzioni. Essa va dunque combattuta perché non è solo antisociale, ma anche antieconomica e perché favorisce la fuga all'estero dei nostri giovani maggiormente formati", conclude.

04/01/2018 - 10:40

" L'appello del Presidente Mattarella di fare del lavoro un argomento centrale non può rimanere inascoltato. Dopo la fissazione di una retribuzione media per gli addetti ai call center attraverso un Decreto del Ministero del Lavoro, frutto di una

nostra lunga battaglia che aveva l'obiettivo di sconfiggere la logica del massimo ribasso negli appalti, il dumping salariale e i contratti pirata, è giunto il momento di fissare un salario minimo per legge per tutti i non contrattualizzati". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Nell'era del lavoro liquido e instabile - prosegue - è necessario definire una soglia minima di diritti e di retribuzioni (un cosiddetto pavimento) al di sotto della quale non sia possibile andare. Tre sono gli strumenti: i contratti nazionali di lavoro, che siano però inderogabili, con valore 'erga omnes' attribuito a quelli stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative (certificate da una legge sulla rappresentatività); l'equo compenso per il lavoro libero professionale e il salario di legge per il lavoro occasionale".
" Condividiamo l'idea di Tommaso Nannicini - spiega Damiano - di rendere strutturali gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato in modo tale che il lavoro a termine risulti meno conveniente. Lo stesso ragionamento, però, per coerenza va fatto per i licenziamenti: oggi in Italia licenziare è troppo facile e poco costoso. Il Governo, in modo miope, non ha voluto aumentare le mensilità relative alla indennità di licenziamento nell'ultima legge di Bilancio, sottovalutando il fatto che il problema è all'attenzione della stessa Corte Costituzionale".
"Chi è stato assunto a tempo indeterminato nel 2015 con il Jobs Act ha fatto risparmiare all'azienda nel triennio 24.180 euro (8.060 x3), ai quali aggiungere il risparmio della deduzione integrale del costo del lavoro dall'IRAP. Dal primo gennaio di quest'anno questi lavoratori costeranno 8.060 euro in più e licenziarli, dopo 3 anni, equivale a 6 mensilità. Licenziare, dunque, costa molto meno degli sgravi ottenuti con l'assunzione: un grave errore di impostazione del Jobs Act che va corretto in occasione della prossima campagna elettorale", conclude.

03/01/2018 - 10:20

" La coalizione a guida PD è a rischio. La rottura con Emma Bonino e la tensione crescente con il raggruppamento di centro messo in campo da Beatrice Lorenzin, ci fanno presagire una coalizione-bonsai. Il problema non va sottovalutato, visto il meccanismo della legge elettorale, e bisogna intervenire tempestivamente". Lo dichiara Cesare Damiano, leader dei Laburistidem, l'area della sinistra PD.

"Al tempo stesso - prosegue - occorre rinsaldare l'unità del Partito Democratico su un programma condiviso che confermi il nostro profilo politico e culturale di centro-sinistra. Il lavoro e lo Stato sociale dovranno assumere una centralità indiscutibile nella prossima campagna elettorale, come ci ha giustamente ricordato il Presidente Mattarella".
"Di questo bisogna discutere prima dell'approvazione delle liste elettorali che dovranno esprimere la ricchezza rappresentata dal nostro pluralismo, se abbiamo ancora l'ambizione di guidare il Paese. In caso contrario, c'è il rischio che anche il PD diventi un partito-bonsai", conclude.

30/12/2017 - 10:17

" L'impegno per correggere la legge Monti-Fornero sulle pensioni deve proseguire nella prossima legislatura. L'azione riformista che abbiamo intrapreso dal 2012, dopo la realizzazione di ben 8 salvaguardie, Opzione Donna e l'APE sociale, andrà proseguita. Con queste scelte legislative circa 250.000 lavoratori sono stati "salvati" e mandati in pensione con le vecchie regole". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"I prossimi obiettivi, realistici e non demagogici - prosegue - dovranno essere: rendere strutturale l'APE sociale, realizzare la pensione contributiva di garanzia per i giovani, rivedere i meccanismi dell'innalzamento dell'età pensionabile, allargare ulteriormente le categorie dei lavori gravosi (come  non includere, ad esempio, i ceramisti che svolgono una attività che contiene molte mansioni usuranti: lavoro notturno, ritmi da catena di montaggio, esposizione al caldo e rischio di silicosi)".
"La strada è stata aperta, nonostante le forti resistenze, e andrà completata riprendendo il discorso delle risorse stanziate e non spese per le salvaguardie e Opzione Donna", conclude.

28/12/2017 - 17:14

" Misure come il Reddito di Inclusione e il miglioramento della quattordicesima mensilità per i pensionati (istituita dal Governo Prodi), hanno guardato ai più poveri. Sono iniziative di equità concrete e realizzate dagli ultimi due Governi e non le solite promesse del centrodestra e del M5S che si sentono in questi giorni. Su quella strada il PD deve proseguire perché, non sempre, si è mantenuta la rotta del sostegno ai più deboli". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Sul lavoro - prosegue - se si vuole difendere l'occupazione a tempo indeterminato, dopo aver corretto positivamente i vecchi incentivi del Jobs Act, rendendoli strutturali, si abbia il coraggio di intervenire sulle indennità di licenziamento: scelta che, sbagliando, il Governo non ha voluto fare nell'ultima legge di Bilancio. Non dimentichiamo che, dal prossimo anno, a causa degli incentivi-spot, gli assunti a tempo indeterminato nel 2015, costeranno ciascuno 8.060 euro in più all'anno".
" Noi chiediamo che il programma elettorale del PD preveda di rendere più costoso il licenziamento illegittimo, di rendere strutturale l'APE sociale e di allargare le categorie dei lavori gravosi che hanno diritto all'anticipo pensionistico. Solo con un programma che contenga un chiaro connotato di sinistra potremo recuperare una parte di coloro che, colpiti dalla crisi, sono rimasti delusi dalla nostra incapacità e a volte sordità, di fronte al crescere della diseguaglianza sociale e all'indebolimento delle tutele dei lavoratori", conclude.

23/12/2017 - 09:55

" La firma del contratto degli statali, dopo dieci anni di stop, è una buona notizia. Il Governo Gentiloni ha risolto un problema che si trascinava da troppo tempo e che aveva umiliato un intero comparto di lavoratori: il passo successivo dovrà essere quello dello sblocco del turnover, se è vero che da qui ai prossimi 5 anni lasceranno la Pubblica Amministrazione circa 500.000 lavoratori che raggiungeranno l'età del pensionamento. Un'occasione per frenare la fuga dei giovani cervelli e per ammodernare il settore pubblico". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Questi buoni risultati - prosegue - sono però offuscati dall'errore commesso nella legge di Bilancio a proposito del No all'innalzamento della indennità di licenziamento. Una scelta miope, anche perché il tema è ormai all'attenzione della Corte. Sul Jobs Act pende, infatti, un giudizio di anticostituzionalità".
"Noi continueremo la nostra battaglia affinché nel programma del PD, in vista della battaglia elettorale, il tema della revisione delle regole sui licenziamenti e del lavoro diventino centrali, se vogliamo rimanere un partito di sinistra. Si tratta di argomenti che non possono essere concepiti solo come una merce di scambio che serve per formare una coalizione con i partiti che stanno alla nostra sinistra. E da derubricare se l'operazione non va in porto", conclude.

16/12/2017 - 18:10

" L'esplosione dell'utilizzo dei contratti a termine non è in relazione diretta con l'abolizione dei voucher. Il vero problema, invece, consiste nella abolizione delle 'causali' che consentivano di limitare l'utilizzo  dello strumento. Eliminate quelle, il tempo determinato è diventato, contemporaneamente, o un lavoretto o un lungo periodo di prova". Lo dichiarano Cesare Damiano e Luisa Gnecchi, Presidente e Capogruppo PD della Commissione Lavoro alla Camera.

"Le durate di quindici giorni, che sono quelle largamente prevalenti - spiegano - confermano la strada della precarizzazione. L'utilizzo triennale dello strumento, attraverso le proroghe, è diventato l'anticamera lunga della stabilizzazione".
" Il problema non è quello di passare da 36 a 24 mesi, che serve a poco, ma quello di rimettere le causali e di diminuire le proroghe. Inoltre, è consigliabile considerare i contratti a termine già stipulati validi per il triennio: in caso contrario c'è il rischio di vedere licenziato chi ha già alle spalle due anni di contratto a termine", concludono.

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