30/10/2014 - 18:36

“Nessuna strozzatura della discussione, ma semplicemente la razionalizzazione dei tempi per l’esame di un decreto legge che lunedì deve essere in aula”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta così l’abbandono dei lavori da parte di 5 stelle, Sel e Lega mentre erano in corso nella seduta pomeridiana le votazioni sugli emendamenti al decreto sul processo civile. Ferranti respinge le critiche delle forze politiche di opposizione: “Secondo i tempi decisi – spiega l’esponente del Pd – avrebbero avuto ancora sei ore per intervenire segnalando gli emendamenti più importanti su cui concentrare la discussione, avremmo chiuso questa sera, con la piena disponibilità dei gruppi di maggioranza a proseguire in notturna”. Peraltro, ricorda la presidente della commissione Giustizia, “è da lunedì che stiamo esaminando il decreto, le opposizioni hanno e avrebbero ancora avuto tutto il tempo per lasciare traccia, nonostante il già espresso parere contrario di governo e relatore su tutti gli emendamenti, delle criticità del provvedimento, alcune delle quali potrebbero trovare soluzione nel disegno di legge di riforma del processo civile che il governo ha già approvato e presenterà a breve in Parlamento”.

 

29/10/2014 - 16:10

“Il solito attacco sguaiato e miserabile. Del resto, che altro attendersi da chi riconosce una qualche moralità alla mafia?”. Donatella Ferranti liquida così il blog di Beppe Grillo sulla testimonianza resa dal capo dello Stato nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. “Ammissione di colpevolezza da parte di Napolitano? Parole irresponsabili e in libertà, con l’unico obiettivo – commenta la presidente della commissione Giustizia della Camera – di gettare fango sulle istituzioni. Al leader dei 5 stelle evidentemente non va giù che il capo dello Stato, anche ieri, abbia dato una lezione di democrazia. Nel rispondere con il massimo della trasparenza e disponibilità alle domande dei magistrati e degli avvocati, il presidente Napolitano – conclude Ferranti – ha dato concretamente prova di cosa significhi rispetto dell’autonomia della magistratura e fedeltà ai valori della Costituzione”.

 

21/10/2014 - 20:04

Bocciando a larghissima maggioranza l’emendamento Pini sulla responsabilità diretta dei magistrati, la Camera “ha definitivamente respinto l’ennesimo tentativo di chi in realtà vuole semplicemente liberarsi dai giudici scomodi e sgraditi”. Così Donatella Ferranti commenta il voto in aula sulla legge comunitaria: “Il governo, al Senato, sulla responsabilità delle toghe ha proprio oggi presentato i suoi emendamenti per una soluzione equilibrata e non punitiva di riforma della legge Vassalli. Noi siamo perché il magistrato che sbaglia paghi, ma deve esserci la garanzia – osserva la presidente della commissione Giustizia della Camera – che il magistrato possa decidere e giudicare in piena serenità e imparzialità rispondendo quindi solo in via indiretta e solo quando abbia effettivamente sbagliato”.

Al contrario, insiste Ferranti, “chi vuole la responsabilità diretta o chi vuole far derivare la responsabilità civile da una errata interpretazione delle leggi vuole in realtà esclusivamente intimidire il giudice e assoggettarlo ai potentati economici e al potere di pressione delle parti più forti. Una deriva incostituzionale – conclude l’esponente del Pd – che minerebbe nel profondo l’indipendenza e l’autonomia della magistratura con grave danno per i cittadini più deboli e sarebbe in grado di paralizzare nei fatti il sistema giustizia”.

 

16/10/2014 - 15:45

“Checché ne dicano i benaltristi e i disfattisti di professione, l’introduzione del reato di autoriciclaggio, dopo ripetuti tentativi a vuoto nelle scorse legislature, rappresenta una svolta storica nella lotta all’illegalità diffusa”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia, in vista del via libera della Camera alla pdl sul rientro di capitali. “Due le verità inconfutabili: la prima, l’autoriciclaggio, come promesso da governo e maggioranza, sarà finalmente un delitto punito anche in Italia colmando così un vuoto legislativo più volte segnalato non solo dalla magistratura ma dalle stesse convenzioni internazionali. La seconda, l’autoriciclaggio colpirà con rigore un ventaglio ampio di condotte illecite ma salvaguardando il cosiddetto ‘autoimpiego’”. Insomma, si tratta di “una norma seria, puntuale ed equilibrata. Una norma che permetterà finalmente di contrastare con efficacia – assicura l’esponente del Pd – le condotte di chi ricicla in prima persona i proventi della propria attività delittuosa, condotte finora impunite e che sono in grado di alterare e inquinare in modo significativo il circuito produttivo e il mercato economico-finanziario e quindi la libera concorrenza tra le imprese oneste”.

Nel dettaglio, il nuovo reato – spiega la presidente della commissione Giustizia – “permetterà di incriminare, con pene fino a 8 anni, chi avendo commesso un delitto, ne occulta, trasferisce e impiega il denaro o gli altri proventi in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali e speculative in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro origine illecita. Ciò che si vuole colpire con mano ferma – aggiunge Ferranti – è l’occultamento e l’ostacolo concreto frapposto all’identificazione dei proventi illeciti da parte dello stesso autore di un delitto come corruzione, frode fiscale, estorsione, criminalità organizzata, traffico di droga o altri. Specificando però, per inverso, che non è punibile la condotta di mera utilizzazione o godimento personale attuata in forme agevolmente ricostruibili e trasparenti, in quanto ciò rappresenta soltanto l’attuazione del delitto presupposto, che è già di per sé punito”.

E’ dunque “falso e demagogico – conclude Ferranti – incutere terrore nelle imprese, come fanno Forza Italia e 5 Stelle, perché la norma, così come strutturata, non consentirà di punire due volte chi magari si macchia di evasione fiscale ma poi utilizza il ‘nero’ per pagare i dipendenti, acquistare macchinari o investire nell’azienda”.

 

09/10/2014 - 19:46

Il nuovo reato di autoriciclaggio che approderà in aula poggia “su condotte accuratamente determinate, che scongiurano i rischi di colpire impropriamente il cosiddetto ‘autoimpiego’, rischi agitati da chi in realtà non vuole proprio che nel nostro ordinamento si possa finalmente punire chi, avendo commesso un delitto, ne occulta o trasferisce il denaro o gli altri proventi in modo da ostacolare l’identificazione della loro origine illecita”. Donatella Ferranti commenta così il via libera da parte della commissione Finanze al ddl sul rientro di capitali, “un provvedimento strategico – sottolinea l’esponente del Pd – e coerente con le linee guida tracciate dall’Ocse”.

Ferranti, a proposito della norma sull’autoriciclaggio, parla di “testo equilibrato e puntuale, frutto della collaborazione tra i ministeri della Giustizia e dell’Economia e anche del contributo costruttivo della commissione Giustizia. Ciò che si vuole colpire con giusto rigore – spiega la presidente della commissione Giustizia della Camera – sono le condotte di occultamento e ostacolo concreto frapposte all’identificazione dei proventi illeciti, specificando per inverso che non sono punibili le condotte di mera utilizzazione o godimento personale attuate in forme agevolmente ricostruibili e trasparenti, che rappresentano soltanto la prosecuzione del delitto presupposto, peraltro già punito”.

In altri termini, “sono del tutto infondati e immotivati – insiste Ferranti – i timori palesati ad arte da alcuni esponenti di Forza Italia in quanto è certo che la norma, così come strutturata nell’emendamento governativo e approvata dalla commissione Finanze, non consente di punire a titolo di autoriciclaggio quanti ad esempio utilizzino i proventi di un reato di evasione Iva per pagare i dipendenti o acquistare macchinari”. L’auspicio è che “l’aula possa approvare in fretta il provvedimento, e che il reato di autoriciclaggio possa finalmente essere introdotto nel nostro ordinamento, come chiesto anche dalla convenzione di Strasburgo del 1999 che l’Italia ha ratificato due anni fa e si è impegnata ad attuare".

 

08/10/2014 - 17:52

“Vere riforme quando? Le vere riforme della giustizia sono già in atto da almeno un anno e proseguiranno, passo passo, nei prossimi mesi”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, non nasconde “un certo stupore” di fronte al richiamo perentorio dell’Anm. “Attraverso decreti e leggi di iniziativa parlamentare, in un anno di attività – spiega l’esponente del Pd commentando l’infografica sul sito dell’Associazione nazionale magistrati – abbiamo smantellato gli automatismi della ex Cirielli nei confronti dei recidivi, riequilibrato la situazione carceraria, risolto il problema della contumacia, introdotto la messa alla prova, potenziato il contrasto al voto di scambio politico-mafioso. Ora ci apprestiamo a introdurre per la prima volta il reato di auto riciclaggio e alleggerire l’arretrato nel civile, e sono già in avanzata fase di esame altre riforme come quella della prescrizione, delle misure cautelari e della confisca dei beni mafiosi. Senza dimenticare che, nelle prossime settimane, approderanno in Parlamento anche gli altri disegni di legge governativi sul falso in bilancio, sul processo civile e sul contrasto alla criminalità organizzata. Riformare un sistema come quello della giustizia – avverte Ferranti – non è né semplice né istantaneo, né abbiamo la pretesa di aver già risolto tutti i problemi, ma si dovrebbe dare atto a questo Parlamento, dopo anni di leggi ad personam e interventi dissennati, di aver invece messo in campo vere riforme strutturali. E allora, ben vengano le critiche, ma quando sono realmente costruttive e non meramente rituali”.

 

07/10/2014 - 19:59

 Il testo sull’autoriciclaggio presentato dal governo “mi sembra soluzione equilibrata: è sufficientemente rigoroso nel colpire le condotte di chi, avendo commesso un delitto, ne occulta o trasferisce il denaro e gli altri proventi in modo da ostacolare l’identificazione della loro origine illecita. Tiene conto, nella sostanza, delle riflessioni espresse ad agosto dalla commissione Giustizia nel parere sulla pdl che disciplina il rientro di capitali”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti evidenziando come, “al di là di eventuali affinamenti che sono sempre possibili nel corso dell’iter parlamentare, il fatto saliente è che finalmente nel nostro ordinamento sarà introdotto e punito anche l’autoriciclaggio, così come chiesto dalle convenzioni internazionali, tra le quali quella di Strasburgo del 1999 che l’Italia ha ratificato due anni fa e si è impegnata ad attuare. Una novità sostanziale – rimarca la presidente della commissione Giustizia della Camera – che non dovrebbe sfuggire nemmeno a chi è abituato a sollevare critiche a prescindere”.

 

30/09/2014 - 15:21

Al neo vicepresidente del Csm “i miei auguri più sinceri di buon lavoro”. Donatella Ferranti si congratula con Giovanni Legnini per la nomina da parte del plenum del Csm. “Apprezzo le sue prime dichiarazioni, sono certa che Legnini – afferma la presidente della commissione Giustizia della Camera – svolgerà con saggezza e misura il nuovo incarico e che il Csm sarà prezioso interlocutore in vista dell’impegnativa stagione di riforme e cambiamenti”.

 

03/09/2014 - 21:02

Quanto detto dal commissario Martine Reicherts sulla riforma della giustizia civile "è più che incoraggiante, è il riconoscimento che stavolta governo e maggioranza intendono fare sul serio". Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, commenta così l'appoggio dell'Ue: "E' la miglior conferma che il 'pacchetto Orlando' sulla giustizia ë una riforma vera, una riforma che contribuirà a rilanciare il nostro paese sotto il profilo dell'economia e dei diritti dei cittadini".

 

06/08/2014 - 20:49

Via libera alla pdl sul rientro dei capitali da parte della commissione Giustizia della Camera. Nel pomeriggio è stato infatti approvato il parere favorevole al testo messo a punto dalla commissione Finanze: “E’ un testo – spiega Donatella Ferranti, relatrice del parere – che, a differenza dello ‘scudo fiscale’, non comporta l’anonimato ma anzi presuppone attraverso una forma di autodenuncia la piena tracciabilità delle attività finanziarie e l’emersione di tutti i redditi occulti. In tal senso – sottolinea la presidente della commissione Giustizia – i benefici sul versante penale, ossia la non punibilità di reati meramente dichiarativi, e gli sconti sulle sanzioni tributarie si inquadrano con coerenza nelle linee guida tracciate dall’Ocse”.

La commissione Giustizia chiede però di riscrivere il reato di autoriciclaggio affinché “non siano puniti atti di mero godimento o trasparente disposizione dei proventi illeciti, ma solo quei comportamenti – si legge nel parere – che consistono in condotte artificiose, idonee ad ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”. In pratica, “alla luce di quanto in audizione ci hanno riferito gli esperti e dei lavori delle commissioni Fiandaca e Garofoli – dice Ferranti – abbiamo individuato un denominatore comune nel ricondurre il reato di autoriciclaggio esclusivamente a condotte di ostacolo messe in atto da parte di chi ricicla in prima persona, evitando così il rischio di duplicare le pene per ciascun delitto suscettibile di generare proventi illeciti”.

 

14/05/2014 - 19:14

“Un passo avanti di civiltà giuridica e sociale. Che tra l’altro ci riallinea agli altri paesi europei riducendo i termini per la proponibilità della domanda di divorzio e semplificando il percorso giudiziale”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, dopo il via libera al testo sul ‘divorzio breve’ che ora andrà per il parere alle altre commissioni in vista dell’approdo in aula il 26 maggio. “In commissione – sottolinea l’esponente del Pd – c’è stata larghissima convergenza sul provvedimento, che è stato messo a punto anche tenendo conto delle osservazioni di magistrati, esperti e associazioni sentiti in audizione. Audizioni dalle quali, tra l’altro, è venuto il suggerimento unanime – aggiunge Ferranti – di non differenziare i termini di durata dalla separazione consensuale sulla base della presenza o meno di figli minori: e ciò perché i figli trovano ormai ampia tutela nel nostro ordinamento a prescindere dal contesto familiare”. A questo punto, “confido in un passaggio in aula veloce e altrettanto condiviso”

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