13/11/2015 - 16:08

Il Responsabile Giustizia del Partito democratico, David Ermini, sottolinea il “grave errore politico” dei deputati del Movimento 5 Stelle nella scelta di votare contro il nuovo Codice Antimafia appena licenziato in prima lettura. “Come ha sostenuto oggi il Procuratore antimafia Franco Roberti – spiega Ermini - una modifica delle normi attuali è fondamentale, soprattutto per rafforzare l’Agenzia nazionale per la gestione e destinazione dei beni confiscati. Le considerazioni del capo della DNA ci confortano e rafforzano il nostro lavoro. Il Movimento 5 Stelle ha fatto una scelta incomprensibile, è stato triste vederli votare contro la riforma del Codice antimafia insieme a Forza Italia. Lavoriamo affinché il Senato dia velocemente l’ok definitivo al provvedimento”, conclude.

11/11/2015 - 22:02

“Abbiamo approvato una legge importante, nata anche sulla spinta dell’iniziativa popolare promossa da CGIL, Avviso Pubblico, ARCI, Libera, ACLI, Lega Coop, SOS IMPRESA, Centro studi Pio La Torre, a cui si sono aggiunte le indicazioni della commissione Fiandaca, Garofoli, la relazione della Commissione antimafia, il lavoro della Commissione giustizia. E’ una legge che prosegue il solco del lavoro di Pio La Torre. Il no dei deputati grillini è incomprensibile, una vera assurdità”.

Lo ha detto David Ermini, responsabile Giust Giuseppe Berretta nella dichiarazione di voto del Gruppo del Partito democratico al nuovo Codice antimafia.

11/11/2015 - 13:52

"Solo per attaccare un buon provvedimento, come è il nuovo Codice Antimafia, i deputati grillini parlano oggi dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (Invitalia) come di una ‘macchina mangiasoldi’: poco tempo fa pensavano il contrario. Li inchioda una loro stessa interrogazione parlamentare del novembre 2013 nella quale chiedevano all’allora governo Letta di stanziare risorse per Invitalia considerata un organismo strategico per lo sviluppo. Solo perché il Partito democratico sta valorizzando Invitalia, consentendo che i suoi dipendenti, che abbiano determinate qualifiche, possano iscriversi all'albo degli amministratori giudiziari, i 5Stelle, dimostrando la loro totale miopia, hanno cambiato bandiera". 

Lo ha detto David Ermini, Responsabile Giustizia del Pd, durante il dibattito alla Camera sul nuovo Codice antimafia.

05/11/2015 - 16:40

I nostri criteri anti-bavaglio: difendere rilevanza pubblica delle notizie, tutelare i fatti privati

“Solidarietà” ai 93 cronisti denunciati da un gruppo di avvocati di alcuni imputati nel processo Mafia Capitale è stata espressa dal Responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, il quale spiega che “il ricorso massiccio alla querela contro quei giornalisti, che pare essere stato utilizzato in questo caso, è preoccupante. I giornalisti devono poter fare liberamente il loro mestiere, e devono essere tutelati nella loro professione”. “La vicenda dei giornalisti che seguono Mafia Capitale – spiega Ermini – non c’entra affatto con la riforma delle intercettazione: chi lega le due cose sbaglia di grosso. Ricordo che noi abbiamo votato una delega – che ancora deve essere approvata dal Senato – affinché il governo riordini la materia delle intercettazioni secondo due principi guida: tutelare la rilevanza pubblica delle notizie e, al contempo, la riservatezza dei fatti privati raccolti durante le intercettazioni ma che non sono attinenti alle indagini. Questi sono i nostri criteri anti-bavaglio. Vediamo quello che proporrà il governo, ma so di certo che il ministro Orlando è un garante del ‘tasso di democrazia’ degli interventi sull’intero sistema giudiziario”.

23/10/2015 - 16:19

Interventi non toccano i giudici

“Molti auguri di buon lavoro ai magistrati riuniti a Bari per l’ XXXII congresso dell’Anm, andrò personalmente a portare il mio saluto e quello del Partito democratico. E’ una occasione di confronto importantissima perchè noi siamo interessati a riformare il sistema della giustizia per agevolare il lavoro dei magistrati che oggi è gravato da burocrazia e scarsità di mezzi, cioè abbiamo ben presente i problemi che incontrano nello svolgimento della loro funzione e vogliamo contribuire a risolverli”. Lo dice David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, il quale aggiunge: “ bisogna fare attenzione a non fare confusione. Fino ad oggi né il governo né il parlamento hanno messo mano al sistema delle intercettazioni, non è stata toccata nessuna delle attuali competenze degli organi inquirenti o di quelli giudicanti. Ci siamo preoccupati solo dell’aspetto legato alla pubblicità delle intercettazioni. Per questo alcune frasi sulla ‘politica non attenta’ ci appaiono ingenerose”.

23/09/2015 - 18:02

“Il confronto sul processo penale continua con tutti i protagonisti del mondo giudiziario e con quelli del mondo dell’informazione per quanto riguarda il tema della pubblicabilità delle intercettazioni. E’ quel che si dice un work in progress. Il governo ha ora la responsabilità di istituire una commissione che sarà la sede appropriata per altre valutazioni. Sono certo che il ministro Orlando farà un ottimo lavoro e che le novità che abbiamo introdotto alla fine saranno apprezzate perché non sono contro nessuno ma tutelano l’interesse generale”.

Così David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, replica al presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, dopo l'approvazione del ddl in prima lettura alla Camera.

22/09/2015 - 18:14

Con le loro raffiche di interventi manipolano il senso del provvedimento

“La raffica di interventi dei deputati 5S durante il dibattito sulla riforma del procedimento penale è un esempio di uso politico dell’informazione. In questo modo, infatti, tentano di dare all’opinione pubblica l’idea che si stiano riscrivendo le regole sulle intercettazioni come strumento di indagine. Non è così, come ha chiarito ancora oggi anche il ministro Orlando. La norma delega sulle intercettazioni riguarda solo la loro pubblicazione che va regolata: le frasi, i dialoghi, le notizie intercettati non sempre sono utili alle indagini, spesso anzi ne sono del tutto estranei. Noi chiediamo di impedire che finiscano sui giornali. E’ una regola di buon senso, niente di più”.

Così David Ermini, responsabile Giustizia del Pd.

17/09/2015 - 16:30

E’ una norma di civiltà giuridica, garanzia per imputati e vittime reato

La nuova norma approvata dalla Camera, nell’ambito della riforma del processo penale, sui termini per il rinvio a giudizio o l’archiviazione “non c’entra nulla con la durata delle indagini, che resta assolutamente invariata, ma punta piuttosto ad assicurare certezza dei tempi del processo a garanzia degli indagati e delle vittime del reato. Abbiamo peraltro previsto due importanti eccezioni: se si tratta di casi complessi il termine potra' essere prorogato di altri 3 mesi dal procuratore generale della corte d'appello, per i delitti di mafia e terrorismo, invece, il termine sale automaticamente a 12 mesi”. E’ quanto afferma David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, secondo il quale “fissare un termine per la formalizzazione delle inchieste è un passo di civiltà giuridica”. Dice Ermini: “Non è affatto una norma contro i magistrati perché nessuno, tanto meno il Pd, intende impedire o intralciare in alcun modo le indagini, ma garantire a chi è imputato di sapere in tempi congrui quale sarà la sua sorte processuale è francamente sacrosanto”. Non solo, una tempistica certa per l’esercizio dell’azione penale o la richiesta di archiviazione, conclude Ermini, “è nell’interesse delle parti offese e delle vittime del reato, perché allontana il rischio che l’eventuale processo finisca poi in un nulla di fatto a causa della prescrizione”.

16/09/2015 - 19:33

Il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, esprime “soddisfazione” per le parole del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, a proposito del reato di scambio politico-mafioso. “Come ha sottolineato Roberti durante l’audizione in Antimafia tutti vogliamo che questo articolo del codice penale funzioni bene. Secondo la sua valutazione e sulla base della giurisprudenza dei mesi scorsi è quello che sta succedendo. Anche in merito all’innalzamento delle pene che abbiamo deciso oggi, Roberti si è espresso in termini positivi. Se le nostre parole non sono bastate, spero che quelle autorevoli del Procuratore nazionale antimafia possono servire a chiudere definitivamente le infondate polemiche di questi mesi”. 

14/09/2015 - 19:53

Non esiste alcuna norma bavaglio

“Né giro di vite sulle intercettazioni né norma bavaglio. E’ un gran polverone quello sollevato dai 5S ed è brutta la strumentalizzazione di temi così delicati”. Lo dice David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, il quale si rivolge alla stampa e sottolinea che “il Partito democratico non avallerebbe mai e poi mai provvedimenti che limitano il diritto all’informazione, come dimostra il testo che domani discuteremo alla Camera. Abbiamo posto il problema di non far entrare nelle ordinanze testi di intercettazioni irrilevanti per le indagini: è questo un bavaglio? Abbiamo garantito a chi esercita il diritto di cronaca anche la possibilità di registrare in modo fraudolento: dove sta il bavaglio? Quanto alla chiusura dell’indagine, il termine di tre mesi riguarda la fase successiva allo svolgimento delle indagini stesse ed è ritenuto ragionevole dalla gran parte dei procuratori: è giusto che ci sia un termine alle indagini, mi pare una norma sacrosanta, ma abbiamo anche previsto la possibilità di allungamento per le indagini più complesse, come quelle di mafia. Insisto: i 5S hanno aperto le trombe della propaganda ma basta entrare nel merito per smontarli”.  

01/09/2015 - 19:38

Da Governo e Parlamento molte azioni per reinserire detenuti meritevoli ma non ci piace l'indulto

“Come non condividere le importanti parole di papa Francesco? Parlamento e governo hanno messo in campo numerose azioni per agevolare quei detenuti che si pentono e che vogliono reinserirsi nella società con misure come la messa alla prova o che intervengono nella fase della detenzione, come l’affidamento in prova e la liberazione anticipata”. Lo afferma David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, commentando l'appello di papa Francesco sull’amnistia.

“Queste misure vanno incontro allo spirito delle parole di Bergoglio: noi vogliono insomma non abbandonare chi è meritevole perché ha dimostrato la volontà di cambiare strada e la consapevolezza del dolore inferto alle vittime. In questo modo siamo intervenuti sul sovraffollamento delle carceri e, allo stesso tempo, sull'intasamento nei lavori dei tribunali. Non ci siamo affatto mossi, insomma, sulla linea dell’indulto che non condividiamo perché è erga omnes e serve soltanto ai politici per lavarsi la coscienza”.

 

03/08/2015 - 12:48

“Era innanzitutto un galantuomo, oltre che un interprete e un custode fedele e leale della Costituzione. Il Partito democratico lo ricorda con gratitudine e rispetto”.

Così David Ermini, responsabile Giustizia del Pd commenta la scomparsa di Giovanni Conso, presidente emerito della Corte costituzionale. 

30/07/2015 - 21:21

La riforma del processo penale all’esame della Camera “non ostacola o limita in alcun modo le indagini, ma chiede semplicemente tempi certi e prevedibili quanto all’esercizio dell’azione penale o all’archiviazione”. Donatella Ferranti e David Ermini esprimono “stupore e perplessità” per le dure critiche mosse dall’Anm: “Su tutti i temi e i provvedimenti – affermano la presidente della commissione Giustizia della Camera e il responsabile Giustizia del Pd – l’Anm ha sempre avuto la possibilità, alla pari degli altri organismi rappresentativi di chi opera nel sistema giustizia, di interloquire e da parte del legislatore c’è sempre stata e sempre ci sarà la massima disponibilità al confronto e alla riflessione, ma riesce difficile accettare che possa passare un’informazione così errata e fuorviante come quella divulgata dall’Anm perché nessun articolo della riforma incide o limita la durata massima delle indagini né arreca ‘danni gravissimi’ a quelle più delicate e complesse”.

Il tema è un altro: “Quando tutti i termini (con tutte le possibili proroghe) sono scaduti e sono scaduti anche tutti i termini previsti per le notifiche dell’avviso di conclusione indagini, è legittimo – chiedono gli esponenti del Pd – che per la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione possa trascorrere un tempo illimitato, del tutto discrezionale e non prevedibile? Come mai tanta contrarietà – insistono Ferranti ed Ermini, anche alla luce della decisione della Consulta di censurare l’incostituzionalità della legge Pinto laddove non computa il periodo delle indagini – se già oggi il codice pone in capo al procuratore generale il potere di avocazione quando il pm non esercita l’azione penale o chiede l’archiviazione nei termini di legge e quando comunque tutte le indagini espletate fuori dai termini massimi sono di per sé inutilizzabili?”.

In realtà, “se si vogliono le riforme – concludono Ferranti ed Ermini – bisogna avere il coraggio di superare posizioni meramente corporative e confrontarsi davvero nel merito. In Parlamento stiamo portando avanti anche la riforma della prescrizione che sulla base del riconoscimento della specificità dei reati di corruzione arriva addirittura a raddoppiare i termini attuali, ma è una riforma che necessariamente deve andare di pari passo con tempi certi e prevedibili anche per la fase delle conclusioni e delle indagini preliminari”.

29/07/2015 - 19:50

Le premesse ci preoccupavano, alla fine è una buona legge

“Alla fine sul rito abbreviato il nostro intervento è stato determinante, potevamo affondare la proposta della Lega ma, siccome non siamo disfattisti, abbiamo contribuito a scrivere un buon testo. Le nuove norme consentono il rito abbreviato ma non per crimini efferati come stragi, omicidi per motivi futili o commessi con sevizie o con crudeltà, delitti sessuali, la tratta di persone. In questi casi non è accettabile che la scelta di rito possa comportare una riduzione secca di un terzo. Purtroppo ci sono episodi di pene decisamente troppo basse rispetto alla efferatezza dei fatti commessi. Non abbiamo voluto toccare la troppo complessa questione dell'ergastolo, sulla quale si possono avere opinioni diverse, ma abbiamo voluto evitare che un omicidio efferato possa portare a pene inferiori a 20 anni. Naturalmente il giudice concede attenuanti, nell’ambito della sua discrezionalità, ma partendo da una pena base non troppo bassa in relazione al delitto commesso”.

Lo ha detto il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini.

27/07/2015 - 21:47

Da consigliere Morosini giudizio affrettato

“E’ un giudizio affrettato e infondato”. Così David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, replica alle osservazioni del consigliere del Csm Piergiorgio Morosini, presidente della Sesta Commissione, secondo il quale il tempo di tre mesi a disposizione del Pm per decidere il futuro di una inchiesta, proposta contenuta in un emendamento al DDL di riforma del processo penale, sarebbe ‘una soluzione miope’.

“Morosini fa una affermazione piuttosto drastica: nella nostra proposta non viene penalizzato proprio un bel niente. Il tempo di tre mesi, infatti, decorre solo dopo, e sottolineo dopo, la chiusura delle indagini”, sottolinea Ermini il quale aggiunge: “Il tempo di tre mesi ci sembra congruo. Bisogna infatti tener conto che nel momento in cui si notifica la chiusura delle indagini secondo l’articolo 415 bis del codice di procedura penale, si ipotizza già, sulla base degli elementi raccolti, un determinato reato. Si può semmai ipotizzare, per i processi particolarmente difficili e complicati per il tipo di reati e il numero degli indagati, una richiesta di allungare i tempi al Procuratore generale. In questo senso abbia già valutato una possibilità di doppio binario che però vorremmo rimettere all’Aula. Per tutti gli altri casi non c’è motivo per allungare ancora quel tempo”.

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