13/11/2017 - 19:49

“Dispiace che su questi temi non ci sia l’unanimità del Parlamento”, sostiene David Ermini, deputato del Pd, commentando la decisione di alcune forza politiche di non sostenere la legge sul whistleblowing che prevede “la tutela di chi, non in forma anonima, ha il coraggio di segnalare casi di illecito. L’interesse tutelato è quello della integrità della amministrazione pubblica e del mondo dell’imprenditoria privata. Non ci sono premi in denaro per chi segnala ma solo tutela a non essere sottoesposto a ritorsioni o discriminazioni per aver fatto il proprio dovere. Qualora qualcuno segnalasse episodi o fatti falsi incorre nei reati di calunnia o diffamazione e non avrebbe diritto ad alcuna tutela”, conclude Ermini.

06/10/2017 - 14:55

"Sono certo che Mdp sarà coerente con sua battaglia e rinuncerà a candidature multiple".
Così su Twitter il deputato Pd David Ermini, dopo la dichiarazione di Alfredo D'attorre contro le pluricandidature.

20/09/2017 - 19:39

Così il nuovo articolo del codice garantisce sicurezza e legalità

“Il Partito democratico sta dalla parte dei più deboli e lo ha dimostrato proponendo la legge che introduce il nuovo articolo del codice penale, il 643 bis, sul reato di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili. E’ una legge che consente allo Stato di stare dalla parte dei più deboli, di garantire legalità e sicurezza. Perché non è con i proclami, o abbaiando al vento che si difendono le persone più fragili da truffatori e malintenzionati, ma con provvedimenti mirati che proteggano i deboli e prevedano sanzioni certe."

Lo ha detto David Ermini, relatore e primo firmatario della legge approvata oggi alla Camera.

15/09/2017 - 10:52

"Escono notizie di una gravità pazzesca. Prima si prende di mira Renzi poi si lavora su indagini? #vogliamolaverità. Ci sono mandanti?". Lo scrive su Twitter David Ermini, deputato del Partito democratico, per commentare gli ultimi sviluppi dell'inchiesta su Consip.

05/09/2017 - 19:46

“A Rossi, che cita Dante a proposito delle scelte di Pisapia, consigliamo di stare attenti con le citazioni del Sommo Poeta”. Lo dichiara David Ermini, deputato del Partito democratico, in risposta alle parole di Enrico Rossi a proposito delle candidature in vista delle elezioni siciliane.

“In un altro passo, Dante chiarisce che è nell’Antinferno che finirono ‘l'anime triste di color che visser sanza 'nfamia e sanza lodo". Ovvero gli ignavi”, conclude.

01/06/2017 - 17:18

“Con la nuova legge elettorale, che non è un nostra prima scelta, anche perché Speranza e i suoi colleghi di Mdp hanno affossato la proposta che conteneva un 50% di maggioritario eletto nei collegi, i cittadini potranno scegliere gli eletti con chiarezza, con un solo nome nel collegio e una breve liste per la circoscrizione”. Lo dichiara David Ermini, deputato del Partito democratico. 

“Sorprende che proprio Speranza, che nel 2013 si fece nominare da Bersani senza nemmeno fare le primarie, accusi preventivamente di essere servo chi, invece, sarà scelto con un sistema che garantisce un solido rapporto con il territorio”, conclude.

24/05/2017 - 17:52

“I grillini stanno diventando come la parte peggiore della partitocrazia: a loro i magistrati piacciono solo quando indagano gli altri oppure attaccano il governo” . Lo dichiara David Ermini, deputato del Partito democratico e componente in Commissione Giustizia alla Camera, in risposta alle parole del gruppo Cinque Stelle sull’inchiesta Consip.

“Renzi  - spiega – ha detto e ripetuto che il Partito democratico sta dalla parte dei giudici e della verità. Noi vogliamo la verità su tutto, senza distinzioni. Alla giustizia chiediamo soltanto che faccia presto chiarezza, compreso un eventuale piano contro il governo. Abbiamo piena fiducia nel lavoro dei magistrati: ci diranno se c’è stato e semmai chi ne faceva parte”.

“I grillini, invece, non ci paiono altrettanto fiduciosi nei confronti della magistratura. Per loro le indagini sono corrette finché non tirano in ballo loro o si prestano alle loro strumentalizzazioni. D’altronde, non fu la Sindaca di Roma a dire che la magistratura usava gli avvisi di garanzia come manganelli contro di loro? Anche con Consip viene il sospetto che per i grillini ci sia una verità preferibile rispetto alle altre, ma la verità la accertano i magistrati non il blog" conclude.

03/05/2017 - 19:32

“Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo! Io penso che vogliano sottrarsi a qualsiasi responsabilità politica. Solo per questo dicono no ad una buona riforma”.

Così il Responsabile giustizia del Pd, David Ermini, replica alò leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sul tema della legittima difesa

03/05/2017 - 14:52

Posizione dei 5S non pervenuta, come sempre…

“La discussione sta andando avanti positivamente e domani dovremmo votare il testo che riforma la legittima difesa. Il nostro fermo obiettivo è quello di rafforzare i diritti di chi si difende se subisce un furto o una violazione della propria casa, lasciando al giudice un margine per decidere e valutare quella condotta. Abbiamo anche voluto introdurre la novità che lo Stato pagherà l’assistenza legale di chi dovrà dimostrare di aver agito per legittima difesa. il resto sono solo follie leghiste: la Lega vorrebbe stravolgere il codice penale, introducendo l’inversione dell’onere della prova. Una vera eresia per un paese fondato su una solida cultura giuridica come è l’Italia”. Lo afferma il Responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, il quale aggiunge: “la posizione dei 5 Stelle, invece, non è ancora pervenuta: come sempre fuggono dalle loro responsabilità”.

14/04/2017 - 17:16

“Con la decisione di promuovere una votazione del gruppo parlamentare sui tre grillini di cui è stato chiesto il rinvio a giudizio a Palermo, Grillo inaugura in nuovo istituto: la ri-sospensione”. Lo dichiara David Ermini, deputato del Partito democratico.

“Ci risulta che il 29 novembre dell’anno scorso – ricorda – i probiviri del 5 Stelle si erano pronunciati per la sospensione degli indagati Nuti, Di Vita e Mannino. Grillo si è inventato la distinzione bizantina tra sospensione dal M5S e sospensione dal gruppo M5S. Ma i parlamentari non erano portavoce dei cittadini? E se sono sospesi dal Movimento non lo sono dal Gruppo? Avrebbe detto Totò: Ma mi faccia il piacere! In altre parole, continuano a prendere in giro gli italiani.

“E Nuti? Che dice adesso? Non si straccia più le vesti contro chi è indagato adesso che a ballare tocca a lui? Che pena...”, conclude.

Roma, 14 aprile 2017

12/04/2017 - 15:52

"Il testo sulla legittima difesa che avrà in Aula è quello del relatore approvato dalla commissione giustizia. Pur essendo d'accordo nel merito, ho chiesto al capogruppo del PD Verini di ritirare l'emendamento sul rimborso delle spese alle persone che, sottoposte a procedimento penale, vengono poi prosciolte o vedono la loro posizione archiviata, soltanto perché si devono trovare le coperture necessarie. Una volta indicate le coperture, il parere sarà favorevole per l'Aula”.

Così il relatore del testo sulla legittima Difesa, David Ermini, responsabile Giustizia del Pd.

30/03/2017 - 15:00

Noi vogliamo un rapporto franco e trasparente tra politica e magistrati

“E’ una buona legge, equilibrata, anche se tocca un tema sensibile come è la partecipazione dei magistrati alle cariche elettive.  Per noi la divisione dei poteri è sacrosanta e a quella ci siamo ispirati scrivendo queste norme che intervengono sulla candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati che abbiano ricoperto incarichi politici sulla base di una convinzione: le istituzioni rappresentative hanno bisogno di tutte le competenze, senza escluderne nessuna, compresi i magistrati (che nell’attuale parlamento sono in tutto nove, di cui quattro in pensione). Ma, vista la loro particolare funzione, occorre che siano assicurati (e percepiti dai cittadini) principi di autentica indipendenza e terzietà. Per ciò sono stati rafforzati i criteri già esistenti: innanzitutto ,è stata ampliata la platea delle cariche elettive, che vanno ora dagli enti locali fino al Parlamento europeo; è stato poi alzato a 6 mesi (per candidarsi) e a 5 anni (dopo il rientro) il periodo nel quale il magistrato non deve aver prestato servizio nel territorio di riferimento della circoscrizione elettorale per potersi candidare. L'aspettativa è obbligatoria per l'intero periodo di svolgimento del mandato o dell'incarico di governo sia nazionale che regionale o locale e comporta il collocamento fuori ruolo del magistrato. I magistrati in aspettativa conservano il trattamento economico in godimento, senza possibilità di cumulo con l'indennità corrisposta in ragione della carica e possono scegliere per la corresponsione della sola indennità di carica. Il periodo trascorso in aspettativa è computato a tutti gli effetti ai fini pensionistici e dell'anzianità di servizio.  Sono "incandidabili” i magistrati che prestano servizio, o lo hanno prestato nei cinque anni precedenti la data di accettazione della candidatura, presso sedi o uffici giudiziari con competenza ricadente, in tutto o in parte, nel territorio della regione compresa, in tutto o in parte, nella circoscrizione elettorale e chi viola norme perde due anni di anzianità. Queste sono le nuove norme che il Partito democratico sostiene fortemente perché rispettano la fondamentale trasparenza del rapporto toghe-politica”.

Così David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, nella dichiarazione di voto alla Camera sulla pdl che riforma le norme sulla partecipazione dei magistrati alle cariche elettive.

15/03/2017 - 15:50

Il responsabile Giustizia del Pd: “con nuove norme pene minime più alte così chi delinque va in carcere”

“La riforma del processo penale prevede vari aspetti significativi ma tengo a sottolinearne uno in particolare: le nuove norme garantiscono la certezza della pena per chi commette furti, rapine o estorsioni, cioè reati odiosi che mettono a rischio la sicurezza e la libertà dei cittadini, soprattutto quelli nelle abitazioni e nella attività commerciali. E’ perciò una riforma che interviene nelle vite di ciascuno di noi, senza demagogia ma con i fatti, portando più rigore e serietà nelle sanzioni”. Lo dice il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, il quale spiega che “le pene per quei reati (artt. 624, 628 e 629) sono tutte aumentate per garantire che vada in carcere chi li commette. Perché il punto debole dell’attuale legislazione era proprio la possibilità di evitare la reclusione grazie ad un sistema di pene che permetteva ai condannati di usufruire di misure alternative. Noi abbiamo voluto riequilibrare il sistema a favore della certezza della pena. Un sistema più giusto dalla parte dei cittadini”. 

Ecco come cambiano le norme:

articolo 624-bis (furto) da 1-6 anni la pena passa a 3- 6 anni (Furto aggravato da 3-10 /4-10)

articolo 628 (rapina) da 3-0 la pena passa a 10 a 4-10

articolo 629 (estorsione) da 6-20 anni la pena passa a 7-20 anni

 

14/03/2017 - 16:59

“Di cosa ‘strologa’ Grillo? Lo ha letto il DDL penale? Pare proprio di no! Lo legga e poi si discute ma non usi il lavoro del parlamento, fatto con cura e scrupolo, ascoltando tutte le categorie per mesi, come fosse una chiacchera da bar”. Lo dice il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, dopo le accuse lanciate dal blog di Beppe Grillo sulla riforma del sistema penale in discussione da tempo.

“I due punti più delicati che Grillo tira in ballo - come arma di distrazione dai tanti guai giudiziari del Movimento 5 Stelle (Palermo e Roma) - sono le intercettazioni e i tempi delle indagini. Ebbene, la riforma non tocca affatto lo strumento delle intercettazioni: lo abbiamo detto all’inizio e, infatti, non lo abbiamo fatto. Quanto ai tempi delle indagini: i tre mesi partono dal momento in cui le indagini vengono chiuse. Quindi, nessun limite ma tempi certi dopo il loro termine. Nulla di più. Grillo fa di mestiere il comico, se proprio si vuole occupare di giustizia legga bene quello che commenta. Se pensa di aiutare così i suoi adepti indagati .... poveri loro."

08/03/2017 - 12:04

“Un’intera trasmissione incentrata sul caso Consip e qualche sporadica divagazione sui problemi veri del Paese. E così finì che anche il pubblico la prese male. Ieri sera su Rai3 Carta Bianca ha raccolto uno share del 3.7%, contro il 4.9% di Di Martedì su La7. Dati alla mano, il programma della Berlinguer in tre settimane ha perso 400mila telespettatori, andando sotto la media registrata da Agorà (4,3%) nelle quattro puntate di prima serata che hanno preceduto il passaggio del testimone a Carta Bianca. Insomma, dal servizio pubblico i cittadini si aspettano altro, soprattutto se come ospite c’è il ministro dei Trasporti a cui magari sottoporre questioni più urgenti, piuttosto che intrattenerlo su un’accusa di reato a un ministro che, come ha chiarito ai magistrati, non ha mai commesso. Se invece la tv diventa un tribunale, il risultato è questo”.

Così il deputato Dem David Ermini, responsabile Giustizia del Partito democratico.

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