22/02/2018 - 20:04

"Condivido l'opinione di Maurizio Martina: il ruolo di Gentiloni è e sarà fondamentale nella scena politica. Ha svolto il suo ruolo di Premier con tenacia ed equilibrio. Ha trasmesso al Paese una sensazione di serenità e ragionevolezza che sarà preziosa anche per il futuro. La sua azione politica rende più forte e coesa la "squadra" del partito democratico".

Lo scrive sul suo profilo Twitter Cesare Damiano, candidato PD nel collegio uninominale Umbria 3.

21/02/2018 - 15:30

 

" Abbiamo chiesto al ministro Calenda di venire a Terni il 2 marzo per due motivi: per spiegarci i contenuti dell'accordo sull'Area di crisi complessa Terni-Narni (che porterà un investimento di oltre 70 milioni di euro da parte del Governo e della Regione) e per raccontarci lo scontro con la multinazionale Embraco che sta scippando 500 posti di lavoro in Italia. L'accordo sull'Area di crisi sarà un importante volano per l'economia dell'Umbria. Si calcola che, a regime, innescherà investimenti per 600 milioni di euro che potranno creare circa 2.000 nuovi posti di lavoro". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e candidato nel collegio uninominale Umbria 3.
" Un beneficio importante - prosegue -  per un territorio nel quale convivono situazioni di crisi, con seri problemi occupazionali, e vere potenzialità di crescita. Per quanto riguarda il caso Embraco, nel quale Calenda si è distinto per la dura presa di posizione contro l'arroganza della multinazionale, ci serve esaminarlo perché siamo convinti che le regole della globalizzazione vadano riscritte. Abbiamo assistito in varie occasioni a veri e propri ricatti verso le comunità locali e gli Stati: o mi abbassi le tasse e mi dai incentivi o me ne vado. Poi, ottenuto quello che si vuole e spremuto il limone, queste aziende se ne vanno lo stesso".
"L'Embraco - spiega Damiano -  si sposta in Slovacchia, dove i salari sono più bassi e gli incentivi più alti. Tutto questo si chiama dumping salariale e normativo. È tempo che l'Europa si svegli e cambi le regole liberiste imposte dai burocrati di Bruxelles: per troppo tempo l'UE ha fatto finta di non accorgersi del paradiso fiscale di casa, l'Irlanda, che ha dato comodo rifugio alle multinazionali che evadono le tasse. Adesso bisogna stabilire nuove regole: anche in Italia nelle imprese di grandi dimensioni va prevista la presenza di un rappresentante nei Consigli di amministrazione eletto dai lavoratori e va stabilito che l'utilizzo dei fondi europei non può essere indirizzato a fini di dumping sociale".
"Se un'azienda lascia il territorio, pur essendo in attivo, per cercare nuove ubicazioni con bassi salari e alti incentivi, deve restituire le risorse pubbliche ricevute. Noi abbiamo incontrato i lavoratori dell'Embraco e, con Calenda, continueremo a essere al loro fianco. Questa battaglia diventa simbolica per affrontare tutte le situazioni nelle quali i territori sono sottoposti a ricatto occupazionale. Vale per l'Europa, per l'Italia e per l'Umbria, che è terra di multinazionali", conclude.

21/02/2018 - 15:07

" Abbiamo chiesto al ministro Calenda di venire a Terni il 2 marzo per due motivi: per spiegarci i contenuti dell'accordo sull'Area di crisi complessa Terni-Narni (che porterà un investimento di oltre 70 milioni di euro da parte del Governo e della Regione) e per raccontarci lo scontro con la multinazionale Embraco che sta scippando 500 posti di lavoro in Italia. L'accordo sull'Area di crisi sarà un importante volano per l'economia dell'Umbria. Si calcola che, a regime, innescherà investimenti per 600 milioni di euro che potranno creare circa 2.000 nuovi posti di lavoro". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e candidato nel collegio uninominale Umbria 3.

" Un beneficio importante - prosegue -  per un territorio nel quale convivono situazioni di crisi, con seri problemi occupazionali, e vere potenzialità di crescita. Per quanto riguarda il caso Embraco, nel quale Calenda si è distinto per la dura presa di posizione contro l'arroganza della multinazionale, ci serve esaminarlo perché siamo convinti che le regole della globalizzazione vadano riscritte. Abbiamo assistito in varie occasioni a veri e propri ricatti verso le comunità locali e gli Stati: o mi abbassi le tasse e mi dai incentivi o me ne vado. Poi, ottenuto quello che si vuole e spremuto il limone, queste aziende se ne vanno lo stesso".
"L'Embraco - spiega Damiano -  si sposta in Slovacchia, dove i salari sono più bassi e gli incentivi più alti. Tutto questo si chiama dumping salariale e normativo. È tempo che l'Europa si svegli e cambi le regole liberiste imposte dai burocrati di Bruxelles: per troppo tempo l'UE ha fatto finta di non accorgersi del paradiso fiscale di casa, l'Irlanda, che ha dato comodo rifugio alle multinazionali che evadono le tasse. Adesso bisogna stabilire nuove regole: anche in Italia nelle imprese di grandi dimensioni va prevista la presenza di un rappresentante nei Consigli di amministrazione eletto dai lavoratori e va stabilito che l'utilizzo dei fondi europei non può essere indirizzato a fini di dumping sociale".
"Se un'azienda lascia il territorio, pur essendo in attivo, per cercare nuove ubicazioni con bassi salari e alti incentivi, deve restituire le risorse pubbliche ricevute. Noi abbiamo incontrato i lavoratori dell'Embraco e, con Calenda, continueremo a essere al loro fianco. Questa battaglia diventa simbolica per affrontare tutte le situazioni nelle quali i territori sono sottoposti a ricatto occupazionale. Vale per l'Europa, per l'Italia e per l'Umbria, che è terra di multinazionali", conclude.

20/02/2018 - 15:44

" La crescita degli occupati da 22 a 23 milioni di lavoratori, avvenuta lo scorso anno, accompagnata però dalla diminuzione delle ore lavorate, dimostra che l'obiettivo ancora da raggiungere è quello del lavoro di qualità. Se prevale il part time non volontario, il lavoro a termine e a chiamata, significa che torna di nuovo la precarietà nelle assunzioni. La proposta del Partito Democratico, contenuta nel Programma, fa un deciso passo avanti e sceglie di confermare la centralità del lavoro a tempo indeterminato. Proponiamo una diminuzione strutturale del costo del lavoro, a vantaggio delle imprese e dei lavoratori". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e candidato al collegio uninominale Umbria 3

" In concreto - prosegue - si tratta di una soluzione realistica: abbassare al 29% ,e fiscalizzarli al fine di garantire la giusta pensione ai lavoratori, i contributi previdenziali che sono attualmente attestati al 33%. Inoltre, per quanto ci riguarda, dobbiamo anche affrontare il tema del costo dei licenziamenti individuali e illegittimi".
" Oggi - spiega Damiano - in Italia, licenziare costa troppo poco ed è troppo facile. Bisogna, quindi, compiere un primo passo: alzare il risarcimento minimo, che va al lavoratore licenziato, da 4 a 8 mensilità, fino a un massimo di 24, dal momento che non esiste più la possibilità, da parte del giudice, di reintegrare nel posto di lavoro".
"Queste proposte sono concrete e realistiche e dimostrano la volontà del PD di continuare sulla strada delle riforme anche riconoscendo limiti ed errori del passato", conclude.

19/02/2018 - 16:06

" La decisione della Embraco di mantenere i circa 500 licenziamenti, nonostante la richiesta del ministro Calenda di utilizzare la cassa integrazione, dimostra a quale punto di arroganza sia arrivato il comportamento delle multinazionali. Per queste imprese le persone non contano, contano solo i profitti. L'assurda giustificazione dei vertici aziendali è stata addirittura quella di affermare che l'utilizzo della cassa integrazione avrebbe comportato ripercussioni negative sulla Borsa". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Qui siamo alle solite - prosegue - i manager rimpinguano i loro guadagni se licenziano i lavoratori perché aumenta il valore delle azioni in borsa. Una filosofia inaccettabile. Occorre definire una normativa che, intanto, obblighi le multinazionali a restituire le risorse ricevute dai territori in cui si sono insediate, nel caso di chiusura degli stabilimenti".
"Infine, condividiamo l'iniziativa di Calenda a Bruxelles: non sono più tollerabili forme di concorrenza sleale tra gli Stati che fanno parte dell'Europa, tese ad accaparrarsi, con il dumping sociale, gli stabilimenti produttivi. In questo modo si rincorre la logica del massimo ribasso che mette fuori mercato chi rispetta le leggi e i contratti e svilisce il valore del lavoro", conclude.

17/02/2018 - 19:00

" Adesso tutti vogliono abolire la legge Fornero, anche il centrodestra di Berlusconi e Salvini che ha introdotto il meccanismo 'infernale' dell'innalzamento dell'età pensionabile (collegato all'aspettativa di vita) e il cumulo oneroso che costringeva a versare due volte i contributi pensionistici per avere un'unica pensione. Noi abbiamo nuovamente reso gratuito il cumulo e bloccato l'innalzamento dell'età della pensione a chi svolge lavori usuranti e pesanti". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e candidato PD  al collegio uninominale Umbria 3.

" Le nostre proposte - prosegue - tengono conto del fatto che la legge Fornero è già stata profondamente modificata con le 8 salvaguardie degli esodati,  con l'APE sociale e con l'abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni. Da lì ripartiamo per continuare nelle modifiche a una legge del Governo Monti profondamente ingiusta nei confronti dei lavoratori. I nostri obiettivi sono semplici: rendere strutturale l'APE sociale (che scade alla fine di quest'anno), realizzare la nona e conclusiva salvaguardia degli esodati, proseguire la sperimentazione di Opzione Donna e consentire l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età pensionabile".
"Una parte delle risorse per realizzare questi obiettivi la possiamo già ricavare dai risparmi delle precedenti operazioni che hanno riguardato gli esodati e Opzione Donna: si tratta, a nostro avviso, di circa 2 miliardi di euro ai quali aggiungere nuove risorse per migliorare il sistema pensionistico e consentire, per sempre, la possibilità di andare in pensione a partire dai 63 anni per chi svolge i lavori gravosi",conclude.

10/02/2018 - 19:39

“Aprire una sede di Casapound nella piazza che a Orvieto ricorda le sette vittime trucidate dai fascisti il 29 marzo del 1944 è un insulto alla memoria e alla storia della città e del Paese. Mi associo alla ferma opposizione testimoniata dal sindaco Giuseppe Germani, dall’Anpi, così come dal presidio promosso dalla Cgil questa mattina.” Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, candidato per il Centrosinistra nell’uninominale al collegio Umbria 3-Terni. “È dovere di tutti gli italiani democratici contrastare la recrudescenza del fascismo in Italia in ogni forma si presenti. Nessuna sottovalutazione di un simile fenomeno è accettabile, così come nessuna forma di sdoganamento. La nostra Repubblica è nata dalla lotta antifascista. In quella lotta, nel sacrificio di tanti - come i Martiri di Camorena - affonda le radici la nostra Costituzione. Per questo - conclude - darò la mia adesione all’appello lanciato dall’Anpi a “respingere l’oltraggio alla città di Orvieto e ai suoi martiri, e a difendere con fermezza l’unità democratica  della nostra comunità”.

07/02/2018 - 14:54

"L'accordo raggiunto in Germania da sindacati e imprese che riguarda 900.000 metalmeccanici della regione del Baden-Württemberg, rappresenta una svolta storica. Non solo c'è un aumento dei salari del 4,3%, ma si riconosce ai lavoratori di portare l'orario di lavoro a 28 ore settimanali per un massimo di due anni nel corso della vita lavorativa". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Se la riduzione verrà utilizzata per lavori di cura familiare o interesserà chi svolge un lavoro usurante - spiega - verrà riconosciuto lo stipendio intero. Questa soluzione fa venire in mente i contratti di lavoro che, negli anni '90 in Italia, avevano istituito la 'banca delle ore'. In questo caso, siamo di fronte a una soluzione che affronta radicalmente il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e che riconosce i fattori di usura e di gravosità nel lavoro".
"Una soluzione in controtendenza in un tempo nel quale Amazon propone il "braccialetto elettronico per ottimizzare il lavoro dei suoi dipendenti: una soluzione che segnerebbe, in negativo, il passaggio dal "ritmo" vincolato della vecchia catena di montaggio all' 'algoritmo' pervasivo del Grande Fratello", conclude.

06/02/2018 - 20:03

"Di Battista ha preso l'ennesimo colpo di sole fuori stagione. Straparla non sapendo come trascorrere più utilmente il suo tempo. Inveisce contro i sindacalisti per mascherare, senza riuscirsi, la sua ostilità verso il mondo del lavoro. Noi fanatici del Jobs Act? Ridicolo: di fanatico, al momento, è rimasto solo Di Battista". Lo dichiara Cesare Damiano, leader  dell'area laburista del PD.
"Le nostre proposte per cambiare il Jobs Act sono, da sempre, semplici e chiare: rendere strutturali gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, perché il lavoro stabile deve costare meno di quello flessibile; rendere più costoso il licenziamento illegittimo, che oggi è troppo facile e poco oneroso", conclude.

29/01/2018 - 15:11

Il 1° febbraio alle 15.30, presso la Sede del CNEL, via Davide Lubin 2, l’Associazione Lavoro&Welfare, presieduta dall’On. Cesare Damiano, presenta la  terza indagine su “Il Lavoro che cambia", realizzata dal gruppo di studio del Dipartimento Scienze sociali ed economiche dell’Università di Roma “La Sapienza” guidato dal Prof. Mimmo Carrieri,  con il contributo di Assolavoro.
All'evento interverranno tra gli altri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ed i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, Tommaso Nannicini, docente della Università Bocconi di Milano e Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria.
 
Per gli accrediti: lavorowelfare@gmail.com

19/01/2018 - 11:28

" È giunto il tempo degli slogan elettorali. Tra questi, brillano quelli che riguardano le pensioni: andiamo da azzeramento a cancellazione della legge Fornero. Detta così sembra facile, soprattutto da parte di chi, come Forza Italia l'ha condivisa e da chi, come la Lega, ha imposto con i suoi alleati di destra il legame tra innalzamento dell'età pensionabile e aspettativa di vita e il cumulo oneroso dei contributi, che noi abbiamo invece combattuto". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Si dimentica, così facendo - prosegue -che la legge Fornero è già stata significativamente modificata e che in questi 5 anni di legislatura 20 miliardi di euro sono tornati alle pensioni: 8 salvaguardie, Ape sociale e volontaria, prolungamento della sperimentazione di Opzione Donna, cumulo gratuito dei contributi, più flessibilità per i 'precoci, blocco dell'innalzamento dell'età pensionabile per i lavori usuranti e gravosi, accesso facilitato alla pensione per i lavori usuranti, cancellazione delle penalizzazioni  dal 2018, allineamento della NO tax area dei pensionati a quella del lavoro dipendente, innalzamento della quattordicesima, miglioramento della normativa sull'amianto.Appunto 20 miliardi, anche frutto di una dura battaglia parlamentare e del confronto tra Governo e sindacati".
" È da qui -prosegue - che dobbiamo ripartire perché, in questo modo, se riconosciamo di aver fatto una parte del percorso, saranno necessarie meno risorse e si crea meno allarme tra i burocrati liberisti europei. In sintesi, noi vorremmo che nel Programma del PD ci fossero misure realistiche e riformiste sulle pensioni, tra le quali: rendere strutturale l'APE sociale e volontaria, consentire l'accesso alla pensione a tutti con 41 anni di contributi, ampliare le 15 categorie dei lavori gravosi, rallentare per tutti l'innalzamento dell'età pensionabile, impostare la realizzazione della pensione contributiva di garanzia per i giovani, attuare la nona e definitiva salvaguardia degli esodati, proseguire la sperimentazione di Opzione Donna".
"Noi ci basiamo sul proposte concrete e sul duro lavoro parlamentare e di Governo fin qui svolto e non su frasi a effetto", conclude.

18/01/2018 - 19:34

 I dati dell'Osservatorio dell'INPS su occupazione e pensioni sono molto interessanti e confermano che ci troviamo ancora in una fase di assestamento. Ci sono dati positivi e negativi che potranno essere letti meglio nel medio-lungo periodo. È confortante l'andamento, in calo, della cassa integrazione e, a novembre, delle domande di disoccupazione (-26% su ottobre, anche se siamo a un +4% rispetto a dicembre 2016). Più contraddittori i dati sul mercato del lavoro che evidenziano la compressione dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: il 23% nei primi undici mesi del 2017, a fronte del 39% del 2015". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Il nostro obiettivo - prosegue - alla luce di questa situazione, dev'essere quello di proseguire sulla strada degli incentivi prevista dal Jobs Act rendendoli però strutturali. Sul tema delle pensioni si registra un aumento del 6% di quelle liquidate nel 2017 e un balzo degli assegni sociali del 18%. Aumenta anche la media degli assegni che salgono del 7%, a quota 1.039 euro". 
"Sulla previdenza, negli ultimi 5 anni, sono stati fatti interventi importanti: bisogna continuare sulla strada tracciata. Ci auguriamo che nel programma del PD ci sia, tra le altre cose,  la proposta di rendere strutturale l'APE, di prevedere la nona e conclusiva salvaguardia degli esodati e la prosecuzione della sperimentazione di Opzione Donna", conclude .

12/01/2018 - 15:27

   

" È incomprensibile l'atteggiamento di LeU a proposito delle alleanze regionali. Il mezzo passo avanti compiuto, con un via libera a Zingaretti e l'indisponibilità nei confronti di Gori, non può essere spiegato solo con le 'affinità di sinistra' con i candidati. Intanto, quando si fa parte di una coalizione, si negozia un programma. È da lì che si misura il grado di convergenza sui temi ed è anche l'occasione per sostenere, per le forze di sinistra, il proprio punto di vista su temi cruciali come quelli dell'economia, del lavoro e dello Stato sociale". Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, leader dell'area laburista del PD.
"Inoltre - prosegue - non può essere ignorata la nuova situazione che si è determinata in Lombardia dopo la rinuncia di Maroni: si può creare l'opportunità, irripetibile per il centrosinistra, di poter vincere in una Regione considerata finora off limits".
"Le scelte locali non possono essere ricondotte plasticamente alle divisioni nazionali: la nostra gente non lo capirebbe. Persino in Germania Merkel e Schultz hanno fatto l'accordo di Governo che sbarra la strada alle forze di estrema destra: noi non riusciamo a farlo in Lombardia?", conclude.

07/01/2018 - 18:44

"Stefano Scarpetta, Direttore del Dipartimento affari sociali dell'OCSE, interviene sul tema delle pensioni, che è anche tornato al centro della prossima battaglia elettorale. Scarpetta conferma la sostenibilità del nostro sistema e, al tempo stesso, l'inadeguatezza degli importi degli assegni pensionistici. Su questi due temi sono d'accordo al punto tale che, al tempo del Governo Prodi, quando ero ministro, ho introdotto la quattordicesima per i pensionati più poveri e migliorato il sistema di indicizzazione. Quello che stupisce è che il Direttore dell'OCSE continui a sostenere la tesi dell'eccessiva incidenza della   nostra spesa pensionistica rispetto al PIL: una percentuale che sarebbe addirittura doppia rispetto a quella degli altri Paesi europei. Un falso clamoroso". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Sarebbe ora che l'ISTAT - prosegue - correggesse il dato scomputando il costo dell'assistenza e il peso delle tasse sulle pensioni, che ammonta a più di 40 miliardi di euro all'anno. Facendo questa operazione si scoprirebbe che la nostra spesa previdenziale è perfettamente allineata con quella degli altri Paesi. Evitiamo che le pensioni siano prese tra due fuochi: da un lato, da chi vorrebbe un nuovo assalto che preveda il ricalcolo degli assegni in essere; dall'altro, l'abolizione della legge Fornero richiesta da Salvini come slogan elettorale".
"Io proporrei di proseguire nell'opera di smontaggio della Fornero, già ampiamente avvenuta, con nuove salvaguardie che chiudano definitivamente il capitolo degli esodati; con la prosecuzione di Opzione Donna, utilizzando i risparmi delle risorse stanziate che sono ancora da quantificare; proporrei di rendere strutturale l'APE sociale e di introdurre finalmente quella volontaria; di realizzare la pensione contributiva di garanzia per i giovani; di allargare le 15 categorie dei lavori gravosi che consentono di accedere all'APE sociale e di bloccare 'innalzamento dell'età pensionabile. Una piattaforma riformista e credibile per la prossima legislatura", conclude.

06/01/2018 - 19:43

" Secondo l'ISTAT crescono reddito e potere d'acquisto delle famiglie e diminuisce la pressione fiscale. Su questi dati, come al solito, si sono scatenati i commenti: da una parte, la comprensibile e condivisibile soddisfazione del Governo; dall'altra, l'attacco delle opposizioni. Come sempre, sarebbe opportuno ragionare per valorizzare quello che migliora la situazione esistente e, al tempo stesso, correggere limiti e difetti". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Il tema del potere d'acquisto delle famiglie - prosegue - non è soltanto un positivo indicatore di benessere, ma anche una preziosa leva di politica economica per il sostegno della crescita, come ci ha ricordato Mario Draghi. Affinché questi dati abbiano una ricaduta positiva sull'insieme dei cittadini, va garantita un'equa distribuzione delle risorse e va proseguita la battaglia contro la povertà, perché la crisi ha prodotto troppa diseguaglianza".
"Il rinnovo del contratto dei lavoratori della Pubblica Amministrazione - spiega Damiano - può rappresentare un ulteriore fattore di miglioramento del potere d'acquisto, a fronte di una bassa inflazione, ma il nostro obiettivo dev'essere quello di innalzare, a livello generale, tutti i salari per sostenere la crescita del Paese".
"L'attuale logica economica della concorrenza al massimo ribasso contraddice questo presupposto, perché si basa, al contrario, sulla compressione delle retribuzioni. Essa va dunque combattuta perché non è solo antisociale, ma anche antieconomica e perché favorisce la fuga all'estero dei nostri giovani maggiormente formati", conclude.

Pagine