17/09/2015 - 13:25

Per mafia e terrorismo termine esercizio azione penale sale a 12 mesi

"Tempi certi per l’esercizio dell’azione penale: il rinvio a giudizio o l’archiviazione dovranno essere chiesti entro 3 mesi dalla scadenza di tutti gli avvisi e notifiche di conclusa indagine. Con però due importanti eccezioni: se si tratta di casi complessi il termine potrà essere prorogato di altri 3 mesi dal procuratore generale della corte d’appello. Se poi si tratta di delitti di mafia e terrorismo, il termine sale automaticamente a 12 mesi". E’ quanto stabilito dalla nuova norma votata dalla Camera nell’ambito della riforma del processo penale.

Spiega Donatella Ferranti, relatrice del provvedimento e presidente della commissione Giustizia della Camera: “Nessuno tocca la durata delle indagini, che rimane quella attualmente prevista dal codice, abbiamo semplicemente fissato un termine per definire le inchieste, senza sacrificare l’attività espletata. In altre parole, una volta concluse le indagini e scaduti tutti i termini di notifica alle parti, la richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione deve essere formalizzata in tempi prevedibili e certi”. Peraltro, osserva la presidente della commissione Giustizia, “non è che le indagini, in caso di mancato rispetto di tali tempi, finiranno al macero, ma saranno avocate dal procuratore generale che deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione”.

A giudizio di Ferranti, dunque, la nuova norma “non può in alcun modo ostacolare le indagini, ma va piuttosto nella direzione di una ragionevole durata del processo e può contribuire ad evitare la tagliola della prescrizione”. I magistrati, conclude Ferranti, “continueranno a svolgere le indagini esattamente come oggi”, tanto più che i nuovi termini, in forza di un altro emendamento presentato dal responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, e già votato dall’aula, “si applicherà solo alle notizie di reato iscritte dopo l’entrata in vigore della riforma”. In questa prospettiva, “approveremo anche un ordine del giorno diretto a impegnare il governo a risolvere le questioni del personale e delle risorse nelle procure più oberate”.

16/09/2015 - 13:25

"Un significativo passo avanti verso una concezione del diritto penale più moderna e in linea con gli ordinamenti degli altri paesi". Lo afferma Donatella Ferranti, relatrice sulla riforma del processo penale in votazione alla Camera, sottolineando che si tratta di un "via libera alla norma che apre alla giustizia riparatoria per i reati a querela". "Il giudice  - aggiunge - li dichiara estinti quando l'imputato ripara interamente il danno mediante restituzione o risarcimento ed elimina ogni conseguenza. E' una misura che ovviamente riguarda solo i reati minori e di scarso allarme sociale. Una misura - prosegue Ferranti - coerente e in continuità con l'azione complessiva del governo: le condotte riparatorie mirano a un effetto deflattivo (come la messa alla prova e la tenuità del fatto) favorendo una mediazione, un colloquio proficuo tra le parti private, imputato e offeso, sotto lo sguardo dello Stato che svolge una funzione di mero arbitro qualora sia intervenuto il risarcimento integrale".

"In tal senso, la giustizia riparatoria riconosce e tutela con più forza le vittime e le persone offese del reato, che dovranno essere obbligatoriamente sentite dal giudice prima dell'eventuale estinzione del reato. E che soprattutto non dovranno aspettare tre gradi di giudizio, con il rischio che tutto finisca in prescrizione, per ottenere soddisfazione".

"Peraltro - aggiunge la presidente della commissione Giustizia - la riforma anche in altre norme rafforza i diritti della parte offesa prevedendo a suo favore un potere di controllo sullo stato concreto del procedimento". 

08/09/2015 - 18:04

La decisione della Corte di giustizia europea “suona come un monito ultimativo, è urgentissimo che la riforma della prescrizione, già votata dalla Camera, esca dal limbo parlamentare per diventare al più presto legge”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio, commentando il richiamo a ‘disapplicare il regime della prescrizione’ nei casi di frode grave in materia Iva. “E’ fatto notorio – sottolinea l’esponente del Pd –che le frodi fiscali, alla pari dei delitti di corruzione, sono reati ad alto tasso di impunità perché restano a lungo nascosti per precisa volontà di occultarli e per oggettive difficoltà di scoperta, non prevedere termini più adeguati per celebrare il processo equivale dunque a incentivare illegalità e malaffare”.

Certo, la recente legge anticorruzione e l’ormai imminente attuazione della delega fiscale, “inasprendo le sanzioni penali, rappresentano un deciso passo avanti nel contrasto dei più gravi reati di corruzione e frode fiscale”, e tuttavia – avverte Ferranti – “se non si mette mano alla prescrizione, sospendendo il decorso dopo la condanna in primo grado e anche aumentando i termini in ragione della specificità di tali reati, avremo sempre processi falcidiati prima di poter giungere a una sentenza di merito. Una sconfitta inaccettabile per lo Stato e tutti i cittadini e le imprese oneste, un danno enorme per l’economia e un freno agli investimenti e al rilancio del Paese”.

06/08/2015 - 14:23

Sull’attuazione della delega fiscale in merito alla revisione delle sanzioni “si sta generando un allarme del tutto infondato e strumentale”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, che spiega: “L’aumento delle soglie che escludono il processo penale riguarda illeciti meramente dichiarativi e residuali, già oggi puniti con pene minime, e non certo le vere e proprie frodi fiscali per le quali anzi le pene sono state rafforzate”. La filosofia dell’intervento, insiste l’esponente del Pd, “è quella di colpire con rigorose sanzioni penali le condotte artificiose, fraudolente e simulatorie e punire invece con sanzioni amministrative gli illeciti minori. Del resto, anche a seguito di una verifica compiuta presso le procure, è emersa la richiesta da parte dei magistrati di deflazionare il contenzioso tributario dando così modo di concentrare l’azione di contrasto sui reati più gravi di evasione fiscale”.

In tal senso il parere approvato ieri in commissione Giustizia-Finanze, che “tiene conto anche di quanto sostenuto dagli esperti – puntualizza Ferranti – nel corso di un seminario svolto il 27 luglio”, chiedendo diverse correzioni al testo rende ancora più stringente il dispositivo antievasione: da un lato infatti amplia lo spazio incriminatorio della simulazione e assorbe le sottofatturazioni tra i mezzi fraudolenti, dall’altro prevede aggravanti nel caso di omesse dichiarazioni o versamenti di ritenute o Iva non giustificati da crisi aziendale, rafforza le sanzioni penali al di sopra della soglia di punibilità e rende più cogente la confisca.

28/07/2015 - 18:04

La riforma del processo penale all’esame della Camera “non vieta affatto le registrazioni tra privati e tantomeno impedisce che possano essere utilizzate come prova nei processi contro gravi reati come corruzione o stalking”. Lo sottolinea Donatella Ferranti, relatrice del provvedimento e presidente della commissione Giustizia, invitando tutti “a una lettura corretta della norma: il principio di delega – spiega – chiede semplicemente che sia punita la diffusione di registrazioni fraudolente al solo fine di danneggiare la reputazione altrui, escludendo comunque la punibilità se si utilizzano in un processo o per l’esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca”.

Dice Ferranti: “In questi giorni, in interviste e dichiarazioni, ho letto di tutto e di più su questa norma, sarebbe però bene che se ne parlasse con cognizione di causa e non imputandole intenti ed effetti che francamente nulla centrano con quanto previsto“. In realtà, continua l’esponente del Pd, “la norma non impone alcun bavaglio all’informazione e nemmeno ostacola indagini e denunce”.

Quanto alle intercettazioni, “si tratta solo di regolamentare meglio la loro pubblicabilità. Non solo non c’è alcuna limitazione al loro uso e ai reati intercettabili, ma anzi si facilitano quelle che riguardano i gravi reati contro la pubblica amministrazione”.

 

21/07/2015 - 18:01

La condanna della Corte di Strasburgo “spazza via qualunque resistenza e tattica ostruzionistica al riconoscimento pieno delle unioni civili tra persone dello stesso sesso”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, sollecitando la “rapida approvazione al Senato del testo Cirinnà per eliminare ogni discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali”. A giudizio dell’esponente del Pd, “è indispensabile che sulle unioni civili il nostro paese si metta al più presto al passo con gli ordinamenti degli altri Stati europei. Certo, la pronuncia della Corte europea dei diritti umani – osserva – brucia, ma come è già stato per le carceri, per le quali alla fine siamo stati segnalati come esempio da seguire, così anche in materia di diritti delle coppie gay possiamo e soprattutto dobbiamo dimostrare la nostra sensibilità riformatrice”.

17/06/2015 - 17:01

“Prima di lanciare allarmi, meglio sarebbe attendere e leggere le motivazioni della sentenza, che non mi risulta ancora depositata”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, in merito alla pronuncia della Cassazione che ieri sera ha annullato senza rinvio la condanna a 6 anni e 9 mesi per bancarotta dell’ex sondaggista di Berlusconi, Luigi Crespi. “Inviterei tutti alla cautela, è fuor di dubbio che la recente legge anticorruzione – sottolinea l’esponente del Pd –abbia reintrodotto il delitto di falso in bilancio, ma come sempre di fronte a una nuova riforma occorre un periodo di rodaggio giurisprudenziale. Occorre cioè che la giurisprudenza si assesti tenendo conto dei lavori parlamentari dai quali emerge in modo esplicito che nei ‘fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero’ che costituiscono il falso in bilancio – spiega Ferranti – non possono non rientrare anche alterazioni di natura valutativa. Del resto, la semplice lettura delle disposizioni del codice civile che fissano i parametri fondamentali per la redazione del bilancio, dello stato patrimoniale e del conto economico, chiarisce che tutte le voci e poste importano la traduzione, in grandezze convenzionali, di elementi necessariamente fattuali”.

Insomma, insiste Ferranti, “è quantomeno intempestivo e strumentale creare allarmismo cercando di sminuire la portata di una riforma valutata con favore da magistrati esperti e giuristi nel corso delle audizioni alla Camera. Aspettiamo che la giurisprudenza si consolidi, se poi qualche aggiustamento sarà necessario, non saranno certo questo governo e questa maggioranza che della lotta alla corruzione hanno fatto una priorità a tirarsi indietro”. 

16/06/2015 - 18:11

Sulle carceri e le misure contro il sovraffollamento “l’Europa ci ha promosso a pieni voti segnalando il nostro paese addirittura come esempio di buone pratiche”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta le parole del segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, al termine dell’incontro con il ministro Orlando: “Difficile immaginare un riconoscimento più esplicito del lavoro e dei risultati ottenuti in questi due anni da governo e maggioranza, le parole di Jagland – sottolinea l’esponente del Pd – sono il miglior viatico per incrementare sforzi e impegno parlamentare nelle riforme e dovrebbero far riflettere quanti in questi mesi hanno contrastato e criticato i provvedimenti via via approvati”.

La realtà, osserva Ferranti, “è che l’Europa apprezza, dopo anni di immobilismo, il radicale cambio di passo impresso al sistema giustizia incoraggiando il percorso riformatore che stiamo attuando. Abbiamo reso più umane le pene e migliorato le condizioni delle carceri, ora centreremo anche l’obiettivo di rendere più veloce la giustizia portando a breve in aula alla Camera le riforme del processo penale e civile”.

26/05/2015 - 20:06

I dati diffusi oggi dal ministro Orlando “sono un segnale più che incoraggiante perché ci confermano che lo sforzo riformatore di governo e maggioranza sta davvero imprimendo una svolta decisiva anche sul fronte della giustizia civile”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, commentando la “sostanziosa diminuzione” di cause in ingresso “grazie agli interventi attuati in questi due anni. L’ufficio del processo, l’informatizzazione, gli strumenti di risoluzione stragiudiziale, la semplificazione dei procedimenti di separazione e divorzio sono tutte misure che ora stanno dando i loro frutti. E’ una inversione di tendenza rispetto al passato – osserva – che davvero potrebbe consentire di azzerare l’arretrato con successo e in tempi ragionevolmente brevi”.

A maggior ragione, prosegue l’esponente del Pd, “quando i provvedimenti già attuati saranno completati dal ddl delega di riforma del processo civile, che stiamo esaminando in commissione e che contiamo di portare al voto in aula prima della pausa estiva, e dal rafforzamento e riqualificazione del personale per il quale molto il ministro Orlando si sta spendendo”. A giudizio di Ferranti, “ricondurre su un piano fisiologico il contenzioso civile è certamente obiettivo tra i più ambiziosi di questa legislatura, ma i dati diffusi oggi – sottolinea – ci inducono all’ottimismo: direi che siamo sulla strada giusta e se vi sarà collaborazione sinergica tra tutti gli operatori potremmo finalmente garantire una giustizia civile celere, efficiente ed equa, che è condizione fondamentale per il rilancio economico e la crescita del paese”.

 

21/05/2015 - 19:19

L’approvazione del ddl sui delitti contro la pubblica amministrazione “è la risposta forte del Parlamento contro quel vero e proprio cancro che è la corruzione. Il messaggio è chiaro: mai più impunità”. Così Donatella Ferranti commenta il voto definitivo della Camera: “Dopo il varo della legge sugli ecoreati, oggi è un’altra giornata importante per la legalità e la lotta al malaffare, la legge appena approvata costituisce, come sottolineato dal presidente dell’Anac Cantone, quanto di meglio si poteva fare. E’ un provvedimento – rimarca la presidente della commissione Giustizia a Montecitorio – serio e rigoroso, che aumenta le pene dei reati di corruzione in proporzione alla loro effettiva e assoluta gravità, rende più incisive le sanzioni accessorie, obbliga i corrotti a restituire il maltolto, riduce le pene a chi collabora a scardinare il fenomeno corruttivo e reintroduce finalmente il reato di falso in bilancio che era stato di fatto eliminato nel 2002”.

Insomma, “rispetto al passato è netta ed evidente l’inversione di rotta per eliminare una delle cause principali del declino economico del nostro paese: la corruzione, gli appalti truccati e i fondi neri nei bilanci. Certo, nessuno è così ingenuo da ritenere che basti una legge da sola per sconfiggere la corruzione, ma il dato di fatto – conclude Ferranti – è che in questi mesi abbiamo impostato un dispositivo che segna un indubbio salto di qualità sotto il profilo della affermazione della legalità a ogni livello: reato di autoriciclaggio già in vigore, ora falso in bilancio e pene rafforzate per i delitti più gravi contro la pubblica amministrazione, e presto sarà anche archiviata la ex Cirielli sulla prescrizione. Direi che d’ora in poi corrotti e corruttori non avranno più alcuna speranza di impunità”.

19/05/2015 - 21:11

“Impegno più che mantenuto, il testo sugli ecoreati doveva diventare legge entro maggio e legge è. Forse mai come in questa occasione si può davvero parlare di una giornata storica”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio, commenta il voto definitivo del Senato sul provvedimento che introduce i reati ambientali: “Dopo 20 anni di attesa e tentativi a vuoto, ora abbiamo una legge – dice l’esponente del Pd – che finalmente non fa sconti a chi inquina, una legge che finalmente colma un vuoto normativo che troppi disastri ha già prodotto sulla pelle dei cittadini”.

Ferranti parla di “testo solido, puntuale, giustamente rigoroso contro chi inquina e causa disastri ambientali ma al contempo attento anche a incentivare condotte riparatorie di bonifica e ripristino. Siamo davvero a una svolta nel contrasto agli ecoreati, che ci mette al passo con i paesi più avanzati d’Europa e dota il nostro codice penale di norme efficaci per combattere fenomeni criminosi sempre più diffusi e di grave pericolo per la salute pubblica”.

 

18/05/2015 - 18:46

“Con l’approvazione del testo sugli ecoreati domani, dopo un’infinità di tentativi andati a vuoto, potremo mettere finalmente la parola fine a una gestazione ventennale: non solo sarà da questo punto di vista una giornata storica, ma finalmente avremo una legge che non fa sconti a chi inquina”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, alla vigilia del voto definitivo da parte del Senato: “Ci aspettiamo che in tutte le forze politiche prevalga il senso di responsabilità e che dunque il provvedimento abbia il più ampio consenso possibile. Al riguardo, accogliamo con soddisfazione – dice Ferranti – il ‘ravvedimento operoso’ da parte di 5 Stelle e Sel che si sono oggi pronunciati contro ogni emendamento e per l’approvazione secca del testo così come è. Del resto, è evidente che chi domani cercherà di rallentarne ulteriormente il varo o di modificarla è perché non vuole che questa legge possa mai vedere la luce. Chi vuole che i cittadini siano tutelati e che i responsabili di disastri e inquinamenti ambientali siano finalmente puniti non può non votare a favore di questa legge”.

 

15/05/2015 - 19:14

“Almeno a giudicare dagli stralci riportati dalle agenzie il parere messo a punto dalla sesta commissione del Csm mi suona intempestivo e illogico”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti esprimendo “un certo sbalordimento” per quanto scritto nel documento: “E’ intempestivo perché siamo ormai in dirittura d’arrivo in aula con il ddl anticorruzione che sarà legge la prossima settimana, ma soprattutto illogico – replica la presidente della commissione Giustizia della Camera – visto che accusa il Parlamento di disorganicità proprio nel momento in cui stiamo varando una legge organica e di sistema che va a integrare e rafforzare l’altra legge organica e di sistema che è la cosiddetta Severino approvata nel 2012”.

Insomma, “francamente mi sembrano rilievi – conclude Ferranti – del tutto fuori bersaglio. Io sto a quanto in audizione ci ha riferito, e non solo lui, Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, che valuta positivamente l’impianto del ddl anticorruzione e ne chiede l’approvazione immediata”.

 

14/05/2015 - 19:08

Sulla class action “è stato fatto un buon lavoro, che ha visto la fruttuosa collaborazione tra maggioranza e opposizione. Anche con l’apporto di emendamenti del Pd, che hanno avuto il parere favorevole del relatore Bonafede e del governo, dalla commissione esce un testo che potrà rendere finalmente efficace il ricorso all’azione di classe semplificando i procedimenti di adesione”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia, commenta la conclusione dell’esame del provvedimento (formalmente manca solo il mandato al relatore dopo aver raccolto i necessari pareri delle altre commissioni) che approderà in aula la prossima settimana. “Con questo testo –spiega – la class action entra a pieno titolo nel codice di procedura civile uscendo dall’angusto ambito del codice del consumo, in concreto ciò significa che, consumatore o meno, tutti ora potranno far valere in giudizio la lesione di ‘diritti individuali omogenei’ avanzando richieste di risarcimento o chiedendo l’inibitoria per evitare il perpetrarsi di condotte plurioffensive”.

Insomma, “indubbiamente un buon passo avanti rispetto alla normativa attuale, che rende la class action strumento realmente efficace. Tanto più – sottolinea Ferranti – che viene semplificato anche il procedimento di adesione attraverso gli strumenti informatici e si garantisce l'effettiva pubblicità tramite i portali di servizio telematico del ministero della Giustizia. Tra l’altro, come già avviene nel sistema francese introdotto nel 2014, alla class action sarà possibile aderire anche dopo la sentenza di condanna”.

 

14/05/2015 - 15:00

La prossima settimana “potrà passare alle cronache per una doppietta straordinaria: ecoreati al Senato e ddl anticorruzione alla Camera. Due leggi cruciali per la legalità, che il paese e i cittadini attendono da anni”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio: “E’ l’ennesimo impegno mantenuto dal Pd e dal governo e il segnale forte che questa maggioranza – sottolinea – non fa sconti ai corruttori e agli inquinatori. Il testo sui reati ambientali e quello sulla corruzione rappresentano un cambio di rotta storico rispetto al passato e andranno a colpire quei fenomeni criminali che in questi anni hanno causato dolore alle vittime e prodotto disastri nel tessuto economico-sociale portando al declino il nostro paese”.

 

Pagine