28/04/2016 - 15:39

"Un altro passo avanti verso un sistema giustizia più efficiente e di qualità". Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta così l'approvazione in via definitiva della riforma della magistratura onoraria.

"E' un ulteriore e importante tassello - aggiunge l'esponente del Pd - della complessiva riforma organica della giustizia che maggioranza e governo stanno completando in questa legislatura. Attraverso il riordino del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari - conclude Ferranti - si valorizzerà  ancora di più il fondamentale apporto che questo settore della magistratura può assicurare al buon funzionamento del sistema".

26/04/2016 - 19:34

“In un momento storico e sociale così delicato depotenziare la legge Mancino è un atto politicamente incomprensibile, che verrebbe ad affievolire quei valori alla base della Convenzione di New York del 1966 sulla discriminazione razziale oggi più attuali che mai”. Donatella Ferranti esprime “preoccupazione” per il testo sul negazionismo approdato nell’aula del Senato che introducendo l’avverbio ‘pubblicamente’ limita il campo d’azione della legge Mancino: “Il reato di negazionismo, ben delineato nei suoi elementi oggettivi dalla formulazione già approvata dal Senato in prima lettura e integrato dalla Camera, non richiede – sottolinea la presidente della commissione Giustizia a Montecitorio – l’indebolimento del reato di istigazione all’odio, alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi previsto dalla legge Mancino”. Non solo infatti la Convenzione di New York, ratificata nel ’75 e poi modificata dalla legge Mancino, “condanna ogni propaganda che giustifichi o incoraggi forme di odio o discriminazione razziale, ma c’è il rischio concreto – avverte Ferranti – che indagini e processi in corso impostati sull’attuale tenore della norma vengano travolti da una sostanziale depenalizzazione. Non credo sia questa la volontà dei promotori del reato di negazionismo, mi auguro dunque che in aula al Senato ci sia un rapido ripensamento”.

15/04/2016 - 18:56

“La riforma della prescrizione non è rinviabile. Ha ragione Pietro Grasso: prima è meglio è. Ma eccessivi passi indietro rispetto a quello che è già stato fatto non sarebbero ragionevoli”. Lo dice la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, la quale aggiunge che “il testo già approvato dalla Camera si allinea alle misure approvate dal consiglio dei Ministri. E raccoglie l’esigenza di prevedere tempi lunghi per la prescrizione di specifici reati, soprattutto quelli contro la Pubblica Amministrazione che spesso emergono dopo molto tempo perché alimentati da comportamenti omertosi. Lo stesso vale per gravi reati come quelli contro l’ambiente,  la violenza carnale o l’omicidio stradale. Inoltre, non dimentichiamo che il pacchetto di riforma del processo penale accorcia i tempi dei processi e stabilisce limiti certi ai tempi di chiusura delle indagini: si tratta di un altro buon motivo per scrivere una seria riforma della prescrizione, e non un semplice maquillage della ex-Cirielli”, conclude Ferranti.

06/04/2016 - 15:01

“Per assicurare che i processi giungano a sentenza in tempi ragionevoli non servono soluzioni fantasiose, è solo sufficiente che al Senato nelle prossime settimane sia calendarizzata in aula la riforma del processo penale e della prescrizione, riforma più volte annunciata e già da tempo licenziata dalla Camera”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio: “Alla luce di quanto anche oggi sottolineato dal ministro Orlando, ritengo che portare a termine entro l’estate queste riforme strutturali – osserva l’esponente del Pd – debba essere impegno prioritario per il governo e per tutta la maggioranza, proprio per garantire un processo penale efficiente ed efficace e una risposta di giustizia in tempi prevedibili e ragionevoli”. Peraltro, conclude Ferranti, “a chi azzarda il blocco della prescrizione per decreto ricordo che, essendo un istituto di diritto sostanziale, la riforma della prescrizione vale comunque solo per i processi futuri”.

31/03/2016 - 19:50

"Sulla punibilità del ‘falso valutativo’ la Cassazione “mette ora un punto fermo riconoscendo la bontà della legge e l’impegno di governo e maggioranza nel ripristinare il falso in bilancio come delitto a pieno titolo”.

Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta il verdetto delle Sezioni unite con il quale “si dà piena attuazione alla volontà del legislatore espressa in maniera chiara dal relatore David Ermini in sede di approvazione della riforma alla Camera. Una riforma – conclude – che cancellando la sostanziale depenalizzazione operata dal governo di centrodestra punisce con rigore e severità il falso in bilancio in tutte le sue manifestazioni”.

11/02/2016 - 18:42

“La riforma organica delle procedure concorsuali varata dal consiglio dei ministri è un ambizioso e deciso cambio di passo verso un moderno diritto dell’insolvenza e di gestione della crisi d’impresa, un cambio di passo che potrà ricondurre a linearità un sistema divenuto nel tempo troppo farraginoso”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, nell’evidenziare “l’importanza di una riforma che, abbandonando una concezione punitiva e stigmatizzante del fallimento, rafforza saggiamente le misure di emersione tempestiva della crisi proprio per impedire effetti a valanga sulle altre imprese e sul sistema economico in generale. Al ministro Orlando – aggiunge l’esponente del Pd – va dato atto di aver saputo valorizzare al meglio il prezioso lavoro condotto dalla commissione presieduta da Rordorf”.

A giudizio di Ferranti, la nuova legge sull’insolvenza “darà finalmente, nel solco delle innovazioni già introdotte in sede di conversione del decreto legge di quest’estate, una risposta coerente e credibile alle esigenze di efficienza del sistema produttivo e alle richieste degli investitori internazionali da un lato e dall’altro alle sollecitazioni provenienti dall’Unione europea”.

20/01/2016 - 19:44

Una relazione che “fotografa l’importante cambiamento in atto e restituisce, attraverso incontestabili miglioramenti certificati dai dati, l’immagine di un sistema giustizia ormai avviato sulla strada dell’efficienza e della modernità, una giustizia al servizio dei cittadini”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, commenta così le comunicazioni del guardasigilli Andrea Orlando al Parlamento: “Il superamento dell’emergenza carceraria e il potenziamento delle misure alternative alla detenzione, l’abbattimento dell’arretrato e la messa a regime del processo telematico, la particolare attenzione alla sicurezza e alla prevenzione e repressione del fenomeno criminale della corruzione, la tutela più avanzata nei confronti delle vittime del reato, la consapevolezza che accanto alle riforme del processo civile e penale e della prescrizione sia fondamentale perfezionare l’organizzazione degli uffici giudiziari e puntare sul rafforzamento e riqualificazione dell’organico – osserva Ferranti – sono punti concreti di un percorso di riforma già in buona parte compiuto e però ora da ultimare. Sono il segnale di un’inversione di rotta radicale nell’approccio della politica al sistema giustizia, approccio per troppi anni tarato su misure emergenziali, leggi ad personam e contrapposizione strumentale con la magistratura”.

La relazione del guardasigilli in definitiva, conclude Ferranti, “testimonia lo sforzo e la volontà del governo e della maggioranza di affrontare ad ampio raggio, con misure strutturali e investimenti finalmente significativi, le problematiche che riguardano il funzionamento della giustizia tenendo presente da un lato il diritto dei cittadini e delle imprese a risposte celeri e di qualità e dall’altro la valorizzazione di tutti gli operatori della giustizia”.

15/01/2016 - 14:27

Con il decreto sulla depenalizzazione “si muove un passo ulteriore verso quel nuovo modello di politica criminale che stiamo costruendo in questa legislatura: da un lato rigore assoluto e rafforzamento del dispositivo penale nei confronti dei delitti gravi, dall’altro trasformazione in illeciti amministrativi e civili dei reati bagatellari e residuali”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta il via libera del consiglio dei ministri al testo che dà attuazione a quanto stabilito nella legge sulla messa alla prova approvata dal Parlamento nel 2014: “Il decreto – sottolinea l’esponente del Pd – riguarda reati per lo più colpiti dalla sola pena pecuniaria, reati di modestissimo allarme sociale dal punto di vista penale che vanno solo a ingolfare inutilmente le aule giudiziarie. Con la depenalizzazione, al contrario, si rafforza l’efficacia preventiva della sanzione e si deflaziona il carico dei tribunali che potranno così concentrarsi con più energia sulla criminalità che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e il tessuto socio-economico del paese. La depenalizzazione di reati minori infatti – conclude Ferranti – va letta alla luce dei numerosi provvedimenti che in questi mesi abbiamo messo in campo contro la criminalità economica e la corruzione”.

14/01/2016 - 18:23

Dai dati forniti oggi dal ministro Andrea Orlando “emerge chiaramente che le riforme sul fronte carcerario approvate in questa legislatura stanno funzionando bene e che puntare sulle misure alternative alla detenzione e su istituti innovativi come la messa alla prova è stata la giusta decisione”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commentando l’intervento del ministro al ‘question time’. “Gli sforzi compiuti da Parlamento e governo in questi due anni con la conversione in legge di quattro decreti e l’approvazione di due leggi di iniziativa parlamentare – sottolinea l’esponente del Pd – trovano conforto e conferma positiva nei numeri che fotografano l’attuale situazione penitenziaria: non solo siamo usciti dall’emergenza sovraffollamento, ma siamo riusciti a garantire qualità e dignità di vita negli istituti e una funzione compiutamente rieducativa della pena. Insomma, senza diminuire di un briciolo la sicurezza dei cittadini, abbiamo finalmente un sistema – afferma Ferranti – che sa coniugare insieme la giusta severità della pena con trattamenti di recupero e risocializzazione”.

Ferranti in particolare, presentatrice e relatrice della legge sulla messa alla prova (la n. 67 del 2014), esprime “soddisfazione per come le nuove norme stanno funzionando: il bilancio, a un anno e mezzo dall’entrata in vigore, è più che positivo. E’ un istituto – conclude – che ci avvicina a un’idea riparativa della giustizia che ha già dimostrato buoni risultati in altri ordinamenti, un’idea di sanzione che da un lato impone obblighi e prescrizioni a chi commette un reato e dall’altro risponde a esigenze risarcitorie in favore della collettività e della vittima”. 

11/01/2016 - 18:45

Solo “un grande abbaglio” perché “nessuno sta depenalizzando la coltivazione di cannabis”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, chiede al governo il rispetto dei principi di delega votati dal Parlamento: “Ciò che verrà trasformato in illecito amministrativo non è, come demagogicamente sostenuto da alcuni, la coltivazione o la produzione di droghe, che resta reato sanzionato con il carcere, ma semplicemente – spiega l’esponente del Pd – l’inosservanza delle prescrizioni da parte di enti autorizzati alla coltivazione per fini scientifici, terapeutici e di ricerca”. Insomma, “un reato che essendo oggi punito solo con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda – sottolinea Ferranti – è di fatto del tutto marginale: la sua trasformazione in illecito amministrativo, con una sanzione pecuniaria che arriva fino a 30mila euro, ne rafforza invece la valenza preventiva evitando anche il rischio prescrizione”. A giudizio di Ferranti, in conclusione, “è bene che sul punto il decreto legislativo che sarà portato la prossima settimana in consiglio dei ministri rispetti quanto deliberato dal Parlamento”.

15/12/2015 - 17:41

Finanziamenti a favore delle aziende confiscate alla mafia, incentivi fiscali per la negoziazione assistita, avvio delle procedure di riqualificazione del personale della Giustizia, tutela immediata delle vittime di violenza e abusi. Sono tra i principali emendamenti alla legge di stabilità presentati dalla commissione Giustizia e approvati oggi dalla Bilancio in vista dell’approdo in aula alla Camera: “Tutte le modifiche più significative sul fronte della giustizia messe a punto in commissione – dice la presidente Donatella Ferranti – sono state accolte, mi sembra un ottimo risultato”.

Nel dettaglio, il testo prevede ora un fondo di 10 milioni di euro all’anno per assicurare alle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata continuità e accesso al credito bancario nonché sostegno agli investimenti e agli interventi di ristrutturazione a tutela dell’occupazione e della salute e sicurezza e dell’emersione del lavoro irregolare. Quanto alle vittime di reati violenti e maltrattamenti, è introdotto un percorso di protezione per una tempestiva e sinergica assistenza sanitaria, giudiziaria e sociale; spetterà a un dpcm definire linee guida a livello nazionale per renderlo operativo. Infine, vengono stabilizzati gli incentivi fiscali della negoziazione assistita e arbitrato riconoscendo alle parti un credito di imposta di 250 euro per i compensi corrisposti agli avvocati e agli arbitri.

Ma non solo. La legge di stabilità ha recepito anche altre modifiche chieste dalle commissione Giustizia, quali la compensazione tra i crediti vantati dagli avvocati per spese di giustizia e quanto dagli stessi è dovuto per imposte e tasse (compresa l’Iva) nonché la razionalizzazione delle procedure di liquidazione delle spese di giustizia prevedendo che il decreto di pagamento degli onorari dei difensori, degli ausiliari del magistrato e dei consulenti tecnici sia adottato contestualmente al provvedimento che chiude la fase. Inoltre, al fine di accelerare i processi di riqualificazione del personale e le procedure per la mobilità provinciale, sarà possibile procedere alla selezione del passaggio per riqualificazione senza contrattazione collettiva andando direttamente a bandire procedure selettive pur sempre nel rispetto del Ccnl 1998/2001. E’ passato, infine, il riallineamento dei ruoli direttivi del Corpo di polizia penitenziaria ai corrispettivi della Polizia di Stato.

 

20/11/2015 - 16:58

"Non c'e' nessuna volonta' di distruggere la proposta di legge presentata dai Cinque Stelle, ma semmai di migliorarla costruttivamente, soprattutto alla luce dei risultati dell'indagine conoscitiva che abbiamo svolto e dei suggerimenti arrivati da Anac, Autorita' della Privacy, Confindustria, Agenzia delle Entrate, Bankitalia, esperti giuristi". Cosi' la presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti, interviene sulla proposta di legge sul whistleblowing, la "tutela del segnalante" che oggi e' stata al centro di uno scontro in commissione Giustizia tra M5S e Pd. "Il Pd - dice Ferranti - non solo ha presentato emendamenti al testo base approvato dalla Commissione, della deputata M5S Rosa Businarolo, ma ha presentato anche una propria proposta di legge per dare un segnale concreto di condivisione del principio secondo cui, chi ha il senso civico ed il coraggio di denunciare una situazione di illegalita' di cui e' a conoscenza in relazione allo svolgimento del suo lavoro, deve essere adeguatamente tutelato e protetto soprattutto da ritorsioni o discriminazioni dirette o indirette che siano. Il Pd vuole contribuire alla disciplina della tutela del segnalante, anche dal punto di vista della riservatezza della sua identita', ma alcune parti della proposta Businarolo non le troviamo condivisibili, come l'abrogazione della norma della legge Severino che gia' oggi tutela gli impiegati del settore pubblico che segnalano illeciti, anche se ha bisogno di modifiche per il superamento dei punti critici evidenziati anche dal presidente dell'Anac Cantone. Secondo noi - conclude Ferranti - bisogna lavorare in questo senso, implementando e perfezionando il sistema normativo esistente. Nel settore privato - osserva ancora la presidente della Commissione Giustizia Ferranti - e' vigente la legge n. 231 /del 2001 che riguarda la responsabilita' amministrativa da reato per le societa' e che gia' prevede meccanismi che incentivano l'adozione e l'applicazione di modelli di gestione e organizzazione adeguati alla prevenzione dei reati. Abbiamo percio' previsto uno specifico rafforzamento di quei modelli organizzativi da parte delle imprese in modo che si garantisca il segnalante che si faccia carico di far scoprire illeciti e abusi. Ovviamente la tutela e' massima laddove il dipendente privato sia poi oggetto di ritorsioni o demansionamenti o licenziamento: questi atti qualificabili come discriminatori saranno nulli. Riteniamo che non possiamo prevedere un premio in denaro, non ne condividiamo la filosofia; anche se nella nostra proposta abbiamo previsto che di un eventuale esito positivo della segnalazione si possa tener conto ai fini della valutazione della professionalita'". "Insomma – conclude Ferranti - nessuna volonta' di distruggere, tutt'altro, altrimenti avremmo presentato emendamenti soppressivi. Se si vuole portare a casa un risultato concreto serve un confronto serio e ragionevole che auspico ci possa comunque essere in aula".  

06/11/2015 - 19:20

“Né confusione né fretta, semplicemente un testo che approda in aula dopo due anni di approfondito lavoro in commissione e una esauriente indagine conoscitiva”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti in vista della discussione generale di lunedì sulla pdl che riforma la disciplina su aziende e beni confiscati alla mafia: “E’ un provvedimento – spiega la presidente della commissione Giustizia della Camera – che nasce da una proposta di iniziativa popolare sottoscritta da Cgil, Libera e un ampio fronte di altre associazioni e che è stato poi affiancato da un testo della commissione Antimafia che migliora e rafforza il codice antimafia del 2011, un provvedimento – sottolinea l’esponente del Pd – che punta al pieno recupero di legalità superando i limiti e le criticità dell’attuale sistema. L’obiettivo è quello di evitare, come purtroppo spesso oggi accade, che aziende confiscate alla criminalità organizzata siano destinate a fallire, producendo disoccupazione e costi economici, o che altri beni e immobili rimangano di fatto inutilizzati”.

Il testo che andrà in aula, prosegue Ferranti, “mette a punto un sistema più stringente, semplificando e dando maggiore efficacia ai procedimenti di prevenzione personale e patrimoniale anche attraverso la specializzazione dei giudici che si occupano della materia e dettando criteri più rigorosi e trasparenti a garanzia della professionalità degli amministratori giudiziari”. E non solo, “ci sono misure di sostegno alle aziende sequestrate meritevoli di restare sul mercato grazie alla costituzione di un fondo di garanzia, c’è il potenziamento e la riorganizzazione dell’agenzia dei beni confiscati e ci sono norme specifiche contro il caporalato”. Insomma, è un testo – conclude Ferranti – che “affronta questioni di grande attualità, che dunque non può consentire ulteriori ritardi o rinvii. Il mio auspicio è che in aula ci si possa confrontare serenamente per migliorare il testo facendo fronte comune contro illegalità e mafie ed evitando strumentalizzazioni o manovre dilatorie”.

02/11/2015 - 19:01

“Sarebbe buona cosa non strumentalizzare una tematica complessa e delicata come il diritto all’affettività dei detenuti riducendola a una questione di sesso in carcere: il problema è ben più serio e investe il rispetto della dignità umana e la necessità di garantire accettabili e non umilianti condizioni di vita negli istituti di pena”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, replica così alle critiche leghiste in vista dell’audizione di domani con un gruppo di assistenti e operatori sociali, detenuti e familiari in videoconferenza dalla casa di reclusione di Padova. “E’ un’audizione innovativa per le modalità – spiega l’esponente del Pd – che abbiamo deciso a maggioranza di tre quarti dei componenti in ufficio di presidenza, perché ci sembra importante, nell’ambito dell’istruttoria su diverse proposte di legge che riguardano il diritto all’affettività, conoscere più nel dettaglio il modello operativo virtuoso sperimentato nel carcere di Padova”. Del resto, sottolinea Ferranti, “il riconoscimento del diritto all’affettività dei reclusi è contenuto già nei principi di delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario che abbiamo di recente approvato alla Camera votando la riforma del processo penale”.

La presidente della commissione Giustizia, dunque, respinge come “propaganda e banalità l’idea che si voglia trasformare le celle in bordelli: il diritto all’affettività – osserva – non coinvolge solo i detenuti ma si estende a tutte quelle persone, dal coniuge ai figli e ai familiari, con cui vi è un rapporto d’amore che il carcere non può e non deve spezzare e che può invece favorire il recupero e il reinserimento. Ciò che va approfondito e verificato, in definitiva, sono le modalità per consentire la continuazione delle relazioni affettive esistenti prima della detenzione senza tuttavia pregiudicare le esigenze di sicurezza”.

 

23/09/2015 - 13:40

“Una riforma coraggiosa, di ampio respiro, in alcuni tratti decisamente innovativa”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia e relatrice del ddl sul processo penale, commenta così l’approvazione dell’articolato da parte della Camera. “Basta scorrere i singoli capi, dalla giustizia riparatoria alla certezza dei tempi per l’esercizio dell’azione penale, dalla semplificazione delle impugnazioni agli interventi su alcune fasi processuali e sui riti alternativi, per cogliere la portata di una riforma strutturale – sottolinea l’esponente del Pd – che inciderà in modo significativo sulla durata dei processi rafforzando al contempo i diritti degli imputati e delle vittime del reato”.

Il testo che ora andrà al Senato, secondo Ferranti, “è un testo dall’impianto coerente, un testo decisamente arricchito rispetto alla versione originaria, frutto di un lavoro intenso in commissione che ha visto in questi mesi un confronto costruttivo da parte di tutti i gruppi con il governo facendo tesoro di quanto emerso nel corso delle numerose audizioni di giuristi ed esperti. Del resto, il fatto che su un testo di ben 34 articoli le critiche più accese alla fin fine si concentrino strumentalmente soltanto sul comma che riguarda la pubblicabilità delle intercettazioni – conclude Ferranti – è la dimostrazione che si tratta di un provvedimento solido e concreto. Un provvedimento che non contiene una sola disposizione che possa ostacolare o impedire le indagini e la corretta informazione dell’opinione pubblica, ma punta esclusivamente a migliorare il funzionamento della giustizia nell’interesse dei cittadini”.

 

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