19/11/2017 - 10:22

"Il tentativo generoso e competente che Fassino sta compiendo ha trovato, al momento, un positivo apprezzamento di Prodi e Pisapia. Occorre andare avanti. Sarà obbligatorio, quindi, trovare le necessarie convergenze programmatiche con le altre forze di sinistra se si vuole costruire una coalizione non tecnica, ma politica. Per questo è saggio, mentre si compie questo faticoso percorso, non chiedere abiure nè avere totem intoccabili, a partire dal Jobs Act". Lo dichiara Cesare Damiano, leader dell'area laburista del PD.

"Noi pensiamo - prosegue -  che vadano individuate alcune correzioni alle regole del mercato del lavoro per favorire la costruzione di un programma comune tra le forze del centrosinistra . Una, relativa agli incentivi, è già stata proposta dal Governo nella legge di Bilancio: lo sconto sul costo del lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 30 anni è diventato strutturale. Abbiamo finalmente archiviato gli incentivi-spot del Jobs Act. Come si vede, un tabù è caduto".
" Adesso - spiega Damiano - si tratta di trovare nuove soluzioni anche  sul tema dei licenziamenti. Noi proponiamo di affrontare, nell'immediato, almeno due problemi: il primo, è quello delle indennità in caso di licenziamento  che attualmente prevedono un rimborso minimo di 4 fino a un massimo di 24 mensilità. La misura, a nostro avviso, andrebbe elevata almeno a un minimo di 6 mensilità fino a un massimo di 36".
"Il secondo punto è relativo ai licenziamenti disciplinari. Va reintrodotto un principio di proporzionalità tra infrazione e sanzione, criterio cancellato dal Jobs Act. Per spiegarci meglio: se il furto di una mela non può valere un ergastolo, 5 minuti di ritardo non possono prevedere il licenziamento. Sul tema dei licenziamenti presenteremo, nei prossimi giorni, una proposta di legge dalla quale poter attingere le soluzioni più opportune", conclude.

18/11/2017 - 10:20

" Nell'incontro di oggi tra Governo e Cgil, Cisl e Uil, sul tema delle pensioni, si sono registrate alcune positive novità, anche se non ancora risolutive. La prima, riguarda il blocco dell'innalzamento dell'età pensionabile anche per le pensioni di anzianità: è importante perché fin qui si è parlato quasi esclusivamente del passaggio dai 66 anni e 7 mesi ai 67, ma si è 'dimenticato' che aumenteranno di 5 mesi anche i contributi necessari per andare in pensione di anzianità (da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 3 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne)".  Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Bloccare anche questo meccanismo per le 15 categorie dei lavori gravosi - prosegue - come ha proposto il Governo, è sicuramente un passo importante. La seconda novità è l'istituzione di un Fondo nel quale versare i potenziali risparmi di spesa dell'APE sociale, con l'obiettivo di consentirne la proroga al 2019 e la successiva messa a regime".
"Anche questo argomento - spiega Damiano - non è da sottovalutare, soprattutto se si dovesse aprire la possibilità di rendere strutturale e non più soltanto sperimentale (fino al 2018) l'anticipo pensionistico. In questo modo, i 63 anni potrebbero diventare la nuova età di riferimento (volontaria) per chi svolge i lavori gravosi e per le nuove generazioni con le pensioni calcolate interamente con il sistema contributivo".
" A questo proposito il Governo, per rendere possibile la strada dell'accordo, dovrebbe fare un altro passo avanti e proporre un intervento per i giovani. Suggeriamo di rivedere al ribasso la regola che costringerà i giovani (parliamo delle pensioni che decorreranno dopo il 2030) che sceglieranno di andare in pensione a 63 anni, ad avere un assegno previdenziale almeno 2,8 volte il minimo pensionistico. Un traguardo difficile da raggiungere per chi svolge un lavoro discontinuo: abbassiamo l'asticella. Nel confronto di oggi un altro passo avanti è stato compiuto, ma occorre uno sforzo ulteriore", conclude.

07/11/2017 - 19:19

" Le riforme pensionistiche sono a tal punto una 'questione chiave', come ha ricordato il vicepresidente di Bankitalia, Signorini, che occorrerebbe anche ricordare che, dal 2004 al 2050, contribuiranno a prelevare dalle tasche dei pensionati circa 60 punti di PIL, pari a 900 miliardi di euro. Il 40% del debito pubblico italiano. Un bel salasso allo Stato sociale utilizzato per coprire il debito". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Quando Bankitalia e la Corte dei Conti ci chiedono di non fare 'passi indietro' - prosegue - dovrebbero anche considerare che i 'passi avanti' compiuti con riforme che non hanno tenuto conto del disagio sociale che avrebbero provocato, sono stato sbagliati ed esagerati. Quindi, qualche passo indietro che corregga gli errori è più che giustificato".
" Per questo- spiega Damiano - sarebbe saggio meditare sull'innalzamento dell'età pensionabile, prendendo il tempo necessario, con un rimando della decisione a giugno del 2018; e sarebbe altrettanto utile prevedere che l'APE sociale venga prorogata fino al 2019 come è stato previsto per l'APE volontaria".
"Le forme di flessibilità previdenziale dovrebbero diventare, in futuro, strutturali", conclude.

06/11/2017 - 19:21

" Il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza continua. Nel contempo, l'audizione del Presidente dell'ISTAT, Alleva, ha chiarito che l'Istituto è in grado di fornire i dati annuali, tenendo conto in questo modo anche degli andamenti negativi dell'aspettativa di vita, come è avvenuto nel 2015 e come avverrà quest'anno. È sufficiente che il Governo manifesti la volontà politica di voler adeguare il meccanismo di calcolo e, di conseguenza, di voler ridimensionare l'aumento di 5 mesi dell'età pensionabile che non considera la discesa del 2015". Lo scrive Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, sul suo profilo Facebook.

" Sull'allargamento delle categorie esentate dall'innalzamento dell'età pensionabile - prosegue -  potrebbe riguardare, nell'immediato, tutte quelle che consentono l'accesso all'APE sociale".
"Per prendere in considerazione altre casistiche, essendo necessario uno studio approfondito del problema, basterebbe spostare a giugno 2018 la decisione dell'innalzamento a 67 anni: una scelta che consentirebbe anche di rivedere il meccanismo di calcolo, coinvolgendo in un apposito tavolo di confronto tutti i soggetti interessati (sindacati, ISTAT, INAIL e INPS, ecc)", conclude.

06/11/2017 - 15:41

“ Il voto siciliano era una batosta annunciata, ma fa male lo stesso. Di sconfitta in sconfitta, come sta capitando al PD dal referendum costituzionale in poi, non sarà facile arrivare alla vittoria alle prossime elezioni. Divisi si perde: la nostra insistenza per assumere come priorità la costruzione di una coalizione di centrosinistra, era e resta fondata. Non ho apprezzato le dichiarazioni di Davide Faraone sul voto siciliano: in primo luogo, perché mi sembra contraddittorio auspicare di andare uniti alle prossime elezioni e, al tempo stesso, individuare i colpevoli soltanto alla sinistra del PD. Forse qualche autocritica la dovremmo fare circa le scelte che abbiamo compiuto.  In secondo luogo perché non si può sempre avere la testa girata all'indietro se si vuole costruire il futuro. ”Lo dichiara Cesare Damiano, leader dell’area laburista del Partito Democratico.

“ Adesso – prosegue -  serve una analisi circostanziata del voto e l'apertura di un confronto con le forze progressiste. Va presentata una proposta politico-programmatica che sia condivisa e alla base della costruzione di una coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni”.
“Il PD deve accentuare il suo profilo di sinistra e smetterla di inseguire i voti della destra che, come abbiamo visto, si orientano per conto loro e sono tutti tornati a casa: le elezioni europee appartengono a un'altra era geologica”, conclude.

01/11/2017 - 10:06

" Domani ci sarà l'incontro tra il Governo e i sindacati, con la presenza del Premier. L'appello che rivolgiamo a Gentiloni è quello di accedere alla richiesta di spostare la decisione dell'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni. Sarebbe un bel segnale nei confronti di milioni di cittadini. Noi chiediamo solo di rinviare la decisione a giugno del 2018, al fine di valutare con attenzione le scelte da compiere. La nostra, insieme a quella dei sindacati, non è una scelta astratta o demagogica, ma si basa su alcuni dati di fatto: il primo, è che nel 2015 l'aspettativa di vita è purtroppo diminuita e lo stesso sta avvenendo nel 2017". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro.

" Secondo l'ISTAT - prosegue - nei primi 6 mesi di quest'anno ci sarebbe un'impennata di decessi, più 8,8% rispetto al 2016, un dato addirittura superiore al record negativo del 2015. Il meccanismo di calcolo, ha tenuto conto di questo andamento? In secondo luogo, il tema della diversificazione dell'età della pensione in relazione alla gravosità del lavoro è all'ordine del giorno. Salire su una impalcatura in altezza a 67 anni non è come lavorare in un ufficio".
" Il Presidente dell'INPS - prosegue Damiano - si lamenta della scarsa 'scientificità' dell'elenco dei lavori gravosi dell'APE e dichiara di voler mettere a disposizione, per una ricerca, la poderosa banca dati dell'Istituto: siamo contenti, anche se questi dati li stiamo chiedendo dal lontano gennaio 2015 senza avere mai avuto il piacere di vederne neanche uno". "Questa è l'occasione buona: mettiamoci attorno a un tavolo, con le parti sociali, per studiare il problema: sei mesi ci vogliono tutti e giugno 2018 potrebbe essere la data giusta, considerato il fatto che l'aumento a 67 anni dovrà scattare dal 2019", conclude.

31/10/2017 - 10:08

" Oggi dall'ISTAT non arrivano buone notizie sull'occupazione. Quello che colpisce è che le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono precipitate, percentualmente, al di sotto del 10% del totale. Numeri più negativi di quelli ante Jobs Act. Finiti gli incentivi, finite le assunzioni stabili. È come dire: 'passata la festa, gabbato lo santo'.Non commettiamo lo stesso errore nella prossima legge di Bilancio". Lo scrive Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro sul suo profilo Facebook.

"Gli incentivi per l'assunzione dei giovani a tempo indeterminato devono essere strutturali e lineari, non a spot", conclude.

25/10/2017 - 15:58

" L'appello firmato da oltre 100 parlamentari, lanciato dal sottoscritto e dal senatore Sacconi il 14 luglio scorso, che chiedeva la revisione del meccanismo che collega l'aumento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, sta facendo proseliti". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Ho molto apprezzato - prosegue - la dichiarazione del ministro Martina che chiede 'un rinvio dell'entrata in vigore del meccanismo'. Condivido in pieno questa posizione e su questo obiettivo condurremo una battaglia comune. La Commissione Lavoro, nel parere formulato sulla legge di Bilancio, ha già chiesto di spostare la decisione a giugno 2018".
"Oltre a questo - spiega Damiano - il Governo può intervenire nella legge di Bilancio per dare attuazione a quanto previsto dalla seconda parte del verbale sottoscritto con i sindacati sulla previdenza, estendendo il blocco dell'aumento dell'età pensionabile dai lavori usuranti a quelli gravosi che danno accesso all'APE sociale".
"Non tutti i lavori sono uguali e quelli più faticosi e poco retribuiti scontano una aspettativa di vita meno favorevole", conclude.

25/10/2017 - 15:40

" L'appello firmato da oltre 100 parlamentari, lanciato dal sottoscritto e dal senatore Sacconi il 14 luglio scorso, che chiedeva la revisione del meccanismo che collega l'aumento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, sta facendo proseliti". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Ho molto apprezzato - prosegue - la dichiarazione del ministro Martina che chiede 'un rinvio dell'entrata in vigore del meccanismo'. Condivido in pieno questa posizione e su questo obiettivo condurremo una battaglia comune. La Commissione Lavoro, nel parere formulato sulla legge di Bilancio, ha già chiesto di spostare la decisione a giugno 2018".
"Oltre a questo - spiega Damiano - il Governo può intervenire nella legge di Bilancio per dare attuazione a quanto previsto dalla seconda parte del verbale sottoscritto con i sindacati sulla previdenza, estendendo il blocco dell'aumento dell'età pensionabile dai lavori usuranti a quelli gravosi che danno accesso all'APE sociale".
"Non tutti i lavori sono uguali e quelli più faticosi e poco retribuiti scontano una aspettativa di vita meno favorevole", conclude.

24/10/2017 - 19:52

"L'ISTAT annuncia che l'aumento dell'aspettativa di vita nel 2016 confermerebbe l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019. Vorremmo sapere se il meccanismo di calcolo, che si basa sul triennio 2014-2017, prende in considerazione anche la diminuzione e non solo l'aumento dell'aspettativa di vita". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. 
" Come tutti sanno - spiega - il 2015 si è caratterizzato per una inaspettata crescita della mortalità. In ogni caso, portare l'età pensionabile a 67 anni per la vecchiaia e a 43 anni e 3 mesi per la pensione di anzianità degli uomini (1 anno in meno per le donne) è una scelta sbagliata". 
"Il meccanismo va rivisto: chiediamo al Governo di rimandare la decisione al giugno 2018 o, almeno, di dare attuazione alla seconda parte del verbale sottoscritto con i sindacati bloccando l'innalzamento dell'età pensionabile, già attuato nella scorsa legge di Bilancio per i lavori usuranti, anche per quelli "gravosi" previsti dall'APE sociale", conclude.

22/10/2017 - 10:00

" Speranza chiede di incontrare Renzi per riaprire un dialogo a sinistra e pone le sue condizioni. Un fatto positivo. Renzi risponde dichiarandosi disponibile e, a sua volta, pone le sue condizioni. Anche questo ci pare un fatto positivo. Pochi minuti dopo si scatenano i commenti e a sinistra già ci si divide tra chi plaude e chi è deluso. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Io mi iscrivo, ancora una volta, al 'genio-pontieri'". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Se non si tratta di mosse tattiche tutte giocate in chiave pre-elettorale (e sono sicuro che non lo siano da parte di Renzi e di Speranza), si passi all'azione. Il PD - prosegue - proponga di aprire un tavolo di confronto senza veti e pregiudiziali reciproche per costruire un programma comune. La posta in gioco è alta: vincere le prossime elezioni".
"Se andremo divisi al voto spianeremo la strada a Berlusconi e a Grillo. Per questo vale la pena provarci, senza cercare illusorie scorciatoie buone solo per fare un po' di propaganda: la strada della condivisione è sempre lunga e tormentata", conclude.

21/10/2017 - 18:58

" Prendo Renzi in parola perché condivido quello che ha affermato oggi: allarghiamo le maglie dell'APE sociale e mettiamo degli incentivi 'tosti' per le nuove assunzioni. Con alcune precisazioni: per quanto riguarda gli incentivi va bene che siano 'tosti', ma a condizione che siano strutturali. Superiamo il modello Jobs Act dell'incentivo-spot che ha dimostrato di essere solo parzialmente efficace". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Non dimentichiamo - prosegue - che coloro che sono stati assunti nel 2015 con il contratto a tutele crescenti, dal 2018 costeranno 8060 euro in più all'anno e che licenziare è diventato più facile e meno costoso. Quindi, questa volta, incentivi più bassi, ma per sempre. Per quanto riguarda l'APE sociale siamo d'accordo sulle maglie più larghe. Purtroppo stiamo correndo il rischio opposto: quello di avere stanziato risorse per mandare prima in pensione 60.000 lavoratori per poi trovarci, a consuntivo, al conseguimento di un risicato 50% dell'obiettivo. Sarebbe una sconfitta per tutti".
" La richiesta di Poletti all'INPS di adottare un filtro meno burocratico nell'esame delle domande pervenute, non basta. Occorre anche un intervento legislativo nella legge di Bilancio. Se Renzi vuole essere coerente con quanto ha affermato oggi ci dia una mano per realizzare questo obiettivo", conclude.

20/10/2017 - 20:55

" In vista della discussione sulla legge di bilancio, che inizierà il suo iter parlamentare al Senato, chiediamo al Governo di dare risposte alle centinaia di migliaia di vincitori ed idonei di concorso che al 31 dicembre p.v. vedranno scadere le proprie graduatorie". Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" A tal proposito - prosegue - in collaborazione con il Comitato Nazionale XXVII Ottobre, abbiamo presentato una risoluzione in Commissione Lavoro con la quale chiediamo al Governo di impegnarsi affinché vengano prorogate al 31.12.2018 tutte le graduatorie vigenti e di adottare provvedimenti di tipo normativo che agevolino l'interscambiabilitá delle stesse tra varie amministrazioni pubbliche".
"Ci auguriamo che, il previsto pensionamento di circa 500.000 dipendenti pubblici nei prossimi 4 anni, favorisca il ricambio generazionale e i processi di innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione", conclude.

18/10/2017 - 20:34

" Va raccolto il suggerimento di Boeri di oggi: 'Inviterei quelli che parlano di cifre a documentarsi maggiormente'. Ottimo proposito, che deve valere però anche per l'INPS". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

" Come al solito - spiega - vorrei fare degli esempi: Decreto 'Salva Italia' del 2011. Il Governo Monti presenta una relazione tecnica 'bollinata' dalla Ragioneria che indica in un massimo di 50.000 soggetti i cosiddetti esodati. Con la precisazione che 'tale contingente è stato verificato anche sulla base dei dati amministrativi degli Enti previdenziali interessati'. Il 29 giugno 2012 alla Camera, la Fornero fornisce una tabella che stima la platea degli esodati in 389.200".
" In realtà - prosegue - con le 8 salvaguardie, la cifra a consuntivo   risulterà successivamente pari a circa 172.000 unità. Nell'ultima salvaguardia, l'ottava, la stima dell'INPS e della Ragioneria è di 30.700 esodati con relative coperture. A consuntivo si arriva appena alla metà, circa 15.000. Il Decreto legge del Governo del 16 ottobre 2017, all'articolo 8 (Monitoraggio delle misure di salvaguardia...), ridetermina il numero massimo degli esodati a 153.389 soggetti, numero sempre fornito dall'INPS".
"In questo caso suggeriremmo, a quelli che 'fanno' le cifre, di documentarsi meglio, anche perché altrimenti, come dimostrano i fatti, l'altalena dei numeri impedisce al Parlamento di svolgere correttamente il proprio lavoro", conclude.

17/10/2017 - 17:35

“Le parole del Presidente Gentiloni, a proposito del tema previdenza nella legge di Bilancio, sembrano lasciare poco spazio per un intervento. Se così fosse sarebbe una scelta grave: ad esempio, confermare burocraticamente l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni, cioè ben 5 mesi in più dell'attuale limite, con un Decreto direttoriale che non passerebbe dal Parlamento, sarebbe un cattivo segnale”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“La misura –prosegue- scatterebbe dal 2019: è vero che la legge Monti lo prevede, ma nel frattempo qualcosa è successo. Nel 2015 l'aspettativa di vita, per la prima volta, è diminuita e pare che anche quest'anno succederà la stessa cosa. È il riflesso di una condizione di crescente povertà: molti cittadini rinunciano a curarsi per mancanza di risorse”.

“ Di questo, almeno, - spiega Damiano - bisognerebbe tenere conto: la soluzione più semplice sarebbe quella di rimandare il Decreto a giugno 2018, come ha chiesto la Commissione Lavoro della Camera per avere il tempo di valutare meglio la situazione è come chiedono i sindacati. Il Governo deve, inoltre, rendere conto al Parlamento dei risparmi delle salvaguardie degli esodati e di quelle di Opzione Donna: tutte risorse che saranno devolute al Fondo per l'occupazione e potrebbero essere utilmente e giustamente impiegate per ulteriori interventi di miglioramento della previdenza, dall'APE sociale all'età pensionabile”, conclude.

Pagine